Super Bowl XLVII – Storie da New Orleans

SB 47

SB 47

Ed eccoci arrivati alla immediata vigilia della Big Game, l’evento sportivo americano più importante dell’anno, il secondo evento più seguito televisivamente al mondo, secondo solo alla finale di Champions League. Quest’anno è il Super Bowl numero XLVII, e già ci sarebbe da chiedersi come mai usare i numeri romani per identificarne le edizioni, ma io credo che semplicemente, essendo le stagioni NFL a cavallo tra due anni, sia più comodo numerare i Superbowl piuttosto che definirli 2012/2013. Si gioca a New Orleans, “The Big Easy”, la città della musica patria del Jazz, del Carnevale, del cibo, del divertimento, della magia, dei riti voodoo. Una città che nel 2005 fu vittima di uno dei più colossali disastri che la storia d’America ricordi, l’Uragano Kathrina, che mise letteralmente in ginocchio la città, provocando quasi 2.000 morti e radendo letteralmente al suolo intere zone della città e dei sobborghi di New Orleans. Fu allora proprio il Superdome, lo stadio che ospita il Super Bowl, a dare riparo a tante persone rimaste senza casa nei momenti di maggiore emergenza.

New Orleans è la città del Super Bowl per eccellenza, se è vero che questa è la 10ma edizione che si gioca qui (più che in ogni altra città, assieme all’area di Miami), la prima fu nel 1970 vittoria dei Kansas City Chiefs sui Minnesota Vikings per 23-7, era il Super Bowl IV. New Orleans è anche la città che ha ospitato il primo Super Bowl vinto dai Dallas Cowboys, concedetemene il ricordo da tifoso, era il Super Bowl VI e si giocò al Tulane Stadium di New Orleans appunto, contro i Miami Dolphins, in una partita che è ancora nel libro dei record per i minori punti segnati da una squadra, finì 24 – 3.

"più o meno"..è andata così

“più o meno”..è andata così

Tornando all’oggi, a sfidarsi saranno due squadre non proprio in cima a tutti i pronostici di inizio stagione, ma certamente due città di grande tradizione in questa competizione: i San Francisco 49ers e i Baltimore Ravens. Dico città riferendomi più a Baltimore, che ha una storia un po’ particolare. I Ravens infatti nascono a Baltimora nel 1996, ma non sono la prima squadra della città. Dal 1953 al 1984 infatti a Baltimora c’erano i Colts, nati dal trasferimento dei Dallas Texans ad opera dell’allora Proprietario Carroll Rosenbloom. I Colts vinsero 3 Campionati NFL, e il Super Bowl V della nuova Lega formata dalla fusione della NFL con la AFL, battendo guarda un po’, i Dallas Cowboys. Il momento più tragico per la città fu però nel 1984, quando il Proprietario Robert Irsay, che acquistò la squadra da Rosenbloom nel ’72, decise di spostare la Squadra in un’altra città. La scusa era la solita, la richiesta di un ammodernamento del Memorial Stadium o la costruzione di un nuovo stadio, in realtà gli scarsi risultati avevano abbassato gli incassi. I rapporti con la città cominciarono a deteriorarsi, addirittura lo Stato del Maryland era pronto ad approvare una legge che consentisse alla città di espropriare i diritti della Franchigia. Irsay allora concluse in fretta le trattative con la città di Indianapolis, e in una notte tristemente famosa per Baltimora, fece caricare tutto il materiale e i beni della Società sui camion della Mayflower Transit per il trasporto ad Indianapolis. Straordinario documentario sull’argomento quello di Barry Levinson “The Band that wouldn’t Die”.

Ma nel 1995, un altro proprietario storico decise di trasferire la sua Franchigia. Art Modell proprietario dei Cleveland Browns annunciò la sua intenzione di spostare la squadra a Baltimora, vi fu una lunga trattativa con la NFL, che per consentire il trasferimento dovette promettere alla città di Cleveland una nuova Squadra entro il 1999, e che le uniformi, i colori e la storia dei Browns sarebbe dovuta rimanere a Cleveland. Nel 1996 nacquero quindi i Baltimore Ravens dei quali Modell fu però costretto a cedere il 49% a Steve Bisciotti nel 1999, a causa di problemi finanziari. Nel 2000, guidati da Coach Brian Billick e dal DC Marvin Lewis, i Ravens vinsero il Super Bowl XXXV, distruggendo letteralmente i favoritissimi NY Giants 34 – 7, grazie ad una Difesa irripetibile, guidata da un giovane Ray Lewis. Così dichiarava la Safety Rod Woodson “Onestamente, non avevamo paura di alcun Attacco della NFL. Il nostro obbiettivo era di vincere il Super Bowl a zero. Quando iniziò il quarto periodo, stavamo già immaginando la dimensione degli anelli e stavamo chiedendo ad Art (Modell) se era possibile aggiungere qualche altro brillante”.

I San Francisco 49ers hanno senza dubbio una storia meno travagliata e sono la seconda franchigia più vincente nella storia della NFL con 5 Super Bowl vinti al pari dei Dallas Cowboys, ma addirittura vinti in 5 partecipazioni alla Finale, con un record quindi perfetto di 5 – 0. Nascono nel 1946 e entrano nella NFL nel 1950. Ma il vero periodo d’oro dei 49ers sono gli anni 80, anni in cui il neo proprietario Edward J. DeBartolo Jr. assunse dalla Stanford University il Coach Bill Walsh, che con la sua “West Coast Offence” rivoluzionò il gioco d’attacco nella NFL. Per guidare il suo attacco scelse proprio al Draft di quell’anno il QB da Notre Dame Joe Montana, che divene titolare da metà della Stagione del 1980. Il primo Super Bowl arrivò nella Stagione 1981, la prima con Montana da titolare dall’inizio. Era il Super Bowl XVI, si giocava al Pontiac Silverdome, vicino a Detroit, e vide i 49ers prevalere sui Cincinnati Bengals per 26 – 21. Ricorda così quel titolo Bill Walsh “Non avevamo una grande squadra nell’81, mancavamo di profondità e il nostro Running Game era ben sotto lo standard NFL…guardando indietro, devo dire che fu la mia stagione più soddisfacente, arrivavamo dal basso e improvvisamente ci trovammo sul tetto del mondo del football”.

"più o meno"...the catch sarebbe dovuta andare così

“più o meno”…the catch sarebbe dovuta andare così

Ma più che per quel Super Bowl, di quell’annata tutti ricorderanno la Finale di Conference giocata contro i Dallas Cowboys, e vinta grazie ad un ultimo drive condotto da Montana, durato 4:04 e concluso con una ricezione in TD da parte di Dwight Clark, che nella storia della NFL tutti ricordano come “The Catch” . Da allora al 1994, i 49ers vinsero i loro 5 Super Bowl, grazie alle straordinarie prestazioni di Montana, ma anche del più grande WR di tutti i tempi Jerry Rice (checcé ne dica Randy Moss, ndr) (che detiene praticamente tutti i record relativi alle ricezioni nella storia del Super Bowl) e del QB che prese poi il posto di Montana, Steve Young che portò SF alla vittoria nel Super Bowl XXIX con una prestazione straordinaria, lanciando 6 TD e superando così il record del suo predecessore.

Arriviamo ad oggi dove la straordinaria peculiarità di questo Super Bowl XLVII, è data dal fatto che per la prima volta nella storia, i due HC che si sfideranno sono fratelli. Jim (49ers) e John (Ravens Harbaugh. Classica storia in cui gli americani sguazzano, tanto che a Las Vegas, tra le tante scommesse, si può scegliere di investire i propri soldi cercando di indovinare quante volte i telecronisti della CBS si riferiranno alla partita come l’Harbaugh Bowl, Har Bowl o Super Baugh. La linea è molto bassa 2.5, se fossi un cronista della CBS avrei già scommesso un bel gruzzoletto sull’Over e mi risolverei il problema della tripla citazione già in sede di presentazione

A cantare l’Inno Nazionale sarà Alicia Keys, e anche qui a Las Vegas quotano la lunghezza della prestazione, la linea è 2 Minuti…all’intervallo lo show sarà riservato quest’anno a Beyoncè, e si può scommettere sul fatto che con lei sul palco salga o meno il rapper, marito della cantante e proprietario dei Brooklyn Nets, Jay-Z…ma si possono puntare dei dollari anche se la cantante apparirà sul palco con i capelli lisci o ricci…sul colore del Gatorade che verrà versato in testa al Coach vincitore…se realizzerà più TD Frank Gore o segnerà più gol Lionel Messi contro il Valencia…se segnerà più punti Kobe Bryant contro i Pistons o i 49ers contro i Ravens…

Insomma ragazzi questo è il Super Bowl “The Greatest Sport Show on Earth”, è la notte dove si beve di più insieme all’ultimo dell’anno e alla Festa di San Patrizio, è la notte in cui vengono consumate 1.250.000.000 di ali di pollo, dove si usano 71.400.000 Avocados per preparare salse per i Nachos, la notte in cui più di 150 Milioni di persone si siede davanti alla TV a seguire questo meraviglioso sport.

Chi vincerà? I Bookmakers danno favoriti i 49ers di 3.5 Punti con una Linea Totale di 47 Punti segnati. Nella mia visione romantica dello sport, dico che essere arrivati qui è già il più grande traguardo e per me potrebbero giocare un amichevole e premiare entrambe le squadre. Ma si sa serve un vincente da celebrare e un perdente da criticare, e credo che i 49ers manterranno il proprio record a livello di Super Bowl perfetto, aggiudicandosi il XLVII #sulvelluto.

Categorie: NFL | Tag: , , , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Super Bowl XLVII – Storie da New Orleans

  1. robys90

    Complimenti Roby per il bel articolo. Io spero che il Lombardi lo alzi Ray Lewis così da terminare la sua leggendaria carriera.
    P.S. Da tifoso Cowboys ho apprezzato moltissimo il grassetto ogni volta che compariva DALLAS nell’articolo.

  2. piescic

    Niente 49ers. Il SB deve vincerlo quello dei corvi con la maglia 52. Kaepernick può vincerlo dall’anno prossimo dai 😀

  3. Anche io la penso come roby, sulla visione romantica della cosa, premiamo tutte e due le squadre, se proprio non vogliamo premiare solo Baltimora….

  4. Vi dovevo un commento: #andatevenetuttiaffanculo!
    Ovviamente #sulvelluto

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