I Maya avevano ragione!

Mi scoccia dirlo, perché io ero uno degli scettici. Quando leggevo gli articoli che preannunciavano la fine del mondo o finivo su una di quelle trasmissioni televisive catastrofistiche, mi facevo sempre due risate. Ma chi può essere così stupido da crederci? pensavo e giù altre risate. Invece, alla fine è venuto fuori che lo stupido ero io. Certo, siamo ancora tutti qui, niente cataclismi o sparizione delle stelle, né buchi neri improvvisi o il sole che decide di spegnersi di punto in bianco, ma la fine del mondo è arrivata. Sarebbe inutile negarlo.

 In quale altro modo, infatti, si potrebbe definire la situazione di Los Angeles?

I Clippers con il miglior record della lega e i Lakers ad annaspare nel fondo della classifica nella speranza di arrivare in zona PO sono la prova evidente e inconfutabile che i Maya avevano ragione e il mondo, come lo conoscevamo, è finito.

Infatti, i Clippers sono, da che mondo è mondo, una delle peggiori squadre della NBA, se non la peggiore in assoluto. La loro storia priva di titoli (non sono mai andati oltre alle semifinali di conference) è una sequela quasi ininterrotta di stagioni perdenti. Per aiutare a comprendere la loro pochezza non posso fare un paragone calcistico perché nella NBA non esiste la retrocessione, ma se ci fosse, i Velieri si sarebbero ritrovati da tempo non dico in promozione, ma nel campetto della parrocchia. In quarantanni di vita sono andati ai PO solo 8 volte (e una anche con record negativo). Tanto per dire i Lakers NON sono andati ai PO 5 volte in settantanni.

I numeri non dicono tutto, ma aiutano. Da quando la squadra è stata comprata da Donald Sterling e trasferita da San Diego alla città degli angeli nel 1984, le stagioni con un record superiore al 50 % sono state ben 3. 28 anni e 3 stagioni vincenti, mentre quelle con più di 50 sconfitte sono state ben 19. Una gestione pessima, a essere benevoli. Tra draft, rinnovi contrattuali e trade, gli errori non si possono nemmeno contare se non con un elenco degno dell’enciclopedia britannica. E il merito è stato sempre e solo di Donald Sterling, uno che di basket ne capisce come Babe Ruth ne capiva di calcio.

Per chi avesse la fortuna di non conoscerlo si tratta di un vecchio mega multi milionario, che deve la sua fortuna a un vasto impero immobiliare. É famoso

per esse

re un razzista, maschilista avido e avaro. Un incrocio tra uno Scrooge, che non ha mai ricevuto la visita dei fantasmi del Natale e un secondino di un carcere dell’Alabam

a negli anni ’30.

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Simpatia Donald

Una merdaccia, insomma.

Alcune perle dello Sterling pensiero, tanto per rendercelo simpatico: Non voglio inquilini neri, perché puzzano e attirano animali infestanti, o messicani perché bevono fumano e non fanno altro che starsene davanti a casa e se possibile niente coppie con figli. Mi piacciono i coreani, perché non si lamentano mai delle condizioni in cui li faccio vivere e pagano sempre (Come conseguenza è stato condannato a pagare milioni di dollari di sanzioni per aver applicato forme di discriminazione razziale nell’affittare i propri immobili, ma di soldi ne ha così tanti che la multa non gli ha fatto né caldo né freddo).

È uno che ha pubblicizzato sui giornali di Los Angeles che avrebbe donato milioni di dollari per costruire case per i poveri e poi non l’ha fatto. Un mito.

Sul basket: Io voglio una squadra di poveri neri del sud allenati da un bianco.

È uno che insulta i giocatori quando siede a bordo campo. Niente di male, ma lui insulta i propri!!!!!!

Ha avuto per anni, una relazione con una prostituta, che si portava sempre dietro e chiamava tesoro. Certo che la chiamavo tesoro se paghi una per fare sesso mica ti ricordi il suo nome (dichiarò in seguito). Le ha comprato una casa e appena hanno rotto ha preteso la casa indietro. Che classe, vero? Ora, detto che il soggetto in questione era sposato, non capisco come si possa avere una relazione con una prostituta. È un ossimoro. Se paghi per avere sesso perché non vuoi farlo sempre con la stessa, non vai con una sola puttana. Vai con molte. Se proprio ne vuoi una sola, ti fai un’amante. Ti costa pure meno. Comunque, quello che qui interessa dire è che il nostro eroe, tra una scopata e l’altra, ha chiesto alla suddetta tesoro cosa ne pensava di prendere Alvin Gentry come allenatore. Il che evidenzia quanto ne capisca di basket (e perché la squadra sia andata a puttane per tanti anni).

A Sterling, infatti, non interessa vincere, se per farlo deve metterci soldi (una leggenda narra che voleva costringere i giocatori a pagarsi i calzini, perché ne usavano troppi…). A lui basta il prestigio di essere il proprietario di una franchigia professionistica e di non perderci dei soldi. Infatti nonostante il record ignobile e il basso numero di spettatori, il bilancio è sempre stato in attivo, grazie a stipendi risibili.

Come è possibile che i Clippers siano diventati dei vincenti, con un tale comandante al timone?

Il responsabile è uno solo. Non certo Donald Sterling. Vi assicuro, non ha trovato una prostituta che gli dice come gestire la squadra. Al massimo sta con una coreana che gli lecca i piedi (non invento nulla, a lui piace così, come si può leggere in una sua deposizione giurata). Il tutto è merito del regalo di David Stern, il commissioner della NBA, quale ha prima bocciato la trade che avrebbe portato Chris Paul ai Lakers, perché a suo dire squilibrata, per imbastirne poi

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David Stern in privato

una, ben peggiore, che ha portato CP3 ai Clippers. Un regalo immeritato. Insomma, Sterling al massimo è degno di un Olowokandi (e infatti lo scelse con la prima assoluta), ma un diamante come Paul? No, way.

Risultato? I Clippers hanno vinto 16 partite consecutive. Dico 16! Ci sono annate in cui non sono riusciti ad accumulare un tale numero di W in una stagione intera. Mentre i Lakers sono appena arrivati a un record in parità, ma fuori dai PO. Nash è tornato e le vittorie adesso sono arrivate con maggiore continuità, ma niente di eclatante. La difesa è inesistente. Il ritmo ancora latita e, soprattutto, si deve dimostrare di essere in grado di gestire una partita con quelli forti davvero.

Al momento, pensiero orribile, se si arrivasse ai PO si rischierebbe di essere umiliati dai Clippers. Evento che prima della fine del mondo, aveva la stessa possibilità di verificarsi di vedere Kobe chiedere di essere sostituito negli ultimi due minuti di una partita. I Maya avevano ragione. Il mondo è finito. Accettatelo.

Prima di salutare, mi permetto di ricordare che i Denver Broncos sono arrivati ai PO e, quindi, noi si continua a non disturbarli.

Categorie: NBA, Orange & Purple | Tag: , , , , | 9 commenti

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9 pensieri su “I Maya avevano ragione!

  1. Sto Sterling mi sta simpatico….:paper:

  2. La prima cosa che ho pensato dopo aver letto qualche chicca di cui non ero a conoscenza è stata la stessa cosa di angy, la seconda invece: “chissà pol perché non tifa Clippers” :paper:

  3. …pol…che evidentemente non ci legge 😦

  4. polpaol

    stern puttana l’hai fatto per la grana (cit.)

  5. polpaol

    ps: dovendo tifare qualcuno “All White” mi son scelto Duke che almeno vince ognitanto :paper:

  6. polpaol

    http://ktla.com/2013/01/02/son-of-clippers…ing-found-dead/

    Son of Clippers Owner Donald Sterling Found Dead

    porca troia stai a vedere che gliel’abbiam tirata 😦

  7. Fosse morto lui… ma è morto il figlio drogato, Direi di no! Insomma è come se tu insultassi un tipo a caso e poi morisse il figlio Piersilvio (sempre un nome a caso)… nessuna correlazione.

  8. polpaol

    potremmo provare ad insultare il nonno di Piersilvio ( sepmre nome a caso…) allora…

  9. therussianrocket

    Grandi i Clippers che scherzano i Lakers ieri :truzzo:

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