I Dallas Cowboys e il Gattopardo

Arrivano i rinforzi (da dx Escobar, Randle e Williams)

Arrivano i rinforzi (da dx Escobar, Randle e Williams)

Finita l’NBA, sulla via del tramonto anche la stagione NHL, in ritardo rispetto al solito causa lockout, mai iniziata (per chi tifa Chicago Cubs) la stagione MLB, continuiamo a riempire le pagine di questo blog con pezzi riguardanti la NFL. Questo è il periodo della stagione più noioso (ma non ditelo ai tifosi Patriots, che dopo essere stati investiti dalla firma di Tebow, adesso devono gestire i trambusti derivanti dalla brutta storia che ha colpito Aaron Hernandez). L’intenzione ambiziosa è quella di ripercorrere team by team la lega per descriverne i cambiamenti, dare dei primi giudizi (pregiudizi?) sull’operato primaverile e capire cosa possiamo aspettarci dalla prossima stagione, cercando di non essere troppo prolissi.

Iniziamo, a caso, dai Dallas Cowboys: Giuseppe Tomasi di Lampedusa sarebbe orgoglioso di loro, il gattopardesco “cambiare tutto per non cambiare nulla” sembra infatti essere la massima che ha guidato i jerryjoneses in questi ultimi 4 mesi.

I grossi cambiamenti sono arrivati a livello di coaching staff, o come direbbe il suddetto Jones, a livello di filosofia. Via Rob Ryan, ritorno alla 4-3, nuovo offensive coordinator (Callahan) che dovrà anche chiamare i giochi, togliendo questo compito ad uno spaesato Jason Garrett.

Allora perché cambiar tutto per non cambiar nulla?! Basta guardare il roster e si nota subito che a livello di potenziali titolari, sugli 11 “attaccanti” e sugli 11 “difensori” saranno solo 3 i volti nuovi: Will Allen in safety, Justin Durant come LB e la prima scelta di quest’anno Frederick al centro della linea offensiva. È pur vero che dietro ai “titolari” ci sono molte seconde linee, per lo più giovani, che diranno molto sulla buona riuscita della stagione: Joseph Randle (RB, rookie da Oklahoma State), Terrance Williams (WR, rookie da Baylor), Gavin Escobar (TE, rookie da San Diego State) ci raccontano di un draft passato ad aumentare a dismisura le armi offensive, il che abbinato, a quanto successo sulla sideline a livello di gestione dell’attacco, fa ben sperare sulla possibilità di avere un netto salto di rendimento e di efficacia per i ragazzi guidati in campo da Tony Romo, il quale sarà sempre più coinvolto anche nel game plan durante la settimana, insomma, dovrà pur giustificare il nuovo oneroso contratto.

Ma quello che più incuriosisce è il reparto difensivo, falcidiato l’anno scorso da duemila infortuni e che ha visto l’arrivo di Monte Kiffin come coordinatore. Non che il venerabile Monte abbia entusiasmato nelle sue ultime esperienze, in particolar modo ad USC poteva fare molto di più considerando il materiale a disposizione di una squadra che spesso veniva descritta come talentuosa, ma troppo indisciplinata, specie a livello difensivo. I need, ormai annosi, di linea difensiva e reparto safety sono stati quindi accentuati da questo cambio di modulo e fa davvero strano vedere che non si è praticamente intervenuti: la DL spera che Rattliff stia lontano da problemi fisici e guai giudiziari e più vicino ai backfield avversari, Spencer e Ware tornano a giocare mano a terra, mentre Church (titolare ad inizio stagione l’anno scorso prima di inaugurare l’infermieria) e Allen sono la salvezza delle secondarie, per restare in tema, forse ai tifosi cowboys da questo punto di vista non resta che andare in chiesa.

E poi tanto già lo sappiamo, sul banco degli imputati finirà sempre e solo Romo, un po’ come succede….no, volevo dire succedeva a Baltimora con Flacco.

America's Team? Non più.

America’s Team? Non più.

Concludiamo questa breve scheda con qualche considerazione sparsa sui giocatori da tenere d’occhio:

Dez Bryant ha giocato la seconda parte di stagione 2012 su livelli mossiani (nel senso di Randy): 50 ricezioni, 879 yard, 10 TD in 8 partite, numeri che lo mettono al centro dell’attacco, cosa non così scontata considerando le difficoltà di inserimento incontrate nella sua prima stagione e mezzo. Le battute su di lui e la sua fatica a capire il playbook sembrano lontane e se la testa resta concentrata, il telaio può far cadere dalla sedia molti appassionati.

Joseph Randle è il RB2, dovrà riempire le scarpe lasciate vuote da Felix Jones, vabbè, più che scarpe erano infradito. A Valley Ranch non rimpiangeranno la dipartita dell’ex prima scelta 2008, ma Randle forse può essere qualcosa di più di una semplice assicurazione nei confronti dell’injury prone DeMarco Murray. Ecco, il problema è che il nuovo RB di Dallas ha saltato gli OTA per…problemi fisici, speriamo che il buongiorno non si veda esclusivamente dal mattino.

Miles Austin sta scivolando lentamente verso la mediocrità? Ad ogni scatto bisogna stare attenti che non si stiri, brutte sensazioni…ma magari Terrance Williams….

Tyrone Crawford (DL) non si sa bene ancora se, quanto e dove verrà schierato, ma rispetto ad Austin qua le sensazioni sono opposte: non so se sarà mai un titolare, credo di no, almeno nel breve periodo, ma un situazionale di impatto quest’anno è uno scenario plausibile. Può creare scompiglio nel backfield avversario sia partendo da DE che sfondando da DT. Ecco lui era fatto su misura per una 3-4, peccato.

Sean Lee e Bruce Carter, restate sani, inseritevi educatamente nei nuovi schemi e magari potremo iniziare a parlare di uno dei migliori duo di LB della lega.

Categorie: NFL, Team by team preview 2013 | Tag: , , , , , | 7 commenti

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7 pensieri su “I Dallas Cowboys e il Gattopardo

  1. piescic

    Il TE Escobar così, dal cognome, secondo me promette cose stupefacenti 😀 (battutona alla Angy questa)
    Oh, Tony Romo piglia ‘na barcata di soldi per farsi dire dietro “è forte ma non è buono per vincere”. Pare che a Dallas lo dicevano anche di quel capellone teutonico e si è poi visto come è andata a finire. Ok, l’ho gufata 😀
    Grande aza!

  2. io non sono convinto del cambio di difesa, sia perché Kiffin e le sue difese sembrano in calando sia perché Ware e Lee, forse i 2 più talentuosi della difesa, non sembrano adatti a giocare in una 4-3 e a livello di safety, molto importanti nella Tampa 2, non mi sembra che ci sia il giusto football IQ.

  3. @piescic: sarebbe una bella storia, di quelle che non capitano mai alle squadre a cui tifo (vabbè escluso quella che ha visto l’ultima juve di del piero vincere lo scudetto l’anno scorso…)

    @angy: lo so 😦 in difesa ci sono troppi punti interrogativi per avere una stagione positiva, ma tanto ormai ci sono abituato…

  4. piescic

    Sarebbe una bella storia davvero, anche se a me fa più paura la sfiga cronica dimostrata l’anno scorso che la “scarsezza” della squadra.
    Da profano poi, da chi si è messo a seguire football da poco meno di un anno, ho delle riserve su Tony Romo, non mi convince a pieno, ma credo sia solo un’impressione. Ma a me non convince nemmeno Peyton Manning, figurati…
    Non vorrei aprire una vecchia ferita, ma se dovessi descrivere Romo, userei la partita contro i Giants alla week 8 dello scorso anno. 4 intercetti ma i Cowboys sono comunque arrivati ad una falange di Dez Bryant dal vincere quella partita. Colpe e meriti del QB. Credo che i Cowboys siano tutti la. Se sono migliorati, di sicuro non piangerai come piangerò io per Chicago 😦

  5. Pingback: True Blue » Rookie tutti firmati

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  7. Pingback: [NFL] Dallas Cowboys 2013

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