Life without Messi: La questione Pallone d’Oro

Appena conclusa la finale di Champions League, con il 2-1 del Bayern Monaco sui connazionali del Borussia Dortmund, molti appassionati di calcio si sono posti la stessa domanda: e adesso, chi lo vince il Pallone d’Oro?

-Real de Madrid/Espanyol Barcelone- Liga - 12.05.2007

Le Ballon d’Or, ora FIFA World Player of the Year

Facciamo un passo indietro. Gli ultimi quattro anni hanno visto il Pallone d’Oro cambiare pelle, fondendosi con il FIFA World Player of the Year. Se prima a votare erano giornalisti proveniente da tutto il mondo, dal 2010, con il mutare della natura del premio, a dare il loro parere sono arrivati anche i commissari tecnici e i capitani di tutte le federazioni nazionali appartenenti alla FIFA.

A cavallo tra il vecchio premio di France Football, e l’attuale FIFA Ballon d’Or, un solo dominatore: Lionel Messi, il primo giocatore a vincere il premio per quattro volte, figuriamoci se consecutive (il massimo prima di lui lo aveva raggiunto Platini, che vinse il Pallone d’Oro per tre volte di fila). Questo storico poker, oltre a consacrare Messi tra i più grandi di sempre con largo anticipo sulla tabella di marcia (ventisei anni ancora da compiere), pone un problema: quali dovrebbero essere i criteri per assegnare un premio di tale rilevanza?

Una regola aurea della cultura calcistica terra-terra vorrebbe che il Pallone D’Oro vada ad un giocatore vincitore della Champions League, o della competizione per Nazionali di quell’anno se c’è stata (Europei o Mondiali).

Seguendo questo punto di vista, il favorito per la vittoria finale dovrebbe essere un giocatore del Bayern Monaco, ma chi? La squadra campione d’Europa ha visto emergere di volta in volta il talento di molti dei suoi componenti, senza che nessuno dominasse le partite con la costanza di Messi e Cristiano Ronaldo.

Bayern's Arjen Robben of the Netherlands reacts after the final whistle

Candidato numero uno?

Nomi da considerare sono quelli di Bastian Schweinsteiger, Thomas Muller e Franck Ribery, ma la sensazione di molti è che il candidato numero uno sia l’olandese Arjen Robben, probabilmente uno dei più grandi giocatori europei degli ultimi dieci anni, alla cui carriera mancava però quella strana legittimazione che solo la vittoria di un grande trofeo può dare. Fino al 25 maggio 2013, Robben era considerato un “choker”, uno di quelli che nel momento di vincere se l’era sempre fatta sotto. In tanti ricordano l’occasione solo davanti a Casillas nella finale dei Mondiali 2010, miseramente sbagliata. O il rigore nei tempi supplementari della finale di Champions League 2012, sbagliato anche quello. Ma a 29 anni, con un palmares di tutto rispetto e finalmente anche un gol decisivo da consegnare ai posteri, la storia di Robben ha visto la sua consacrazione.
Pare il momento giusto, per ricevere anche il più ambito premio individuale.

Guardando alla storia recente del Pallone D’Oro, ci si accorge però che, in diversi casi, la linea guida che premiava il vincitore della Champions o di una competizione per Nazionali non è stata sempre rispettata. Dal 1998 ad oggi, ben 6 giocatori (Rivaldo, Luis Figo, Michael Owen, Pavel Nedved, Andriy Shevchenko, Ronaldinho) hanno vinto il Pallone d’Oro senza essere passati da una vittoria in Champions League, agli Europei o ai Mondiali dell’anno in questione.

E allora viene spontaneo chiedersi quali potrebbero essere, le alternative ad un giocatore del Bayern Monaco da premiare nel 2013. Al momento non esistono altre candidature così definite, ma gli avvenimenti dei prossimi mesi potrebbero contribuire a delinearne alcune. Proviamo ad immaginarle.

EVERGREEN

Messi

Messi coi quattro Palloni d’Oro: un’impresa mai riuscita a nessuno

Lionel Messi: Anche in un anno dove il Barcellona ha conquistato “solo” la Liga, la candidatura di Messi non può mai essere tralasciata a priori. Molti votanti si sono mostrati inclini a preferire sempre la Pulce ad altri, sostenendo la tesi, comunque difficilmente attaccabile, che Messi sia semplicemente il miglior giocatore al mondo. Come dargli torto? Il contributo dell’argentino, anche in un anno di relativa magra, si è assestato sui 60 gol in 50 partite durante la stagione 2012-2013. Certamente sarà difficile ignorare la roboante eliminazione del Barca dalle semifinali di Champions ad opera del futuro campione Bayern Monaco (avvenuta, guarda caso, con un Messi gravemente infortunato). Mancando l’Argentina dalla rosa della Confederations Cup, Lionel Messi dovrà cominciare la stagione 2013-2014 in maniera davvero dominante per poter aspirare al quinto Pallone d’Oro consecutivo.

PREMIO ALLA CARRIERA

Nel regolamento di France Football riguardo l’assegnazione del Ballon d’Or originario, si legge che fra gli aspetti considerati c’è anche quello della carriera. Non volendo premiare solo le annate strepitose, si potrebbe quindi pensare ad onorare gloriose carriere ad oggi prive di riconoscimenti individuali. Prendiamo in esame quattro casi possibili.

Lampard

Con 203 gol, Frank Lampard è recentemente diventato il miglior marcatore della storia del Chelsea

Frank Lampard: Sempre bistrattato in favore del connazionale Steven Gerrard, Frank Lampard ha finalmente coronato, negli ultimi due anni, una carriera fino ad allora definita perdente da molti. Come per Robben (col quale ha condiviso la maglia Chelsea per tre anni), anche a Lampard è mancato il prestigioso successo. Eppure stiamo parlando di uno dei più grandi centrocampisti della storia del calcio inglese, fulgido esempio di quella classe di giocatori che, pur partendo da più indietro, possono segnare quanto gli attaccanti. Paradossalmente, i successi europei (Champions League nel 2012, Europa League nel 2013) che erano sempre sfuggiti quando sulla panchina dei Blues sedevano gli allenatori più titolati (Mourinho, Scolari, Hiddink), sono arrivati con gli allenatori meno “di grido” sotto cui Lampard abbia mai giocato: Di Matteo e Benitez. L’ultimo giocatore premiato dopo aver vinto l’Europa League (allora la chiamavamo ancora Coppa Uefa) fu proprio un inglese, Michael Owen nel 2001. Vuoi vedere che…

Quarter Final England vs Italy

“Que classe”, come twittato da Cesc Fabregas dopo il cucchiaio di Pirlo

Andrea Pirlo: probabilmente il giocatore più polarizzante del calcio italiano degli ultimi dieci anni, da quando ha messo piede al Milan ha iniziato a vincere, e non si è più fermato, con qualsiasi maglia. Quella della Nazionale, che ha condotto al Mondiale del 2006 e alla finale degli Europei nel 2012, quando strada facendo stregò il mondo con un cucchiaio durante i rigori. E quella della Juventus, che anche grazie a lui è tornata ai vertici del calcio italiano, ammazzando il campionato e preparando la rincorsa alla Champions League. Un giocatore letteralmente unico, in un panorama calcistico dove persino il Barcellona, pur composto di giocatori sottodimensionati, vanta alcuni tra i migliori atleti del mondo. Pirlo va al suo ritmo, l’ha sempre fatto. In più di un’occasione è arrivato vicino al Pallone d’Oro, ma come scrive nel suo recente libro “Penso quindi gioco”: “Ormai ho capito che la giuria internazionale ha un debole per chi sa fare gol. […] Senza l’ultimo passaggio non ci sarebbe il gol, ma non mi arrabbio quando chi deve scrivere un nome sulla scheda se lo dimentica”. Il 2013 potrebbe essere l’anno buono per ricordarselo.

IniestaXavi

Ora di fare giustizia?

Andres Iniesta/Xavi: tra i più grandi snobbati delle ultime edizione del dorato trofeo, i primi nomi che saltano alla mente sono quelli di Andres Iniesta e Xavi Hernandez, che nonostante le imprese con la Spagna (mai una Nazionale aveva vinto Europei, Mondiali e poi ancora Europei), hanno visto le loro stelle offuscate da quella più luminosa del loro compagno di squadra, il pluri-premiato Leo Messi. Se il Barcellona e la Spagna sono arrivate dove sono ora però, è anche e soprattutto per merito di giocatori come Xavi e Iniesta, che mentre rivoluzionavano il modo di concepire il ruolo di centrocampista, hanno fatto a pezzi le gerarchie calcistiche europee. Sarebbe bello, quanto improbabile, riuscire a premiare entrambi con un Pallone d’Oro ex-aequo, caso però mai capitato nella storia del calcio. Un exploit spagnolo nella Confederations Cup potrebbe sottoporre il dilemma a tutti i membri della giuria.

 THE SUPERNOVA

Germania-Italia Euro 2012

“…but when he plays he’s fuckin class…”

Mario Balotelli: Da quando il Manchester City ha ceduto Mario Balotelli al Milan, tante cose sono cambiate per il ragazzo nato a Palermo. La parentesi dell’attesa si è definitivamente chiusa, non è più il tempo di aspettare la sua maturazione tecnica o mentale. Non si tratta più di quello che Balotelli potrebbe potenzialmente fare, ma di quello che fa e porta in campo, ogni partita. Lo abbiamo visto negli scorsi Europei, con la doppietta alla Germania e l’iconica esultanza. E lo abbiamo visto in questi sei mesi al Milan, dove Supermario si è preso di forza la squadra segnando 12 gol, e proseguendo la sua striscia di calcio di rigore segnati nella carriera da professionista (siamo a 17, and counting). Una grande prestazione alla Confederations Cup, ed un convincente inizio di stagione col Milan potrebbero rinforzare lo status di Balotelli come “sensation” del mondo calcistico: non dobbiamo infatti dimenticarci che Balotelli ha un appeal notevole anche al di fuori dei confini europei, come dimostrano la copertina di Time e la sua inclusione nella lista delle cento persone più influenti al mondo stilata annualmente dallo stesso magazine. L’impatto mediatico che tante volte gli si è ritorto contro, stavolta potrebbe essere uno dei grandi alleati di Mario nella sua rincorsa al Pallone d’Oro, premio che peraltro, a detta dello stesso giocatore, lui avrebbe già meritato di vincere in passato. Dichiarazioni discutibili a parte, la vittoria di Balotelli rimane una delle più improbabili, ma se gli eventi vanno nella sua direzione, perché no?

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Categorie: Calcio | Tag: , , , , , , , , , | 5 commenti

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5 pensieri su “Life without Messi: La questione Pallone d’Oro

  1. A guardare i risultati di quest’anno solare credo non si possa uscire dal Bayern, hanno vinto tutto, di più, hanno STRAVINTO tutto!! Però non lo vinse Milito quell’anno e fu abbastanza scandoloso (per quanto si possa discutere sul tutto e sul niente quando si parla di questi premi).

    Per me più Ribery che Robben, ma l’olandese se lo meriterebbe anche per il discorso di rivincita che hai scritto te. Sugli altri…non vedo veramente dei contendenti validi al momento, il solito Messi, ma potrebbero cambiare per una volta, non credo si offenda :-D, Xavi e Iniesta uno (in due…cioè uno dei due…) lo meriterebbero prima o poi, ma quest’anno? Boh.

    Balotelli, no dai :-D, non per il momento.

  2. Ovvio che il Bayern abbia stravinto tutto, però il mio dubbio è proprio in ottica di quel Pallone d’Oro 2010, dove utilizzando i criteri soliti o si premiava Milito, o si premiava Sneijder (che fece Triplete e finale mondiale), o si premiava uno spagnolo. Ma è anche giusto tenere conto che quello era il primo anno in cui si votava con la formula nuova, con i CT e i capitani. Di questo nessuno parla mai. Stiamo parlando di due premi diversi, assegnati in modo diverso, da persone diverse. Solo che siccome simbolicamente il premio è lo stesso, soprattutto in Italia ci siamo fissati che sia tutto un gombloddo. Comunque anche io amo molto Ribery, ma tendo a pensare vincerà Robben. Tutti gli altri candidati hanno qualche chance solo a condizione che tutti gli eventi vadano nella loro direzione, e sarebbe cmq molto difficile. Balotelli era una provocazione, dai 😀

  3. mlbarza

    Domando perchè non ricordo: in che periodo vengono “chiuse le urne”? Cioè, entro quando vengono consegnati i voti? Prima o dopo l’inizio della nuova stagione, ad Agosto?
    Dipende da quanto accadrà nei prossimi mesi, io credo che più che Ribery o Robben a meritarlo maggiormente nel Bayern debbano essere Schweinsteiger e Mueller.
    Ecco, basta che a Ottobre al 10mo rigore (inventato) segnato di fila da Balotelli non si inizi davvero a parlare di Pallone d’Oro da noi. Perchè va bene (oddio…) l’opera di santificazione in corso da quando il ragazzo è arrivato in Via Turati, ma francamente si scadrebbe nel ridicolo nell’eventualità…

  4. Pingback: Il minestrone di Capodanno | Quel che passa il convento...

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