Condizione necessaria, ma non sufficiente: fermare la option

Te la do o me la tengo?

Te la do o me la tengo?

L’avevano data per morta, io ho iniziato ad apprezzarla quando il sempre erroneo Prisco l’ha definita in maniera dispregiativa “gimmick”: ovviamente sto parlando della famigerata “option”, una tattica offensiva che spopola al college e che negli ultimi anni ha fatto capolino anche in NFL. Il mio intento non è fare una lezione tattica (per quella vi rimando ad un pezzo comparso tempo fa su queste pagine: Apologia di un sistema: Option Football), né tanto meno stare ad elencare i casi e i motivi per cui questo tipo di attacco ha avuto o meno successo tra i pro, ma quale occasione migliore di buttarci un occhio più attento se non quella di questo Super Bowl?

Fermare la option dei Seahawks rappresenta una delle condizioni necessarie (ma non sufficienti) attraverso le quali dovranno passare i Patriots domenica notte, se vorranno alzare al cielo di Glendale il Vince Lombardi Trophy, soprattutto tenendo conto che stando alle statistiche di ESPN, Seattle è la squadra che l’ha giocata di più (177 volte) per un guadagno complessivo di 983 yard, ad una media di 5.6 ad azione. Il primo modo per cercare di arginarla è indiretto, ovvero mettere i Seahawks nella condizione di non giocarla, magari provando a scappare via nel punteggio sin da subito, anche sfruttando le loro partenze lente, soprattutto offensive: la cosa però sembra più teorica che pratica considerando che proprio durante il Championship contro Green Bay, la premiata ditta in option Wilson&Lynch ha ricucito lo strappo proprio grazie a questo tipo di azioni che sono aumentate nel quarto periodo (8 per 85 yard e 2 TD, contro solo 7 corse in option per 28 yard nei primi tre periodi). E il fatto che ne abbiano giocate così poche è stato uno dei motivi di analisi e di critica per le difficoltà incontrate da Wilson nella prima metà di partita.

Se nemmeno sotto di 2 segnature a 4 minuti dalla fine della partita, Seattle ha smesso di correre in option, allora bisogna trovare un modo diretto, ovvero con la difesa, per limitare l’efficacia delle scorribande di Lynch e delle letture di Wilson: per il defensive coordinator Matt Patricia non si tratta di una prima volta, due rivali divisionali, Jets negli anni passati e Dolphins con Tannehill, hanno usato e usano tutt’ora ampi brani di questo tipo di attacco e leggenda vuole che l’anno scorso la firma e la presenza durante il training camp di Tim Tebow nel roster dei Patriots, fosse proprio atta ad avere un QB da option contro il quale allenarsi a difendere. I più maliziosi e attenti potrebbero notare anche la presenza del DT Sealver Siliga, firmato l’anno scorso dalla practice squad di Seattle e autore di un buon finale di stagione dopo essere rientrato dalla IR: in queste due settimane potrebbe aver aiutato in qualche modo nella preparazione della partita con la sua esperienza nel lavorare in allenamento contro i blocchi della linea offensiva dei Seahawks.

L'ultimo QB dual threat affrontato da Belichick

L’ultimo QB dual threat affrontato da Belichick

Ma affrontare la option guidata da Tannehill non è la stessa cosa che farlo fronteggiando Wilson (è già indicativo il fatto che il primo non ha mai corso più di 6 volte in una partita, soglia che l’ex Wisconsin ha superato 15 delle 18 volte che è sceso in campo quest’anno). Per di più tutti i maggiori QB interpreti di questa situazione tattica giocano in NFC (Newton, Griffin pre infortunio, Kaepernick e appunto il QB di Seattle), quindi raramente giocano contro i Patriots e per trovare una sfida con uno di questi bisogna arrivare alla week 11 dell’anno scorso, contro i Panthers di Newton: partita che peraltro Belichick ebbe 2 settimane per prepararla (proprio come per il Super Bowl), con i Patriots che uscivano dalla settimana del bye. Carolina vinse quel match in Monday Night (che mandò un vero e proprio segnale al resto della lega sulla loro reale forza), Newton fu in grado di mettere a segno le giocate decisive, correndo per ben 4 volte in situazioni terzi down, due dei quali mantennero vivo il drive del sorpasso decisivo. Nonostante questo il resto del running game non fu per nulla efficace, collezionando solo 41 yard su 16 tentativi (2,5 di media) non superando mai le 7 yard per singola corsa. In quel caso Belichick decise di fronteggiare uno dei migliori option offense della lega mettendo sporadicamente Ninkovich in spy sul QB avversario, con licenza di colpire ad ogni singola azione di option. Stavolta però le cose saranno leggermente differenti, perché Wilson ha una capacità di lettura ed una elusività superiore rispetto al seppur buono Newton e perché affianco a lui, sbava come un lupo affamato, Marshawn Lynch. Allora che fare?

Fondamentale sarà ovviamente la disciplina, i dogmi da seguire saranno due: 1-vedere, capire e agire nel minor tempo possibile, 2-limitarsi ai propri compiti. È più una questione di occhi, che di braccia, voler strafare o reagire troppo frettolosamente è il primo alleato della option e un QB come Wilson, che è pressoché perfetto nelle letture in questo tipo di azioni, non lascerebbe scampo a Ninkovich e compagni. Ma sarà un bel duello, non a caso, anche grazie alle option, Seattle è tra le squadre con il maggior numero di corse da 20+ yard (terzi con 17, dietro a Dallas, 19, e Baltimore, 24), mentre New England in tutta la stagione ne ha concesse solo 2 (minor numero della lega).

Oltrea a Ninkovich, anzi (opinione personale) più di Ninkovich, vedo nel ruolo di “spia” anti option (ruolo ricoperto nel Championship da Clay Matthews, con ombre e luci), Jamie Collins, un LB dalle abilità atletiche in grado di recuperare sulle decisioni degli avversari, potrebbe essere lui il deputato a buttare la sabbia tra gli ingranaggi del duo Lynch&Wilson, con il resto della difesa che cercherà di portare il più possibile delle volte 8 uomini nel box per non concedere troppi varchi al portatore di palla. Per questo compito di extra uomo nel box non è difficile pensare a Chung, uno che fa benissimo questo lavoro, considerando che è una delle 4 safety con il maggior numero di snap vicino alla linea di scrimmage dell’intera NFL (tra le 3 che lo sopravanzano c’è un suo rivale di giornata, Kam Chancellor).

Certo, facendo in questa maniera, si metterebbe sotto stress il resto delle secondarie, ma almeno sulla carta sia l’ex Browner, che soprattutto Revis hanno le abilità per passare lunghi tratti della partita in single coverage, con Devin McCourty chiamato a dare una mano sul profondo. Rischioso, certo, ma se la coperta è corta credo che sia meglio lasciare scoperti quelli che sulla carta sono i matchup maggiormente favorevoli, con una batteria di ricevitori di Seattle che non sembra essere irresistibile o quanto meno sembra esserlo molto meno di quello che possono produrre su corsa e su option i due leader tecnici, tattici e spirituali di questa squadra.

Dovrete passare sopra al mio corpo

Dovrete passare sopra al mio corpo

Wilson è il QB con il maggior numero di yard corse della stagione quest’anno con 849 yard (più di 200 yard avanti al secondo per quel che riguarda i pariruolo), per le sue galoppate sarà fondamentale recuperare a pieno regime Justin Britt, assente contro i Packers: all’esterno del lato destro, da lui difeso, il QB corre a 10 yard di media in stagione (21 per 210). Mentre sarà eccitante scoprire chi vincerà la sfida nel mezzo della linea, traiettoria preferita da Marshawn Lynch: da una parte Max Unger, uno dei centri più forti della NFL in fatto di run blocking, dall’altra, spesso allineato sulla spalla destra del centro, Vince Wilfork che non ha bisogno di presentazioni e che non ha avuto timore nel definire questa sfida, facendo riferimento proprio al dover limitare la option degli avversari, la sfida più difficile della stagione. I Patriots potranno fare affidamento anche su due dei migliori LB per quel che riguarda il fermare le corse: il già citato Collins e Dont’a Hightower sono rispettivamente il sesto e il quinto dell’intera lega in questo aspetto del gioco, stando alle statistiche di Pro Football Focus, statistiche però raggiunte senza mai dover affrontare Marshawn Lynch, per distacco il RB che più difficilmente si lascia buttare a terra da anni a questa parte.

Non basterà sconfiggere il mostro a due teste per regalare a Brady il quarto Super Bowl, ma di sicuro di lì bisognerà passare.

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