The Crosstown Showdown

Los Angeles è una metropoli estremamente complessa, ricca di sfaccettature che si sovrappongono fra loro, creando località uniche, siano esse positive o negative. Due di queste realtà, a sfondo universitario, le andiamo a trovare rispettivamente nel neighborhood di Westwood e nel West Adams district.
Stiamo chiaramente parlando di UCLA [University of California, Los Angeles] e USC[University of Southern California], la prima facente parte del sistema statale, l’altra privata. L’una situata in una delle zone più prestigiose e benestanti di Los Angeles, l’altra a due passi dalla ben poco rassicurante area di Downtown. Il bianco e il nero. Il sole e la luna. Due mondi inconciliabili che trovano nei programmi sportivi accademici il territorio ideale per poter rompere ogni anno le catene di una rivalità non troppo nascosta e fra le più sentite su suolo californiano nel panorama NCAA.

Dal 1929 nel football Bruins [UCLA] e Trojans [USC] si contendono la Victory Bell, una campana originariamente posizionata su una locomotiva Southern Pacific che cambia possesso e colore a seconda del vincitore della “Battle of LA”, come i quotidiani locali amano definire lo scontro tra le due università. La questione cromatica ci viene utile per annunciare il primo dettaglio della sfida andata in scena sabato alle 12:30 a Pasadena nella cornice ricca di atmosfera, storia e tradizione del Rose Bowl, casa dei Bruins. Le due formazioni sono scese in campo entrambe con la divisa home, UCLA in blue & gold, USC in cardinal & gold, a simboleggiare come vi possa esistere solo una squadra a Los Angeles alla fine dei quattro quarti di epica battaglia. La Victory Bell non è l’unica cosa che i due atenei si contendevano nel weekend, la posta in palio, oltre alla supremazia territoriale, era ben più alta nel concreto. C’erano in palio la corona della PAC -12 South [conference d’appartenenza] e il guadagnarsi l’accesso al Championship per poter sfidare Oregon o Stanford nella finale della PAC -12 e forse, chissà, tornare fra le mura di Pasadena per giocarsi il Rose Bowl contro la vincitrice della B1G Ten.

Un clima elettrico ha pervaso tutta la settimana a Los Angeles, oltre alle solite schermaglie fra studenti [vedi per esempio il dorm situato appena dietro al Pauley Pavilion, lo Sproul Hall illuminato a notte con la scritta “F**k SC”], c’erano molte headline che s’intrecciavano fra UCLA e USC. La stagione sorprendente oltre ogni rosea aspettativa dei Bruins reduci dalle macerie della pessima gestione Neuheisel [8-2] vs la stagione infernale dei Trojans, partiti #1 nel ranking pre-stagionale e capitolati in una serie di sconfitte imperdonabili che ne hanno disintegrato ogni ambizione e/o sogno di bowl di una certa caratura. Era la sfida dell’incontro fra due numeri, il 17 e il 18, ranking BCS rispettivamente di UCLA e USC, con l’ateneo di Westwood che per la prima volta in oltre 10 anni, era il 2001, si trovava al di sopra degli odiati rivali di Southern California. Non poteva che essere uno scontro fra HC. Jim Mora Jr. che ha rivitalizzato completamente un ambiente sfiduciato, demotivato e disgregato vs Lane Kiffin che da sempre, come una spada di Damocle, porta sul suo capo più di un dubbio sulle sue capacità di poter sfruttare appieno il potenziale del roster di Southern California. Non poteva mancare l’intreccio familiare con le due SAF, Tevin McDonald [So.] in uniforme UCLA e il fratello maggiore, T.J. McDonald [Sr.] in vesti USC. Era ed è stata infine una partita di cuore, di emozioni, energia e passione; non poteva essere altrimenti dopo che l’anno passato i Trojans distrussero i Bruins con il parziale più pesante dal 1930, con un 50-0 che ha portato a un’anelata rivoluzione nel campus di Westwood.

Il palcoscenico è pronto e gli attori rispondono presente, da tradizione hollywoodiana. I protagonisti non si fanno attendere e il primo quarto è un dominio incontrastato blue & gold, una veemenza devastante che annichilisce i Trojans fin da subito. Primo drive USC e Barkley si fa intercettare dal CB, Aaron Hester [Sr.] su un misunderstanding con la star Marqise Lee [WR, Sophomore]. Per un QB che si appresta a lasciare l’università per avventurarsi nel mondo NFL, ne arriva un altro, come contraltare. Una nemesi per il futuro di USC : Brett Hundley. Il freshman da Chandler, Arizona,  chiarisce subito le cose ed entra in endzone solitario, per una corsa che mette a tabellone i primi 6 punti di giornata. UCLA difensivamente regge i Trojans e capitalizza un lungo drive iniziato dalle proprie 6yds con un FG di Ka’imi Fairbairn [Fr.], dopo aver convertito un cruciale 4th&14 con una ricezione vitale del WR, Notre Dame transfer Jr., Shaq Evans. Vantaggio double digit, 10-0 Bruins e l’onda blu & gold si fa sempre più inarrestabile quando nel drive successivo un impetuoso Erick Kendricks [ne sentiremo ancora parlare durante il match] causa un fumble colpendo Marqise Lee, pallone libero che il DE O.Odighizuwa [Jr.] recupera prontamente. questa volta Hundley non perdona, non si vuole accontentare e colpisce in endzone uno dei bersagli più pericolosi che l’attacco di UCLA può offrire, il TE Joseph Fauria [Sr.], uno dei veterani Bruins che voleva assolutamente chiudere la propria carriera in bellezza contro USC. 17-0. risultato shocking.

4110. no, non è uno zip code, ma sono le yds dell’all-time leader in rushing yds di UCLA. Ladies & Gentleman, Mr. Johnathan Franklin AKA Jet Ski, per gli amici. Un Bruin dal 2009, un leader, un’ancora, un’icona, una stella che quest’anno splende più che mai e che non poteva non reclamare l’Oscar come miglior attore protagonista nello showdown di sabato. Chiuderà la giornata con 171 yds e 2 TD, il primo di questi è in apertura di secondo quarto, dove UCLA dilaga sul 24-0, corsa da 16yds dopo che i Trojans erano stati incapaci di convertire un cruciale 4th&2. Se la difesa di USC mostra più di una crepa in missed tackles, mancanza di disciplina, quella di UCLA agonismo, cattiveria e fame di rivincita a parte, ha i suoi limiti e le sue lacune. Barkley sa di poter far male e ne ha di materiale a disposizione. Una di queste armi è il talentuoso WR, Robert Woods [Jr.] che firma un big play da una trentina di yds e mette i suoi in posizione favorevole per ridurre un -24 che pesa come un macigno. E’ il WR Nelson Agholor [Fr.] a completare l’opera e a ricevere un lancio da 33yds in endzone, evidenziando i problemi nelle secondarie UCLA e mostrando come l’up tempo USC possa fare male profondamente ai Bruins. Ci si avvicina all’half-time, ma USC colpisce ancora, aiutata da una D# che sale esponenzialmente di colpi. E’ il TE Randall Telfer questa volta a ricevere un altro TD pass da Barkley e a dichiarare uno statement : we have a game. 14-24.

Ma per l’appunto siamo a Los Angeles, Pasadena ci avvicina alla zona studios di Burbank, insomma una decina scarsa di miglia e ci siamo. Il colpo di scena è nell’aria, da copione. Incomincia a piovere incessantemente come se nella SoCal non fosse mai caduta una singola goccia d’acqua da mesi. UCLA ritorna in campo forte del possesso palla in apertura terzo quarto, ma lo spettacolare Brett Hundley commette la sua unica imperfezione in una gara altrimenti perfetta. Bad snap, fumble. Disastro. Jet Ski prova a rimediare ma non riesce a mettere le mani sul pallone, ci provano allora gli offensive lineman che causano solamente una serie di goffi rimbalzi dell’ovale che capitola rovinosamente  in endzone dove George Uko [So.], DL dei Trojans vi ci si fionda immediatamente, siglando il primo TD difensivo della partita. 21-24 ? No, Heidari sbaglia l’XP, facendo rimanere i Bruins avanti di 4 lunghezze, decisive in caso di un FG disperato da parte dei Trojans e obbligandoli così a dover siglare un eventuale TD per  poter portare a casa la vittoria. Incomincia un grande equilibrio dove le difese sembrano trovare gli aggiustamenti corretti per poter limitare l’air game avversario. Nel ground game Curtis McNeal [Sr.] e Johnathan Franklin mettono i brividi ai fan delle rispettive università dando l’impressione di poter fare da un momento all’altro la giocata che determinerà l’incontro. Ma UCLA ha nell’arsenale l’asso della manica che farà pendere l’ago della bilancia a suo favore, gli Special Teams. Prima un suntuoso Jeff Locke [Sr.] che per tutto l’arco della partita scaraventa punt a distanze siderali e poi, ancora lui, il LB Eric Kendricks che s’abbatte su Negrete [P, Sr.] bloccando il punt e permettendo ai Bruins di ripartire a ridosso della redzone Trojans. Shaq Evans prima, Franklin poi, spalancano la strada al secondo TD su corsa di giornata per Hundley [dopo un’ottima play action e finta di hand-off centrale] che porta UCLA sul 31-20. Ricordate l’equilibrio di poco fa ? beh, non bastano gli 11 punti per romperlo, i Bruins avrebbero occasione per, citando i telecronisti FOX, “kill the zombies”, ma non vi riescono e la strada rimane aperta per USC, anche dopo che Heidari [So.] reduce dall’XP non andato a buon fine, aggiunge un altro tassello nella sua giornata no con un FG sbagliato da 44yds. E’ con queste premesse che ci si affaccia alla finestra degli ultimi 15 minuti di gioco.

Southern California sopravvive anche dopo il secondo intercetto di giornata di Barkley che incontra, indovinate chi ? ancora lui, Eric Kendricks. Pur guadagnando terreno con Franklin e mostrando un gioco tutt’altro che conservativo volto a far scorrere il cronometro, l’ottimo OC Noel Mazzone [vera chicca della gestione Mora Jr., ex Arizona State] non riesce a far sì che i suoi sotto la pioggia incessante mettano a segno il colpo del KO definitivo, anche per via di un OL in difficoltà contro dei sempre vivi Trojans. E così da buona tradizione,  i morti risorgono. Romero ne sarebbe orgoglioso e rinascono, nelle specifico, nelle vesti dello “zombie” più temibile di tutti, Marqise Lee un crack assoluto, un WR che con la sola ricezione incomincia a far tremare gli avversari. E’ lui a capitalizzare un bel drive di Southern California, ricezione da 9yds, terzo TD pass per Barkley e un sovrannaturale Robert Woods converte da 2pt, siglando il 28-31 a 7:00 dalla fine. Tutto è possibile. Ma Noel Mazzone non ci sta, e continua a giocar duro, convinto che i suoi ragazzi la possano portare a casa giocando con estrema varietà in attacco e colpendo il più possibile la difesa Trojans. E così dopo un 3&13 convertito da un Fauria estremamente clutch, a 4 minuti arriva il suo momento di gloria. Meritato. L’attimo che lo consacra : hand-off, taglio sulla destra, blocco eccellente di Shaq Evans e via, 29yds, untouched, stiamo parlando di lui, Mr. Johnathan Franklin. E’ il TD gamebreaker e il successivo XP di Fairbairn aggiorna lo score a 38-28. La gioia è troppa e Jet Ski si lascia andare sotto una platea esaltata e in visibilio in un’esultanza dal forte impatto, throat slashed a dire “il giustiziere dei troiani sono io”.

Gli ultimi minuti per UCLA sono apnea pura e il cronometro lascia spazio per una rimonta disperata dei Trojans che s’infrange quando l’OLB, ex H-Back [convertito quest’anno al ruolo di LB] Anthony Barr con una violenza lacerante colpisce un indifeso Matt Barkley, mettendo a referto il 12esimo sack stagionale e titoli di coda alla stagione di Southern California. L’epitaffio ai Trojans però lo scrivono, ancora una volta, gli Special Teams che bloccano il FG di uno sventurato Heidari dalle 38yds e gli ultimi secondi sono troppo pochi per il QB Max Wittek, entrato al posto di Barkley infortunato, per compiere qualcosa di miracoloso. This is the end.

UCLA 38 – USC 28. è la rinascita di un programma. è il trionfo di Mora Jr. è il successo di Franklin e la consacrazione dell’ascesa di un ragazzo con un futuro brillante, Brett Hundley. 9-2, significa PAC -12 South Champions, per il secondo anno di fila, ma senza asterischi stavolta. Tutto questo a distanza di un solo anno dal crollo verticale della gestione Neuheisel.  E se a Westwood la felicità è incommensurabile, a West Adams si piangono lacrime amare, una stagione già rovinata, che finisce ancor peggio perdendo la supremazia a Los Angeles e aggiungendo ancor più ombre su un’annata completamente da dimenticare.

Mora Jr. è commosso nel post-partita, visibilmente senza parole e in trance agonistica. su questo fermo immagine voglio chiudere, prendendo in prestito e riadattando una citazione dal Brad Pitt “Billy Beane” in Moneyball :

“How can you not get romantic about football ?”

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4 pensieri su “The Crosstown Showdown

  1. Bel debutto “kanada” 😀 !!! Io la partita non l’ho vista, l’ho seguita tramite i tuoi twit e quelli di teo nel live e ora grazie a questo resoconto ne so di più.

    PS. però dillo che hai fatto un’estate da “bruin”…. 😀

    • zerokanada

      kanada AKA ride :).
      ti ringrazio, aza.

      ehm…sono modesto, però posso dire che lo Sproul Hall è dove dormivo io e la finestra dove inizia la “S” di Southern era la mia stanza ^^.
      ho cercato di essere il più imparziale possibile, poi certo seguire la partita indossando la maglia di football UCLA non volge a mio favore….Westwood <3…toh, un Bruin. :).

      toh, un Bruin lol

  2. Kiffin è già scappato? 😀
    Bel pezzo. 😉

    • zerokanada

      lol, no, non è scappato anzi Haden sul LA Times lo ha confermato al 150%, resta il fatto che con il recruiting che ogni anno USC fa [e conseguenti basi solidissime da cui partire] andare 7-4, con ogni probabilità di chiudere 7-5 è fallimentare a dir poco.

      sembra però che Lane ci stia pensando seriamente a silurare il padre. :).

      thx Angy !

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