0-4: tutto male?

..e continuano a farmi giocare!!

..e continuano a farmi giocare!!

E’ passato giusto un mese di NFL football: a parte Carolina e Green Bay, che hanno già riposato, tutte le altre 30 squadre hanno giocato 4 partite, un quarto di quanto sono chiamate a fare per definire le classifiche che poi manderanno le 12 squadre a giocare a gennaio. Ovviamente è un po’ presto per tirare le somme, alcune impressioni di prestagione sono state confermate, al momento, altre completamente ribaltate, molti record dipendono comunque dai calendari e solo in parte definiscono il valore assoluto delle singole squadre. Tutto questo disclaimer, prima di lanciarci in analisi e giudizi (più o meno ragionati) di quelle che sono le 4 squadre fino a questo punto perfette, ma nel male. Tenendo bene presente che da quando i playoff sono passati a 12 squadre, nel 1990, solo una franchigia è riuscita a conquistare la post season partendo 0-4 (i San Diego Chargers nel 1992).

Jacksonville Jaguars: qui non è questione di schedule, anche se il loro calendario non è stato semplice: l’unica partita che poteva vederli sorridere è stata la trasferta ad Oakland, poi Chiefs, Colts e Seahawks giocano un altro sport. 3 TD messi a segno in 4 partite descrivono ampiamente la pochezza offensiva. Il duello Henne-Gabbert, che ha visto il primo giocare un paio di match causa problema fisico del secondo, al momento vede “vincente” proprio l’ex Missouri Tigers: non parliamo di Joe Montana vs Steve Young, ma Gabbert, ad essere franchi, fa veramente schifo. Se non avete avuto modo di vederlo giocare, qualche cifra indicativa: 49% di completi, 0 TD e 5 intercetti nei 67 lanci scagliati, il che equivale a 7,5% di intercetti, inavvicinabile anche dal pessimo avvio stagionale di Eli Manning (6%). Small sample size comunque, che si basa solo su due partite, Blaine lanciando di più…potrà sicuramente peggiorare nelle prossime settimane. Ora torna Blackmon, che proprio l’anno scorso con Henne nella seconda parte di stagione trovò un buon utilizzo, ma che al momento dovrà accontentarsi delle pietre lanciate dall’altro sedicente QB in maglia Jaguars. Restando all’attacco poi balzano all’occhio le 2.4 yard a portata di Maurice Jones-Drew e i 18 sack concessi dalla linea, a prescindere dal QB da proteggere: insomma se quello che doveva essere il punto di forza di una squadra, che per il resto mostrava limiti generali evidenti, risulta essere il peggior reparto della NFL sia in pass protection che in run blocking allora c’è poco da essere fiduciosi. Non a caso, notizia delle utlime ore, ci si è liberati di Eugene Monroe (8a scelta assoluta 2009, in scadenza a fine anno) per una manciata di scelte di terzo giorno, con l’intento di spostare la seconda assoluta di quest’anno (Luke Joecker) a sinistra, ma soprattutto per non perderlo a zero. E le voci parlano già di un altro pezzo di nome in partenza, ovvero Jones-Drew. Guardando il resto del calendario le date per evitare la stagione perfetta al contrario (salvo incredibili upset) sono 4: il 6 ottobre, questa domenica, a St. Louis, contro dei Rams in evidente difficoltà nelle ultime due settimane; il 17 novembre quando ospiteranno i Cardinals; il 1° e il 15 dicembre rispettivamente a Cleveland e in casa contro i Bills, dove però molto dipenderà dall’ambizione delle due squadre in quel momento, se avranno il clima di fine stagione qualcosa potrebbe pure accadere, perché, sulla carta, i Jaguars sono da 0-16.

Superare l'ostacolo, Bell sa come si fa.

Superare l’ostacolo, Bell sa come si fa.

Pittsburgh Steelers: no, non c’è nessun refuso (part I), Pittsburgh non partiva 0-4 dal 1968, gli americani dovevano ancora andare sulla luna ed è curioso che gli Steelers ci siano arrivati fino a Londra per aggiornare questo non invidiabile record. Sono un paio d’anni che mi sembravano in declino, ma questo tracollo non era facilmente prevedibile. Big Ben è irriconoscibile, una turnover machine che peraltro “fallisce” proprio nei momenti caldi della partita in cui, invece, durante la sua carriera ha costruito la sua leggenda. Tanti infortuni e una situazione salariale precaria che abbinata a draft fallimentari ha presentato definitivamente il conto. E dire che stiamo vedendo uno dei migliori Polamalu degli ultimi 2 3 anni, a smentire un altro dogma, quello che voleva le sorti degli Steelers legate a quelle del “treccina” in maglia 43. Parliamo di dogmi? Pittsburgh era running game e pass rush, giusto? Bene, ultimi in NFL per sack messi a segno, 4 in 4 partite, è pur vero che hanno incontrato linee che in generale sinora ne hanno concessi pochi (fatta eccezione per Minnesota), ma già il fatto che ci troviamo a considerare la forza altrui piuttosto che partire dalla propria irruenza indica che i tempi sono cambiati. Il running game per lo meno ha la scusante di aver dovuto fare a meno di Le’Veon Bell, che qualche lampo, nelle sole 16 portate fatte finora, l’ha mostrato. Pittsburgh riparte da lì e dalla speranza che Jarvis Jones, dopo un comprensibile lasso di tempo necessario per adattarsi al nuovo livello, possa essere il pass rusher su cui rifondare la difesa, ripartono dal loro carattere proverbiale e dalla capacità di Big Ben di risorgere. Mi viene da chiedere se possono ripartire anche da Mike Tomlin, se al momento è lui quello che ha la soluzione ai problemi che in parte, con la scelta dei giocatori, ha contribuito a creare. La schedule ora dà una mano, il bye post trasferta europea è più che salutare, successivamente ci saranno due trasferte abbordabili (a New York, sponda Jets, e ad Oakland) inframmezzate da una sfida dura, contro Baltimora, ma che potrà svegliare uno spirito battagliero che quanto meno aiuta nell’affrontare la partita, nonostante ora gli obiettivi siano molto distanti rispetto a quelli per cui la gran parte di questi giocatori era abituata a lottare.

Tampa Bay Buccaneers: tra le 4 squadre ancora a quota zero questa era quella che mi aspettavo meno, addirittura la vedevo come una squadra che potesse lottare ai vertici della division. Mi sbagliavo di brutto. Ho sopravvalutato le doti di Schiano, che dopo un anno passato a impartire regole, immaginavo fosse arrivato al momento di iniziare a raccogliere quanto seminato. In realtà quello che ha seminato il primo anno era vento ed ora è arrivata la tempesta. La gestione Freeman è imbarazzante e sfiora i limiti del grottesco con le ultime news, su un suo coinvolgimento in affari di droga e dipendenza, lasciate trapelare per metterlo ancora più in cattiva luce, il tutto rende bene l’idea di un ambiente da “tutti contro tutti”. In questo Schiano ha fallito, ancor più che nella gestione in campo della squadra, dove peraltro ha le sue belle responsabilità: non ho visto Tampa tutte le settimane, ma vedere anche se per pochi highlights Revis schierato in zone coverage è aberrante. Le sconfitte contro Jets e Cardinals rappresentano alla perfezione le due facce della responsabilità di Schiano: nella prima, la sconfitta è arrivata a causa di mancanza di disciplina, con Lavonte David che si fa fischiare un fallo personale che non ha motivo di esistere, spingendo Geno Smith quando questi era ormai fuori dal campo e regalando a pochi secondi dalla fine una posizione di campo buona per il FG del contro sorpasso (dopo che, pochi snap prima, era arrivato il calcio della possibile vittoria); nella partita di domenica scorsa i Cardinals non avevano alcuna voglia di vincere, a secco fino a 10 minuti dalla fine, mettere quella partita nelle mani del tuo QB alla prima partita in NFL, facendolo lanciare su Patrick Peterson non è sembrata ai più l’idea del secolo. Poi c’ha pensato Goldson con una mossa alla Lavonte David a completare l’opera. Anche qui, come per Pittsburgh, la prossima settimana i Bucs riposeranno, ma, nonostante continui a pensare che il talento sia di buonissimo livello, a differenza delle altre squadre a 0-4, è la gestione che lascia perplessi. Più che esplodere, l’implosione sembra veramente ad un passo, in offseason ci saranno molti cambiamenti, gli ennesimi al sole di St. Petersburgh.

Con la sola imposizione delle mani...vi dimenticherete queste 4 partite

Con la sola imposizione delle mani…vi dimenticherete queste 4 partite

New York Giants: no, non ho detto jets, ma giants giants giaaaaants (semi-cit.). Questo è “non c’è nessun refuso (part II)” e vale lo stesso discorso (personale) che facevo per gli Steelers, sono anni che li vedo in declino, anche se (complice una division debole), non me li sarei mai aspettati così male, anzi, nonostante i loro limiti evidenti li vedevo comunque in lotta per la postseason. Il bello, per loro, è che a livello “matematico” i playoff non sono nemmeno così distanti e se riuscissero a resettare quanto visto sinora, il gap con il resto della vetta divisionale è ancora colmabile. Nonostante un Eli pessimo e un running game che ormai da qualche anno fatica a trovare una identità, il problema reale è da ricercarsi dietro queste cifre: 36, 41, 38, 31, ovvero i punti concessi e se perdere contro Denver e Kansas City ci può stare (seppur non nelle dimensioni della sconfitta), essendo 2 delle 5 squadre ancora imbattute, la sconfitta contro i Panthers descrive una squadra che ha totalmente sconnesso. Coughlin nella sua gestione spesso è riuscito a ricompattare le fila nei momenti più bui, facendo rinascere la propria squadra: le prossime 4 partite (prima del bye) sono le due sfide contro gli Eagles e due prime time, uno al giovedì a Chicago e il Monday Night successivo in casa contro i Vikings, il che darà praticamente 11 giorni tra le due partite che iniziano già ad essere da dentro o fuori per i newyorchesi. Se per un attimo facciamo finta che non stiamo parlando della peggior squadra NFC per quel che riguarda la turnover ratio (-9), i sack messi a segno (4, JPP missing in action) e sack concessi (14, peggio di loro solo squadre della AFC) e la penultima per yard corse a partita con 57.8 (davanti solo ai Rams in NFC, ultimi con 47,3), potremmo anche pensare che girare 4-4 è ancora possibile, il che a dirla tutta a prescindere da questa partenza ad handicap era anche quanto si poteva prevedere ad inizio stagione ed è il reale valore di questa squadra. Arrivarci dopo questo schifo farebbe anche da fionda per il resto della stagione. Non è possibile siano così brutti, aspettiamoci una reazione: uomini in campo e sulla sideline c’hanno dimostrato di saperlo fare, ma l’asticella ora è posta ancora più in alto…

Categorie: NFL | Tag: , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “0-4: tutto male?

  1. La situazione a Tampa fa capire che nel football il management ed il coaching staff contano molto di più che negli altri sport.

  2. Giacomo

    Signor Azazelli. Questo è un articolo così maturo da farla assurgere al livello di “Signor” (Sir, se preferisce il modello anglosassone). In quanto amante dello spettacolo, del sangue che diventa carburante, del sogno che sposta le montagne, inizierò a guardare questi pessimi Steelers. E li guarderò con simpatia. Una viva stretta di mano a lei e al suo collega.

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