Kansas City Chiefs – Ultimi per finta

Man in...reid

Man in…Reid

Prendete la peggior squadra della NFL, classifica alla mano, aggiungete il miglior OT di uno dei draft più validi per la posizione degli ultimi anni (resto comunque ancora sorpreso di come Joeckel sia stato passato, ma bisogna farsene una ragione), spolverate con un pizzico di solidità nella posizione di QB (stiamo parlando di Alex Smith, posso capire il vostro stupore se vi siete persi l’ultima stagione), recuperate gli scontenti (Bowe, in prima fila) e infortunati vari, mantecare con una buona dose di coaching staff, servire caldi. Ecco a voi i Kansas City Chiefs 2013.

Il salto di qualità sarà senza dubbio rappresentato da Andy Reid, il veterano di mille battaglie nella città dell’amore fraterno, si trova di fronte ad una nuova e accattivante avventura. Il fatto che a Philadelphia avesse fatto il suo tempo non implica per forza che ci troviamo davanti ad un ingrediente scaduto, tutt’altro. Il rosso innanzitutto lavorerà con una difesa diversa da quanto fatto agli Eagles, tanto per lo schema di partenza (la 3-4), quanto per giocatori forse più pesanti e con caratteristiche atletiche diverse. 

A proposito di pesantezze, il nuovo HC avrà tra le sue fila Dontari Poe (lui che amava non poco selezionare “kg” nel centro della linea della sua ex squadra), il NT, 11esima scelta assoluta della passata stagione, da Memphis, è colui attorno a cui ruota tutta la questione del front 7 dei Chiefs. La linea viene completata da Tyson Jackson, da un lato, e Mike DeVito dall’altro. Il primo fu terza scelta assoluta nel 2009, in uno dei maggiori momenti visionari (..e non in senso buono…) del draft degli ultimi 10 anni. Non ha mai reso per quella scelta, tanto che quest’anno, in cui era chiamato a guadagnare 14 milioni di dollari, è stato “costretto” a ridursi di ben 10 milioni la remunerazione, per evitare un taglio che l’avrebbe portato sul mercato dei giocatori liberi e verosimilmente a guadagnare molto meno anche di 4. DeVito invece viene dalla sua migliore stagione in carriera, composta sinora da 6 anni passai in casacca Jets. E’ pur vero che il fronte dispari spesso e volentieri fa quel lavoro oscuro che non va mai a referto (anche se ultimamente da JJ Watt in giù le cose stanno cambiando anche lì), ma parlare di 7.5 sack complessivi in 11 stagioni sembra davvero esagerato, in senso negativo.

La pressione quindi non arriverà dalla linea, ci sarà bisogno di Tamba Hali e della sorpresa della passata stagione, Justin Houston, per non consegnare ere di tempo ai QB avversari. Hali è il vero fuoriclasse del reparto difensivo, in molti avevano dubbi sul suo adattamento ad un nuovo ruolo, in realtà gli standard si sono mantenuti su livelli alti e dall’altro lato ne ha beneficiato Houston: in due hanno combinato per 20 sack, una quota buona, ma che può e deve essere migliorata, se non rimpinguata dalla linea.

L’unica mossa che fatichiamo a capire riguarda l’acquisizione di Dunta Robinson: non che a livello di CB i Chiefs fossero già coperti (anzi, l’aver lasciato andare Javier Arenas, cuginetto di Gilbert, son sicuro, equivarrà ad una maledizione…), ma l’ex Texans e Falcons non ha lasciato per nulla rimpianti nelle sue squadre precedenti e non crediamo che fosse una coincidenza che in entrambi i casi, le secondarie, fossero dei reparti vulnerabili.

In attacco sono arrivati gli investimenti maggiori:  pronti, via e Reid aveva scambiato la seconda scelta di quest’anno (e una condizionata dell’anno prossimo) per avere i servigi di Alex Smith, QB che a San Francisco aveva vissuto più ombre che luci (tra infortuni e cambi frenetici di offensive coordinator), ma che proprio nel momento della sua consacrazione come manager offensivo senza particolari mancanze o errori, si era visto chiuso dall’ennesimo infortunio e successiva esplosione di Colin Kaepernick.

A Kansas City troverà ancora Dwayne Bowe, WR tanto talentuoso, quanto discontinuo (anche se su questa caratteristica è stata acuita da QB non proprio all’altezza negli ultimi anni): dopo l’ennesima primavera a parlare di soldi è arrivato il contrattone: 56 complessivi, in 5 anni, di cui 26 garantiti….che non gli venga in mente di sedersi ora, però.

Ad un certo punto della offseason questo rinnovo sembrava lontanissimo e i Chiefs erano totalmente in alto mare, la scelta di Fisher alla prima assoluta aveva mischiato ulteriormente le carte: Bowe non pareva avesse intenzione di accettare il tag per il secondo anno consecutivo, Brandon Albert, dopo l’acquisizione di un altro OT, pareva voglioso di voler cambiare squadra. Poi è cambiato tutto: all’improvviso i Chiefs si sono resi conto che non è poi lesa maestà avere due OT di livelli alto e visto che le offerte arrivate per Albert non sembravano accontentarli se lo sono tenuti grazie al tag (non usato su Bowe). Ringrazia Alex Smith e, soprattutto, ringrazia Jamaal Charles che resta di gran lunga il miglior giocatore di questa squadra.

Dustin e Britton, una (ricca) famiglia di punter

Dustin e Britton, una (ricca) famiglia di punter

E se poi le cose dovessero andar male, ci pensa Dustin Colquitt, uno che in questa free agency è diventato il punter più pagato nella lega….di sempre!

Oltre alle conferme, piuttosto oneroso, sono arrivati a rafforzare, pesantemente, il reparto dei TE sia Anthony Fasano, via FA, che Travis Kelce, via draft. In molti vedono il giovane come autentica sorpresa dell’anno e questa doppia acquisizione è ancora più sorprendente se inserita in un contesto in cui era già presente un certo Tony Moeaki, che nei pochi momenti di sanità fisica, ha mostrato flash di doti atletiche fuori dal comune.

Completa il discorso Dexter McCluster, uno che, un po’ alla Devin Hester, ma molto meno dominante, deve ancora capire cosa vuole fare da grande, ma che, da “piccolo”, rappresenta una risorsa non trascurabile negli special team, ragion per cui Arenas (di cui parlavamo prima) è stato ritenuto spendibile, dopo che ha mostrato lacune nel suo ruolo di CB.  McCluster è un po’ RB, un po’ slot receiver, un po’ nessuna delle due cose e dovrà battere la concorrenza di Donnie Avery per il passing game, mentre partire dal backfield in maniera continuativa e canonica non pare sia nelle sue corde tra i pro, tanto che in quel ruolo, di vice Charles, evoluirà, quest’anno, il rookie Knile Davis.

E’ indubbio che ci siano molte aspettative attorno ai Chiefs quest’anno, veramente tante se consideriamo appunto che si tratta della peggior squadra dell’ultima stagione, come numero di vittorie. Vuoi anche una division in cui 2 squadre sono intente più a guardarsi attorno che a guardare in alto verso la vetta, non escluderei del tutto la possibilità di vederli in lotta per un posto nella postseason. E se Denver continua a perdere i pezzi….ok, forse sto esagerando, meglio fermarsi prima che il caldo mi faccia vedere ulteriori miraggi.

PS. 19 settembre, Lincoln Financial Field, Philadelphia, Pennsylvania, Thursday Night, 8.25 pm et (2.25 am italiana): circoletto “rosso”, Andy Reid torna a “casa”.

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Categorie: NFL, Team by team preview 2013 | Tag: , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Kansas City Chiefs – Ultimi per finta

  1. LucaDomenighini

    Quel “E se Denver continua a perdere i pezzi….” non mi piace per niente!
    Comunque li vedo come i veri rivali dei Broncos in quanto Oakland mi pare troppo indietro e San Diego è sostanzialmente senza OL e ha troppi se e ma. Per me possono essere la sorpresa dell’anno!

  2. Io punto sui Chiefs come sorpresa dell’anno.

  3. Pingback: [NFL] Kansas City Chiefs 2013

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