FEBBRAIO 2012: anelli, Linsanity e fallimenti

Come ti riempo anulare e indice.

Come ti riempo anulare e indice.

Pochi giorni fa c’eravamo lasciati con Eli Manning e Tom Brady che si ringhiavano uno in faccia all’altro: i Patriots avevano ancora negli occhi lo sgarbo della stagione 2007, quella perfect season sfumata a pochi secondi dalla fine, la ricezione di casco di Tyree e tutto quello che ne era conseguito. Quello fatto da Manningham quest’anno forse è meno duro da digerire, ma porta con sé ancora una volta il marchio della sconfitta per Belichick: non è questione di casco, ma di unghie dei piedi, la palla di Eli è infinitamente più bella, il finale è sempre lo stesso. In queste poche righe dedicato all’evento non avete trovato però riferimenti ad un paese che si ferma, di un half time che divide e resterete con il dubbio di quanto possa costare uno spot durante la partita stessa, vogliamo essere alternativi, abbiamo parlato dell’azione più saliente della disputa, scioccante vero?

Scioccante quanto un mese a 20 punti e 8 assist media, soprattutto se a farlo è uno che fino nel mese prima aveva raccolto una 15ina di zeri, ma non di assist e nemmeno di punti, ma proprio di minuti, giocati. Questa è la storia di Jeremy Lin: un mezzo cinese (dell’altra Cina), tutto americano, uscito da Harvard, che decide di alzarsi dal divano e prende per mano una squadra che aveva perso 11 delle precedenti 13: 25, 28, 23, 38, 20, 27, 10 i punti delle sue 7 partite che corrispondono a 7 vittorie per i Knicks. Eplode la Linsanity con una epidemia di giochi di parole di cui avremmo fatto però volentieri a meno, la favola tutta americana dello sconosciuto che diventa eroe ha però un brusco epilogo: Jeremy prima si fa male, poi porta i suoi talenti a Houston, un mese che gli frutterà 25 milioni di dollari nei prossimi 3 anni, alla faccia di Harvard.

Da 13 anni Febbraio rappresenta anche l’inizio del 6 Nazioni, noto come 5 Nazioni dal 1910 con l’ingresso della Francia che si andava ad aggiungere alle quattro nazioni del Regno Unito già presenti. Sappiamo che la Francia al debutto perse, mentre i nostri valorosi atleti azzurri ebbero la meglio della malcapitata Scozia: 1 partita, 1 vittoria, eravamo perfetti. Poi ne arrivarono altre 8 di vittorie….nei successivi 12 anni. Il bilancio attuale al 6 Nazioni dell’Italia recita 9 vittorie, 1 pareggio e 55 sconfitte. Tante, troppe per un movimento che negli ultimi anni genera tantissimo seguito ma che fatica ad emergere nei confronti delle super potenze mondiali. Il rugby è uno sport durissimo e sicuramente è mosso da uno spirito che non può che essere apprezzato, la classifica annuale, il ranking, posiziona l’Italia al decimo posto, quello che il campo puntualmente ci mostra è una squadra che parla di “sconfitte onorevoli”, come lo è stata quella contro l’Inghilterra per 15 a 19 sul finire di questo mese; una squadra che spesso riesce a giocare alla pari con gli avversari, anche con quelli di grido, ma che alla lunga fisicamente sparisce dal campo.

Vinco tutto io

Vinco tutto io

Se parliamo di movimenti sportivi in difficoltà, non può che venire in mente il basket, ormai da anni sotto l’egemonia della Montepaschi Siena, l’unica squadra che investe soldi e progetta, poi ci sono quelle che investono soldi, quelle (pochissime) che provano a progettare e quelle che non investono soldi e nemmeno progettano nulla. A Febbraio si celebra la Final Eight, manifestazione itinerante dalle mete discutibili che assegna la Coppa Italia sulla base della classifica del girone di andata del campionato, può sembrare bizzarro ma è una delle pensate meno peggiori partorite dalla Legabasket negli ultimi anni, una lega che è stata in grado di approvare un massimo campionato a 17 squadre, con una retrocessa sul campo che aveva ricomprato il diritto di giocare in serie A, tutto regolarmente previsto, peccato che chi avesse conseguito sempre sul campo la promozione non era stata avvertita che doveva restare in Lega2. In mezzo a palinsesti sempre più ballerini, orari sempre più improbabili, giocatori sempre più mercenari e squadre che cambiano sembianza con cadenze preoccupanti per i tifosi sempre più spaesati, in mezzo a tutto questo cadeva la 4 giorni torinese, piazza che ha il palazzetto ma non ha la squadra all’altezza per quel palazzetto, kermesse che vedeva vincente Siena, tanto per cambiare.

A Febbraio arriva anche la squalifica di Alberto Contador, a proposito di sport che faticano a trovare una certa credibilità, pur provandoci costantemente. Lo spagnolo subisce una squalifica di 2 anni, retroattiva, che scatta nel luglio 2010 e si concluderà l’estate di questo anno. Nel mezzo gli vengono cancellati i successi del Tour 2010 e del Giro 2011, assegnati d’ufficio rispettivamente ad Andy Schleck e Michele Scarponi. È proprio con le parole del marchigiano che vogliamo chiosare la vicenda, a differenza di tanti suoi colleghi trovatisi nella sua stessa situazioni Michele non s’è erto gioioso a palladino del ciclismo pulito: “Non sono assolutamente contento, per uno sportivo vincere a tavolino non è mai piacevole. Mi spiace per Alberto, lui è di un altro pianeta. Ho fatto di tutto per vincere quel Giro, ma quando la strada saliva lui ha dato dimostrazione di forza e classe purissima. Non entro nella questione della sentenza, per me lui resta un fuoriclasse.” Amen.

RomaVentiVenti, la non olimpiade all'italiana

La non olimpiade all’italiana

Prima di riassumere l’ennesimo mese nevrotico proposto dall’universo calcistico, rendiamo onore, ricordandola, alla lotta per RomaVentiVenti, slogan perdente che doveva consegnarci le olimpiadi estive del 2020, avevano fatto pure le primarie, in cui Venezia faceva la parte del Renzi. Poi c’aveva pensato il governo tecnico a portare tutti con i piedi per terra, impauriti dagli effetti avuti dalla manifestazione sulla Grecia, non evitandoci però settimane di slogan e tormentoni nemmeno si dovesse celebrare il 12/12/2012.

Come promesso, in chiusura, la raffica calcistica: a Gennaio avevamo tralasciato il rapimento di Maxi Lopez, costretto in una camera d’albergo, liberato quando le speranze sembravano del tutto perse. Una liberazione che viene ancor più utile con il senno del poi, o il senno dello schiaffetto, ovvero la perversa passione di Ibra per le guance degli avversari, ma anche dei compagni: il doppio buffetto che subisce Nocerino durante Milan-Napoli ha fatto storia. Oltremanica il “modello inglese” ci propone il caso Evra-Suarez all’atto finale con il giocatore del Liverpool che si rifiuta di stringere la mano al francese, reo, secondo il suo punto di vista, di averlo fatto squalificare per 8 giornate per insulti razzisti, insomma io rubo in casa tua, tu mi denunci, mi arrestano e la colpa è tua che mi hai denunciato, non mia che sono un ladro, simpatica testa quella di Suarez.

Capello è il link che ci aiuta a tornare in casa nostra per il gran finale: tradimenti, giocatori cornuti, razzismo, la nazionale inglese sembra una polveriera vista da qui, la fascia da capitano assume una importanza enorme sopra la quale Don Fabio non vuol farsi mettere i piedi in testa, si dimette, evento sbalorditivo per lui, probabilmente l’unico fallimento di una carriera costellata di vittorie, tantissime vittorie e di soldi, tantissimi soldi.

Il detto “dice anno bisesto, anno funesto”…e proprio quando il Febbraio allungato volge al termine arriva lui: ergodemuntari e tutto non sarà più come prima (o i maligni potrebbero dire: tutto è come sempre…)

In effetti, sembra proprio che sia entrata tutta...

In effetti, sembra proprio che sia entrata tutta…

Categorie: Un mese di sport | Tag: , , , , , , , , , , , | 1 commento

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Un pensiero su “FEBBRAIO 2012: anelli, Linsanity e fallimenti

  1. Ogni volta che vedo l’immagine del Muntari penso: ma dove minchia guardava il segnalinee? 😀
    Ogni volta che ripenso al SB scorso mi sale la scimmia sulla spalla al pensiero che ci saremmo potuti essere noi…. 😦

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