Lavagna Tattica – Finale di Champions League

Finale con crauti

Finale con crauti

Eccoci arrivati all’epilogo. Nello splendido scenario del Wembley Stadium, sabato sera ci sarà il grande ballo finale del calcio europeo, con la sfida che deciderà la migliore squadra d’Europa e quale sarà il capitano ad alzare la coppa dalle grandi orecchie.

A dire il vero più che un galà del calcio europeo, la Finale di Champions League si è trasformata nel galà del calcio tedesco, dato che a contendersi la coppa saranno il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund, le due squadre dominatrici degli ultimi anni di Bundesliga e le principali interpreti del nuovo modo di intendere calcio, quello teutonico, che quest’anno ha spodestato il tiqui-taca spagnolo.

Due squadre che chiaramente si conoscono molto bene, visto che hanno diviso l’egemonia tedesca negli ultimi anni, crescendo di fatto con una base tecnico/tattica e di management simile che li ha portati fino all’atto finale di Londra.

Due squadre che però arrivano con convinzioni diverse da questa stagione e con pressioni sicuramente non eguali, sia interne al mondo tedesco, sia esterne nel resto d’Europa.

Il Bayern Monaco arriva alla Finale dopo una stagione che definire straordinaria è poco, e lo fa proprio alla vigilia di iniziare un ciclo con il dominatore d’Europa negli ultimi anni, Josep Guardiola.

Bundesliga vinta dopo due anni di magre, con la bellezza di 91 punti, 25 in più della seconda classificata, proprio il Dortmund, e un incredibile differenziale di +80 tra goal fatti e subiti.
Finale di Champions raggiunta con quattro vittorie nelle quattro partite tra quarti e semifinali, segnando 11 goal e non subendone nemmeno uno, contro due squadre come Juventus e Barcellona.

Bottino nel 2013 di 25 vittorie, 1 pareggio (proprio nell’ultima sfida contro i rivali gialloneri) e un’unica sconfitta contro l’Arsenal in casa, nel ritorno dell’ottavo di finale, quando i bavaresi rischiarono di essere eliminati incredibilmente dopo aver dominato l’andata all’Emirates.

Contro questi numeri qualsiasi squadra avrebbe del gran coraggio a definirsi favorita rispetto alla squadra di Heynckes, ma i ragazzi terribili di Jurgen Klopp sono stati abituati a stupire, anche se quest’anno in quattro match non c’è stata nessuna vittoria.

Il Bayern arriva a Londra con la miglior condizione possibile e praticamente tutti gli uomini chiave disponibili, permettendo ad Heynckes di schierare la stessa squadra che ha dominato il grande Barcellona e riservandosi di inserire le altre innumerevoli frecce a disposizione nel corso della gara.

Il modulo è identico per entrambe, anche se Klopp in qualche sfida ha cercato di variare schierandosi con un centrocampo più folto a tre e un tridente d’attacco, per dare meno spazio alla coppia di mediani, intasando la parte centrale tra il limite dell’area e la linea di centrocampo dove si concludono molte delle azioni del Bayern.

Le chiavi tattiche per i bavaresi sono sempre le stesse, sviluppo dell’azione sulle fasce, per poi tagliare verso il centro con entrambe le ali, per attaccare direttamente, lasciare spazio alla sovrapposizione del terzino o del trequartista, o servire il rimorchio centrale a ridosso dell’area.

Sicuramente sarà la fascia destra quella più affollata offensivamente, con Robben chiamato a creare con la palla al piede nel suo inconfondibile movimento ad accentrarsi sul sinistro, che permette o il tiro diretto, o lo scarico per il centrocampista che premia la sovrapposizione di Lahm, il quale a quel punto può crossare in mezzo all’area per Mandzukic e Muller o servire il rimorchio centrale dello stesso Robben o della coppia Schweinsteiger/Martinez.

Dall’altra parte gli attacchi sono più individuali, lasciati all’estro di Ribery, che a differenza di Robben ha più soluzioni avendo un dribbling più secco, permettendo quindi la giocata in taglio centrale con il tiro o il contromovimento verso il fondo per l’assist, che sicuramente sarà molto pericoloso vista la mancanza di skill difensive di Piszczek su quel lato. La sovrapposizione di Alaba invece di essere esterna, è quasi sempre verso la zona di trequarti centrale, lasciando così libertà di manovra completa al francese e proponendo una valida soluzione di tiro dai 20-25 metri, decisiva come accaduto per esempio nel quarto di finale contro la Juventus.

Difensivamente sarà sicuramente decisivo il lavoro dei due mediani, Javi Martinez e Schweinsteiger, per arginare le scorribande degli uomini di Klopp in prima battuta nella zona di trequarti, ma soprattutto in raddoppio sui lati per evitare gli 1 vs 1 contro i proprio terzini. In caso Kloppo scelga di schierare Reus al posto di Gotze al centro della trequarti, sarà Martinez a dover occuparsi in prima battuta dell’ex Gladbach per poi raddoppiarlo attraverso l’uscita di uno dei due centrali difensivi, mentre in caso di schieramento con Gundogan avanzato dalla mediana, a formare quasi in trio di centrocampo, anche Schweinsteiger dovrà proporsi difensivamente con Martinez per evitare di soccombere nella zona mediana e regalare troppi attacchi facili ai gialloneri.

La chiave difensiva fondamentale per il Bayern, però, sarà sicuramente la compattezza tra i quattro difensori e i due mediani, per evitare di concedere gli spazi in cui il Dortmund ama proporsi ad una velocità inaudita, sia con la palla che senza.

Grosskreutz segna, ma il Borussia non ha mai battuto il Bayern quest'anno.

Grosskreutz segna, ma il Borussia non ha mai battuto il Bayern quest’anno.

Il Borussia Dortmund, a differenza dei rivali, ha qualche grattacapo in più, perché la sorte lo ha privato probabilmente del suo migliore giocatore, Gotze, proprio il giocatore che ha aperto la guerra fra le due potenze tedesche quando si è saputo che sarebbe approdato al Bayern, poco prima dell’esito delle semifinali di Champions.

L’assenza di Gotze è pesante per Klopp perché nello schema tattico del 4-2-3-1 non ha un sostituto che abbia le sue caratteristiche per giocare dietro a Lewandowski.

L’allenatore tedesco credo stia valutando due soluzioni per sopperire all’assenza del talento ventenne.

La prima è quella proposta nell’ultimo incontro di Bundesliga, contro l’Hoffenheim, e che probabilmente sarà quella favorita per la finale di sabato, con Reus spostato al centro della trequarti e Grosskreutz inserito sulla fascia sinistra. La soluzione è quella di fatto più semplice, che non cambia più di tanto lo schieramento tattico del Dortmund, proponendo un giocatore di sicuro impatto offensivo come Reus a ridosso di Lewandowski, capace di dare una dimensione sia diretta con tiro e inserimento in area con o senza palla, sia di servizio ai compagni, anche se meno assistman rispetto a Gotze. In più Grosskreutz permetterebbe oltre che di mantenere una pericolosità sulla fascia, soprattutto ad inserirsi in taglio su azioni sviluppate nella fascia opposta (come nell’ultima sfida di campionato), anche di garantire un maggiore peso difensivo proprio sulla fascia destra del Bayern, in aiuto a Schmelzer sulle sovrapposizioni di Lahm.

La partita contro l’Hoffenheim però ha visto un Reus sottotono, un po’ avulso dalla manovra rispetto alle partita in cui parte dalla sinistra, perciò Klopp potrebbe pensare di mantenere l’ex Gladbach sulla fascia, dando ancora più peso offensivo alla zona presidiata da Lahm, e costruendo di fatto un trio di centrocampo, con Gundogan più avanzato rispetto alla coppia Bender-Sahin (più vicina alle idee abituali) o Bender-Kehl (molto più difensiva), per garantire un impatto centrale maggiore e provare a cercare di contrastare il possesso palla dei bavaresi.

In entrambi i casi una chiave molto importante sarà il movimento senza palla di Lewandowski che dovrebbe permettere a lui stesso di sfruttare la lentezza di Van Buyten e Dante o eventualmente aprire gli spazi per l’inserimento di Reus.

In fase difensiva invece, detto che con la prima opzione Grosskreutz potrebbe aiutare maggiormente nelle avanzate sulla fascia destra della coppia Robben/Lahm, sarà importante anche il lavoro in uscita dei due difensori centrali Hummels e Subotic sui tagli palla al piede di Robben e Ribery, per evitare le conclusioni semplici.

In più la pressione di Bender/Kehl e Gundogan sulla coppia di mediani bavaresi potrà evitare di subire il possesso palla, spesso punto iniziale chiave per le azioni del Bayern.

Nella seconda ipotesi invece, dovranno essere proprio i tre uomini di centrocampo a dare una grossa mano sulle sovrapposizioni esterne, in quanto sia Reus che Kuba sono giocatori poco propensi alla fase difensiva.

Sicuramente la finale sarà una partita molto fisica, di corsa, velocità, pressing e giocate fisiche, oltre che tecniche, probabilmente giocata a ritmi molto alti.

Ritmi alti?!?

“Non potete andare un po’ più piano?!”

Categorie: Calcio | Tag: , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

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Un pensiero su “Lavagna Tattica – Finale di Champions League

  1. Fosse Klopp un “italiano” non ci penserebbe due volte, lascia Reus dove rende meglio e mette un po’ più di densità a centrocampo, perché è pur vero che il bayern crea dalla trequarti in su partendo lateralmente, ma la manovra nasce sempre dal giro tra Martinez e Bastian….interrompergli quel flusso per me è primario. Peccato per Gotze comunque.

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