AFC South 2014 – Preview

Houston Texans

Già a caccia...

Già a caccia…

Cosa è cambiato: quando ti aspetti che l’eterna promessa, l’eterna scommessa, rappresentata negli ultimi anni da Houston è finalmente stata mantenuta/vinta (ai playoff per due anni consecutivi), ecco che i Texans fanno una delle peggiori stagioni della loro seppur giovane e perdente storia, la peggiore assieme al 2005, 2-14 in entrambi i casi. All’epoca al draft, con la prima scelta assoluta, arrivò Mario Williams (e al secondo giro DeMeco Ryans, poi nominato defensive rookie of the year) ed anceh questa volta è toccato ad un DE sentire il proprio nome chiamato per primo dal commissioner Goodell: Jadeveon Clowney è potenzialmente il giocatore con il maggior impatto di questa classe e i Texans non se lo sono lasciati scappare. Il problema principale di questa squadra era però rappresentato dal ruolo di QB: salutati T.J. Yates (eroe per un giorno nel 2011) e soprattutto Matt Schaub (emblema delle scommesse quasi vinte, e che comunque, al di là dell’ultime stagioni, ha avuto un ruolo importante nella crescita della squadra), sono arrivati Ryan Fitzpatrick via FA e Tom Savage via draft, ad affiancare l’unico superstite Case Keenum. Ben Tate aveva parzialmente fallito specie quando ha dovuto riempire le scarpe da titolare, la sua dipartita è stata arginata dall’acquisizione di Andre Brown e l’arrivo via draft di Alfred Blue (6° giro da LSU), in sostanza sarà ancora tutto sulle spalle di Arian Foster, sperando resti sano e non abbia finito la benzina. Mike Thomas è un’acquisizione di contorno nel reparto dei WR (si giocherà il terzo slot con DeVier Posey e Keshawn Martin), dove invece non è cambiata la testa di Andre Johnson (all’ennessima offseason in cui manifesta lo scontento, ma poi rientra nei ranghi). Mentre nel ruolo di TE, l’addio di Owen Daniels (un altro buono, ma su cui mai riesci a puntare per 16 partite) ha aperto una lotta apertissima tra tre giocatori potenzialmente emergenti, con Garrett Graham che ha già iniziato a mostrare le sue doti, rispetto ai più acerbi Ryan Griffin e il rookie, terzo giro, C.J. Fiedorowicz. Dall’altra parte del pallone, detto dell’aggiunta di Clowney su cui ritorneremo, sarà altrettanto interessante seguire lo sviluppo di Louis Nix (terzo giro quest’anno, da LSU) quale NT su cui far ruotare tutto il resto del front 7, per ora però la curiosità sta nel capire perché è stato inserito in PUP list (rotoworld riporta un laconico undisclosed, circa il suo infortunio) e in generale i fisici così grossi sono sempre sospetti in quanto a durabilità. Decisivo sarà anche l’apporto di Chris Clemons, la safety che arriva dai Dolphins, che dovrà rivitalizzare un reparto troppo spesso sotto i riflettori come capro espiatorio nelle sconfitte dei Texans.

Coaching staff: qua è cambiato tutto, d’altronde una stagione da 2-14 lascia ben pochi feriti recuperabili: Kubiak (ora OC a Baltimora) era stato silurato a stagione in corso, ad interim gli era subentrato Wade Phillips (DC sino a quel momento) ed attualmente a spasso. Le due figure principali ora sono due: Bill O’Brien, dopo l’esperienza formativa alla Penn State post Paterno e nel pieno delle sanzioni per l’affaire Sandusky, torna in NFL dove in precedenza aveva lavorato per 4 anni con l’attacco dei Patriots; a Houston avrà sia il ruolo di HC che di OC, impegnativo come debutto, vedremo se non si lascerà schiacciare da questa doppia pressione. Anche il suo DC ha il punto più alto della sua carriera legato a New England: Romeo Crennel è stato uno dei sergenti più influenti nei tre titoli dei Patriots ad inizio anni 2000, ma poi ha fallito miseramente come HC nei due tentativi successivi a Cleveland ed a Kansas City, raccogliendo un non invidiabile record complessivo di 28 vinte e 55 perse come capo allenatore.

Punto forte: J.J. Watt è un giocatore devastante, abbinargli Clowney, seppur con partenze da in piedi, come immagino verrà utilizzato, rischia di devastare qualsiasi tasca avversaria. Si è molto parlato di quanto fosse “necessario” investire in un altro pass rusher quando in molti spingevano per un QB alla prima assoluta. Solo il campo nei prossimi anni ci darà una risposta esatta, al momento però non possiamo che ammirare questo front 7 in cui spiccano per l’appunto questi due giocatori, uno già fuoriclasse e l’altro con tutte le qualità fisiche per diventarlo.

Punto debole: il punto debole, come già anticipato, è però strettamente legato al punto forte. I 3 QB sotto contratto (Fitzpatrick, Keenum e Savage) hanno lacune simil voragini: Fitzpatrick vive ancora di quella stagione (o mezza?) fatta a Buffalo e non può che essere considerato un tappabuchi al momento. Keenum è uno sparapalloni che alla lunga è sin troppo leggibile dalle difese avversarie e Savage è tutto da scoprire, anche se per quello letto e visto sinora non lascia molti sogni, almeno nel breve periodo. Menzione di disonore anche per la OL, che non a caso ha aggiunto due tasselli come il veterano Tyson Clabo (ex ATL, appena arrivato) e Su’a-Filo (2° giro al draft), per invertire delle prestazioni fortemente deficitarie nell’ultimo anno.

Sorpresa: questa faccio finta che sia mia, ma me l’ha suggerita un esperto di fantasy che vuole restare anonimo: Ryan Griffin è il prossimo crack in fatto di TE, che abbia Graham davanti che ha fatto piuttosto bene l’anno scorso seppur con un utilizzo a singhiozzo e che sia stato draftato al terzo giro un altro TE poco ci importa. Ryan Griffin esploderà, questa è la sua stagione!

Indianapolis Colts

Cosa è cambiato: con un draft abbastanza misero a livello quantitativo e qualitativo (solo 5 giocatori selezionati e nessuna prima scelta, assenza figlia della trade che ha portato un controverso Trent Richardson ad Indianapolis), le mosse più interessanti sono arrivate dalla free agency con 4 veterani che si troveranno a giocare da titolari sin da subito. L’unica novità in attacco riguarda il reparto dei ricevitori: si è deciso di puntare sulla voglia di rivalsa di Hakeem Nicks, finito ai margini dei Giants per rendimento e per problemi fisici; il fatto di aver firmato un contratto annuale lo mette nella posizione di dover dimostrare di poter ancora valere dei gran soldi, considerando l’età (solo 26 anni) e un QB come Luck, i presupposti per un rimbalzo di prestazioni ci sono tutti. Il capo del reparto resta Reggie Wayne, alla 14esima stagione in maglia Colts, ma alla prima dopo il grave infortunio al collaterale anteriore. In fondo alla depth scalpitano Da’Rick Rogers e il rookie Donte Moncrief, senza dimenticare la duttilità di T.Y. Hilton: in definitiva niente di eccezionale, ma quantitativamente interessante. Gli altri tre nuovi titolari riguardano la difesa: uno per reparto, sono arrivati Arthur Jones per la linea, D’Qwell Jackson per i LB e Mike Adams per le secondarie. I nuovi titolari arrivati via free agency potevano essere cinque: Phil Costa, ex Dallas, era stato firmato per essere il nuovo centro titolare, ruolo dove l’anno scorso hanno sofferto non poco, in realtà però poche settimane dopo la firma, Costa ha deciso di ritirarsi, lasciando un po’ perplessi i Colts, che hanno reagito draftando al secondo giro un OL abbastanza duttile (Jack Mewhort), ma che non risolve del tutto i tanti problemi in linea. Non vedremo più ad Indianapolis gente come Antoine Bethea, Donald Brown, Mike McGlynn, Darrius Heyward-Bey, Pat Angerer…non tutte le partenze però vengono per nuocere.

Coaching staff: HC, OC e DC confermati: Chuck Pagano, Pep Hamilton e Greg Manusky possono continuare il lavoro iniziato ormai da un paio di stagioni. L’anno scorso il sorvegliato speciale era Hamilton, chiamato a sostituire Bruce Arians e forte di 2 anni passati a lavorare con Luck ai tempi di Stanford, in realtà poi il dito è stato puntato ancora una volta su Greg Manusky, la sua difesa, specie sulle corse, resta ancora sospetta, non che i suoi predecessori avessero fatto meglio, ma miglioramenti evidenti non ce ne sono stati, vediamo se con il nuovo personale a disposizione riuscirà a far giocare Luck con meno pressione dal punto di vista del punteggio.

Un'altra battuta su Luck/Fortuna?!?

Un’altra battuta su Luck/Fortuna?!?

Punto forte: poter costruire una franchigia basandosi su un QB così completo e talentuoso come Luck rende le cose molto più facili, dopo l’esperienza con un fuoriclasse come Peyton Manning però, spero che ai Colts abbiano capito la lezione: un QB se fenomenale può garantirti competitività sul lungo periodo, ma per vincere bisogna cercare di costruire squadre il più complete possibili.

Punto debole: pass rush e running game sono i due aspetti da migliorare. Robert Mathis è un fuoriclasse assoluto, sta facendo tutto anzi troppo (vista la squalifica per doping che lo terrà in borghese per le prime quattro giornate) per restare ai massimi livelli nonostante l’età e nonostante il cambio di posizione di partenza (al suo primo anno nella 3-4, 19,5 sack, impressionante). Dietro a lui però Erik Walden sembra inadeguato e Bjoern Werner ha pagato il salto tra i pro. Per il running game l’acquisizione a stagione 2013 in corso di Richardson non ha pagato: correre a 2.9 di media (su 157 portate) è ben oltre l’osceno, ovvio che le colpe vanno ripartite con la linea offensiva, ma anche a Cleveland i valori non erano molto più alti (3.5).

Sorpresa: Da’Rick Rogers è il prototipo del ricevitore moderno: alto, grosso e con problemi fuori dal campo. A Tennessee (NCAA) con Justin Hunter e Cordarrelle Patterson formava un trio talmente esplosivo che sono stati costretti a cacciarlo dal campus; entrato in NFL come undrafted, l’anno scorso ha avuto ben poche chance, il prossimo potrebbe partire già da una base più solida.

Jacksonville Jaguars

Cosa è cambiato: partiamo dagli assenti: Maurice Jones-Drew e Jason Babin, o quello che restava dei due, non faranno più parte dei Jaguars 2014, assieme a loro, i tifosi di Jacksonville non potranno più godere delle gesta di Blaine Gabbert, scambiato per poco più di un pacchetto di noccioline ai San Francisco 49ers. Per sostituirlo, alla terza scelta assoluta, è stato preso Blake Bortles, un QB piuttosto enigmatico che in molti già scommettono sarà un bust. Teoricamente per dimostrare di non essere tale dovrà aspettare un po’, visto che il ruolo di titolare al momento spetta a Chad Henne. Iniziare coi Jaguars, parlando di QB, è però una discreta cattiveria, perché per il resto la squadra in questi ultimi anni non si sta comportando così male in offseason, come poi i risultati sul campo invece dimostrano stia facendo. La grana Blackmon (ancora out e ancora nei guai con la legge, siamo vicini al “buttare la chiave”) è stata ben arginata sia con la crescita di Cecil Shorts, sia soprattutto con il doppio secondo giro al draft di quest’anno investito su Marqise Lee e Allen Robinson. Le potenzialità di Gerhart come RB titolare in NFL sono tutte da scoprire: il giocatore a Stanford c’aveva riportato agli anni 70 con il suo modo di correre, magari potrebbe tirar fuori una stagione alla “Peyton Hillis 2010”, anche se c’è il rischio ne faccia una alla “Peyton Hillis qualsiasi altro anno”. Da tenere d’occhio anche la stagione del primo giro 2013, Luke Joeckel, che l’anno scorso proprio nel momento in cui fu spostato a sinistra, si distrusse una caviglia e dovette saltare il resto della stagione; affianco a lui troverà un altro volto nuovo, direttamente dai “quasi” campioni del mondo arriva, infatti, la guardian Zane Beadles. In difesa si è aggiunto molto, ma forse non basterà: Chris Clemons e Red Bryant hanno fatto il viaggio insieme dalla piovosa (e vincente) Seattle per la gradevole (soprattutto d’inverno), ma con poche ambizioni, Jacksonville. Si potrebbe malignare che, essendo entrambi sopra i 30 anni, l’obiettivo di andare a svernare al fresco possa averli convinti al trasferimento; in realtà, assieme a Ziggy Hood (prima scelta 2009 di Pittsburgh) dovrebbero aggiungere qualità e quantità ad una linea eternamente incompiuta. Sempre in difesa, tra i LB, affianco ai punti fermi Paul Posluszny e Geno Hayes, si giocheranno il posto due rookie scelti al quinto giro (Chris Smith e Telvin Smith) e Dekoda Watson, con quest’ultimo favorito, ma al momento in PUP list.

Coaching staff: finisci 4-12 e confermi in toto lo staff che proprio nella passata stagione aveva debuttato (con scarsissima esperienza a questi livelli) alla guida della squadra. Incoscenza? Apatia? Genialità? Solidità del progetto?! La sensazione è che per scoprirlo dovremmo aspettare la stagione 2015. Fatto sta che Gus Bradley, mai HC prima di questo tentativo e precedentemente DC dal 2009 dei Seahawks, resta saldo al timone con Jedd Fisch (OC) e Bob Babich (DC) al suo fianco.

Perdenti, ma rilassati

Perdenti, ma rilassati

Punto forte: il clima…e la speranza nel futuro. Nonostante sulla carta siano state fatte buone mosse, c’è disperato bisogno che i giovani scelti poi siano buoni anche sul campo, il processo di costruzione è ancora lungo.

Punto debole: dei QB abbiamo già detto ed aggiungere che oltre ai du già citati (Bortles e Henne) a roster in questo momento ci sono Ricky Stanzi e Stephen Morris non aiuta ad invertire il giudizio, con quest’ultimo che nell’ultima stagione al college era partito con molte aspettative ed è stato spazzato via da un uragano. Parliamo allora delle secondarie, ma anche qui basta dire che il tuo CB1 è Alan Ball e tutto svanisce.

Sorpresa: uno tra Marqise Lee e Allen Robinson sarà sin da subito un fattore seppur nei limiti che la squadra concederà. Verosimilmente possono diventare nel breve termine la coppia di ricevitori titolari di questa squadra. Curioso sarà anche vedere se e come inizieranno ad utilizzare Denard Robinson, dopo una stagione passata a pensarci su.

Tennessee Titans

Cosa è cambiato: non c’è più Chris Johnson, giocatore che è stato l’emblema di questa squadra negli ultimi anni: ha mostrato lampi, ha avuto stagioni straordinarie, scemando però con il passare degli anni, disattendendo sempre le successive aspettative, cercando di ripararsi dietro scuse. Così CJ?K e così i Titans tutti. Si riparte da un nuovo RB fresco (Bishop Sankey, primo RB scelto al draft, ma solo al secondo giro) e da una linea offensiva ulteriormente potenziata: dopo il primo giro 2013 (Chance Warmack) ne é arrivato un altro (Taylor Lewan), con i due, che almeno inizialmente, sulla carta, andranno a formare un lato destro dominante. Ma l’acquisizione più intrigante resta per me quella di Dexter McCluster, giocatore non facilmente inquadrabile dal punto di vista tattico sia per chi vi scrive che soprattutto per chi si troverà a doverlo arginare. Dietro a Jake Locker, sempre meno sicuro del suo posto, attanagliato da problemi fisici che ne hanno stoppato la crescita che gli si richiedeva, navigano tre loschi figuri: il medio(cre) Charlie Whitehurst con il super potere che gli permette di trovare sempre un contratto, il “debole” Tyler Wilson, che se solo fosse proibito anche a tutti gli altri di lanciare per più di 10 yard, sarebbe uno dei migliori in NFL ed infine Zach Mettenberger, potenzialmente il migliore dei 3 e anzi, anche dei 4 (incluso Locker), ma che dovrà recuperare da un grave infortunio e probabilmente passerà la prima stagione a studiare. In difesa il cambiamento principale è quello di modulo, con una base di partenza con un fronte dispari che mette sul chi va là tantissimi giocatori: magari ne gioverà Derrick Morgan, finora oggetto misterioso, mentre Al Woods, Wesley Woodyard e Shaun Phillips porteranno quanto meno esperienza in una 3-4.

Dexter McCluster, rappresentate dei nani da giardino multiuso

Dexter McCluster, rappresentate dei nani da giardino multiuso

Coaching staff: Ken Whisenhunt ha fatto benissimo come OC sia l’anno scorso a San Diego che tra il 2004 e il 2006 a Pittsburgh, ha avuto alti e bassi ad Arizona, con un Super Bowl giocato dopo una stagione da 9-7, un paio di apparizioni ai playoff e un record complessivo di 45 vinte e 51 perse. Tennessee gli offre una seconda chance, non la più facile che potesse capitargli, ma forse la voglia di rivalsa ha pesato di più del progetto in sé, senza dimenticare però che il materiale offensivo a disposizione è intrigante. Come OC si è portato dietro da San Diego Jason Michael, quello che in California era allenatore dei TE (e più che Antonio Gates, il nome da tenere d’occhio per giudicare il suo lavoro è quello di Ladarius Green). DC sarà una sua vecchia conoscenza ai tempi dei Cardinals, Ray Horton, un altro che ha pagato l’epurazione voluta da Michael Lombardi ai Browns.

Punto forte: i WR ed è strano dirlo, considerando che sono stati per anni il punto debole e che hanno perso, o per meglio dire, hanno gettato la spugna su quello che doveva essere il loro punto di riferimento per gli anni a venire, ovvero Kenny Britt. Justin Hunter (dal quale ci si aspetta molto) e Kendall Wright sono una accoppiata che se non da subito, ha tutto per rappresentare un incubo per le difese avversarie nei prossimi anni, completandosi anche tatticamente molto bene. Nate Washington porta esperienza e nel computo ci inserirei anche Delanie Walker e Dexter McCluster che non sono ricevitori ma che ampliano le possibilità di scelta del QB.

Punto debole: la difesa in toto convince poco, in particolar modo sui CB sarebbe stato necessario un investimento che invece è stato del tutto omesso.

Sorpresa: Dexter McCluster nelle mani di Whisenhunt con per di più dei bloccatori agili e mobili come Warmack e Levitre a disposizione, può veramente scompigliare i piani difensivi di molte formazioni.

Tirando le somme

Siamo davanti ad una delle division al momento più scarse della NFL. È pur vero che in tutte le squadre ci sono elementi interessanti e con buoni margini di crescita, ma per come stanno le cose ora nessuna di queste quattro squadre può considerarsi una contender. Gli stessi Indianapolis Colts, che hanno buone chance di vincita divisionale, hanno varie lacune che non mi sembrano siano state arginate un granché in questa offseason. Dietro a loro Houston pagherà ancora per un anno l’assenza di un QB buono sin da subito, mentre vedere ai playoff una delle altre due sarebbe una discreta sorpresa che passerebbe obbligatoriamente attraverso la vincita di tante scommesse che comunque potrebbero pagare nei prossimi anni.

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Categorie: Division by division preview 2014, NFL | Tag: , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “AFC South 2014 – Preview

  1. aza guarda che Delanie Walker era arrivato l’anno scorso ai Titans! 😀
    Tra l’altro io sono molto curioso di vedere all’opera proprio i Titans: se Locker rimane sano possono essere la sorpresa della division!

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