Le gesta di Domenico Barbaro – Campioni d’Italia, per 10 giorni

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C’era una volta un mondo senza crisi, c’era un mondo sportivo pieno di soldi e di mecenati (si vabbè….), c’era un movimento, quello del basket, che dominava in Europa e c’era Domenico Barbaro: gli sceicchi che volevano comprare l’AS Roma (ancor prima che diventasse semplicemente Roma, à la americana)?! Dilettanti. Domenico Barbaro è stato, nell’estate del 2001, quanto di più assimilabile al Totò che tentatava di vendere la fontata di Trevi con l’unica differenza che lui la stava comprando. Ma andiamo con ordine.

Ginobili e Fucka si contendevano l’allora Basket City, Edney e Nachbar vincevano il campionato a Treviso e la Fortitudo perdeva le finali. La Montepaschi Siena vinceva in Europa (Coppa Coppe o Coppa Saporta, nell’ultima edizione prima di sparire), ma non in Italia e dietro a Louis Bullock, guardia di una Adecco Milano che si salvava all’ultima giornata, miglior marcatore per media punti segnati, c’erano Mario Boni e Carlton Myers, il primo a Roseto, il secondo a Reggio Calabria….anzi no, alla Virtus Roma.

È in questa ambiguità che entra in azione Domenico Barbaro: secondo wikipedia, detto l’australiano, criminale dell’omonima famiglia della ‘ndrangheta. In realtà si tratta solo di un curioso (?) caso di omonimia, il nostro infatti non è nato nel lontano 1937 e di soprannome faceva Mimmetto, un diminutivo grazioso, quasi a voler empaticamente acchiappare un po’ di simpatia. Il Domenico di questa storia compare sulle cronache sportive, prima, e giudiziarie, poi, quando la Viola Reggio Calabria, in fin di vita, rischia di sparire per la seconda volta nella sua storia, se non supportata da investimenti immediati. Non c’era la crisi di oggi, ma anche all’epoca non mancavano realtà in difficoltà, se è vero che, per esempio, pochi mesi dopo, proprio alla fine del campionato 2001/2002 la storica Scaligera Verona fallì.

Si cercava quindi di elemosinare qualche spicciolo per mantenere almeno in vita una squadra che nel suo piccolo era stata una figura abbastanza importante all’interno del movimento cestistico italiano. Dal nulla però comparve lui: imprenditore, almeno così si diceva, inizialmente non si sa però bene in quale campo, protetto dal divieto di intervistarlo. Un personaggio misterioso che faceva sognare i tifosi reggini.

Il “popolo viola” però non è l’unico che si lascia convincere da questo sognatore: Carlton Myers e Charlie Recalcati (appena finito di lavorare con la Fortitudo) firmano i primi contratti di una corazzata che nei mesi successivi doveva vedere arrivare Sabonis (direttamente da Portland) voglioso di riavvicinarsi a casa e poi Pozzecco, Varejao, Dinkins, Delfino, Anthony Miller, un dream team. Myers era al centro di tutto questo progetto, firmò il 20 agosto per la Viola un pluriennale da 10 miliardi netti (di lire), 3 giorni dopo la firma di Recalcati, l’offerta risultò impossibile da pareggiare anche per gli spagnoli del Tau Vitoria che erano fortemente sulle sue tracce.

Fantabasket? Fantaba...rbaro

Fantabasket? Fantaba…rbaro

Durante la sua presentazione, gli abbonamenti stanno già andando a ruba; le sue dichiarazioni aiutano l’entusiasmo: “Il presidente ha grandi ambizioni, non nascondiamoci dietro ad un dito, vuol vincere lo scudetto e a me le persone così piacciono, perché anche io voglio vincere lo scudetto, altre posizioni in classifica non mi interessano. Resterò a Reggio Calabria a vita”, non a caso Mimmetto voleva rendere Myers il portabandiera della Calabria nel mondo, dopo che l’estate precedente era stato proprio il portabandiera dell’Italia alle olimpiadi di Sidney.

Un articolo dell’epoca si concludeva con: “Myers indosserà la maglia numero 10, che per lui è magica, e di magie se ne vedranno tante a Reggio Calabria“….la prima (non che ultima) fu la sparizione di Mimmetto. Ricapitoliamo le date: il 14 agosto promette di diventare il nuovo presidente e di avere 15 miliardi di lire da investire in 3 anni. Il 17 e il 20 agosto arrivano le prime firme ufficiali di Recalcati (allenatore) e Myers (bandiera della Calabria nel mondo) e le presentazioni degli stessi, contestualmente ad esse è lo stesso Barbaro che fa il nome di Arvydas Sabonis, facendo forza sia sull’avvicinamento a casa (…) che sul fatto che fosse un buon amico di Volkov, uno che a Reggio Calabria aveva giocato e bene nella stagione ’92-’93. Il 24 agosto Barbaro sparisce.

A causa di problemi di salute, deve lasciare Reggio Calabria, è sua moglie a rendere pubblica la cosa: “Gli accertamenti medici effettuati impongono la necessità di un periodo di assoluto isolamento”. È la fine di un sogno durato 10 giorni. I contratti firmati risultarono scoperti, in quanto gli altri fratelli del neo-ex presidente della Viola Reggio Calabria non avevano firmato le liberatorie per attingere al patrimonio familiare: Recalcati, anche per via dell’amicizia con l’ambiente che qualche anno prima l’aveva lanciato nel mondo del basket, stracciò senza problemi il contratto firmato, Myers pretese, per vie legali, il pagamento di una penale di 400 milioni di lire, alla faccia della bandiera della Calabria. Gli sponsor arrivati a sostegno del progetto sparirono tutti o quasi: successivo al clamore, arrivò comunque un nuovo (vero) presidente che permise alla squadra di sopravvivere e anche di evitare la retrocessione (grazie ad una vittoria all’ultima giornata proprio contro la Fortitudo Bologna per un punto).

Sabonis alla fine tornò veramente più vicino a casa, ma pensò che in effetti Kaunas (sua città natìa) era molto più funzionale di Reggio Calabria (allo Zalgiris, peraltro, giocò pochissimo, ormai a fine corsa, appiedato da qualche acciacco di troppo). Recalcati iniziò ad allenare l’Italia prima full-time e dal 2003 part-time. Myers come detto in apertura si accasò (per i successivi 3 anni) a Roma, dove non vinse alcun scudetto. La Viola in qualche modo rimase a galla, fino al 2007, quando, per la seconda volta nella sua storia, si sciolse, per poi rifondarsi due anni dopo….e vissero felice e contenti o forse no?!

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Categorie: Amarcord, Basket | Tag: , , , , , | 1 commento

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