Pittsburgh Steelers: in mezzo al guado

E’ stata un’offseason difficile per gli Steelers, tra problemi di salary cap, titolari e veterani di mille battaglie che non ci sono più, un cambiamento che è sempre più abbozzato che completo e che ti lascia sempre con una sensazione strisciante d’incompiutezza. Ma a Pittsburgh sono abituati a lottare ed a superare le avversità senza piangersi addosso e quindi, volenti o no, anche quest’anno troveranno il modo di far sentire la loro voce.

Il management degli Steelers non si è fatto prendere dal panico nella difficile situazione e ha deciso di agire senza troppi tentennamenti: via chi aveva deluso come il RB Mendenhall e gli OL Starks e Colon, via chi ormai non garantiva prestazioni a livello di nome e contratto come James Harrison, e anche via quei giovani, come il WR Wallace ed il CB Lewis, che chiedevano molti soldi ma che si pensa possano essere sostituiti con chi è già a roster. L’importante è che rimangano i punti fissi: Ben Roethlisberger ed un coaching staff tra i più preparati di tutta l’NFL.

I nuovi OT a protezione di Ben Roethlisberger

I nuovi OT a protezione di Ben Roethlisberger

L’attacco è sempre basato su di lui, Big Ben, l’uomo più difficile da buttare giù in tutta la lega, i cui tanti problemi fisici preoccupano fino ad un certo punto perché ha già dimostrato che non possono condizionarlo più di tanto, ma quando si ripensa alle ultime 2 stagioni ci si rende conto che forse sarebbero state molto diverse se ci fosse stato un backup rispettabile, ed ecco quindi l’arrivo di un veterano come Bruce Gradkowski, che sembra l’ideale sostituto di Big Ben, e del rookie Landry Jones che ha talento ma tanta strada da fare per correggere i suoi difetti.

Altra mancanza della scorsa stagione è stata il gioco su corsa, alquanto incerte e con grossi problemi di controllo di palla, ed ecco quindi arrivare dal draft un giocatore all-around come Le’Veon Bell che può veramente riportare in auge il leggendario gioco di corse degli Steelers, anche se per farlo avrà bisogno di una linea offensiva efficiente ed in salute, e qui iniziano i problemi…
Con tutti i titolari in salute e disponibili la linea d’attacco di Pittsburgh è certamente di buon livello, ma su di essa sembra esserci una specie di maledizione perché i problemi sono continui e dei più svariati (l’OT Mike Adams fuori 6 settimane per essere stato pugnalato dopo una rapina…precisiamo: lui era il rapinato, non il rapinatore, ndr), se poi si pensa che la profondità nel reparto è veramente poca…si capisce bene come Big Ben abbia acceso mille ceri votivi per sperare di rimanere sano.

Il dubbio maggiore tra i ricevitori, invece, non è tanto chi sostituirà Mike Wallace, giocatore da big plays ma poco pulito e tecnico, che gli Steelers hanno fatto bene a non rifirmare a certe cifre, ma chi prenderà il posto di Heath Miller (incerto ancora il suo ritorno dopo l’ACL sul finire della scorsa stagione) come più affidabile target di Roethlisberger, specie in end zone.

Se l’aggressività e la capacità di creare turnover sono stati sempre il marchio di fabbrica della difesa degli Steelers, la versione 2012 è stata un’autentica delusione in questo, con troppi veterani che son sembrati ormai sul viale del tramonto e giovani senza la necessaria leadership, con qualcuno che sembra fallire sempre il definitivo salto di qualità (vero Woodley?). C’è anche poi il problema Troy Polamalu: le sue presenze in campo si fanno sempre meno costanti e anche meno efficaci, assodato che è sempre lui quello che definisce il livello di aggressività di questa difesa, aumentano, però, i dubbi sul fatto che ne sia ancora il vero leader.

No Lewis? No problem! C'è Cortez Allen.

No Lewis? No problem! C’è Cortez Allen.

Andati via Hampton e Harrison, tra l’altro, ci si domanda proprio su chi prenderà le redini della leadership della D, non possono certo esserlo ancora per molto i veteranissimi Foote e Keisel, di Polamalu abbiamo già detto, chi rimane? Clark? Timmons? Woodley? Di sicuro c’è che non si possono ripetere le prestazioni dell’anno scorso perché altrimenti si farà poca strada.

C’erano molti dubbi sulla possibilità di lasciar andar via il CB Keenan Lewis senza neanche sforzarsi troppo per cercare di rifirmarlo, ma gli Steelers puntano molto sul terzo anno Cortez Allen, quarta scelta del 2011, che è reduce da una grande stagione come slot corner e che si pensa possa costituire una valida coppia con Ike Taylor, 33 anni e un andamento prestazionale non proprio costante. Il figliol prodigo William Gay dovrà garantire profondità ed affidabilità, mentre attenzione al rookie da Syracuse Shamarko Thomas, non solo per il nome da culto, ma perché sono in tanti a scommettere su di lui come prossimo sostituto di Polamalu.

Tra i fattori della prossima stagione:
– la OL riuscirà a rimanere sana per più di 4 partite?
– Emmanuel Sanders prenderà il posto di Mike Wallace come WR numero 1?
– quando tornerà Heath Miller? basterà Matt Spaeth per sostituirlo all’inizio?
Jarvis Jones è veramente il miglior pass rusher di questo draft? Sarà lui il nuovo terrore dei QB avversari?
– la coppia Hood/Heyward farà finalmente sentire sul campo il suo “peso”? Dimostreranno finalmente di essere due prime scelte?
– chi affiancherà Timmons come ILB titolare? Vince Williams, Sean Spence, Stevenson Sylvester o ancora una volta Larry Foote?
– gli special team continueranno ad essre tra i peggiori della lega?

Il calendario della prossima stagione degli Steelers non è certo malvagio, e la division sembra essere molto equilibrata, senza una chiara favorita, ritornare ai playoff in una AFC in cui ci sono poche squadre piene di certezze non sarà certo proibito, ma la sensazione personale è che gli Steelers sia a metà di un processo di cambiamento che ancora non si è definitivamente compiuto e che quindi rischia di non dare frutti immediati. Il roster, specie in diversi ruoli delicati, non sembra avere grande profondità e quindi si rischierà di pagare molto eventuali infortuni (ed essendo football…è ovvio che ce ne saranno nel corso della stagione).

Scommettere contro Big Ben e gli Steelers è sempre difficile, ma anche scommettere adesso su questi Steelers sembra difficile, spesso il confine tra gloria e disfatta è molto labile in NFL, ed in fondo basta arrivare in forma a gennaio per ribaltare tutti i pronostici, ma Pittsburgh sarà in grado di arrivarci?

Categorie: NFL, Team by team preview 2013 | Tag: , , , , , , , | 5 commenti

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5 pensieri su “Pittsburgh Steelers: in mezzo al guado

  1. Giacomo

    Non c’è nulla da dire: articolo completo e puntuale. Una domanda stupidina da italiano al mare: ma big Ben è da considerare una delle massime espressioni dell’arte del quarterback (che non è solo sparare la palla in aria con una certa sapienza), o è troppo altalenante per considerarlo un interprete di prestigio del ruolo? In caso sia valutabile come una delle massime espressioni del ruolo è più per merito suo o per demerito altrui? (Non mi pare che attualmente ci siano tutti sti gran QB in Nfl)

  2. Luke

    Nn me ne intendo di football, ma credo ke Big Ben sappia far fruttare al max le proprie caratteristiche. Ci sono gran poki QQBB ke sanno stare a lungo nella tasca come lui e poi presenta a mio parere un buon mix tra capacità di lancio e capacità di corsa, anke se quest’ultima è dallo stesso gran poco sfruttata, se nn in caso di “giochi rotti”.
    Complimenti vivissimi x il blog, siete fantastici, la passione si sente 😉
    Luke

  3. piescic

    Io ho letto tutto l’articolo, lo giuro, solo che ora, al momento di scrivere, l’unica cosa che occupa la mia mente è la foto di Bomber Big Ben. angy, perdonami…

  4. Secondo me Big Ben è uno dei migliori QB attuale, e pur con tutti i suoi limiti e i suoi difetti preferisco sempre non averlo contro, proprio per quella sua capacità di non mollare mai, di non andare mai a terra, di cercare sempre, fino all’ultimo, di trovare l’uomo libero. E’ vero che questo può portare problemi e ogni tanto arrivano le partite da intercetti multipli, ma penso che alla fine della fiera la bilancia è certamente positiva.

  5. Pingback: [NFL] Pittsburgh Steelers 2013

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