Gli Arizona Cardinals – Sarà Cardnado?

Cardnado?

Cardnado?

Seguendo il nuovo film culto che ha sconvolto l’America e tutto il web, la domanda che i tifosi dell’Arizona si pongono è: tornerà il tempo, non molto lontano, quando i Cardinals erano i dominatori della NFC West? Riusciranno a ritornare al Super Bowl e magari questa volta a non sfiorare soltanto la vittoria ma a riuscire finalmente a sollevare il Vince Lombardi Throphy? Se dobbiamo rispondere onestamente a questa domanda il nostro pensiero è abbastanza netto: no. Di una cosa però i tifosi dei Cardinals possono essere sicuri: la franchigia sembra essere tornata a fare le giuste mosse per ritornare ad essere competitiva dopo le recenti disavventure footballistiche.

La novità più grande in casa Cardinals sarà quella del coaching staff, con Bruce Arians che ha sfruttato l’ottima annata ai Colts, dove ha sostituito per buona parte dell’anno l’HC Chuck Pagano, per diventare finalmente capo allenatore, e si spera che porti una ventata di novità in un ambiente che forse si era eccessivamente adagiato dopo i recenti buoni risultati. Sarà lui l’uomo giusto però? I dubbi che lo circondano sono tanti, specie per la sua gestione dell’attacco che in molti hanno sempre giudicato poco attenta a sfruttare i propri punti di forza e poco protettiva nei confronti del quarterback.

E proprio in questa posizione c’è la seconda grande novità in casa Cardinals con l’arrivo finalmente di un quarterback che possa almeno essere messo nella stessa frase con Kurt Warner senza generare conati di vomito: Carson Palmer non sarà più il QB che aveva fatto sognare i tifosi dei Bengasl, non sarà più giovane ed al massimo della forma, ma sicuramente è un deciso passo in avanti rispetto ai vari Kolb, Skelton o Lindley… Se poi si considera che è arrivato per un tozzo di pane (7° giro) si capisce perchè in Arizona sono tutti felici, ed in particolare lo è Larry Fitzgerald, il fortissimo WR che è reduce dalla peggiore stagione in carriera, ma non certo per colpa sua.

Massie: la dimostrazione che il duro lavoro ripaga

Massie: la dimostrazione che il duro lavoro ripaga

Ma oltre ai tanti, troppi infortuni, il grosso problema della scorsa stagione della franchigia dell’Arizona è stato la offensive line che per grandi tratti della stagione è stata semplicemente inguardabile, un colabrodo per essere gentili, con i QB che hanno collezionato 58 sack e un gioco di corse praticamente inesistente. Tra personale che si è rivelato inadatto, giocatori troppo presto buttati nella mischia ed un continuo turnover a causa dei già citati infortuni, le prestazioni dell’OL sono state un incubo e difatti si è cercato di migliorarle operando sia in sede di draft che in fase di free agency.

Contando sul ritorno a tempo pieno di Levi Brown che l’anno scorso ha saltato tutto l’anno, per proteggere meglio Palmer i Cardinals puntano sulla freschezza atletica della settima scelta assoluta Jonathan Cooper, guardia, e sulla continuazione dei progressi mostrati nella seconda parte di stagione dall’OT Bobby Massie, il problema sarà la profondità del roster perchè l’altra guardia titolare dovrebbe essere l’altro rookie Earl Watford ed il primo uomo a venir fuori dalla panchina quella sciagura che risponde al nome di Chilo Rachal.

Come accennato prima le prestazioni della linea offensiva hanno anche in parte condizionato il gioco di corse che è stato altamente improduttivo, a causa anche delle scarse prestazioni dell’ormai ex Wells e di Ryan Williams. Per migliorarsi si è puntato sulla voglia di riscatto dell’ex Steelers Mendenhall, che però dovrà mostrare di saper rimanere sano, e sulla freschezza dei rookie Stepfan Taylor e Andre Ellington.

Una delle poche note liete della stagione 2012 è stata la difesa, che specie nella prima metà di stagione è stata tra le migliori della lega. Anche qui però ci sono stati grossi cambiamenti perchè alcuni dei principali giocatori (Darnell Dockett per non fare nomi) non gradivano molti gli schemi dell’ex DC Horton e ciò ha portato a cambiare coaching staff e modo di giocare anche se si partirà comunque da una 3-4 di base.

Patrick Peterson: non un semplice cornerback

Patrick Peterson: non un semplice cornerback

La mancanza di pass rush è stata una costante della scorsa stagione e probabilmente non sarà l’arrivo del solo rookie Okafor a risolvere il problema, ma non bisogna neanche dimenticare che 3/4 delle secondarie titolari sono andate via, e questa non è necessariamente una cattiva notizia anche perché quello che è rimasto risponde al nome di Patrick Peterson (che per altro contribuisce in uno dei migliori special team di tutta la lega). I guai con lo sceriffo di uno degli altri “top players” della squadra, Daryl Washington, saranno probabilmente sentiti meno grazie al secondo giro Kevin Minter e al ritorno del figlior prodigo Karlos Darnsby.

Tra i fattori che determineranno la prossima stagione dei Cardinals:

– chi è il vero Michael Floyd? Quello che non si è praticamente mai visto per buona parte del 2012 o quello ammirato nelle ultime 2 gare di campionato? Questo è il suo secondo anno tra i professionisti e deve cominciare a far fruttare i continui raddoppi su Fitzgerald per non essere etichettato come bust.

Darnell Dockett negli ultimi 2 anni è stato protagonista più con le parole che con i fatti: con i nuovi schemi che non gli richiedono più il lavoro sporco tornerà il fattore di prima?

– O’Brien Schofield riuscirà a rimanere sano ed a migliorare la scarsa pass rush dei Cardinals?

– Tyrann Mathieu riuscirà a reggere fisicamente e psicologicamente il passaggio tra i pro?

– Mendenhall? Williams? Taylor? Ellington? Chi sarà il runningback migliore? E soprattutto, ce ne sarà uno che dimostrerà di essere costante ed affidabile nel lungo periodo?

I Cardinals sono una squadra che sembra aver intrapreso la strada per ritornare ai vertici della lega, ma il loro problema è che erano caduti veramente molto in basso e quindi la strada è piuttosto lunga e non basterà certamente una sola stagione a percorrerla, se poi consideriamo che si trovano in una delle più difficili division della lega e debbano giocare 2 volte ciascuna con 49ers, Seahawks ed i giovani rampanti Rams si capisce che le aspettative per la prossima stagione non possano essere che per un semplice miglioramento, non necessariamente a livello di vittorie ma basterebbe anche a livello di prestazioni.

Categorie: NFL, Team by team preview 2013 | Tag: , , , , , , , , , | 9 commenti

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9 pensieri su “Gli Arizona Cardinals – Sarà Cardnado?

  1. Uno dei più grandi misteri degli ultimi anni di NFL: come hanno fatto i Cardinals a partire 5-0 (o era 4-0?) nella stagione 2012?!?!

    Ah, ma quindi Massie è andata in migliorando?! Io ero restato ad un disastro (poco) movente.
    Nel reparto dei RB c’è più caos che in uno sportello postale, se non trovano qualcuno di valido tra Mendenhall, Williams, Taylor e Ellington allora inizio a pensare che qualcuno gli ha fatto la macumba.
    E’ l’anno di Floyd.
    Mathieu al massimo sarà un nickelback da paura (nel senso buono) e non è detto che (visto dove sta andando la lega) la cosa abbia una sfumatura negativa, come magari una frase del genere poteva avere 5 6 anni fa.

  2. zerokanada

    Micheal Floyd, Malcom è quello di San Diego :P. #ModalitàWolviesix.

  3. Giacomo

    Puntuale e interessante come sempre. Ma sul film dell’Asylum c’è da dire che come se non bastasse fare film orrendi che non hanno nemmeno il gusto dell’orrendo in stile Troma, come se non bastasse privare lo spettatore (già sfigato) delle gnocche di rigore nei film trash, si stanno pure ripetendo: già quella “cosa” di Mega Piranha vedeva volare pesci giganteschi sulla città (alcuni dei quali si conficcavano sulle antenne come degli spiedini)..Francamente credo che i Cardinals potrebbero essere una bella rottura di scatole anche se non capisco perché Fitzgerald non possa essere preso dai Rams con un contratto a vita a 20 Euro al mese. Mi piace troppo quell’uomo e sarebbe perfetto per Sammy: potrebbe lanciare anche bendato. I Cardinals dovrebbero rendersi conto che starebbe meglio da noi e cedercelo senza volere nulla in cambio: solo per amore dello sport e dell’estetica.

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