Al di là di Hernandez

Ma si può essere così....

Ma si può essere così….

A leggere le “evidence” della situazione “Hernandez” viene da vomitare, descrivono uno scenario molto simile ad una esecuzione che invade la nostra coscienza sportiva e ci catapulta violentemente in un ambito con cui non siamo e non vogliamo essere per nulla familiari. Non possiamo capire appieno la cultura che produce (anche) queste barbarie e farlo filtrando il tutto con la nostra (di cultura) spesso produce risultati demagogici e di poco valore reale. Di certo un uomo senza pistola preso da un raptus può tirare un pugno, un uomo con la pistola preso da un raptus può tirare un colpo, entrambe le cose possono avere conseguenze irrimediabili, ma la differenza è sostanziale. L’aspetto ancora più agghiacciante è che qui non sembra nemmeno un raptus, bensì una spedizione premeditata ed è quasi surreale che a fornire i dati principali per descrivere quanto accaduto tra la 21 e le 4 della sera dell’omicidio siano proprio le telecamere (14) che Hernandez aveva fatto installare per garantirsi un po’ di protezione e sicurezza, a livello concettuale siamo ai livelli di Plaxico Burress che si spara da solo, anche se qui è tutto più amplificato e grave. Ma evitiamo di sostituirci alla giustizia americana, lasciamo che faccia il suo corso, poi ognuno tirerà le proprie somme.

Chiudo la parte umana, prima di passare a quella sportiva, con una considerazione abbastanza elementare: Hernandez è (era) un giocatore straordinario. Hernandez è un idiota/violento/omicida (?), pagherà per ciò che ha fatto (se lo ha fatto), però personalmente l’epoca dell’idealizzazione dello sportivo l’ho superata da un po’, temprato da storie non simili (qua siamo ai livelli di OJ Simpson) ma paragonabili (doping, scandali, ecc…ecc…), spiace più per lo “sconosciuto” che ha perso la vita (al di là di qualsiasi stata la sua “colpa”) che del fenomeno, famoso, che non è riuscito a tirarsi via da una situazione, ripeto, vomitevole, qualsiasi saranno poi i dettagli ulteriori che ne usciranno.

Adesso cosa succede ai Patriots? Ho sempre “compatito” (nel senso buono) quei giornalisti che in un tg dopo la notizia di cronaca nera, sono costretti a parlare delle chiappe di Belen, ogni volta cerco di capire, invano, se ci sia un modo che non possa risultare fuori luogo. Per di più qui non si parla nemmeno delle suddette chiappe, il rischio di perdere quei 10 lettori è alto, ma bisogna pur correrlo: quindi, cosa succede ai Patriots? No, non giocherà Tebow da TE. La situazione (sportiva) ha subito uno scossone troppo evidente da non essere notato: New England era all’avanguardia della nuova “moda” NFL, il doppio TE o per meglio dire il TE come arma totale in grado di scardinare qualsiasi piano difensivo, chiaramente avere due interpreti come Gronkowski e Hernandez aiutava (il solito discorso dell’importanza del sistema, se portato avanti dai giusti interpreti), farlo con Ballard e Hoomanawanui non assicura gli stessi successi.

Conoscere la situazione fisica di Gronk è un po’ come cercare di interpretare un discorso in inglese di De Laurentis, Belichick c’ha abituato a non farci sapere mai nulla e nulla sapremo per settimane ancora. Di più, Hernandez era il prototipo del giocatore del futuro, in grado di schierarsi in ogni posizione del campo e da ognuna di esse riuscire ad essere efficace (all’esterno, slot, TE, H-B, RB e chi più ne ha, più ne metta), tant’è che è stato schierato il 35% degli snap come TE, il 41% come slot receiver, il 18% all’esterno e il totale non fa 100%…. Non c’è un altro Hernandez, Dallas Clark (ancora disponibile sul mercato) può avvicinarsi, ma dovrebbe anche trovare il modo di recuperare un paio di anni sul suo contachilometri. Ballard, Vereen, Leon Washington e Amendola (fatte le debite proporzioni e assumendo anche che l’ex returner dei Seahawks sia a roster a settembre) possono, chi per un verso, chi per l’altro, riempire alcune mansioni rimaste al momento scoperte. Immagino che BB  stia rimpiangendo gli anni in cui aveva Kevin Faulk e non sia del tutto soddisfatto d’aver lasciato andare Woodhead (la questione Welker è più marginale in questo contesto, lì il sostituto è stato individuato in Danny Amendola), ma con il senno del poi siamo tutti campioni.

sda

760 yard in un anno? Davvero?!

L’attacco può ancora farsi forte delle intuizioni e delle palle lanciate da Tom Brady, che negli anni è riuscito a far sembrare dei ricevitori presentabili gente come Reche Caldwell (760 yard nel suo anno ai Patriots, 2006, 1000 yard complessivamente negli altri 5 anni in NFL), Troy Brown (uno che nelle prime 7 stagioni in NFL aveva superato una volta le 500 yard, 607 per la precisione, e che nei primi 3 anni di Brady a Boston, a 30 anni suonati, ha ricevuto 3033 yard con quasi 300 ricezioni), David Givens o lo stesso Deion Branch che ha sì avuto qualche stagione decente a Seattle, ma che con Brady è stato addirittura MVP del Super Bowl nella prima reincarnazione e nuovamente giocatore decisivo a 30 anni, nella seconda.

Insomma: bisognerà contare sul veterano Jenkins, sul giocatore in rampa di lancio Amendola, sui due rookie Dobson e Boyce e sul piccolowelker Edelman, qualcuno emergerà grazie al futuro hall of famer Brady, ma tutto questo basterà a far fronte all’assenza tecnica, ma soprattutto tattica, di Hernandez? Far le nozze con i fichi secchi era la specialità della ditta Bill&Tom, fino a qualche anno fa, ora forse nemmeno loro possono prescindere dal talento degli interpreti principali ed a leggere il reparto dei ricevitori le uniche speranze sono su Dobson e Amendola, che per un movito (rookie di talento) o per un altro (infortuni vari), hanno più margine di crescita.

L’ennesima ricostruzione dei Patriots, in questo caso in parte anche non voluta, mascherata da 10+ vittorie è alle porte, ma potrebbe non bastare per sognare il quarto titolo della loro storia.

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10 pensieri su “Al di là di Hernandez

  1. Giacomo

    Ottimo articolo ma eviterei di fare una differenza tra cultura europea e cultura americana: uno perché non esiste né una cultura europea né una cultura americana ma diverse sottoculture quasi personali, e sopratutto perché la “cultura americana” non è altro che una risposta alla cultura europea di cui è figlia. Questo è un discorso lungo in cui bisognerebbe fare un sacco di riferimenti storici e non mi sembra questo il luogo adatto. A mio avviso, la questione evergreen sulle armi, in un paese come il nostro, diventa un po’ surreale: è vero che qui le armi non si vendono al supermercato ma si vendono in armeria e non servono particolari capacità per ottenere un porto d’armi. In Italia si spara tantissimo: ogni giorno le cronache sono piene di casi sempre diversi ma sempre armati, di cecchini che sparano da torri siciliane, di giustizieri che assaltano uffici comunali, di fuori di testa che sparano a carabinieri, di mariti che uccidono mogli. di ragazzi che sparano ad altri ragazzi (ma da noi vanno ancora molto le armi da taglio)… Non vedo una superiorità culturale in un paese che ha visto Br, Nar, magistrati saltati in aria, Mafia, Ndrangheta, Camorra, Anonima rapimenti, Sacra corona unita, Massoneria deviata, Stragi di Stato, Banditismo… Tendiamo ad agire in gruppo più che privatamente, ma non è che qui facciamo delle sane scazzottate e bon. Il caso di Hernandez dimostra ancora una volta che il denaro non corrisponde alla felicità, e il successo non corrisponde all’intelligenza. Nemmeno la gnocca sembra placare gli animi. Confidiamo nella giustizia americana poiché più volte ha mostrato molta serietà: il caso di O.J. è esemplare. L’ex running back di SF fu prosciolto dalla accusa di duplice omicidio per un grave errore nell’acquisizione delle prove e, giustamente, si preferì rilasciare un potenziale colpevole che non fare un’eccezione alle regole democratiche per una sensazione popolare. Poi l’imbecille si è preso 33 anni per una rapina a mano armata con sequestro di persona, ma vabbè… Il quadro che si sta profilando sul caso Hernandez ha tinte davvero fosche e mostra quanto basso sia il valore della vita in certi ambienti ed in certe “sottoculture”. I Pats non potranno sostituirlo e BB dovrà inventarsi qualcosa d’altro, ma non è “aggiustabile” la cosa. Intanto complimenti sia ai Pats sia ai Browns (caso Walcott), per aver eliminato subito la questione ed aver evitato spiacevoli casi “Brent” dell’anno scorso (quando si trovò in sideline dei Dallas a pochi giorni dall’incidente mortale per cui era indagato). A livello sportivo credo che BB, come sempre, stupirà tutti e farà ancora scuola, con Brady ancora forte e una squadra sempre solida. Sul caso Hernandez temo che le sorprese non finiranno, e non saranno belle. Questo sport è pieno di vita vera, nel bene e nel male.

  2. azazel

    Ti risp dal cell, quindi scusa per la sintesi:
    -sull’aspetto culturale non la vedrei per forza come usa vs europa. Diciamo più “personale”: io non ho mai tenuto una pistola in mano (ed ho anche paura delle lame…) non posso capire come può ragionare uno che è cresciuto con il “ferro” come ornamento di casa. Comunque condivido che questa non è la sede adatta di questi discorsi, soprattutto considerando il fatto che io non ne sono all’altezza.

    -Su Brent: la situazione è però leggermente diversa. Quello è un incidente stradale. La gestione post fattaccio può essere criticabile…ma non me la paragonare ad hernandez-walcott

    • Giacomo

      Sulla questione personale, pienamente d’accordo. Se uno vive con un’arma, prima o poi la usa. Anche su Brent sono d’accordo, ma io facevo semplicemente un complimento a Patriots e Browns per la rapidità d’intervento onde evitare spiacevoli equivoci. Il caso Brent era completamente diverso, ma è stato gestito veramente male: non era da tagliare, ma sicuramente farlo comparire in campo la settimana stessa non è stata una “genialata”.

  3. Comunque Brent ha deciso di mettervi prontamente daccordo: è finito in prigione perché ha fallito uno dei test antidroga a cui si doveva sottoporre per rimanere libero… 😀

  4. azazel

    http://m.espn.go.com/general/blogs/blogpost?blogname=dallascowboys&id=4709913&city=dallas&src=desktop

    su brent questo interessante punto di vista….gli equilibri di una squadra, il senso di famiglia che cerca di aiutare una persona in difficoltà. Per dire…dà quello ce avevo letto all’epoca la famiglia del ragazzo morto non aveva mai avuto un atteggiamento astioso nei suoi confronti

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