Archivi del mese: agosto 2014

Spunti tattici n.1 – Manchester City vs Liverpool

Manchester City vs Liverpool

Manchester City vs Liverpool

Da questa settimana parte una rubrica, che nel corso dell’anno cercherà di analizzare le partite più importanti del panorama europeo, per avere possibilmente ogni mese degli spunti tattici da sviluppare e approfondire, sia che riguardino un intero reparto o modulo che un singolo movimento di gioco o un insieme di questi.

La prima partita che andremo ad analizzare è il posticipo della seconda giornata di Premier League, che vedeva affrontarsi le due squadre che si sono contese fino all’ultimo il titolo nella passata stagione, Manchester CityLiverpool. Continua a leggere

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Hanno trovato il pollo

Scaricato, ma sempre in Ferrari

Scaricato, ma sempre in Ferrari

Chi gioca a poker lo sa, se entro mezz’ora che ti sei seduto, ancora non hai trovato il pollo da spennare, allora il pollo sei tu. Al tavolo di Balotelli si sono seduti in tanti in questi anni e continuano a sedersi, ma alla fine, i nuovi entrati fanno sempre più la figura dei polli. Lo dice un balotelliano, uno che ha sempre ritenuto affascinante il personaggio ed intrigante il giocatore, ma all’ennesima squadra che sostanzialmente lo scarica bisogna iniziare a farsi delle domande più concrete sull’ex bella promessa.

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NFC West 2014 – Preview

Arizona Cardinals

Mathieu, lontano dagli infortuni e lontano dai problemi

Mathieu, lontano dagli infortuni e lontano dai problemi

Cosa è cambiato: i Cardinals vengono da una stagione che è andata al di là di quelli che potevano essere i pronostici iniziali e in questa offseason hanno fatto pochi movimenti, atti per lo più a liberarsi di vecchi pesi e a dare profondità ai vari reparti. Le uniche novità in quelli che sono potenzialmente gli slot titolari riguardano il tackle offensivo Jared Veldheer in arrivo da Oakland, il CB opposto a Patrick Peterson, con l’acquisizione di Antonio Cromartie che va a formare un duo potenzialmente devastante e la firma a buon mercato di Larry Foote, per capire quanta benzina c’è ancora nel suo serbatoio e se può regalare ancora un’altra stagione, affianco all’emergente Kevin Minter. Se per la difesa la base di partenza era comunque solida, resta qualche dubbio su quello che era il vero tallone di questa squadra, ovvero la linea offensiva: l’ex raiders è un ottimo giocatore ed aiuterà a migliorare le prestazione anche agli altri compagni di reparto, ma ci si aspetta un discreto upgrade nel recupero di quello che è stato il settimo giocatore scelto in assoluto nel 2013, quel Johnatan Cooper che sta faticando non poco a riprendersi dall’infortunio e vede il suo ruolo di LG in serio dubbio a metà preseason. Completa il quadro di rafforzamento l’ingaggio last minute di Max Starks, che può dare profondità e un po’ di battaglia per il ruolo di RT con Bobby Massie, idem dicasi per Ted Larsen, ex Tampa, per i ruoli interni.. Per il resto l’attacco ha fatto chiarezza nel ruolo di RB, con il ritiro improvviso di Rashard Mendenhall, con Andre Ellington che porterà gran parte del carico e Stepfan Taylor assieme a Jonathan Dwyer (altro arrivo da Pittsburgh, qualcuno ha pensato a Bruce Arians?) a dividersi le briciole. Mentre via aerea Ted Ginn, in arrivo da Carolina, è chiamato a fare il jolly, ruolo che piano piano è riuscito a cucirsi addosso in questo pellegrinare in giro per la NFL e John Carlson porta un po’ di competizione in un reparto, quello dei TE, dove Rob Housler è al contract year e Troy Niklas scalpita per recuperare il terreno perso per un infortunio alla mano appena successivo alla sua scelta al secondo giro di questo draft. Resta da analizzare velocemente il resto del draft, con Deone Buccanon che parà già certo del suo posto da titolare, c’è ancora da capire se come safety, o come LB aggiunto, un doppio ruolo po’ come fatto (finché è stato disponibile) con Tyrann Mathieu, ovviamente con mansioni e caratteristiche totalmente differenti. Chiudendo con la difesa, pesante è l’infortunio che ha colpito nelle ultime ore Dornell Dockett che salterà tutta la prossima stagione, la linea difensiva Dockett-Campbell-Williams è (era) un fiore all’occhiello di questa squadra, ma pecca di profondità. Continua a leggere

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AFC West 2014 – Preview

Denver Broncos

Ware ha ancora i pugni nelle mani

Ware ha ancora i pugni nelle mani

Cosa è cambiato: dopo il disastro nel Super Bowl qualcosa andava cambiato. I Broncos sono intervenuti pesantemente soprattutto a livello difensivo, a farne le spese sono stati i CB, lasciati andare Dominique Rodgers-Cromartie e il veterano di mille battaglie Champ Bailey, il posto di titolare toccherà ad Aqib Talib da un lato (mentre suo fratello Yaqub sembra abbia preso il suo posto nelle vicissitudini con le forze dell’ordine) ed al rientrante Chris Harris, infortunatosi nel championship dell’anno scorso e già pronto ad allenarsi con tempi di recupero record, nello sot si farà le ossa il rookie, scelto a fine primo giro, Bradley Roby, prodotto di Ohio State che molto bene ha fatto al college. A dare meno tempo ai WR avversari per liberarsi ci penserà poi DeMarcus Ware, giunto a 32 anni al suo primo reale tentativo di vincere il titolo: la sua ultima stagione a Dallas è stata la peggiore, sia a livello statistico, che a livello fisico, ma con delle motivazioni così forti non credo sia andato a Denver per concludere beatamente la sua carriera e anche stando fermo è un upgrade rispetto ai vari Robert Ayers, Jeremy Mincey e Shaun Phillips che se ne sono andati in altri lidi (Giants, Cowboys e Titans). Ultimo innesto difensivo di un certo livello è quello di T.J. Ward, safety punitiva che dovrà portare ad un altro livello l’intensità fisica anche delle secondarie. In attacco si è limato un po’: innanzitutto si è evitato di dare il contrattone a Knowshon Moreno, liberando lo spazio per Montee Ball, che però è un RB piuttosto differente. Stessa sorte di Moreno è toccata ad Eric Decker, i suoi soldi sono stati riversati su Emmanuel Sanders ed anche in ottica invecchiamento di Wes Welker è stato draftato al secondo giro Cody Latimer, WR che fisicamente e tatticamente non centra nulla con il furetto ex Patriots, ma che sul lungo periodo può diventare, assieme a Demaryius Thomas, una bella coppia. Ma l'”aggiunta” più interessante resta quella di Ryan Clady, il left tackle che ha saltato quasi tutta la passata stagione e che ritorna disponibile sin da subito per difendere i lanci e il collo di Peyton Manning. Sempre in linea è stato aggiunto Michael Schofield, qualsiasi battuta che associ il rookie alle fughe di galera di Talib è assai gradita. Continua a leggere

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Bentornato Jo

Ultimamente si usa da più parti e in diversi contesti l’espressione he’s back, ma dopo l’impresa compiuta ieri a Toronto ci sembra giusto utilizzarla anche per Tsonga.
E’ stata davvero la sua settimana, capace di eliminare in serie prima il numero 1 Djokovic, poi Murray, Dimitrov e in fine Roger Federer.
Quattro top ten, e tre dei famosi fab4, basterebbe questo a spiegare la grandezza dell’impresa di Jo, alla quale va aggiunto il fatto che veniva da una stagione travagliata nella quale era riuscito a raggiungere solamente una finale(perduta a Marsiglia contro Gulbis).

secondo master 1000

2° Master 1000

E’ tornato Tsonga.

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NFC South 2014 – Preview

Atlanta Falcons

Gonzalez ha tolto il casco

Gonzalez ha tolto il casco

Cosa è cambiato: spero per loro sia cambiato il preparatore atletico o chi per lui. Dopo un’annata sfortunata sotto molti aspetti, a partire da quello fisico, Atlanta cercherà di rimbalzare senza troppi scossoni a livello di personale: gli interventi più interessanti hanno riguardato le linee, disastrose nella passata stagione. In difesa sono arrivati Ra’Shede Hageman (2° giro al draft), Tyson Jackson da Kansas City e Paul Soliai, da Miami, per ancorare il centro di un nuovo fronte a 3, mentre si registra il ritiro dei Peria Jerry, 24esima scelta assoluta del draft 2009, che difficilmente sarà rimpianto in Georgia (5,5 sack in carriera). Il draft 2009 resta un caso abbastanza raro, a soli 4 anni dal suo completamento infatti ben 5 giocatori del primo giro sono già fuori dalla NFL e ritirati: oltre al già citato Jerry, Jason Smith (2°), Aaron Curry (4°), Aaron Maybin (11°) e Beanie Wells (31°), con Larry English (16°) sulla via per fare la stessa fine. Curioso che proprio uno dei nuovi arrivati ai Falcons (Tyson Jackson) provenga da quello stesso primo giro (3a assoluta)…… Anche per la linea offensiva le aggiunte “di peso” sono 3: le due che arrivano dalla free agency sono Jon Asamoh (altro arrivo da KC) e Gabe Carimi (per cui i tempi in cui dominava al college sembrano molto più lontani dei 3 anni che sono passati dalla sua dipartita da Wisconsin), mentre la sesta assoluta è stata impegnata per prendersi uno dei migliori tackle offerti dalla NCAA, quel Jake Matthews che dopo aver passato gli anni ad indovinare dove stesse andando Manziel per proteggerlo, ora si troverà a bloccare per un QB molto più “vecchio stampo”. Completa il trittico delle acquisizioni dai Chiefs, Javier Arenas (questa volta via Arizona però), che si giocherà il ruolo di ritornatore con un altro nuovo arrivato, Devin Hester. Difficilmente, in entrambi i casi, i due giocatori avranno un ruolo importante e continuativo in situazioni diverse dallo special team. Julio Jones, Roddy White e Harrt Douglas per Hester da una parta e Desmond Trufant, Robert Alford e Josh Wilson per Arenas dall’altra, sembrano piuttosto bloccanti, con quest’ultimo che dapprima ha l’obiettivo di superare il taglio a 53. Non vedremo più giocare in Georgia e nemmeno in giro per la nazione Tony Gonzalez (toh, un altro che veniva da Kansas City), che a 38 anni ha deciso di appendere il casco al chiodo, dopo 17 anni in NFL, 14 pro bowl, 10 all pro, 1325 ricezioni per 15127 yard ed 111 TD, con rare occasioni reali di giocare per vincere e nessuna apparizione al Super Bowl, uno che ha rivoluzionato il modo di intendere il TE entrando senza fatica nella squadra della decade 2000-2010 della NFL, tra 5 anni lo rivedremo a bordo campo, con una giacca dorata, nella hall of fame game che aprirà la preseason 2019. Chiudiamo il cerchio delle nuove acquisizioni con Pat Angerer: all’inizio avevamo sottolineato come sarà necessario per i Falcons stare lontani dagli infortuni, ecco però se se li prendono già rotti poi non possono mica lamentarsene. Continua a leggere

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