Lavagna Tattica – Quarti Champions League – Part I

uefa_champions_league logo bayern juve psg barcellonaLa Champions League è arrivata al grande ballo delle prime otto squadre d’Europa, quelle che, arrivati a questo punto, iniziano seriamente a pensare alla possibilità di alzare la coppa dalle grandi orecchie nella splendida cornice di Wembley.

Le partite avranno tutte degli spunti tattici, che porteranno molti addetti ai lavori e molti siti specializzati ad analizzare dettagliatamente gli scontri che ci saranno nei vari campi di questi quarti di finale e che sicuramente determineranno quali saranno le squadre che potranno ancora sognare il viaggio a Londra.

Nel nostro piccolo si cerca di proporre un’analisi che andrà a studiare le possibili mosse delle varie squadre, a partire dai primi due quarti di finale, uno dal grande fascino storico e l’altro che mette di fronte il meglio di quanto il calcio europeo possa offrire contro una delle migliori creature del calcio governato dai petroldollari, che però sta cercando una identità calcistica ben definita.

JUVENTUS – BAYERN MONACO

Si parte dalla parte che interessa di più l’Italia, perché vede impegnata l’unica rappresentante rimasta, la Juventus di Conte, che per cullare il ritorno ai fasti europei di qualche anno fa deve superare l’ostacolo del Bayern Monaco, finalista della Champions League due volte negli ultimi tre anni e capostipite del calcio tedesco, che tanto fa parlare di sé negli ultimi tempi.

Dal punto di vista tattico il Bayern Monaco è un avversario che può mettere in seria difficoltà la Juventus, soprattutto dal punto di vista difensivo, dove la squadra di Conte ha di fatto costruito il suo cammino europeo.

La difesa a tre dei bianconeri contro il gioco che si sviluppa per buona parte dalle fasce del Bayern e che ha proprio nelle fasce i giocatori forse di maggior talento.

E questi come li fermiamo?

E questi come li fermiamo?

La Juve sfrutta molto il lavoro degli esterni di fascia che a differenza di tanti moduli con la difesa a tre tendono a restare alti, da centrocampisti puri, lasciando spesso il compito ai difensori esterni del trio, Barzagli e Chiellini di andare a chiudere in prima battuta eventuali pericoli sulle fasce. Dal punto di vista difensivo però in questa partita quegli esterni, Asamoah o Peluso da una parte e Lichsteiner dall’altra, dovranno stare molto attenti perchè il Bayern fa delle sovrapposizioni coi terzini una delle sue armi fondamentali.

Non a caso i tre attacchi principali della squadra bavarese sono il movimento a stringere palla al piede delle due ali, che sviluppano una conclusione diretta o danno lo spazio per l’avanzata del terzino che può essere servito sulla corsa e innescare due opzioni: andare al cross diretto (il Bayern in area porta sempre almeno tre uomini) o pescare il rimorchio centrale di Kroos o Schweinsteger, abili a concludere sfruttando lo spazio al limite dell’area.

Perciò per la Juventus sarà importantissimo il lavoro sia dei due esterni di fascia per chiudere la sovrapposizione esterna, sia delle due mezzali, Marchisio e Vidal che dovranno contenere il primo movimento con palla di Ribery e Mueller o Robben ed eventualmente chiudere lo spazio centrale se Barzagli o Chiellini saranno costretti ad uscire dalla loro zona.

Importante sarà anche il lavoro di Bonucci, perno centrale della difesa a tre, nel caso precedentemente detto del rimorchio centrale, perchè spesso questo viene fatto oltre il mediano, quindi a scavalcare la zona di Pirlo, in posizione tra la linea di trequarti e l’area piccola.

In fase difensiva il Bayern Monaco ha finora dimostrato una solidità inattesa, vista la mole di gioco offensiva che crea, ma per fermare le armi della Juventus ci vuole una partita in cui difesa e centrocampo abbiano dei movimenti quasi in sincrono, perchè sono proprio gli spazi negli ultimi 25 metri a creare la maggior parte del gioco offensivo della squadra di Conte.

Se i terzini sono fra le armi offensive fondamentali dei finalisti dello scorso anno, sono difensivamente attaccabili, non tanto nell’uno contro uno, quanto nel movimento senza palla, e qui la Juve sa come far male occupando la zona a turno con le due mezzali o con le punte di movimento che si allargano, o addirittura con entrambe le situazioni contemporaneamente, cosa che comporta la possibilità dell’uno-due punta/mezzala o del taglio dietro del laterale di fascia, lasciato libero dalla scalata del terzino a coprire la situazione suddetta, servito spesso al bacio dal lancio di Pirlo.

Se il Bayern riuscirà a non farsi raddoppiare sistematicamente sulla zona dei terzini, riuscendo a far arretrare a turno Ribery o Mueller o allargando i mediani, potrà riuscire a disinnescare una buona fetta del gioco d’attacco di Conte e costringere i bianconeri ad essere più prevedibili.

Sarà quindi un match tatticamente estremamente interessante, giocato a ritmi molto alti e che si giocherà su piccoli episodi che potrebbero cambiare l’esito della qualificazione sia a Monaco che a Torino.

PSG – BARCELLONA

La dominatrice del calcio europeo degli ultimi anni, contro una squadra che grazie ai soldi provenienti dal Medio Oriente sta accumulando talento e organizzazione di gioco per riuscire a diventare una delle grandi d’Europa.

Il Barcellona arriva al quarto di finale contro i parigini, dopo aver sudato freddo nell’ottavo contro il Milan, soprattutto dopo la partita d’andata dove sembrava che tutte le sicurezze mostrate in questi anni si fossero sciolte difronte alla gioventù sfrontata e al rigore tattico della squadra di Allegri.

Poi il Camp Nou, la voglia di dimostrare di essere ancora i primi della classe e una qualità non eccelsa del Milan hanno permesso il recupero e il trionfo che ha portato a questo confronto.

La domanda fondamentale, ancora prima dell’analisi tattica, per studiare questo doppio confronto è: il Barcellona sarà quello di Milano o quello del Camp Nou?

A Milano si è vista una squadra stanca, lenta, priva di aggressività e prevedibile, in molti dei suoi fuoriclasse, mentre nel ritorno si è visto il solito Barça, asfissiante nel suo pressing ultra offensivo, fin dai 20 metri avversari, geniale nel suo continuo possesso palla a sfiancare l’avversario e trovare prima in ampiezza e poi centralmente gli spazi per far male, e ordinato in tutte le zone del campo per impedire ripartenze o attacchi facili.

La prima gara sarà al Parco Dei Principi, dove la squadra di Ancelotti vorrà sicuramente replicare la partita del Milan, avendo notevolmente più talento dei rossoneri, e cercare di arrivare al Camp Nou con un vantaggio che permetta di giocarsi la qualificazione.

Le chiavi tattiche saranno quelle solite di chi affronta i blaugrana: squadra compatta, difesa e centrocampo vicini, e dietro il più possibile alla linea della palla nel possesso prolungato degli avversari, ripartenze veloci cercando di far male a turno sulle fasce, dove i terzini del Barcellona lasciano lo spazio in virtù del loro gioco offensivo quasi da ali aggiunte.

Il PSG ha due centrali difensivi come Alex e Thiago Silva che possono permettere di creare un fortino molto solido centralmente dove Messi e compagni sono soliti cercare la maggior parte delle loro finalizzazioni e hanno in Jallet (c’è un ballottagio con Van Der Wiel, ma il francese dà maggiori garanzie dal punto di vista difensivo) un laterale che ha la possibilità di non andare sotto contro Jordi Alba ed essere in grado di accentrarsi per compattare il reparto. A sinistra ci sarà Maxwell, ex della partita, che è probabilmente l’anello debole del sistema difensivo di Ancelotti, visto che non ha le qualità per tenere a bada i movimenti di Dani Alves e nemmeno gli eventuali uno contro uno di Villa, a cui piace spostarsi da quella parte.

In più centralmente Verratti più di Matuidi avrà vita dura nella rete fitta di trame che XaviIniesta e Messi imbastiscono tra i 30 metri e il limite dell’area, non avendo la fisicità da opporre ai piccoli maghi del Barça ed essendo più un regista che un’incontrista, anche se le sue capacità di palleggio potrebbero essere un’arma importante in grado di superare il pressing aggressivo con cui il Barcellona costruisce la maggior parte dei suoi goal (vedi il turno precedente contro il Milan).

Ancelotti è uno dei top fra gli allenatori e queste partite sa benissimo come impostarle, sa che il suo modulo parigino schierato con il 442 atipico, che diventa un 424, può mettere in difficoltà la zona laterale bassa della squadra di Tito Villanova, con Pastore e Lucas che devono essere primi difensori e primi attaccanti per tenere in allerta piena Dani Alves e Jordi Alba e costringere Piquè e Mascherano ad uscire a turno, lasciando Ibrahimovic e Lavezzi liberi di creare.

Non ci siamo mai amati.

Non ci siamo mai amati.

Soprattutto lo svedese, grande ex mai rimpianto al Camp Nou, sarà come previsto un fattore decisivo per la sfida. Di solito in queste partite così importanti si è sempre eclissato, ma il suo gioco fisico soprattutto per far respirare i compagni, il suo movimento incontro alla palla per innescare le frecce Lavezzi e Lucas dalla parte sinistra e gli uno contro uno di Pastore in quella destra, magari facendo salire Piquè e quindi lasciando solo Mascherano contro gli altri avanti del PSG, può far pendere l’ago della bilancia verso i parigini, soprattutto nella partita d’andata, ma anche in quella di ritorno se il PSG riuscirà a uscire con un risultato positivo dal Parco dei Principi.

Il Barcellona dovrà essere semplicemente se stesso, la chiave tattica sarà la solita, tenere il possesso, recuperare la palla velocemente nei 30 metri con il pressing, innescare Messi e approfittare del movimento ad uscire di Villa per dare spazio agli uno contro uno del quattro volte Pallone d’Oro, all’inserimento di Xavi e garantire uno scarico pulito per la conclusione dell’ex Valencia.

Il gioco sulle fasce di Dani Alves e Jordi Alba, i tagli centrali di Iniesta e la scalata di Busquets in aiuto ai due difensori centrali, soprattutto a formare una gabbia su Ibrahimovic saranno altre armi tattiche nella lavagna di Villanova, ma in particolare uno spunto dovrà essere sottolineato nel pre gara e che spesso fa la differenza in queste sfide.

La capacità del Barcellona di fermare i suoi continui uno-due al limite dell’area e garantire un numero elevato di tiri in porta dai 20-25 metri. Tutte le sconfitte degli ultimi anni dei blaugrana sono venute in partite in cui l’avversario si è chiuso in maniera ermetica davanti al possesso palla e non ha dato spazi per entrare nella propria area, senza che il Barça riuscisse a capire il piano B, cioè scardinare il fortino con le conclusioni dalla distanza, come successo in maniera positiva contro il Milan.

Appuntamento a domani per gli altri due quarti che si disputeranno mercoledì, tra Malaga e Borussia Dortmund e tra Real Madrid e Galatasaray.

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6 pensieri su “Lavagna Tattica – Quarti Champions League – Part I

  1. Poco da aggiungere all’analisi già piuttosto dettagliata del nostro mister. Ci tengo solo a sottolineare due cose: la parte sulla difesa a 3 della juve che NON è una difesa a 5, la farei leggere a tutti quelli che dopo un anno e mezzo non se ne sono ancora accorti.

  2. Fletcherlynd

    molto interessante. come hai scritto tu, il momento cruciale da un punto di vista tattico sarà quello in cui l’esterno del bayern si accentra, l’esterno difensivo sale, e a quel punto tutto dipende da chi “assorbe” il movimento senza palla del robben/ribery di turno.

    secondo me la chiave sarà (sarebbe) nel fatto che il taglio dentro venga preso dal difensore centrale che esce, barzagli o chiellini, e non dalla mezzala che “rincula”, perché se scegli questa seconda soluzione finisci per schiacciarti al limite dell’area, lasciando una prateria sulla trequarti e quindi permettendo ai palleggiatori del bayern di fare girare palla a piacimento, mentre al tempo stesso barzagli e chiellini si trovano a “vagare” nella terra di nessuno.

    ci vuole molto coraggio per adottare una strategia del genere, soprattutto in trasferta e contro una squadra di questo calibro, ma secondo me è l’unica soluzione.

  3. teopd

    Se fai uscire i due centrali, però devi per forza far arretrare sulla linea difensiva i due laterali e ti schiacci ugualmente, in più facendo andare la mezzala sul taglio interno, riesci a tenerti compatto in area, hai una soluzione doppia, perchè nel caso che le mezzali siano in ritardo hai ancora l’arma che dici tu, e in più hai eventualmente una ripartenza veloce con le mezzali in grado di ribaltare l’azione in offensiva.

  4. FletcherLynd

    è vero Teo, la coperta è corta, ma contro una squadra come il Bayern è corta comunque, a qualcosa devi rinunciare.

    io preferisco (sempre in linea teorica e stando comodamente seduto dietro al televisore) rischiare barzagli e chiellini in 1 vs 1 con robben e ribery ma lasciare che le due mezzali stiano alte a provare ad impedire il giro di palla sulla trequarti. questi sono una squadra di palleggiatori, se lasci che girino palla senza pressione questi sono capaci di percentuali di possesso tipo il barcellona, e a quel punto sei fottuto, perché:
    a- ti sfianchi ad inseguire il pallone come i cani al parco
    b- a differenza del barcellona, questi fanno giro palla ma hanno anche i centimetri e il peso per sfondare se riempi l’area di difendenti; non cercano di andare in porta col pallone, quindi se gli lasci il 70% di possesso e “parcheggi il bus” ti ritrovi con 2-3 gol sul groppone come niente, non puoi sperare di uscirne vivo se non giochi a viso aperto e tenti almeno di sporcargli il possesso.

  5. Fleccio, però siediti davanti al televisore, sarà una sofferenza, ma sono anni che la aspettiamo 😀 non mi pare il caso di affrontarla dal lato sbagliato della TV 😀

  6. La chiave dal mio punto di vista sarebbe aggiungere un mediano (pogba) e giocare di fatto con un 5-4-1. Non è una idea di catenaccio, ma è come la giocherebbe Mourinho: stare chiusi e indietreggiare, far trovare agli avversari sempre la difesa schierata, e non concedere quasi mai un uno contro uno agli avversari. In questa maniera per loro sarebbe più difficile trovare il gol e si potrebbero anche spazientire mentre noi con buone doti di interdizioni e grandi capacità di ribaltare il fronte di attacco li potremmo colpire su una loro eventuale disattenzione o una palla persa.

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