…e poi c’era il QB che si sviluppava

Un QB, mentre si sviluppa

Un QB, mentre si sviluppa

Prendo un attimo fiato con le draft stories, che sono quasi arrivate alla conclusione, per buttare giù due (mila) righe, un po’ acide, su una questione che mi ero segnato di voler affrontare nei prossimi mesi, ma che la firma di Romo e la discussione che ne è sorta mi ha costretto a battere il ferro finché fosse caldo.

In questo pezzo non troverete la mia idea sul contratto, che trovate esplicato in questo articolo scritto da RobyGiani su True Blue Blog. Io voglio analizzare la questione del QB da draftare e sviluppare, questa figura quasi mitologica che gli esempi di Aaron Rodgers (1° giro), Matt Schaub (3° giro) e in ultimo Colin Kaepernick (2° giro) hanno portato ad ingigantirsi a dismisura.

A me però piace ragionare più sui grandi numeri, perché è un po’ il ragionamento che porta il pokerista a ricordare la mano in cui gli scoppiano gli assi e a dimenticare in fretta tutte le volte invece in cui gli assi l’hanno fatto vincere. Prendendo invece i 126 QB draftati dal 2003 al 2012, in 10 anni, magari viene fuori qualcosa di diverso.

Prima un po’ di dati abbastanza raggelanti: dal 2003 al 2010, togliendo quindi chi ha avuto solo 1 o 2 stagioni alle spalle, sono stati scelti 80 QB dopo il primo giro. Di questi 80, 36 non hanno mai giocato una partita da titolari nella Lega: il 45%.

Prendendo tutti i QB scelti e andando a dividerli round by round, la media delle partite iniziate da titolare da un QB scelto al primo giro è di 52,68 (su 31 giocatori), al secondo round (13 QB) si scende a 13,83, media che si mantiene per i successivi 2 giri: 15,86 sui 14 QB scelti al terzo giro, 14,14 sui 7 QB scelti al quarto giro. E crolla vertiginosamente per gli ultimi 3 giri: dove complessivamente i 61 QB scelti hanno giocato mediamente in NFL 5,16 partite come titolari. Numero per gentile concessione delle 135 start sommate dai due settimi giri del 2005 Fitzpatrick e Cassell, tolte le quali precipiteremmo verso una ancora più imbarazzante media di 3,05. NB. Il valore non va preso chiaramente in termini assoluti, ma è comodo per confrontare in maniera relativa il valore ottenuto tra i vari round.

Ma andiamo anche a vedere gli esempi positivi. Quanti e quali sono i QB che, pur essendo scelti dal secondo giro in poi (su 95), sono diventati poi starter NFL almeno per una stagione (o poco più) negli ultimi 10 anni? 13, non pochi, più di uno all’anno, ma pur sempre solo il 13,6% dei casi, ora però vi dico i nomi che ho preso in considerazione (tra parentesi il giro in cui sono stati selezionati):

-2003: nessuno

-2004: Matt Schaub (3°)

-2005: Kyle Orton (4°), Derek Anderson (6°), Matt Cassell (7°), Ryan Fitzpatrick (7°)

-2006: Tarvaris Jackson (2°)

-2007: Kevin Kolb (2°), Trent Edwards (3°)

-2008: Chad Henne (2°)

-2009: nessuno

-2010: Colt McCoy (3°)

-2011: Colin Kaepernick (2°), Andy Dalton (2°)

-2012: Russell Wilson (3°)

Mi si può dire: magari qualcuno degli ultimi potrà diventare titolare nei prossimi anni. Obiezione accolta. Vi posso dire: di questi 13 quanti sono i QB a cui affidereste (avreste affidato) l’attacco della vostra franchigia per i prossimi 5 6 anni? Di quelli fino al 2010, di cui almeno abbiamo visto un po’ del loro gioco per qualche anno, solo a Schaub.

Quanto rido se scelgono un QB.

Quanto rido se scelgono un QB.

Ai “fantastici” 13, possiamo anche aggiungere Flynn, che però al momento non è mai stato starter, pur se a Seattle l’avevano preso come tale prima di preferigli Russell Wilson e magari Oakland (la sua nuova destinazione) sceglierà Geno Smith alla terza assoluta e lui si troverà ancora ad essere il QB supposto ad essere starter con meno partite giocate da titolare che la storia ricordi.

Lo strano caso di Matt Flynn ci aiuta ad introdurre un’altra parte della leggenda: oltre ai QB che si sviluppano, ci sono proprio le scuole di sviluppo. Quelle squadre che draftano in continuazione QB pur avendo già il titolare solido e che poi trasformano i loro investimenti in scelte per gli anni successivi, se non in hall of famer direttamente. Prendo ad esempio 3 squadre che sono quelle che più catturano l’immaginario collettivo in questo procedimento: New England (grazie a Cassell), Green Bay (grazie a quanto successo con Favre, fino a “produrre” Aaron Rodgers) e San Francisco (non voglio scomodare il discorso Montana-Young, ma avete visto cosa è successo con Kaepernick, scelto alla quarta scelta del secondo giro….)

I 49ers sono infatti gli ultimi ad esserci riusciti. Colin Kaepernick è il nuovo che avanza, non ha ancora giocato una stagione intera da titolare, ma ha disputato degli ottimi playoff tanto che il front office ha deciso definitivamente di consegnargli la squadra (e di liberarsi di Alex Smith). Va sottolineato che è stato quasi un primo giro, quindi un giocatore che aveva come prospettiva quello di divenire il QB della squadra della California. D’altronde, pur non sfiduciando mai Alex Smith, se il tuo nuovo HC si presenta scegliendo al secondo giro un QB, dovresti iniziare a sentire la puzza.

Ma Kaepernick, nonostante queste attenuanti, lo voglio considerare a tutti gli effetti un progetto che andava sviluppato e lo ha fatto, non tanto quindi per il punto in cui è stato scelto, ma perché emblema di una filosofia offensiva diversa che sulla carta richiedeva un adattamento o in un verso (lui alla NFL) o nell’altro (la squadra al suo modo di giocare). Poi però si può far notare che lo stesso tipo di transizione Carolina e Washington l’hanno implementata in uno dei due modi, con QB “simili”, senza il bisogno di passare attraverso l’anno e mezzo d’er progetto.

Ma non fermiamoci a Kaepernick: dal 1987, anno dell’arrivo (via trade) di Steve Young in California dopo USFL e Tampa Bay, dove veniva considerato un bust, i 49ers hanno selezionato 11 QB:

1-John Paye (10° giro, 1987): 2 anni in squadra e in NFL, 0 partenze.

2-Elvis Grbac (8° giro, 1993): 3 anni di backup dietro a Young, con 9 partite da titolare, poi via free agency firma per i Chiefs (da San Francisco a Kansas City, manco ci fosse il tunnell dei quarterbackini, dopo quanto successo a Montana e prima di Alex Smith), 61 partite da titolare, comprese le ultime 10 a Baltimore.

3-Jim Druckenmiller (1° giro, 1997): 2 anni a SF, 1 partita da titolare, poi calcio in culo e trade per una conditional pick a Miami (sesto o settimo giro, qualcosa del genere a meno che come condizione non ci fosse fare schifo.) dove non è mai sceso in campo.

4-Tim Rattay (7° giro, 2000): 16 partite da titolare, in 6 anni, poi mandato a Tampa Bay per un sesto giro, dove ha giocato altri 3 anni, scendendo in campo dall’inizio 2 volte

Più che un QB da sviluppare, un agente della Gestapo

Più che un QB da sviluppare, un agente della Gestapo in missione

5-Giovanni Carmazzi (3° giro, 2000): non può stupire che uno con un nome   così (ed un volto del genere, foto a lato) 2 anni dopo lo troviamo in Europa.

6-Brandon Doman (5° giro, 2002): 2 anni in NFL senza mai scendere in campo, poi il ritorno a BYU come allenatore (attualmente OC della sua alma mater)

7-Ken Dorsey (7° giro, 2004): 10 partite da titolare in 3 anni, poi scambiato assieme ad un settimo giro per arrivare ad un Trent Dilfer a fine carriera: senza dirne per forza male, ma se tutti ricordano l’ex raven come il QB più scarso ad aver vinto un Super Bowl negli ultimi anni, un motivo ci sarà. Dorsey a Cleveland: 92 lanci tentati, in 3 anni, e 3 partite da starter.

8-Cody Pickett (7° giro, 2004): 2 partite da titolare in 2 anni, mandato a Houston per (anche qui) una conditional pick, tagliato ancor prima di iniziare la stagione e finito in Europa.

9-Alex Smith (1° giro, 2005): non vi devo raccontare di chi stiamo parlando. Ha cambiato più OC che mutande in 6 anni (e non è una critica all’igiene), anche con una buona dose di infortuni, poi l’arrivo di Harbaugh l’ha rivitalizzato rendendolo presentabile. San Francisco ha monetizzato, scambiandolo ai Chiefs per un secondo giro e una scelta ancora non definita del 2014. Tutto merito dell’investimento fatto su Kaepernick. Ne va dato atto.

10-Nate Davis (5° giro, 2009): Versione non “sviluppata” di Kaepernick. Mai in campo. Tagliato dopo un anno.

11-Colin Kaepernick (2° giro, 2012): già abbondantemente trattato.

Tiriamo le somme: innanzitutto il regno Montana-Young è terminato nel 1999, ergo solo i primi 3 possono essere considerati progetti da sviluppare dietro al campione: Grbac è stato un buon QB, ma dal quale SF non ha ricavato nulla. Paye e Druckenmiller onestamente ridicoli, dal secondo hanno ricavato, dopo 2 anni, una conditional pick, considerando che era costato un primo giro, ditemi voi da che parte si è sviluppato il progetto. Negli anni 2000 sono andati alla ricerca disperata di un QB giovane, mentre tamponavano la situazione con veterani di talento ondivago, scelti in FA. Hanno speso una prima assoluta, un secondo giro, un terzo, due quinti, tre settimi giri, ne hanno ricavato innanzitutto 28 partite da titolari in 13 anni (escludendo per il momento Alex Smith e Kaepernick), come ritorno “economico” hanno ricavato un secondo giro (ed un’altra scelta), un sesto, un conditional pick di lieve entità e Trent Dilfer un attimo prima di diventare analista televisivo. Alex Smith, oltre che con l’aggravante di essere una prima assoluta, a ben vedere è diventato titolare con 6 anni di distanza, l’aver ottenuto in cambio un secondo giro ripaga fino ad un certo punto le tribolazioni passsate dai tifosi niners per le sue mancate prestazioni.

Mettendo da parte i “se” ed i “ma” di Kaepernick, resta solo lui: un progetto sviluppato, 11 QB, 26 anni. Sistema vincente?

Andiamo a Green Bay dove le cose sembrano essere andate leggermente meglio. Qui, dal 1992, dopo la trade che portò Brett Favre, sono stati selezionati 12 QB. Loro, effettivamente, questa tecnica di investire in QB l’hanno adottata in maniera sistematica. Avviso: non vi dirò il numero di partenze dei suoi backup, per i più distratti il motivo è presto detto: questi “poverini” hanno fatto da backup a uno che dal 1992 al 2010, attraverso 3 maglie (Packers, Jets, Vikings) non ha saltato nessuna partita da titolare, una striscia di 297 partite di regular season (+24 di playoff). Record (anche d’egoismo…).

1-Ty Detmer (9° giro, 1992): 4 stagioni, poi scade il contratto, via free agency inizia una carriera di QB con la valigia, 25 partite da titolare in 10 anni e 5 squadre.

2-Mark Brunell (5° giro, 1993): dopo 2 stagioni viene scambiato ai Jaguars, per un terzo e un quinto giro, altra carriera con la valigia, ma con molta più qualità di Detmer. Ha pure un anello in casa, gentile concessione di Brees e dei suoi Saints.

3-Jay Barker (5° giro, 1995): arriva a New England dopo essere stato tagliato. Non gioca da nessuna parte.

4-Kyle Waccholtz (7° giro, 1996): 2 anni a Green Bay, convertito TE. Poi il nulla.

Affrettiamoci, adesso che Favre si è distratto

Affrettiamoci, adesso che Favre si è distratto

5-Matt Hasselbeck (6° giro, 1998): nome altisonante, che in 3 anni dietro a Favre ha visto accrescere vistosamente il suo valore. Nel 2000 i Packers lo scambiano con i Seahawks allenati dall’ex Mike Holmgren, che evidentemente sapeva cosa andava a prendere. Da una parte della bilancia ci sta il QB, la 17esima assoluta e una settima scelta, dall’altra parte la decima assoluta e un terzo giro. Hasselbeck poi ha avuto una carriera NFL di tutto rispetto, sfiorando un Vince Lombardi Trophy, lui per meriti, a differenza di Brunell.

6-Aaron Brooks (4° giro, 1999): solo practice squad, liberato l’anno successivo. Molta croce e poca delizia dei tifosi della Louisiana prima e della baia (sponda Raiders), seppur fugacemente, poi.

7-Craig Nall (5° giro, 2002): nel 2006 firma, da free agent, per i Bills, mai titolare in 9 anni di NFL.

8-Aaron Rodgers (1° giro, 2005): non so che concetto abbiate voi di “QB da sviluppare”, ma se mi venite a dire che Rodgers ha imparato qualcosa da Favre stando sulla sua sideline, qui sopra ci sono una manciata di controprove per cui questo non è valso. Per di più al primo giro scegli uno che vuoi sia il tuo titolare, quanto prima. I Packers scelsero Rodgers con l’intento di lanciarlo con tempistiche molto più accorciate di quanto accaduto, con Brett che continuava a ritirarsi a gennaio e a ritornare a metà agosto.

9-Ingle Martin (5° giro, 2006): tagliato nel 2007, poi nessuna gloria.

10-Matt Flynn (7° giro, 2008): è finita l’era Favre, almeno Rodgers qualche partita a fine stagione la concede ai suoi backup. Flynn costruisce la sua fortuna con un paio di queste. L’anno scorso firma via free agency per i Seahawks, ma GB formalmente non ci guadagna nulla (se non qualche scelta compensatoria, per quanto possa essere generata da un settimo giro che non ha quasi mai giocato).

11-Brian Brohm (2° giro, 2008): nel 2009 viene strappato dalla practice squad e se ne va ai Bills, oggi è a Las Vegas.

12-B.J. Coleman (7° giro 2012): attualmente in practice squad.

Partiamo dal presupposto che se uno “apre la scuola di sviluppo QB” lo fa per guadagnarci qualcosa, quindi Flynn è da considerarsi a tutti gli effetti un fallimento per la “scuola”. Detto questo Aaron Rodgers non si è sviluppato dietro a Favre, è stato un primo giro che scalpitava e abbiamo poi capito perché. Qui però le cose sono andate mediamente meglio, oltre a Matt Hasselbeck, possiamo considerare pure Brunell.

Ma andiamo avanti e arriviamo ai Patriots: “hai visto cosa hanno fatto con Cassell???” Vi evito l’elenco punto per punto. Dopo aver draftato Brady nel 2000 al sesto giro ed aver scoperto, quasi per caso, che si trattava di un hall of famer, Belichick ha selezionato 6 QB: due terzi giri (Ryan Mallett e Kevin O’Conell), un quarto (Rohan Davery) e due settimi (Matt Cassell e Kliff Kingsbury). L’unico che ha fruttato qualcosa a loro è stato appunto l’ormai ex QB dei Chiefs, e proprio dai Chiefs tutto era partito, con l’infortunio da season-ending che Brady subì contro di loro in uno dei primi snap della stagione 2008. Matt si mise in mostra e fu proprio la squadra di Kansas City a volerlo prendere via trade, pagandolo lui e Mike Vrabel un secondo giro. Andate a chiedere cosa ne pensano al momento i tifosi Chiefs, oppure aspettate di vederlo all’opera a Minnesota, se ne avrà modo. Dal resto non c’hanno guadagnato niente di niente, su Mallett la camera di giudizio è ancora all’opera, lui aveva prospettive, ma se non giochi mai….

Il tipico sguardo di quello che sta carpendo i segreti

Il tipico sguardo di quello che sta carpendo i segreti

Poi potrei citarvi il curioso caso di Jim Sorgi, prima e Curtis Painter, poi. Due che sono stati ore ed ore a veder giocare Peyton Manning e da lui non hanno imparato nemmeno come ci si allaccia un casco.

Potete accusarmi di non aver trattato in maniera approfondita l’evoluzione di Matt Schaub. Punto a vostro favore, lui si è “sviluppato”. Ma siete sicuri di voler basare la vostra teoria sulla mosca bianca Matt Schaub? Anche perché sempre restando a Houston potrei chiedervi: ma come mai T.J. Yates, dopo una manciata di partite decenti, non ha avuto la fila dietro di gente che si stracciava le vesti pur di prenderlo? E quanto guadagnato dagli Eagles con la trade di Kolb, s’è capito poi da che parte dell’affare stavano i pazzi. Ma bravi gli Eagles a ricavare un buon CB e un secondo giro da quello “sviluppo”.

A ben vedere l’unico QB che possiamo dire si sia “sviluppato” seriamente, partendo dagli undrafted fino ad arrivare ad essere uno dei top5 all-time come QB rating è proprio quello con cui abbiamo aperto questo articolo: ma di Romo non parlo visto che tutto è partito proprio criticando le azioni del “povero” QB dei Cowboys e dalla mancanza di una scuola di sviluppo di QB nella squadra del Texas.

Chiudo (se siete arrivati vivi fino a qui) con le ultime cifre ricavate in un pomeriggio di raccolta dati: i 126 QB scelti negli ultimi 10 anni hanno generato trade negli anni successivi alla loro scelta che hanno fatto ricavare alle squadre che avevano inizialmente investito su di loro un complessivo di 30 scelte, di queste 30, praticamente la metà (14) riguardano scelte tra il sesto e il settimo giro. Solo 3 primi giri sono stati coinvolti (1 nella trade insensata per Palmer, due per quella già più logica per Cutler, visto che a Denver, dopo una trade a salire, hanno preferito sviluppare…Tim Tebow).

Scegli un QB, sviluppalo e se non diventa un hall of famer, scambialo che ci guadagni un sacco di scelte: uno dei concetti più sopravvalutati della NFL moderna. Provocazione finale: avessero draftato qualche QB in meno a Green Bay in quegli anni e qualche giocatore di ruolo in più, magari Favre vinceva più di un anello…

 willy wonka QB che si sviluppa

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12 pensieri su “…e poi c’era il QB che si sviluppava

  1. zerokanada

    che lavoro minuzioso, aza. complimentoni, scorrevole e piacevole da leggere. condivido con te su tutta la linea.
    io lancio anche una mezza provocazione, senza aver raffronti, stats, carriere sott’occhio [e quindi magari sbagliando clamorosamente, mea culpa], ma un discorso simile parecchio overrated non potrebbe essere pure quel del RB ? “nah, ma oggi lo pigli al quinto giro e ti fa 1000yds, non serve più il primo giro”.
    sarei curioso, chiaramente non saremmo ai livelli QB che hai tu mostrato, però magari salta fuori qualcosa d’interessante :D.

    • Se vuole lo farà anche lui, ma qui intervengo io dicendo che in quel caso, secondo me e anche secondo diversi studi, nel caso dei RB invece tende ad essere vero e le statistiche, nude e crude (quindi non perfette magari), dicono che il momento migliore per prendere un RB è il terzo giro in media (al netto dei fenomeni ovviamente).
      Per rispondere alla domanda che fai tu te ne faccio una io: è più importante scegliere prima il RB che correrà dietro alla tua linea o la linea davanti a cui correrà il RB? Sono più decisivi per la riuscita del gioco di corsa i 5 giocatori della OL o il solo RB? 😀

      • zerokanada

        Angy sei lanciato, oramai t’aspetta l’articolo, che io commenterò :D.

        rispondo in primis alla tua domanda dicendoti che come in ogni cosa nel football è un lavoro corale, dove la dose di talento del RB deve esserci per forza di cose, ma poi serve anche che la tua OL ti supporti “fedelmente”. sia chiaro fino a quando nel backfield avevi Tomlinson o hai tutt’ora Peterson puoi chiudere un occhio, ma oggigiorno penso che il lavoro della OL sia fondamentale [e da qui anche il ruolo delicatissimo dell’OL coach] e possa permettere per l’appunto di far rendere al meglio RB da un talento inferiori dal calibro dei vari futuri HoF. vedi il caso Morris e la maestria di Shanahan.

        prendendo i top -10 di quest’anno ti direi che la domanda era proprio da ignorante puro ^^.

      • Non ti ci mettere anche tu che anche aza mi sta pressando per un articolo su un paio di libri che ho letto recentemente in cui oltre al discorso su dove scegliere i RB c’erano anche discorsi sulla rivoluzionaria “Madden Theory” e sul football più simile al poker che agli scacchi! 😀
        Ed a proposito di Shanahan: in uno di questi libri (http://www.amazon.com/gp/product/1470125595/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&tag=chrisbrownsfo-20&linkCode=as2&camp=1789&creative=390957&creativeASIN=1470125595) si parlava del suo modo di allenare per impiantare la zone blocking scheme e del fatto che non metteva RB e OL ad allenarsi separatamente ma li metteva insieme in modo che ognuno sapesse cosa dovesse fare l’altro (la particolarità dei blocchi di questo sistema di gioco non rende semplice leggerli, e quindi non è adatto a RB “scemi” :D) e quando qualcosa andava male tutti sapevano di chi fosse la colpa e non si potevano fare accuse generiche! 😀

  2. Ineccepibile !

  3. La storia che si scelgono i QB per farli crescere e poi scambiarli è una PUTTANATA colossale e non so, sinceramente, da dove salti fuori, ma in NFL i giocatori, tutti, non solo i QB, vengono draftati solo se si pensa che possano servire alla propria squadra, prima o poi. E’ naturale che se spendi un primo o al massimo un secondo giro, pensi che ti possa servire prima o poi come titolare (soprattutto se si parla di QB o di LT, ruoli molto ricercati al draft), e sei disposto ad aspettare non più di un paio di anni in genere (intervallo di tempo che, per altro, si sta riducendo sempre più), ma se lo drafti dopo, l’unico obiettivo è quello di riuscire ad avere un buon backup, uno che conosca bene il tuo sistema di gioco, che sia in grado di non fare danni se chiamato in causa e che non rompa molto le palle.
    Anche perché, se un giocatore gioca pochissimo, pre-season a parte, come si può pensare che le altre squadre lo vedano come potenziale titolare? Gli unici casi sono proprio quando nell’altra squadra arriva come allenatore qualcuno che lo conosce bene per averlo allenato prima (Holmgren-Hasselbeck, o lo stesso Sean Payton che voleva Romo ai Saints).
    Scendendo in particolare ai 49ers: la vera delusione fu Drukenmiller che veniva visto come potenziale successore di Young, ma poi gli altri, fino a Smith, erano tutta gente presa per fare il backup perché il titolare c’era già (Young e poi Garcia).

  4. Intanto roby ha dimenticato il (cit.) dopo “ineccepibile” 😀

    Per il resto sul discorso RB tendo a pensarla come ha scritto prima angy, al quale, OVVIAMENTE, ora tocca, A MAGGIOR RAGIONE, il pezzo a riguardo (bella ride!! L’abbiamo stanato finalmente!!)

  5. Ah…ride/brain/zero quando ho messo l’ultima foto ho pensato a te e al tuo alterego vacanziero 😀 che avete una passione particolare per quel tipo di meme 😀 mi pare!!

  6. Pingback: I QB della classe 2013 – Part I | Quel che passa il convento...

  7. Pingback: Tim e Tom | Quel che passa il convento...

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