Archivi del mese: aprile 2013

Panigale, un affare delicato

Il terzo appuntamento della stagione di Superbike è stato consegnato agli archivi. Potremmo stare qua a parlare della superiorità di Tom Sykes in gara 1, della sfiga che ha perseguitato la BMW e Marco Melandri (almeno Marco può consolarsi con la Manu), di un Johnny Rea eroico in gara 1 a piazzarsi davanti alle Aprilia, di un giovane Loris Baz, fresco vincitore del Bol D’Ol (una delle gare endurance più importanti nel panorama motociclistico), che inizia a farsi largo nella serie. Ma vedendo la classifica ci si accorge che tra i Top manca un marchio che ha fatto la storia della SBK: la Ducati. Continua a leggere

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Pick by pick – Commenti a caldo

Allora, i rookie vanno giudicati dopo 3 anni, io ho dato un voto alle scelte dopo 10 secondi averle sentite. Questo vi deve far capire quanto può essere inutile leggere questo pezzo, ma non avevo niente di più utile da fare stanotte. La redazione quindi declina ogni responsabilità sulla perdita del vostro tempo nel continuare a leggere. Continua a leggere

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Rudy, Stay Away

Un pezzo sulla pallacanestro (woooooh).
Ho provato a resistere alle tentazioni, ma un rettile può cambiar pelle, ma non cambia il cuore, come cantavano gli Afterhours. Nonostante tutto quei 5-8 fedeli lettori (compresi i bot) dei miei pezzi sul ciclismo possono stare tranquilli, perché ho tutta l’intenzione di continuare ad occuparmi di quell’ammasso di dopati che tanto ci piacciono e che conciliano il sonno post-grappino di tanti altri.

“Ma non ti eri dato al Ciclismo?”

I Playoffs imperversano, il soggetto di cui parlerò non è ai Playoffs, ma non si fa altro che parlarne da quando sono cominciati i Playoffs. Sto parlando di Rudy Gay. Il popolo della rete è spaccato in due: da una parte quelli che (come me) pensano che Memphis abbia fatto bene a cedere il giocatore, dall’altra gli Altri. Nelle righe che seguono proverò ad esporre perché secondo me (e Fazz, quindi ho ragione) Rudy Gay andava ceduto.

Partiamo dalle cose semplici. Nella stagione 2010/11 Rudy Gay gioca solamente 54 partite, l’ultima delle quali il 15 Febbraio 2011. Continua a leggere

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La Prima volta

La prima volta

La prima volta

Due gare. Solo due gare. Queste sono bastate a Marc Marquez per ottenere la sua prima vittoria in MotoGp. A 20 anni 2 mesi e 4 giorni è il pilota più giovane a vincere nella classe regina. Un week-end condito pure dal record di pilota giù giovane a far segnare la pole. Perfetto.  Niente lo ferma. Neanche la violenta caduta che lo vede protagonista nella terza sessione di Prove Libere. Anzi, 5 minuti dopo si rimette in sella alla sua HRC e fa segnare il tempo più veloce della sessione. Un corpo da ventenne in cui giaciono una mentalità, una determinazione, una sicurezza da veterano. Pacato nelle dichiarazioni fuori dal circuito e nei rapporti con gli altri piloti, calcolatore e freddo in pista, aggressivo ed estremo nella guida. La Honda già se lo coccola, e come dargli torto uno così non passa spesso. La domanda sorge spontanea: può vincere il titolo?  Continua a leggere

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Sulla presunta incompatibilità di El Shaarawy e Balotelli

Presentazione Balotelli

Wedding Crasher?

Fin dalle prime partite di Mario Balotelli al Milan, la stampa italiana non ha perso occasione per insinuare l’idea che l’ex Manchester City e Stephan El Shaarawy, che fino a quel momento era stato più o meno l’unica nota positiva della stagione rossonera, fossero incompatibili.
Il dato maggiore a sostegno di questa ipotesi sarebbe il crollo della media gol del numero 92 del Milan, passata da una rete ogni 123 minuti (pre-Balotelli) a una ogni 544 (al momento di scrivere questo post). Nel suo solito spazio Sky, Mario Sconcerti ha suggerito che il problema è di natura tattica, e che Balotelli non riuscirebbe ad inserirsi nel gioco di squadra al punto da far risaltare i compagni. Indipendentemente dal considerare una tale teoria come fondata o meno, esiste un modo per tentare di metterla alla prova? Proviamoci.

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Let’s play, aza mock

Prima di lasciare scorrere le scelte, una breve introduzione: è un gioco, più che altro serve per avere una rapida carrellata di quella che è stata l’offseason di tutte le squadre (quasi tutte, Seattle, Washington e ora anche Tampa non hanno prime scelte, i più maligni potrebbero dire non ne hanno bisogno e per i Seahawks c’è anche un minimo di verità) e ragionare un po’ sui valori di questa classe di draft, che, senza stare a fare distingui sui ruoli, è una classe che non avrà le punte di diamante, ma che è molto, ma veramente molto profonda.

  1. Kansas City Chiefs – Luke Joeckel, OT (Texas A&M): parliamo di una prima assoluta anomala, il talento che raccolgono i Chiefs è notevole. La passata stagione un mix di infortuni, di un QB non di livello e di un coaching staff con qualche lacuna ha prodotto un record finale disastroso. Il bello per la squadra che porta il nome di uno stato ma sostanzialmente è sita in un altro (Missouri), è che recuperati gli infortuni, firmati tutti i dissidenti (Dwayne Bowe e Branden Albert, seppur in odore di trade), insediato un nuovo coaching staff capitanato da Andy Reid e fatto arrivare dalla California un QB solido, c’è poco da intervenire ora: tant’è che l’idea di trade down è serpeggiata nelle ultime settimane, ma resta piuttosto improbabile. Al di là del tag messo su Albert, Kansas City dovrebbe puntare sul miglior OT del draft. Miglior giocatore della classe nel ruolo più importante nella NFL, no brain. Continua a leggere

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Nole, nuovo re nel Principato

Un altro bacio alla collezione

Un altro bacio alla collezione

Si è concluso il torneo di Montecarlo, il primo Master1000 della stagione sulla terra, con un risultato a sorpresa.

Insomma a sorpresa, la finale è quella che tutti si aspettavano e quella che probabilmente ci porteremo avanti fino al Roland Garros, è il vincitore che può considerarsi una sorpresa, se non altro perchè Nadal veniva da 8 (!!!!!) vittorie consecutive nel principato in quello che ormai era stato ribattezzato “Nadal Open”. Continua a leggere

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