Analisi degli ottavi di Champions League – Parte 1

Fase ad eliminazione diretta, can't wait

Fase ad eliminazione diretta, can’t wait

Torna la Champions League, la competizione più prestigiosa del panorama calcistico per club e lo fa al momento giusto, quando lo spettacolo offerto dai massimi campionati europei sta calando, soprattutto perché la maggior parte ha già un favorito abbastanza scontato e saldamente in vetta, con la sola preoccupazione di gestire l’ampio margine sul resto del gruppo.

Mancavano le sfide europee, anche se a livello di ottavi di finale il livello degli scontri non è ancora da salivazione e così noi che siamo in poltrona possiamo decidere comodamente cosa vedere, con l’aiuto del calendario che divide le due sfide più prestigiose in settimane diverse.

Partiamo proprio dal primo scontro fra titani di questa sera, PSG vs Chelsea, rivincita dei quarti di finale della scorsa edizione quando i francesi spaventarono Mourinho al Parco dei Principi con un 3-1 che aveva il gusto della consacrazione, dimenticandosi però del ritorno in cui andarono a Londra troppo rinunciatari e subirono la rimonta chirurgica dei Blues.

Quest’anno si arriva con il Chelsea che sembra una macchina perfetta, soprattutto in Champions League, dove ha chiuso la prima fase imbattuta con 17 goal fatti e solo 3 subiti e in campionato ha preso il volo sulle due squadre di Manchester, ipotecando il titolo.

#ADifferentStory

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Hazard è definitivamente esploso e sta prendendo in mano la stagione, accompagnato da due valletti d’eccezione come Fabregas e Diego Costa, anche se per molti il vero segreto di Mourinho è l’asse centrale difensiva composta da Courtois, Cahill e Matic, muro invalicabile nelle partite importanti, dove il tecnico portoghese spesso decide di parcheggiare il classico bus davanti alla porta, sfruttando le ripartenze.

Sarà così probabilmente anche al Parco dei Principi, con Terry e Cahill che dovranno domare la variabile impazzita Ibrahimovic e la coppia esterna Ivanovic-Filipe Luis (di solito pedina da grandi partite rispetto ad Azpilicueta) anestetizzare i tagli di Cavani e Lavezzi.

Fabregas, con l’aiuto del bodyguard Matic, avrà la libertà di inventare la giocata verticale per le tre frecce posizionate dietro Diego Costa, pronto come un serpente al morso decisivo per chiudere le speranze europee dei francesi.

Proprio il trio Hazard-Willian-Cuadrado potrebbe essere l’arma pensata da Mourinho per andarsene da Parigi già con la qualificazione colorata di blue, visto che tutti hanno sulla carta matchup favorevoli contro i rispettivi avversari.

Il PSG arriva in un periodo non proprio felice, in difficoltà in campionato dove non riesce a decollare, tenendo vive le speranze di titolo di Marsiglia e Lione, e nella gestione della squadra con Blanc che fatica a trovare gli equilibri sia tattici sia di formazione per ritrovare la continuità della scorsa stagione.

La fase difensiva presente grosse lacune, perché la spesa folle per David Luiz si è rivelata come molti prevedevano un buco nell’acqua, e Thiago Silva non ha più la fisicità di un tempo per tenere per mano il suo compagno di nazionale. In più sulle fasce l’apporto del vecchio Maxwell e di Van Der Wiel può dare frutti offensivamente, ma dietro contro Hazard e Cuadrado o Willian (se verrà schierato Oscar al centro della trequarti) è un rischio ad ogni azione.

Le sorti degli uomini di Blanc passano dalla partita della coppia di stelle Ibrahimovic-Cavani, che dovrà trovare le chiavi per riuscire a spostare il Mourinho Bus, con giocate più singole che di squadra, e dalla variabile data dagli inserimenti di Matuidi o Rabiot.

Sarà una doppia sfida da non perdere, ma probabilmente è più scontata di quello che può sembrare, soprattutto in questo momento della stagione.

L’altra partita della serata vede il Bayern di Guardiola andare in Ucraina per sfidare lo Shakhtar, non nella pericolosa Donetsk, ma a Leopoli dove la temperatura prevista oscilla tra i -3 e i -8 gradi. La variabile gelo sarà l’unico reale problema per la corazzata tedesca, che nonostante l’assenza del capitano Lahm, ha dimostrato di avere una duttilità tattica e di uomini tale da sopperire a qualsiasi assenza.

Guardiola ha puntato nelle ultime settimane su Alaba, come mezzala di raccordo nel ruolo che di solito è proprio di Lahm, affiancato a Schweinsteiger visti i problemi fisici di Xabi Alonso che potrebbe partire dalla panchina. La difesa è tornata a 4, con Bernat e Rafinha sulle fasce che potrebbero soffrire la verve offensiva di Douglas Costa e Taison, mentre al centro Boateng e Dante (o Benatia) dovranno lasciare pochi spazi al capocannoniere della prima fase Luiz Adriano.

Adesso cosa mi invento?

Adesso cosa mi invento?

Davanti le scelte sono ampie e Guardiola è un tecnico che ama mischiare molto le carte, quindi non si sa con sicurezza chi potrebbe scendere in campo, ma la qualità sarà comunque eccelsa, con Lewandowski probabile centravanti boa, Muller dietro di lui pronto come sempre ad essere letale negli ultimi 20 metri, con l’inserimento della rodata coppia di esterni Ribery-Robben a fare a fette la difesa di Lucescu, anche se Gotze potrebbe essere una pedina da primo minuto al posto del francese.

Difficile che il vecchio volpone rumeno riesca a bloccare tutte le bocche da fuoco del Bayern, soprattutto sugli esterni dove le sovrapposizioni continue e i tagli centrali palla al piede di Robben e Ribery alla lunga fanno sempre molto male alle difese avversarie.

Lo Shakhtar dovrà giocarsi tutte le sue carte nella sfida di stasera, approfittando del clima, anche se non gioca una partita ufficiale dall’ultimo turno della prima fase di Champions, e Donetsk è lontana e pericolosa.

Nella prima fase ha distrutto il Bate Borisov con 12 goal, ma nelle restanti partite del girone non ha mai vinto e in questo turno d’andata non potrà contare su due pedine molto importanti come Stepanenko e Bernard, perciò punta tutto sula pericolosità sotto porta di Luiz Adriano e sulle scorribande brasiliane del trio Texeira, Taison, Douglas Costa, cercando la partita della vita per non dover andare in Germania in gita turistica.

Domani sera le restanti due partite della prima settimana, vedranno in campo il Real Madrid campione uscente che ripeterà l’ottavo della scorsa edizione contro lo Schalke 04 di Di Matteo, seppellito sotto un eloquente 9-2, che potrebbe essere tranquillamente replicato, soprattutto perché i tedeschi arrivano molto incerottati allo scontro coi Blancos.

Fischi?

Fischi?

Non che il Real se la passi benissimo, visto che nonostante il primo posto in Liga, la vittoria dell’Intercontinentale e le 22 vittorie di fila sono state dimenticate dai tifosi dopo la batosta presa nel derby contro l’Atletico. I fischi ad Ancelotti nell’ultima stentata vittoria in campionato e le paturnie di Cristiano Ronaldo, che sta segnando poco negli ultimi due mesi e ha visto Messi recuperare il distacco nella classifica cannonieri, non sono un bel viatico per riaffacciarsi in Europa, e gli infortuni importanti di Modric e James Rodriguez non mettono serenità all’ambiente madrileno.

La differenza di qualità tra le due squadre è pero talmente evidente che difficilmente si può pensare ad un ottavo equilibrato, soprattutto perché il rientro di Pepe può saldare la difesa in coppia con Varane, finalmente liberi del fardello Sergio Ramos, e in grado di proteggere il debolissimo, ma saldissimo, Casillas di quest’anno. A centrocampo spazio ancora ad Illara e ad uno stanchissimo Kroos, che dovranno assistere la vera stella attuale del Real, quel Isco che negli ultimi due mesi si è preso la squadra in spalla e sta incantando, in attesa che i fenomeni là davanti ritrovino la condizione di inizio anno.

Cristiano Ronaldo è talmente voglioso di tornare al goal, che molto probabilmente ne farà almeno due questa sera, anche se Di Matteo negli ultimi due mesi ha deciso di proteggere talmente tanto la fase difensiva, che si schiera con 5 difensori fissi, tenendo la squadra corta e sperando nella forma di Choupo Moting, in attesa di poter riavere Huntelaar.

L’ultimo scontro è quello meno nobile, ma forse quello che potrebbe sorprendere per intensità ed emozioni, Basilea-Porto. Paulo Sousa sulla panchina degli elvetici sfida il suo paese, e da buon ex Benfica vorrà a tutti i costi eliminare la grande rivale delle aquile di Lisbona.

Nessuno è profeta in patria

Nessuno è profeta in patria

Il Basilea si è qualificato a spese del Liverpool, giocando un buon calcio, fatto soprattutto di copertura difensiva, che varia con lo schieramento a 3 o l’infoltimento del centrocampo, e ripartenze veloci affidate agli inserimenti delle mezzali negli spazi aperti dal sempre sapiente Streller, coadiuvato da Frei, altro grande vecchio della nazionale svizzera.

All’andata mancherà Schar in difesa e questo potrebbe essere un punto debole da non sottovalutare.

Il Porto di Lopetegui stenta in Portogallo, ma ha vinto il proprio girone inziale di Champions, cercando di rivoluzionare la squadra, basandosi sui giovani ex dell’Under 21 spagnola, guidata proprio dall’ex terzo portiere del Real, e sul suo tipico possesso palla.

Tello e Torres sono giovani di belle speranze, ma probabilmente non ancora pronti per un ottavo di Champions in cui i Dragoes possono seriamente sognare il biglietto per la nobiltà europea.
Lopetegui si affiderà ai suoi uomini di maggior classe, a partire dalla coppia d’attacco formata da Jackson Martinez e Brahimi, affiancati dalla vecchia conoscenza italiana Quaresma, anche se il centrocampo potrebbe essere l’arma decisiva, con Casemiro a proteggere la difesa e soprattutto le mezzali Herrera e Torres a cercare gli spunti per far male al fortino elvetico.

Probabilmente sarà un ottavo che si deciderà alla fine della sfida di ritorno, ma per il Porto uscire dallo splendido stadio di Basilea con un risultato positivo potrebbe già aver fatto più di  metà del lavoro.

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Categorie: Calcio | Tag: , , , , , , | 1 commento

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Un pensiero su “Analisi degli ottavi di Champions League – Parte 1

  1. vedetta2005

    X ora il Chelsea solo difesa…brutta partita x la squadra di Mou….1-1 extra lusso….
    il Real e’ gia passato e lo Shalke ha fatto quello che poteva….cercando di limitare i danni….
    Il Bayern ha sbattuto contro un muro….di freddo e di botte…..ma a Monaco sistemera’ le cose….
    di Basilea e Porto ho visto solo i gol……

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