I Chicago Bears e la vita dopo Brian

Piccolo schermo, grande campione

Piccolo schermo, grande campione

Una delle poche serie televisive con risate finte (l’unica?) che riesca a vedere ci dà l’assist per parlare di Bears. Ma se la ABC, dopo 8 stagioni, ha deciso di sostituire “La vita secondo Jim” (“According to Jim” nella versione ufficiale), con Modern Family, non sarà altrettanto facile a Windy City trovare un degno erede a Brian Urlacher dopo 13 stagioni ed evitare le risate fuoricampo (questa volta non così finte).

Il ritiro del prossimo hall of famer è il tema caldo della offseason dei Bears ma no l’unico, perché molto è cambiato anche nella stanza dei bottoni: Lovie Smith non sarà più l’HC, cosa a cui eravamamo abituati dal 2004. L’harakiri di 2 anni fa fu giustificato dall’infortunio di Cutler e a pagare per tutti ci pensò il GM Jerry Angelo, non qualificarsi ai playoff dopo essere partiti 7-1 e vedersi superati ancora da due squadre in division è stato davvero troppo. Il suo successore sarà uno dei tanti motivi di interesse della prossima stagione NFL: parliamo di un guru del football, ma giocato con regole un po’ diverse, non al piano di sotto come siamo più soventi vedere, ma al piano….di lato: Marc Trestman ha dominato in Canadian Football League, guidando i Montreal Alouttes a 2 Grey Cup consecutive. Non è comunque una prima assoluta lungo la tratta CFL-NFL per quel che riguarda i coach: Forrest Gregg (allenatore prima a Toronto e poi alla guida dei Bengals che persero il Super Bowl nel 1981), Bud Grant (prima a Winnipeg e poi icona dei Vikings dal 1967 al 1983 con un ulteriore stagione nel 1985, con 12 qualificazioni ai playoff e ben 4 partecipazioni al Super Bowl, tutte perse) e Marv Levy (12 anni ai Bills, l’allenatore della Buffalo di Jim Kelly e dei 4 Super Bowl consecutivi, seppur persi), sono tre esempi di buon auspicio, anche se complessivamente raccolgono un suggestivo record di 0-9 al Super Bowl.

Trestman è considerato un genio per quel che riguarda il suo lavoro con i QB: il 41enne Anthony Calvillo è un santone a Montreal e lo era già ben prima che arrivasse Trestman ad allenarlo, ma sotto di lui le sue prestazioni sono ulteriormente esplose per di più a cavallo dei 40 anni, qualcosa vorrà pur dire. Cutler non a caso sembra aver preso molto bene l’arrivo del nuovo HC, che potrebbe portare ad una definitiva maturazione nella gestione del flusso offensivo che possa finalmente sposarsi con un talento ormai noto e non confutabile. Anche perché alle sue spalle non ci sarà più un backup QB di livello come lo era Jason Campbell, ma il ruolo di QB2 se l’è preso un girovago della NFL come Josh McCown, già presente a roster da qualche anno e promosso per mancanza di rivali nella depth chart.

Il giorno centrale per la offseason dei Bears è stato il 12 marzo: nel giro di poche ore arrivano le firme pesanti di Jermon Bushrod, offensive tackle ex Saints (quinquennale, 36 milioni complessivi, di cui 22 garantiti) e Martellus Bennett, tight end ex Giants e Cowboys (quadriennale, 20 milioni complessivi, 5 garantiti). Nel complessivo due giocatori di ottimo talento espresso ed inespresso (sì, sto parlando di testavuota Martellus), che sono nel pieno della loro carriera (28 anni e 26 anni, rispettivamente) e che vanno a coprire i due need principali della squadra: sulla carta una doppia operazione da 10, sarà però poi il campo a dare il voto definitivo.

La linea è senza dubbio il reparto che ha subito i maggiori scossoni e verso cui i tifosi guardano con maggiore interesse e speranza: detto di Bushrod, si registra l’arrivo della prima scelta Kyle Long, figlio di quel Long (Howie) e fratello di quell’altro Long (Chris) che però ad Oregon ha giocato pochissimo ed è tutto da scoprire. Poco prima del draft era stato firmato un altro giocatore intrigante, il 26 enne Eben Britton, tassello fondamentale della OL dei Jaguars che però negli ultimi anni aveva subito l’ “onta” dello spostamento da tackle a guardia. Ma per delle prime scelte che arrivano, una prima scelta se ne è andata: Gabe Carimi, arrivato da Wisconsin come potenziale dominatore se ne è andato scambiato per un pezzo di pane (una sesta scelta) dopo soli 2 anni.

Mai farsi trovare impreparati quando arriva il treno

Mai farsi trovare impreparati quando arriva il treno

In difesa le secondarie sono rimaste per lo più intatte, ma è il front seven che deve dimotrare molto di più: di Urlacher abbiamo già detto, DJ Williams e Jon Bostic (2° giro 2013) raccolgono la sua eredità pesantissima, ma avere ai lati Lance Briggs e James Anderson (nuovo arrivo da Carolina) aiuterà non poco e in quest’ottica non sarei così sorpreso nel vedere protagonista sin da subito il rookie, dovrà un po’ sciogliersi nei movimenti e soprattutto migliorare la pass coverage (quanto mancherà Urlacher in questo…), ma le potenzialità e la fisicità ci sono tutte.

Quello che più preoccupa è la pass rush: Peppers non ringiovanisce, Wootton e, soprattutto, McClellin devono mostrare dei miglioramenti sensibili, Melton si deve confermare sui livelli alti raggiunti l’anno scorso, ma l’impressione è che si sia fatto troppo poco qui.

Non ci siamo dimenticati degli aspetti di punta della squadra:

Matt Forte e Brandon Marshall: sembrano essere i giocatori emblematici di questa squadra negli ultimi anni. Anche quando raggiungevano il SB c’era sempre chi storceva il naso per un motivo (in quel caso il QB o più in generale l’aspetto offensivo) o per un altro. Forte e Marshall sono quei giocatori che ti danno sempre la sensazione a cui manca il centesimo per fare il dollaro, ma gli altri 99 centesimi sono extralusso, completi, dominanti quando accesi ed utilizzati con criterio, sono la copertina dei Bears, molto di più di quanto lo sia Cutler.

Alshon Jeffery: annata del debutto a corrente alternata, dategli il tempo di ambientarsi e questo ha tutto per dominare la NFL. Ok, forse sto esagerando, ma stravedo per lui e so che non mi deluderà.

Devin Hester: l’hanno pagato tanto e sono stati costretti a snaturarlo per giustificare l’ingaggio, cercando di farlo diventare qualcosa di più di quello che era, ovvero un ammazza partite pur giocando un numero esiguo di snap. Ora non si può più tornare indietro, soprattutto dal punto di vista dell’età.

-Chiudo con Johnny Knox: un ricevitore che poteva entusiasmare ma che è stato portato fuori dalla NFL in poco più di 2 stagioni causa problemi fisici gravi. Un peccato.

Categorie: NFL, Team by team preview 2013 | Tag: , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “I Chicago Bears e la vita dopo Brian

  1. piescic

    Allora non ero il solo a guardare “La vita secondo Jim”? 😀 (Oh, era talmente tifoso, che in una puntata ha litigato con la moglie perché nervoso a causa della sconfitta dei Bears al SuperBowl del 2007)
    Era una delle poche serie che guardavo, parlava sempre dei Bears (e della sentitissima rivalità coi Packers) e così ho iniziato a seguirli pure io, e poi a tifarli.
    La mancanza di Urlacher, per quanto da due anni non fosse lo stesso, si aggiunge alla partenza di Idonije, difensore 5 stelle (a mio parere) ottimo anche sul pass rush e di cui tu non hai fatto menzione aza (ahi ahi ahi ahi ahi).
    Sull’esonero di Lovie Smith, credo che lui abbia pagato anche scelte poco azzeccate del suo coordinatore d’attacco (“Tell him I said fuck him”).
    Poi, non ricordo bene dove, ma credo di aver letto che l’attuale HC Trestman avesse avuto un ruolo anche a Denver al tempo in cui Cutler e Marshall giocavano insieme: la contentezza del buon Jay è dovuta anche a questo, credo 😀
    Marshall soprattutto dovrebbe essere il nostro uomo di punta: l’anno scorso ha stabilito il recordo di franchigia per yards ricevute (mi pare, ma dovrei andare a controllare) ed è l’unico ricevitore con mani affidabili che ci ritroviamo a roster, aspettando che Jeffrey (che intriga anche me) diventi più continuo. In sostanza, hai fatto un post più positivo di quello che mi aspettavo. Ti devo una birra 😀

  2. Trestman dovrebbe avere già esperienze in NFL come OC mi sembra, ma comunque avevo letto che apprezza molto i QB con un veloce gioco di gambe, cose in cui Cutler invece non eccelle…
    I miei dubbi su di loro rimangono a livello di OL perché Bushrod vive di Brees-luce riflessa ed il resto della linea deve dimostrare di aver dimenticato le ultime, oscene, stagioni.

  3. Pingback: [NFL] Chicago Bears 2013

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