Uragano Rafa

I due master1000 di Toronto e Cincinnati si sono conclusi nel modo più inaspettato possibile, ovvero con la doppietta di Rafael Nadal.

Il risultato di per se è già storico, dato che dal 2003 nessuno vinceva i due masters americani in serie quando ci riuscì Andy Roddick che avrebbe poi concluso la sua cavalcata trionfale a New York conquistando l’unico slam della sua carriera. In passato ci erano riusciti invece solamente Agassi e Rafter.

Il fatto che a raggiungere questo traguardo sia stato proprio quel Rafel Nadal, che prima del torneo di Indian Wells di marzo non vinceva un torneo sul cemento all’aperto da Tokyo 2010, fa assumere al tutto i contorni della vera e propria impresa.
Adesso qui si potrebbe iniziare un doppio discorso, quello della celebrazione e quello del sospetto.
Spesso le due correnti di pensiero finiscono per intrecciarsi in dei punti in comune, in questo caso sono le nove vittorie di quest’anno e i famosi sette mesi di stop.

La celebrazione sarebbe doverosa perché al di là dei numeri che sono comunque spaventosi; 9 titoli stagionali, superando gli 8 del clamoroso 2008, l’anno in cui arrivò al Numero 1 del ranking e a 2 soli titoli dal record di 11 del 2005, quando però solamente due arrivarono da una superficie diversa dalla terra battuta; Nadal sembra ormai perfettamente a suo agio su una superficie che non gli hai regalato troppe gioie se si esclude lo slam statunitense del 2010. Le percentuali al servizio sono li a testimoniarlo e inoltre anche il suo gioco è molto più aggressivo, quando riesce a fare un passo dentro al campo e ad avere in mano lo scambio puoi solo sperare che tiri lungo o in rete.

sarà così anche a New York?

Sarà così anche a New York?

Fa da contraltare la teoria del sospetto. Come può vincere due tornei consecutivi sul cemento uno con quelle ginocchia? Questa è stata la domanda più gettonata durante l’arco delle due settimane. Sì, perché ci si lascia influenzare ancora dalle parole dello zio Tony che ha ripetuto fino all’infinito quanto questa superficie fosse la peggiore per le ginocchia del nipote. Eppure a marzo dopo 3 tornei sul rosso e un’inattività di sette mesi, Nadal trionfò proprio sul cemento. Quindi dove sta la verità? Cos’è che non quadra?

Solitamente chi scrive dovrebbe mantenere un giudizio imparziale, esterno e far si che sia il lettore a farsi la propria idea su quello che legge sommato a quello che ha visto e/o sentito.
Però è anche vero che noi abbiamo più volte ammesso di essere politicamente scorretti, quindi l’imparzialità non è proprio la nostra miglior qualità. Non siamo qui a far processi a Nadal o cos’altro, anzi, certo è che anche un bambino troverebbe quanto meno strano il fatto che uno dopo uno stop di sette mesi, dopo quel chilometraggio pazzesco (siamo all’ottava stagione ad alto livello) possa vincere 9 tornei dei 12 disputati e fare comunque due finali.

Una cosa è certa, lo zio Tony è un gran paraculo, ma la sua tattica funziona. Non fa altro che togliere pressioni a Rafa e far alterare chiunque legga le sue folli dichiarazioni.

A questo punto la domanda è d’obbligo, chi lo ferma Nadal?
Vista la condizione di forma degli altri verrebbe da dire nessuno.
Djokovic sembra aver smarrito l’istinto killer che gli faceva chiudere i match non appena ne aveva l’occasione, il match con Isner è abbastanza emblematico. C’è chi sostiene che la semifinale di Parigi sia stata una botta psicologica non da poco per il serbo, per me resta una follia perché sarebbe sottovalutare in maniera imbarazzante il numero 1 al mondo. Del resto vanta sempre due finali slam con un titolo e una semifinale persa 9-7 al quinto set.

Su Murray continuo ad avere il mio dollaro educato per la vittoria finale allo Us Open; quello visto nei precedenti due tornei è troppo brutto per essere vero, probabilmente la sbornia di champagne post Wimbledon non è ancora stata smaltita, molto dipenderà anche dal tabellone perché un Federer nei quarti di finale sarebbe un avversario tutt’altro che piacevole.

Già Federer, che Roger vedremo a New York? A Cincinnati ha giocato forse la miglior partita dell’anno contro Nadal nei quarti ma non è bastato. Nel momento in cui il suo rendimento è sceso è salito Nadal e la partita è sostanzialmente finita li. Non considerarlo, per la prima volta, tra i favoriti fa un po’ strano, ma allo stesso tempo non vedo come possa esserlo con un’autonomia di grande tennis sotto le due ore di gioco.

L’ultimo slam della stagione offre parecchi spunti, dai primi 3, dal possibile avvicendamento al vertice del Ranking dopo il torneo, a ciò che sapranno fare il vincitore del 2009 Del Potro e perché no anche il discontinuo Berdych, che in giornata singola può battere chiunque per poi fare una partita indegna al turno successivo e vediamo anche cosa saprà fare il nostro Fognini da testa di serie numero 16 e si spera con un tabellone favorevole.

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Categorie: Tennis | Tag: , , , , , , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “Uragano Rafa

  1. Lascio “off record” la mia idea sulla pausa “rigeneratrice” di nadal :-D, ma volevo confermare l’impressione sul Federer vs Nadal di Cincinnati: molto bene Roger, al di là della sconfitta, però come detto non vedo come possa uscire vincitore da una battaglia al meglio dei 5 set contro dei maratoneti come gli altri 2 o 3….

  2. mlbarza

    Federer purtroppo credo farà ben poca strada anche a New York, nonostante abbia giocato la partita più bella della sua (brutta) annata contro Nadal a Cincy il mio timore è che se in uno qualsiasi dei turni iniziali trova un avversario che gioca senza timore reverenziale, esca.
    Sullo spagnolo e le sue straordinarie annate post infortuni (ma pure le altre) si possono fare tanti ragionamenti, per quanto non lo apprezzi non si può comunque negare che lui ci metta sempre tutto quello che ha e che è riuscito a migliorare i suoi punti deboli nel corso degli anni. Però a questo punto dovremmo iniziare a farci domande anche su Djokovic, visto i ritmi che tiene di solito. E Quinzi ha ben pensato di iniziare a rendersi antipatico ai grandi già da subito sotto questo punto di vista 😀
    Dipenderà dal tabellone, però un Murray “fresco” che ha usato i tornei di avvicinamento sostanzialmente per allenarsi diventa pericoloso per tutti.
    Speriamo Fognini faccia bene. E per bene non intendo quel capolavoro fatto al primo turno di Cincinnati 😀

    • ahahahah il fogna non ci deluderà!!
      Sui “sospetti”: assolutamente d’accordo sull’estendere il discorso, ecco fossi un 17enne o giù di lì che si avvicina al circuito pro eviterei certe uscite…
      Su Murray non sono d’accordo: per me sarà il solito Murray, non è che adesso è diventato un Djokovic, arriverà fin lì, ma non ce lo vedo a vincere un altro Slam quest’anno.
      La speranza, visto il declino di Roger, è sempre la stessa: che qualcuno degli outsider emerga…il nome (in particolare) lo sapete, non lo facciowicz se no lo bruciowicz

  3. Ma non è che propria la lunga inattività ha permesso a Nadal di far riposare quelle ginocchia e quindi adesso sta vivendo un momento di splendore di cui ne sentirà poi gli effetti?

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