Ci eravamo tanto amati

"We've been friends" un tempo...

“We’ve been friends” un tempo…

We’ve been friends a long time&as friends we have our ups&downs. Today we spoke&we’re cool, still friends #noproblem” (@LewisHamilton, 25 Maggio 2014). Se la stagione 2014 di Formula 1 fosse un film molto probabilmente si intitolerebbe “Ci eravamo tanto amati” e quel tweet di Lewis Hamilton sarebbe sicuramente la frase simbolo. Spa-Franchorshamps è solo l’ultimo capitolo della guerra fraticida tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg e mette quasi sicuramente la parola fine all’amicizia tra i due. Un’amicizia iniziata negli anni dei kart e che il destino ha deciso di mettere alla prova affidando ai due piloti non una macchina, ma un vero e proprio missile tedesco capace di annientare la concorrenza. E come se non bastasse il team ha deciso di adottare una politica libera tra i due, permettendo a Nico e Lewis di scannarsi per il dominio. Due protagonisti opposti, come nei migliori film. Nico è il classico biondo tedesco, figlio d’arte, guida pulita e attenta, buon talento a cui si aggiunge una buona dose di furbizia. Tedesco, in un team tedesco, sotto un marchio tedesco che attende il titolo dal 1955: chi meglio di lui per far tornare a brillare la stella d’argento. Dall’altra parte del box Lewis Hamilton, inglese ma con origine caraibiche, talento pazzesco (tra i top 3 al mondo), una guida aggressiva a cui si aggiunge una dose di cazzutaggine. Pupillo McLaren e di Ron Dennis fin dai tempi dei kart. Un titolo nel 2008 e uno perso nell’anno da rookie.

La storia ci insegna che due galli nel pollaio non potranno mai convivere, e a lungo andare la faccenda può farsi veramente complicata: Prost-Senna, Hamilton-Alonso, Vettel-Webber (anche se in modo meno accentuato) solo per citare alcuni esempi (i più recenti). I fatti di Spa sono solo l’ennesimo capitolo di un duello che si protrae da inizio stagione. Piccole scaramucce nelle prime gare con Hamilton che si lamenta del fatto che gli ingegneri rubino i suoi dati della telemetria per passarli a Rosberg. Nico rilancia accusando il team di dare più potenza ad Hamilton. Poi Montecarlo con Rosberg che nel momento decisivo della Q3 arriva lungo parcheggiando la sua auto in posizione pericolosa e impedendo agli avversari, Lewis in primis, di migliorare il tempo. Manco a dirlo subito riaffiora nella memoria l’episodio del 2006 con Schumacher che parcheggia la sua Ferrari in modo analogo alla Rascasse impedendo ad Alonso di strappargli la pole. All’epoca il tedesco fu penalizzato, mentre stavolta Rosberg la passa liscia. Hamilton prova a smorzare le polemiche, ma da lì in poi il clima in Mercedes si fa sempre più rovente. L’inglese ad Hockeinhem conclude le qualifiche contro le barriere, mentre in Ungheria, sempre in qualifica, la sua Mercedes prende fuoco appiedandolo. Le dichiarazioni di Hamilton durante il week-end ungherese “Sto facendo tutto il possibile per competere allo stesso livello di Nico nella lotta per il titolo, ma per quanto possa fare c’è sempre qualcosa che mi frega mentre a lui va tutto dannatamente bene…” non fanno altro che gettare benzina sul fuoco. Come se non bastasse nella gara ungherese il muretto Mercedes ordina ad Hamilton di far passare Rosberg, più veloce. Ovviamente non se ne parla nemmeno.

Cartoline dal Belgio

Cartoline dal Belgio

E si arriva in Belgio. Bastano 2 giri per trasformare il week-end sulle Ardenne in  un altro round del match Hamilton-Rosberg: il tedesco tenta un sorpasso all’esterno sul compagno di squadra, la sua ala anteriore pizzica la ruota posteriore del compagno quanto basta per forarla. Un normale incidente di gara come se ne vedono spesso. E invece no. Apriti cielo: Niki Lauda, presidente onorario Mercedes scuoierebbe i due piloti all’istante se potesse, Toto Wolff, l’uomo del rilancio, definisce la situazione inaccettabile, vedendo una doppietta facile sfumare a pochi chilometri dal via. Ma il carico da 90 arriva nel briefing post-gara quando stando alle parole di Hamilton il compagno avrebbe ammesso di non aver fatto nulla per evitare l’incidente. In tutto questo a sorridere è Daniel Ricciardo che porta a casa la terza vittoria in stagione, l’unico in grado di fermare il dominio tedesco. Quel dominio che vacilla sotto i botta e risposta dei suoi due piloti e che fa tremare i vertici alti della Mercedes, che ora provano a rimettere le cose a posto annunciando sanzioni. Troppo tardi ormai. La bomba è esplosa. Hamilton è un cane rabbioso alla ricerca del riscatto. Rosberg, che ha appena rinnovato con la casa della stella a tre punte, appare sempre più come l’uomo “destinato” a riportare il titolo in Germania ed è disposto a usare qualsiasi mezzo per portare a termine la missione. Il mercato si riapre, la Honda che ritorna in F1 a fianco della McLaren cerca l’uomo di punta, e chi meglio di Lewis che con il team inglese vinse il suo primo titolo? Con un posto libero in Mercedes il valzer dei sedili potrebbe riaprirsi prepotentemente e con esiti sconvolgenti: in Germania sognano un dream team tedesco Vettel-Rosberg sotto la stella Mercedes. Certo si tratterebbe di avere una situazione analoga a quella di quest’anno e non so quanto convenga ai tedeschi. Oppure il 2015 sarà l’anno decisivo per vedere Hamilton in rosso? O a bordo di una Red Bull? Per l’inglese sarebbe una follia andare via dall’auto dominatrice per rimettersi in gioco con una auto inferiore al momento, ma l’aria in casa Mercedes è sempre pesante.

Daniel Ricciardo, l'anti-Mercedes

Daniel Ricciardo, l’anti-Mercedes

Con sette gare ancora da disputare (non dimentichiamoci che l’ultima vale doppio!), la corsa al titolo è ancora tutta aperta. E chissà che a fine campionato a sorridere sia il giovane Ricciardo, il ragazzotto australiano che a colpi di podi e vittorie sta facendo passare il suo compagno di box Vettel, 4 titoli, mica pizze e fichi, per il novellino della situazione.  Preparare birra e pop corn perchè si preannuncia un finale coi fiocchi.

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