Le smentite e la deriva

Milan Bianco

Milan Bianco

Siamo alla deriva, lo siamo da un po’ e l’andamento senza alcuna guida, idea o meglio ideologia, ormai lo si nota in ogni angolo, in ogni campo, in ogni sport (che è quello di cui prova a parlare questo blog) e in particolare nel calcio, nel caso specifico…una deriva iniziata da 30 anni: se in politica avevamo avuto Tangentopoli per darci almeno la speranza di una seconda Repubblica, in FIGC, Calciopoli non c’ha dato nemmeno quella, forse.

Non ci sono più certezze. C’era lo stile Juve (c’era lo stile Juve?), che non c’è più perso tra albi d’oro ufficiali e sentimentali, schede telefoniche e quant’altro. C’era il Manchester di Ferguson, c’era Mourinho che vinceva la Coppa dei Campioni e poi andava via e ora va via perché non ha vinto la Coppa dei Campioni, anzi c’era la Coppa dei Campioni e ora c’è la Champions League. C’era l’Inter che era allo sbando, ah no quello c’è ancora. E c’era il Milan: la gestione Berlusconi-Galliani-Braida degna del miglior spot del Mulino Bianco (Berlusconi come Banderas, intrigante!). La grande Famiglia (nooo, non nel senso di Dell’Utri, Mangano, ecc…) che gestiva in maniera monolitica il suo futuro senza tralasciare l’affetto e la passione dei suoi dipendenti, ma con una direzione ben precisa.

Io ieri sera non ho visto il “Processo di Biscardi”: andavo al liceo l’ultima volta che ne avevo sentito parlare, ricordo che all’epoca (anni ’90) non mi perdevo una puntata e, lo ammetto, mi ci divertivo pure. Con tutta franchezza, credevo fosse andato in prescrizione, ma quella evidentemente è una fortuna che non capita a tutti. Guardavo Siena-Milano (basket) e mi tenevo aggiornato via twitter, quando è iniziata la ridda di voci: Allegri esonerato. Non entro nel merito della bontà o meno della cosa (magari lo faremo con un pezzo a parte), ma quello che è successo dopo (e sta succedendo ora) da una scala da 1 a “zamparini” raggiunge i livelli di un “cellino”. E dal Milan certe cose non ti sorprendono.

Anche se ormai da qualche anno, qualche avvisaglia c’era stata. La gestione Pato l’abbiamo ampiamente riassunta, ma era stata una sorta di remake, riadattato con la trama amorosa, che avevamo già visto con protagonista un altro brasiliano rossonero: nonsivendeKaka, era diventato buonanotteKaka, e tutti erano vissuti felici e contenti.

Non è la prima volta che succede una cosa del genere*, ma francamente da una società come il Milan non te le aspetti (come non ti aspetti da una società come la Juve certi atteggiamenti sul 29+2, sia chiaro, la deriva vale per tutti, giova ripeterlo di tanto in tanto): non ti aspetti che per giustificare o mascherare il (quasi) fallimento di quest’ultimo anno, si tiri in ballo la classifica su 3 anni. È roba da terzo mondo sportivo. In quanto all’asterisco di cui sopra: ricordo con affetto quando la tifoseria della Juve si oppose all’acquisto di Floro Flores, ma quella era un altro quadro dirigenziale che per l’appunto non meritava alcun rispetto e da loro certe cose te le aspettavi pure, da GallianiBraida no. La direzione ben precisa citata all’inizio s’era un po’ smarrita.

Kaka era stato venduto al Manchester City, poi in una scena degna di una puntata di “C’è posta per te”, spinto dall’amore per la maglia (quella del Real Madrid…..) aveva deciso di rifiutare il trasferimento. Il Milan era stanco del padre-procuratore che andava a bussare cassa ad ogni scatto del suo figliolo, che sarà pure proprietà di Gesù, ma non aveva proprio un rapporto san franceschiano con la ricchezza. La cosa deve essere andata più o meno così: “O mi date i soldi che mi dà il City o vado a Manchester”, risposta: “Accordo raggiunto con l’arabo per xx milioni, ciao Ricky”. Una società seria fa così, l’intenzione era buona, l’esecuzione, la tarantella, i tifosi sotto la finestra, il cambiamento di programma con conseguente rimessa monetaria, no, non era buona, non era da società seria.

Suma (finalmente) sigla un

Suma (finalmente) sigla un “pareggio”: pace fatta

Gestire l’addio di una marea di veterani non è facile, c’è sempre qualcuno che deve fare la parte del cattivo innanzi alla tifoseria populista (chi è juventino lo ben sa, con la lotta Andrea Agnelli vs Del Piero che è stata ben cavalcata anche dalla stampa), ma una società seria intanto non lascia andare in scadenza nello stesso anno così tanti giocatori dal passato importante ed evita che litigi come quello tra Inzaghi e Allegri finiscano in pasto ai media.

Ritorniamo proprio ad Allegri, il buon Max è stato usato per fare pulizia: il Milan non si può permettere, politicamente parlando, che il suo presidente (o Galliani di rimando) faccia la figura del cattivo (all’Andrea Agnelli). Ha litigato con tutti (pare che la cosa non richiedesse nemmeno tanto impegno) e ha consentito al Milan di uscirne più o meno pulita. Bene.

Da protagonista positivo (per i quadri dirigenziali) a pietra dell’equivoco in meno di 10 mesi: il Presidente (Onorario, si intende) che rilascia una dichiarazione (firmata? Non firmata? Non si è ancora capito) da Biscardi (tanto valeva farla dal cesso, dorato, di casa sua, vabbè una delle sue, una di quelle su cui gli fan pagare l’IMU, governo ladro), 16 minuti dopo, con il popolo dei social network che nel frattempo è letteralmente esploso, ancor prima che Sky Sport 24 riesca a mettere “l’ultima ora” nel sotto pancia (l’avevo detto che faceva più scalpore se parlava dal cesso), arriva la smentita del sito ufficiale del milan tramite comunicato: “il Presidente Onorario Silvio Berlusconi comunica di non aver rilasciato, nella giornata odierna, nessun tipo di dichiarazione o di aver scritto nessuna lettera avente per oggetto il Milan.”

La classica smentita berlusconiana che ormai da anni culla la nostra deriva, niente di nuovo nemmeno in casa Milan (Balotelli mela marcia? No, mai detto.), ma ormai il patatrac è fatto. Biscardi è un diavolo, ma mai nella sua carriera poteva immaginare di fregare il Cavaliere (ora che ce l’ha fatta può mandare in pensione il suo “brogesso”?), ha fatto lo sgup degli sgup. Allegri è esonerato, la smentita a ben vedere non lo smentisce, la società Milan (chi? Galliani che smentisce Berlusconi? Berlusconi che smentisce sé stesso? aridaje… Suma che smentisce il pareggio del Cesena?) smentisce non si sa bene cosa. A Roma aspettano Max a braccia aperte, Mazzarri aveva fatto (cit.) proprio con i giallorossi, ma forse adesso andrà all’Inter, Strama intanto fa il corso d’allenatore a Coverciano: oh, qualche dubbio che qualche lezione non l’avesse ancora fatta, nonostante le sue certezze, c’era venuto. La Fiorentina è arrivata terza sul campo, metterà tre stelle sulla maglia? E se il simpatico (cit.) Mazzarri farà l’anno sabbatico, solo perché l’ha fatto pure Guardiola e poi l’hanno premiato con il Bayern?! Mi pare un premio migliore dell’Inter. Conte avrà il suo top player?! Ma non era Giovinco? Ma sopratttto, Conte non doveva andare via? L’ancora sua (per quanto?) Juventus l’anno prossimo riuscirà a vincere lo scudetto del triennio?! O sarà ancora il Milan campione su base triennale?! Nuovi parametri di successo, d’altronde per certi altri parametri sarebbe anche giusto premiare il Napoli. E poi ci sono i complotti a targhe alterne. In quelli, non ci smentiamo mai.

Davvero, io non capisco come non faccia a piacervi il gioco…anzi no…il giocattolo del calcio all’italiana. Grazie a dio, ogni tanto si gioca.

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4 pensieri su “Le smentite e la deriva

  1. mlbarza

    Ribadisco il mio “bel pezzo” che vale praticamente per tutto ciò che esce su questi lidi.

    Purtroppo noi italiani abbiamo in larga maggioranza il brutto vizio di tirare tutto nel tritacarne del tifo: che sia il calcio, la politica, il senso civico, qualsiasi cosa la viviamo come se fossimo allo stadio e da quella dipendesse la nostra vita. Ed il supereroe di Arcore, siccome scemo non è, ha saputo approfittare di questa cosa e riportarla praticamente su ogni campo in cui è sceso.

    Parlando di Milan, è la cosa che è sempre stata utilizzata per mostrare a tutto il mondo la magnificenza del casato ed a maggior ragione è così dal 1994. Come sempre ovviamente facendo finta che non esistano tutte quelle vicende legate a giocatori pagati in nero, riflettori di stadi esteri spenti ecc… e quindi, come giustamente dici tu, è perfettamente normale che la smentita di tutto ciò che faccia apparire il grande capo come cattivo è d’obbligo. In questo si inseriscono la campagna di canonizzazione di SanMariodallepartidiBrescia povera vittima del razzismo (e la cosa più intelligente a riguardo l’ha detta il ministro, di colore, dell’integrazione…) e probabilmente la futura assunzione di Seedorf a fare da prestanome panchinato al capo.

    Purtroppo ce l’abbiamo e purtroppo dobbiamo tenercelo.

    Da par mio, ringrazio che fino a metà Agosto non ci saranno partite ufficiali e quindi i miei ragazzi non possano più farmi rivoltare lo stomaco con le loro prestazioni. Per quanto immagino ci penseranno Moratti & C come è loro abitudine… ^_^

    • In effetti nel delirio che era poi diventato questo pezzo 😀 (ps. grazie davvero per i complimenti, vuoi essere anche portavoce del blog in giro per la rete? :-D) potevano finirci benissimo sia i lampioni (ma erano troppo in là con il tempo, anche se i protagonisti erano sempre gli stessi) che il caso di (non)razzismo. Quando ieri ho sentito la dichiarazione della Kyenge sono rinsavito, mi ha favorevolmente sorpresa ed è quanto mai sintomatico della situazione sopra descritta che a fare una dichiarazione così sensata sia stata una che probabilmente tra 4 5 6 mesi tornerà ad essere miss nessuno, come lo era fino a 2 3 settimane fa. Mentre chi dovrebbe conoscere la situazione alla perfezione, perché ne straparla 24/7 da sempre, si continua a perdere dietro a populismo e finti problemi, solo per il gusto di portare avanti battaglie che possano vendere.

      PS. per inciso a me Balotelli sta pure simpatico, almeno mi ci stava fino a quando non ha aperto un account twitter, poi ho capito che è proprio un bimbominkia 😀

      • piescic

        aza, bimbominkia ci sarai tu! Quando i tuoi migliori amici si chiamano El Shaarawy e Niang, potrai mica iniziare discorsi sulla filosofia di Kant? Uno si adegua per non annegare, no? 😀
        Tornando al discorso principale del pezzo, il Milan si è quasi sempre dimostrata una società serie TRANNE quando c’era da tirare in ballo la propaganda. Kakà prima e Maldini poi, ad esempio, tralasciando tutte le volte in cui Galliani ha fatto la parte del cattivo (a braghe rigorosamente ad altezza caviglie, tipo Clinton e la Lewinski) o tira in ballo classifiche avulse (in 3 anni c’abbiam vinto uno scudetto uno perdendone un altro nonostante la rosa migliore della SerieA, ma farà mai comodo dirlo?) (una volta c’ha provato il povero Alciato con la storia degli abbonamenti, ora non può più vedere se, nei pre o post partita del Milan, il geometra indossa la famigerata cravatta gialla). Un tifoso obiettivo, di solito, tende a non farsi offuscare da certi discorsi e a fare i dovuti distinguo, ma devi sempre considerare che il tifoso obiettivo è merce sempre più rara. Berlusconi è per questo che ha vita facile, perché di prezzolati pronti ad ossequi e a baciar le mani siamo pieni (ogni riferimento alla curva sud è puramente voluto).
        Detto questo, la notizia che il livornese vada a pascolar le greggi da un’altra parte, a me dispiacere non da…

  2. Pingback: La Juve di Allegri e il Barça di Luis Enrique | Quel che passa il convento...

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