NFL in pillole (Championship)

Partiamo subito dalla fine: il Super Bowl sarà tra Denver e Seattle. Giusto così? Questo è quello che ha detto il campo e quindi si, giusto così.

Lavoro finito? Non ancora...

Lavoro finito? Non ancora…

Ah si, si scrive Super spazio Bowl. Non è Superbowltuttoattaccato. E se Bagatta dice che anche negli USA molti lo scrivono attaccato non è che bisogna dargli retta eh! In giro per la rete molti lo definiscono arrogante, presuntuoso ed incompetente, ma questo non significa che bisogna dare retta alla rete no, Guido?

A proposito di TV: sia sempre lodato il giorno in cui qualcuno inventò l’NFL Gamepass! Non credo esista un Dio ma se esiste è colui che ha inventato il Gamepass.

E ora sotto a risparmiare i soldi per rifarlo anche l’anno prossimo.

Peyton Manning ce l’ha fatta a tornare a giocare il Super Bowl, a 37 anni, dopo una miriade di operazioni al collo, dopo che quasi nessuno credeva sarebbe tornato ai livelli di prima, dopo che tutti avevano criticato la scelta di andare a Denver invece che a San Francisco, dopo che “dove vuole andare con quella difesa”. Complimenti sinceri a lui, specie per come accoglie le vittorie e le sconfitte.

No, non è ancora il momento, ci arriverò.

La linea offensiva di Denver sta facendo un campionato straordinario, è vero che con un QB dalla velocità di pensiero di Manning è tutto più facile ma comunque c’è da fargli solo grandi complimenti.

Quanto ha rotto il cazzo la storia dell’Omaha?

La difesa dei Broncos avrebbe dovuto soffrire tremendamente contro Brady, la verità è che il Brady di quest’anno è stato abbastanza nettamente sotto par rispetto agli altri anni, problema ai legamenti della mano o meno, e quindi c’è da fare ancor di più i complimenti a tutti i Patriots per essere arrivati fino a questo punto.

Provaci ancora Tom

Provaci ancora Tom

La partita per altro è sembrata aver poco da dire sin da subito, con la difesa dei Pats che sembrava un libro aperto per Manning e l’attacco che produceva pochissimo. Alla fine il punteggio è stato fin troppo generoso con New England!

Povero Tebow…cioè povero…vorrei essere io al suo posto!

Belichick ha parlato di un colpo volontario di Welker per fare male a Talib: sinceramente non l’ho visto e non so giudicare, ma ad occhio direi che Welker ed il suo ex allenatore non si sono lasciati a baci ed abbracci…

Scommettiamo che l’anno prossimo i Patriots saranno ancora ai playoff a giocarsi il titolo?

Attenzione a presentare il Super Bowl solo come una sfida tra l’attacco dei Broncos e la difesa dei Seahawks perché la linea difensiva di Denver ha tutto per poter mettere in seria difficoltà Lynch.

Manning e l’attacco aereo di Denver contro la Legion of Boom di Seattle…vuoi vedere che alla fine la decide Moreno?

Quanto odio i Championship che iniziano alle 12:30….specie perché poi li perdiamo!

Quando due squadre sono molto simili come talento e qualità di gioco, la differenza viene fatta dai particolari e da quel piccolo ed incontrollabile elemento chiamato fortuna. Alla fine hanno vinto i Seahawks e quindi onore a loro, ma penso che bisogna solo ringraziare le due squadre per lo spettacolo ad alta tensione offerto.

Questione di centimetri

Questione di centimetri

Tanto rumore, è proprio il caso di dirlo, per il caos fatto dal 12 uomo in campo e poi è la offensive line di Seattle quella che commette più penalità per falsa partenza? (3 contro una)

Al di là del livello tecnico messo in campo dai giocatori delle due squadre, io ho visto anche delle scelte tattiche e degli accorgimenti da parte dei coaching staff da leccarsi i baffi!

Tre Championship in tre anni, di cui uno vinto, in una squadra reduce da anni di anonimato, e c’è gente che critica il coaching staff? Va bene che il mondo è libero e bello perché è vario però ha tutto ci dovrebbe essere un limite…

E poi, è vero che siamo tifosi e ragioniamo da tifosi, ma ogni tanto non sarebbe meglio fermarsi un attimo, respirare profondamente e chiedersi: ma in fondo chi cazzo sono io per criticare a ragion veduta le scelte di un allenatore?

Lynch è un animale, ma la mossa decisiva per Seattle è stato aggiungere, nel secondo tempo, un OL in formazione in modo da avere il sovrannumero in linea e riuscire a sovrastare il front 7 dei niners che li stava dominando.

Stiamo ore a parlare di quello che può andare o non andare in una partita e poi le giocate decisive, in un senso e in un altro, sono questione di centimetri o di centesimi di tempo…

In bocca al lupo NaVorro

In bocca al lupo NaVorro

In bocca al lupo a quel grandissimo giocatore che è NaVorro Bowman per un pronto ritorno in campo, ma le condizioni di quel ginocchio non fanno pensare bene…

Tra l’altro questo qui continuava a tenere la palla in mano mentre gli si spaccava il ginocchio e finiva a terra? Complimentoni agli arbitri che non si sono accorti di nulla.

E complimenti anche allo stupido regolamento NFL che non permette di rivedere l’azione in casi del genere.

Sarebbe superfluo aggiungerlo, ma è meglio farlo: le opinioni seguenti rispecchiano solamente il mio pensiero e non del gestore del blog.

A me del trash talk frega assai poco, non mi piace, non l’ho mai usato (anche perché parlo poco) ma non mi permetto di giudicare gli episodi di trash talking in campo perché, prima di tutto, non sappiamo cosa i protagonisti si dicono.

Se però sei il re del trash talking e poi ti scusi per essere andato sopra le righe in un’intervista accusando l’altro (per altro non noto per essere un chiacchierone, sia dentro che fuori dal campo) di aver detto cose sconvenienti dentro e fuori dal campo non fai certo una bella figura, trashtalkingamente parlando.

Deridere l’avversario sconfitto e fare il gesto del tagliogola ad un avversario non fa di te un duro, neanche un’idiota, ma l’idea che si fanno gli altri di te è per lo più quella eh!

La felicità ha mille facce

La felicità ha mille facce

Posso capire che l’adrenalina a mille ti porti a dire cose incontrollate durante l’intervista post partita, ma se poi continui nella conferenza stampa o il giorno dopo non migliori certo la tua immagine.

Ah, se inizi un articolo in cui accusi qualcuno di essersi meritato quel trattamento perché ha usato parole sconvenienti verso di te parlando di penalità inesistenti chiamate contro di te e di penalità mancate chiamate verso di te fai solo la figura del bambino piagnonucolone (senza dimenticare che l’ultima sconfitta l’hai accolta dicendo che è stata solo colpa degli arbitri che hanno fischiato assurdi falli contro).

Tra l’altro: tutto questo astio sarebbe nato, secondo la versione fornita da lui e soprattutto da suo fratello (fonte imparziale quindi), perché durante un evento di beneficenza organizzato (sembra in primavera) da Larry Fitzgerald in cui Sherman avrebbe approcciato Crabtree per stringergli la mano e questo avrebbe cercato di far partite una rissa. Si. Ricordiamo che Crabtree è stato operato a marzo per la rottura del tendine d’achille e che di questa storia non si è saputo mai nulla nonostante all’evento ci fosse, presumibilmente almeno, parecchia gente. Come dire…prendiamo la storia con le pinze?

In conclusione per me Sherman rimane un grandissimo giocatore in campo ma sembra una piccolissima persona (ovviamente scrivo sembra e non è perché non posso giudicare una persona che non conosco, ma questo è quello che lui esterna e questo si vede dal di fuori).

E’ ovvio che ci sia a chi questo atteggiamento piace, sono ovviamente gusti. A me per come mi sono sempre comportato sul campo da atleta e sugli spalti da tifoso piace zero.

Ora vado a prendere un po’ di Adderall.

Buon Super Bowl a tutti.

Via il football, viva l’NFL. Nonostante tutto.

Categorie: Football, NFL, Pillole | Tag: , , , , , , , , , , , , , , | 13 commenti

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13 pensieri su “NFL in pillole (Championship)

  1. Gran bel articolo! Ho avuto problemi a commentare quindi ho cercato di sintetizzare su Twitter, impossibile.

    Senza stare a lodare tutto l’articolo, anche se lo farei ma diventerebbe pleonastico, vorrei permettermi una piccola critica.
    Riguardo alla faccenda Sherman mi spiace vedere che sia subentrata un po’ l’anima del tifoso, lo posso capire, io tifo Seattle e la cosa ha toccato anche me. Va ricordato in primis che pur essendo un trash talker di prima categoria, Sherman, è un grandissimo sportmanship, che ha sempre rispettato gli avversari, anche quelli dei rivalissimi 49ers, vedi le parole su Bowman e sul tifoso che lo ha riempito di popcorn mentre lasciava lo stadio sulla barella (cosa che, però, non ha avuto nessun impatto mediatico). In ogni situazione pubblica ha sempre lodato i campioni, vedi le varie interviste riguardanti il famosissimo “U mad Bro?” con Brady. Il fatto che, in un momento di altissima tensione e di agonismo a livelli inimmaginabili, 5 secondi dopo la fine della partita si sia sfogato facendo notare una verità che qualsiasi persona ha sempre ammesso fino a ieri, ossia che è il miglior cornerback della lega, con molta enfasi, rabbia e anche un pizzico di “classless” come vogliono dire gli americani, beh, secondo me ci sta tutto. Prendersela poi per il gesto del “Chocking” credo sia più per la delusione che per altro. Sono cose che si vedono molto, molto, spesso in rivalità così accese. Anche perché non credo, e molte immagini lo dimostrano, che Crabtree sia stato zitto tutta la partita, anzi. Come, d’altronde, non credo sia un ricevitore mediocre.

    Vogliamo inoltre ricordare il background di Sherman come ha fatto oggi Isaac Saul dell’Huffington Post con un altrettanto bel articolo (http://www.huffingtonpost.com/isaac-saul/what-richard-sherman-taught-us_b_4631980.html) su di lui? Viene da Compton, CA, nota per non essere troppo simile a Beverly Hills, si diploma in una delle peggiori scuole americane e, grazie all’eccellente rendimento, riesce a scappare in direzione Stanford, dove non gioca solo a football, ma si laurea in una delle più importanti università del mondo. Entra nella NFL non dalla porta principale come, viste le recenti prestazioni si può immaginare, ma da una finestra del QUINTO round e dopo pochissimo tempo diventa uno dei più dominanti giocatori della lega. Fonda un società benefica no-profit invece che sparare e guidare sotto metanfetamina come tantissimi colleghi passati dal ghetto alla NFL hanno fatto e fanno e, come dice Saul, “La cosa più vicina ad una macchia nella sua carriera è aver vinto un ricordo ad una condanna per uso di Adderall”.

    Se in una lega dove ogni anno vengono arrestate decine e decine di persone per ogni tipo di reato, Sherman è una piccola persona perché ha fatto urlare la sua voce “del ghetto” a seguito della vittoria più importante della propria carriera contro la rivale più importante della propria carriera, beh, allora qualcosa, in questo sport, non va. Io credo che sia stata data troppa attenzione ad una cosa del genere. Vista anche la persona in questione.

    Il resto viene rimarcato nell’articolo che ho linkato che ti consiglio di leggere se non l’hai già fatto.

    Poi l’animo del tifoso lo capisco e lo comprendo, così come comprendo lo sfottò, ho tifato Inter in tutta la mia adolescenza che si è conclusa bene o male nel 2007, quindi puoi immaginare quanti ne ho presi di sfottò. 😛

    Chiudo complimentandomi ancora per l’ottima capacità di analisi e di lettura di molte situazioni che, agli occhi di noi italiani risultano spesso un po’ difficili.

    Ciao.

    Stefano.

    • Giacomo

      Io, nel mio piccolo, sono d’accordo con Angy. L’atleta non si discute, il suo passato neppure, le sue “opere” neanche, ma il fatto che si sia comportato da “testina di vitello” si può criticare. Tra l’altro tutto il gruppo dei Seahawks non è famosissimo per la sportività. Sono noti per essere fortissimi, e questo conta, ma la sportività proprio non gli compete. Sherman è tutto l’anno che va avanti a polemiche, Tate a fare i salutini prima di fare TD, altri ad esultare dopo aver colpito un Qb che si fa male e sarà costretto ad un Acl… L’Hc stesso non è noto per la padronanza dei mezzi espressivi durante i momenti tesi. Questo non toglie nulla a Sherman e ai Seahawks, non han fatto nulla di illegale: è solo una questione di stile. C’è chi ritiene lo stile importante e chi no, in fondo quel che conta è il tabellino. Il modo arrogante che ha tenuto anche con la giornalista, che ricordiamolo è lì a fare in modo che il tuo talento venga visto nel mondo e si possa quindi pagare il tuo stipendio, è qualcosa che un professionista dovrebbe sapere moderare. Le scariche di adrenalina e i rilasci di endorfine sono molto tosti da controllare, ma Sherman gioca a football da sempre se non ha ancora imparato a gestire certe questioni chimiche credo che non lo farà più. Non mi pare che Wilson sia un’atleta meno splendido: ha un talento e una freddezza invidiabile, ma non si mette a fare i teatrini ogni volta. Ma anche i vari Wagner o Thomas… E che dire di Lynch? Che dovrebbe fare Lynch? Staccare la testa ad un tifoso ogni volta che fa un Td dopo avere asfaltato mezza squadra avversaria? Molti altri vengono dal ghetto e questo non ti autorizza a fare il cretino. Il passato è un problema suo. Tutto questo premettendo che non conosco la persona e che ho una stima infinita per l’atleta e per la squadra dei Seahawks. E per Seattle, città che meriterebbe un SB per l’amore che dimostra per il football. Per onestà devo dire che questi difetti caratteriali sono molto comuni, in tutte le squadre ed anche Kaep a mio avviso rischierà di finire presto anche lui tra gli “antipatici” del football. Lo vedo troppo spaccone/cool/presuntuoso/furbetto/provocatore. Sherman per ora domina anche in questo brutto campo. Auguri a Bowman e Iupati. I Pats hanno fatto le nozze d’oro con i fichi secchi e bisogna solo alzarsi e applaudire: sono 15 anni che sono lì.Con Hernandez e senza, con Gronk e senza, con Welker e senza, con Wilfork e senza… senza voler citare tutti i grandi che hanno attraversato la franchigia di Boston in tutti questi anni. Bill Belichick, che non è certamente un simpaticone, è un genio. Non c’è niente da fare, lo è. Peyton è Peyton, noi attualmente viviamo nell’epoca manninghiana. Tra dieci anni parleremo di quest’epoca come adesso parliamo di quella di Montana: quindi registrate bene tutto, ne sentiremo la mancanza. Angy la storia di Omaha mi sta buttando fuori di testa: vorrei uccidere tutti i cittadini di Omaha. Ultima cosa: vorrei sottolineare ancora una volta che Lynch è qualcosa di inspiegabile. A mio avviso se ne parla poco: è un mostro. Grandissima partita tra 49ers e Seahawks, due enormi squadre, tantissimi campioni, grandi coaching staff: il meglio del meglio che questo sport possa offrire. Grazie.

      • D’accordo con tutto. Ho risposto più o meno anche a te nell’altro reply ad Angie.

        Piccola aggiunta. Credo che il ghetto possa giustificare comportamenti davvero poco gravi come quello di domenica. Non deve essere una giustificazione per la violenza, per la mancanza di impegno, per i così detti “comportamenti alla Balotelli” per intenderci. Ma per uno sfottò in una finale di conference con così tanta alta tensione, beh, sinceramente “chissenefrega”!

        Volevo intendere questo! 😀

    • A sto punto però mi viene da chiedere se effettivamente l’hai letto tutto l’articolo o solo alcune parti?:D

      Ripeto, l’intervista subito dopo la partita io la considero poco e niente, è pura adrenalina, ma se poi continui e anzi rincari la dose io ti vedo per quello che dimostri.
      Per te è l’anima del tifoso che parla? Pensala come vuoi, ovviamente, ma ti parla uno che quando andava allo stadio, in curva eh, non ha mai tirato neanche una pallina di carta verso il campo e difficilmente faceva cori offensivi verso gli avversari. Ho giocato a football e calcio ma, dal mio basso livello, non ho mai deriso l’avversario, per questo giudico in questa maniera quello che vedo.
      Sherman è un bravissimo ragazzo? Non lo metto in dubbio, come tantissimi altri giocatori che fanno beneficenza senza troppa pubblicità o altro, ma da quello che fa vedere non sembra assolutamente, mi dispiace, almeno non a me, un “grandissimo sportmanship”, che anzi spesso non rispetta proprio gli avversari, e cosa ben più grave specie quando vince (no, non è normale fare il gesto del tagliagola per me).
      Che Crabtree sia stato zitto per tutta la partita non lo so e non m’interessa sinceramente, posso solo dire che non ha una grande fama di “chiacchierone” (per es. Boldin è uno che alla prima parola ti risponde e ci mette pure il carico).
      Le parole su Bowman? Beh, non è certo colpa degli altri se hanno avuto meno enfasi delle altre…
      Del background di Sherman importa poco perché per colpa sua, per come si comporta, molti lo mettono in secondo piano.
      Il problema è che, per me, questo non è sfottò.

      Poi come detto questa è la mia opinione, ed ho la presunzione di dire che non sono uno accecato dal tifo o dall’odio, proprio per come ho sempre vissuto lo sport. Chi mi legge in questo blog o su altri su cui ho scritto o scrivo potrà non essere daccordo su quello che scrivo o su come lo scrivo, ma questo è quello che penso su questa situazione e questo esprimo. So che in tanti non sono daccordo ma, sinceramente, m’importa poco.

      Ripeto in chiusura: non giudico lo Sherman uomo ma lo Sherman personaggio pubblico.

      • No no, ho letto tutto l’articolo. Ho tenuto a specificare fin dall’inizio che la mia era una piccola critica. Non voglio né litigare né fare polemiche.

        Parlo di Sherman come “sportmanship” per come si comporta di solito lontano dalla partita e lontano dal campo. È chiaro che non è uno sportivo dentro al campo e se vogliamo aggiungiamoci pure sulla sideline e in clima pre e post partita.

        Per quanto riguarda il mio senso di sportività te lo dico subito. Decontestualizzando tutto ciò di cui si parla credo che il football sia sul gradino più basso della sportività. Sono cresciuto praticando arti marziali e Rugby, quelli sono altri mondi e lo so benissimo, ma se vogliamo contestualizzare il tutto in questo sport credo che non ci si debba stupire di Sherman e affini.

        Ho detto che le tue erano parole da tifoso perché sono state poste in un climax improvviso in un articolo PERFETTO, che come ti ho detto ho apprezzato moltissimo. Alla fine però è uscita questa specie di sfogo che mi è sembrato lontano dalla linea che aveva preso l’articolo. Tutto qua.

        Andavo anche io allo stadio, in curva, e, come te, non ci andavo per insultare gli avversari. So cosa vuol dire prendere le parti dei buoni e dei cattivi nello sport. Seattle non è da sempre così, amo il football da quando ho 12 anni, le teste calde ci sono sempre state, così come i signori.

        Però ripeto, definire Sherman una piccola persona quando vengono arrestate 31 giocatori nella offseason per reati che vanno da detenzione di armi ad omicidio credo sia esagerato. Quelle, anche se in campo sono pacifiche, sono delle piccole persone. Non chi è eccessivamente agonistico anche al limite, a volte superato, della sportività. È su questo la mia critica, per la definizione utilizzata. Tutto qua.

        Non volevo né offendere, né essere polemico o maleducato e mi scuso se è sembrato così perché, appunto, apprezzo moltissimo il lavoro che fai e so cosa vuol dire ricevere critiche pesanti, visto che anche io scrivo, ogni giorno, di sport. Davvero, nessuno sfottò o cosa.

      • Nessun problema.
        Per gli arresti per armi: il nostro “mondo” è cosí diverso che non mi ci metto neanche a formulare un pensiero sensato. I criminali son criminali, gli idioti son idioti, sportivi o no, ma io sto giudicando solo quello che lui decide di mostrare. 😉

  2. Decisamente. Questo è vero. Ti consiglio comunque di vedere il mini documentario realizzato da NFL, che, anche a me che avevo un’idea molto brusca di lui anche se l’ho sempre amato come giocatore, mi ha fatto cambiare un po’ la visione delle cose e mi ha aiutato a capire quante sfaccettature può avere una persona.

    Comunque sia senza un pizzico di questo agonismo il football non sarebbe quello che è. Servono i buoni come servono i cattivi! 🙂

    Continuerò a seguirvi!

    • Ne ho visti diversi su di lui, soprattutto come giocatore, quello che fa in campo e come si prepara, di tutto il resto non mi dovrebbe interessare e non me ne interessarsi se lui non facesse si che ciò avvenga comportandosi come in questi giorni.
      E ripeto ancora una volta: sono giudizi sul personaggio pubblico, non sulla persona che non posso ovviamente dare non conoscendolo.

  3. robys90

    Volevo solo fare una precisazione sul gesto “tagliagola”, fatto a fine partita da Sherman verso la sideline dei 49ers. Il gesto Choke non è così dispregiativo come si crede, anzi negli sport americani è utilizzato molto spesso per enfatizzare la vittoria o una giocata spettacolare, meglio se avvenuta contro un avversario con cui hai una spiccata rivalità. Tant’è che neanche l’avversario la interpreta come minaccia, è semplicemente un modo, abbastanza arrogante, di dimostrare la propria superiorità di quel momento. Famosissimo il gesto di Reggie Miller a Spike Lee, nella serie di semifinale di conference NBA 1995, che dopo ogni canestro segnato guardava Spike (caldissimo tifoso Knicks) in maniera torva,che per rispondere si alzava e rispondeva a tono. Poi Miller decide di entrare nella leggenda segnando 8 punti in 11 secondi e guardando un attonito Lee fa’ il gesto dello Choking.

    Posso garantirvi che nella storia NBA, ci sono stati tantissimi campioni (Bird, Jordan, Shaq, Garnett,…) che hanno fatto del trashtalking un’arte, per irritare l’avversario, caricare se stessi e la squadra e, anche per crearsi un personaggio da duro che aiuta non poco nel mondo ipercompetitivo dello sport professionistico.
    Credo che Sherman abbia oltrepassato un tantino le righe con l’intervista a fine partita, ma non ci vedo nulla di particolarmente scandaloso, anzi a me personalmente tanto agonismo fa’ solo piacere pensando alle partite che vedremo i prossimi anni tra le 2 squadre.
    Se esiste odio sportivo verso un’altro giocatore o tra 2 squadre, è normale che la cosa si dimostri in parole e gesti al veleno. Ricordiamoci che non ci sono state ne risse o gesti scorretti ma solo “offese” che neanche alle elementari dopotutto…

    Choke
    In sports, a “choke” is the failure of an athlete or an athletic team to win a game or tournament when the player or team had been strongly favored to win or had squandered a large lead in the late stages of the event. Someone who chokes may be known as a “choker” or, more derisively, as a “choke artist.” Choking in sport can be considered a form of analysis paralysis. The opposite of choking is to be “clutch”. A clutch player or team rises to the occasion under pressure rather than collapsing or falling apart.

    In chiusura vi cito uno paio di casi di VERO trashtalking che hanno fatto girare le palle a parecchi nel mondo della palla a spicchi:
    KG al secolo Kavin Garnett ha:
    – “deriso” Charlie Villanueva apostrofandolo malato terminale di cancro perchè pelato;
    – chiamato in causa la moglie di ‘Melo Anthony definendola “quando la assaggi sa di Cheerios al miele”;
    – ogni volta che gioca contro Tim Duncan prima della palla a 2, lo saluta dicendogli “buona festa della mamma”, la madre di Tim è morta di cancro quando lui aveva 14 anni.
    Credo che su Sherman si stia un pochino esagerando….

    • Wow…la lezione sul trash talking mi mancava in effetti….

      So benissimo chi è Kg perché è uno dei mie giocatori preferiti, lo adoro tecnicamente e al campetto cercavo, inutilmente, di imitarlo per gesti tecnici, ciò non cambia che odio quei suoi atteggiamenti e che, per quello che dimostra quando fa così, lo giudico male.
      Ma, ripeto, quando si tratta di trash talking sul campo non mi metto neanche a giudicarlo perché non sentiamo cosa si dicono interamente e quindi evito (poi vabbè…c’è JJ Watt che dice “ho mangiato tostitos più grandi di te” a Ray Rice e non puoi che metterti a ridere), considero poco l’intervista a fine gara perché c’è la giustificazione dell’adrenalina, ma quando poi continui in conferenza stampa e anche dopo (e poi escono fonti che dicono anche ben altro: http://t.co/L8pCSCmjK9) la mia considerazione su di te personaggio pubblico (ripeto ancora una volta questo) si abbassa ulteriormente.
      Il gesto del tagliagola sarà pure “normale”, specie nel mondo sportivo americano, anche mi sembra vengano più ricordati i pochi momenti in cui viene fatto…sarà che magari vedo poche partite, ma a me fa schifo, e continuerà a fare schifo chiunque lo faccia.

      PS: non credo nella clutchness, e quindi neanche nel choking, per me ci sono solo giocatori forti e giocatori meno forti.

      • robys90

        “Lezione” sul trash talking mi sembra esagerato XD. Volevo solo dire la mia su una pratica che può essere interpretata in diversi modi: quello che la vede come gesto di pura arroganza e mancanza di rispetto, e quello che la vive come un gesto di sfida puramente goliardico.
        Io sono per la seconda, credo sia una parte fondamentale dello sport e non mi dispiace assistere a “litigate” tra gli atleti. Poi c’è sempre un limite che va’ giustamente rispettato, e mi sembra che non sia stato valicato da Sherman.
        Punti di vista…

  4. Giacomo

    “Crabtree contro Richard Sherman? Andiamo, non si avvicina neanche alla rivalità tra me e Deion Sanders. Sherman è un buon DB, Crabtree è un ricevitore appena entrato nella lega. Sta facendo bene, ma prima lasciamo che entrambi si facciano una reputazione” – by Jerry Rice

    “Se Sherman fosse stato un mio giocatore, lo avrei preso da parte nello spogliatoio e gli avrei parlato schietto così come lui ha fatto davanti alle telecamere” – Daryl Johnston a Fox Football Daily.

  5. mlbarza

    Non entro nel merito di tutta la querelle post gara di Sherman-Crabtree e del trash talking vario, mi limito a quello che ha detto il campo.

    A Seattle c’è stato uno splendido spot per il football NFL. Partita tesa, dura, fisica, con giocate (ed errori) spettacolari ed in bilico fino alla fine. Di più non si poteva chiedere. A parte il risultato, da tifoso 49ers ^_^ Alla fine la differenza è stata in quei 2/3 errori in più che Kaep ha commesso in coda e che contro una difesa così forte non ti puoi permettere.

    A Denver invece non c’è stata proprio gara, bravi i Broncos, decisamente meno i Patriots, che però forse erano arrivati al loro limite massimo. Sentir Belichick far commenti su aspetti “poco puliti” o su comportamenti deliberatamente scorretti fa sorridere. Sembra un po’ il bue che da’ del cornuto all’asino ^_^

    Ultimo pensiero: un grosso in bocca al lupo a Bowman, da persona con problemi cronici e ricorrenti alle ginocchia so quanto è dura ripartire ogni volta e soprattutto vista la dinamica dell’infortunio immagino cosa ci sarà sotto quella pelle. E’ un guerriero e spero per lui che si riprenda al meglio.

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