I New York Jets – Cercando la normalità

In giro per la rete mi è capitato di leggere questa dichiarazione (traduco dall’inglese): “I Titans sono una delle 30 squadre che possono fare bene nella prossima stagione. Escludo solo Jets e Raiders.“, una dichiarazione forte, vediamo se e quanto veritiera, iniziando proprio dalla squadra della grande mela.

Bella gatta da pelare mi sono preso...

Bella gatta da pelare..

Iniziamo analizzando quello che secondo me è l’equivoco di fondo che mi fa guardare con sospetto alla prossima stagione dei Jets e non parlo di giocatori: sono saltate tutte le teste che erano nella stanza dei bottoni, via il GM Tannenbaum, rinnovato praticamente tutto il coaching staff fatta eccezione per il capo, non suona strano? Rex Ryan poi è stato colui che ha contribuito a creare la “grandeur” dei Jets la quale poi gli si è rivolta contro, fuori dalle righe nel modo di interpretare il football dentro e fuori dal campo, non sembra per nulla avere le caratteristiche di quello in grado di guidare una rifondazione. Non discuto le sue qualità di allenatore, che peraltro, personalmente, mi affascinano, ma è un po’ come mettere Pippo Baudo a condurre un programma di prima mattina per i bambini.

Il roster d’altronde è pieno di giovinezza, più o meno talentuosa. Innanzitutto un buon draft, impreziosito da una prima scelta in più, derivata dalla trade che ha portato l’isola di Revis in Florida. Dee Milliner e Sheldon Richardson sono i due tasselli a cui Ryan si aggrappa per conquistare la conferma dopo una stagione che comunque si prevede di fatica. Entrambi sono stati i primi giocatori scelti nel loro rispettivi ruoli (CB e DT) e vanno a puntellare due reparti che già erano quelli con maggiore qualità e possibilità di crescita: Wilkerson, Ellis (o Garay se non si perde come a Sacramento. A proposito, togliete twitter ai giocatori) e Richardson in linea, Antonio Cromartie, Milliner e Kyle Wilson a coprire i WR avversari, hanno poco da invidiare alla gran parte delle altre 31 squadre.

Il cartello lavori in corso è affisso in ogni reparto e in tutto questo stona la presenza a roster di Santonio Holmes, ultimo rigurgito dei tempi che furono (assieme al già citato Cromartie) la cui testa mal si sposa con il momento della squadra. Per di più il suo rapporto con il QB Mark Sanchez fa discutere da un po’, ma forse al momento non è il primo problema del messicano, che è stato difeso da Rex Ryan anche al di là dell’immaginabile persino per i suoi “lover”, ma che ora sembra definitivamente in discussione, dopo la scelta tecnicamente di secondo giro, ma mediaticamente da primo, di Geno Smith.

Il QB ex Mountaineers è il tema più appariscente della offseason in casa Jets: scopro subito le carte, non è colpa mia se i “verdi” prendono QB che non mi piacciono per nulla (e nemmeno McElroy fa eccezione…), Geno è un ottimo sparapalloni, ma lascia un po’ perplessi per la sua costanza e per la capacità di leggere bene il campo, ma sono tutte considerazioni premature, sarà poi il campo dei professionisti a dare le giuste indicazioni, magari sin dalla week 1, anche se gli auguro qualche settimana in più di studio dalla sideline.

Goodson sta già scappando, dai guai.

Goodson sta già scappando, dai guai.

Il resto dell’attacco è un mix di gioventù e riciclo: il running game, storicamente punto di forza della squadra, si affiderà ad Ivory e Goodson i quali nella loro pur breve carriera sinora hanno ricoperto non più del RB3, anche se l’ex saint in particolare ha dimostrato di esserlo solo sulla carta, quando chiamato in causa e lasciato in pace dagli infortuni ha sempre corso con passione e con buoni risultati. Goodson invece a Carolina aveva davanti due mostri sacri e ad Oakland non era facile emergere, a New York intanto s’è presentato sfatto e con armi in macchina, uno dei 30 giocatori NFL arrestati durante l’off season. Goodson di nome, ma non di fatto.

Dicevamo “gioventù e riciclo”: Stephen Hill, Jeremy Kerley, Ben Obomanu e Kellen Winslow rappresentano alla perfezione il concetto. I primi due sono il futuro della franchigia, possono essere un WR2 e uno slot receiver di buon livello, ma manca ancora quello che potenzialmente possa essere  il WR1  (su Holmes mi sono già espresso). Winslow invece forse va al di là del concetto del riciclo: a giudicare dalle ultime uscite, dal punto di vista fisico, ha ancora poco da dare, anche se sulla carta resta l’unico che può aiutare con esperienza e mani il lavoro di quello che sarà il QB franchigia.

Della parte interessante della difesa abbiamo detto in apertura, restano le ombre: Quinton Coples era un DE fatto e finito per una 4-3, almeno questa era la sensazione in sede di draft l’anno scorso, scelto da una 3-4 ha mostrato non poche difficoltà nel giocare in linea, quest’anno sarà spostato da OLB, dove, oltre al girovago Antwan Barnes, ci si aggrappa ancora una volta alle prestazioni del veterano Calvin Pace.

In safety Dawan Landry dovrebbe giocare per due e forse non è più quello di Baltimora (la vacanza di due anni a Jacksonville si farà sentire?). Affianco a lui infatti c’è una lotta tra poveri e se pensiamo che il ruolo di starter al momento potrebbe essere vinto da tale Josh Bush, uno che l’anno scorso è stato in campo in 17 snap, il salto nel vuoto è piuttosto rischioso.

Ci siamo dimenticati qualcuno?

David Harris: è ormai da anni il fulcro della difesa dei Jets, s’è preso il ruolo anni fa “imponendo” alla franchigia la trade di Vilma. Giocatore di sostanza, forse l’unico dal rendimento garantito dell’intera rosa.

Tim Tebow: no, non ce lo siamo dimenticati, il fatto è che proprio non c’è più, nei prossimi giorni “scopriremo” dove è finito. Per il momento ai Jets una distrazione in meno e uno degli ultimi fallimenti di Rex Ryan.

Mark Sanchez: ci ritorno, in chiusura. Il ragazzo ha i giorni contati, un incredibile colpo di coda nelle sue prestazioni peraltro metterebbe non poco in difficoltà la franchigia. Sulla questione 6 7 mesi fa avevamo speso queste parole, non ci resta che confermarle.

Categorie: NFL, Team by team preview 2013 | Tag: , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “I New York Jets – Cercando la normalità

  1. Però mi sembra che Tebow non sia stato preso su richiesta di Rex Ryan ma su iniziativa dell’ex GM, e difatti poi non ha mai visto il campo, su decisione di Ryan, neanche quando ormai non c’era nient’altro da perdere.

  2. Pingback: [NFL] New York Jets 2013

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