Champions League, la serata delle rimonte?

Eravamo in debito del secondo gruppo di partite degli ottavi di Champions League, quello che tra stasera e domani deciderà definitivamente le migliori 8 squadre d’Europa, pronte a contendersi la Finale di Berlino.

Le partite d’andata hanno dato dei responsi abbastanza sorprendenti, soprattutto per le due sfide che aprono questo ultimo turno, con il Monaco corsaro all’Emirates banchettando sulle amnesie difensive e filosofiche dell’Arsenal di Wenger e il Bayer Leverkusen che ha controllato la fisicità dell’Atletico Madrid di Simeone, colpendolo al momento giusto con la freccia di Calhanoglu e mettendo parecchia sabbia negli ingranaggi perfetti dei Colchoneros.

Stasera quindi le grandi squadre saranno costrette a giocare per la rimonta, complicata per i biancorossi di Madrid, da grande impresa per i Gunners.

Dopo la batosta subita dal Monaco, l’armata di Wenger ha dimostrato di saper subito rialzarsi, eliminando il Manchester United nella super sfida di FA Cup, e vincendo le ultime tre gare di Premier League che lo hanno portato a ridosso del Manchester City nella corsa al 2° posto.

Il Monaco d’altra parte ha continuato il suo ottimo momento di forma, solo leggermente scalfito dall’eliminazione in Coppa di Francia da parte del PSG, riproponendosi in maniera decisa nella corsa per il titolo francese.

Nei ricorsi storici delle rimonte europeo c’è un recente caso che riguarda proprio i Gunners, sconfitti dal Milan di Allegri per 4-0 a San Siro e inutilmente vincenti per 3-0 all’Emirates.

Per Wenger stavolta il 3-0 andrebbe benissimo

In questo caso il ritorno sarà lontano da Londra e questo potrebbe pesare, anche perché il Monaco al Louis II non perde in competizioni europee dal 2005 e ha preso 1 solo goal nelle ultime 13 partite casalinghe.

Chiavi fondamentali per il tentativo di rimonta dell’Arsenal saranno come al solito l’aggressività iniziale, che dovrebbe portare a segnare almeno un goal nel primo quarto d’ora, il controllo del gioco nella metà campo avversaria e soprattutto l’attenzione nella transizione negativa che all’Emirates ha concesso di fatto tutti e 3 i goal del Monaco.

Avere un asse centrale con Ozil e Cazorla e due attaccanti come esterni, può essere un’arma importante nella ricerca dei tre goal di scarto per staccare il biglietto per i quarti, ma dall’altra parte può esporti a contropiedi micidiali che la difesa lenta e spesso mal posizionata potrebbe soffrire maledettamente come visto all’andata.

Il paradosso per Wenger è sempre quello che riguarda l’apporto di Ozil, spesso assente in questo tipo di match, ma difficilmente accantonato dal tecnico francese. In una partita in cui la pressione senza palla deve essere asfissiante, l’inserimento di un centrocampista atletico come Flamini a fianco di Ramsey, con l’avanzamento della velocità di gamba e pensiero di Cazorla al posto del tedesco, potrebbe dare una dimensione più battagliera per questo tipo di partite.

Jardim invece dovrà semplicemente usare le solite idee psicologiche che servono in questo tipo di contesti. Azzeramento del pensiero di avere un buon 70-80% della qualificazione in tasca, tentativo di replica della partita d’andata, sfruttando ogni spazio lasciato dagli avversari, lanciando le frecce Martial e Kondogbia (in dubbio), soprattutto il primo che sembra definitivamente esploso e pronto per i grandi palcoscenici europei.

Difensivamente il Monaco dovrà presidiare con intelligenza la propria metà campo, non facendosi travolgere dal palleggio veloce dell’Arsenal, evitando di lasciare troppo spazio ai tagli di Sanchez, Welbeck o Walcott e agli inserimenti del rientrante Ramsey.

L’altro tentativo di rimonta è quello dell’Atletico Madrid, che al Vicente Calderon dovrà ribaltare il goal subito a Leverkusen per continuare la corsa europea che lo scorso anno li ha visti campioni fino a pochi secondi dalla fine della Finale.

In Germania si è visto un Atleti molto nervoso, disegnato sempre in modo molto compatto dal proprio allenatore, per anestetizzare la verticalità e la velocità di gioco del Bayer, ma incapace nella realtà di avere un’intensità positiva nel corso della gara, in cui le idee offensive sono state poche e il pressing difensivo è progressivamente calato, concedendo spazi per Calhanoglu, Son e Bellarabi che sono costati cari ai fini del risultato.

A Madrid dovrà esserci uno spirito più guerriero, di quello spesso visto nelle serate europee al Calderon, con Simeone capopolo e undici assatanati in campo pronti a dare tutto per ribaltare il deficit dell’andata.

Simeone è pronto a guidare la propria gente per continuare il cammino europeo

Mancheranno due leader come Godin e Tiago, ma ci sono abili sostituti in Gimenez e Mario Suarez, che hanno dimostrato di poter essere decisivi quando chiamati in causa.

Squadra compatta, cortissima, che non lascia spazio alla verticalità degli uomini di Schmidt e riesce a recuperare palla negli ultimi 30-35 metri per innescare la qualità di Arda Turan, Griezman e Koke.

Il Bayer non prende goal da 5 partite, ma è una squadra che difensivamente ha mostrato lacune abbastanza evidenti, soprattutto se attaccata in velocità e con ribaltamenti repentini.

Schmidt invece dovrà cercare di tenere la difesa e i due mediani molto stretti, cercando il prima possibile di ribaltare il gioco verso i 4 offensivi, rischiando di aprire molto la squadra a metà campo, senza però concedere molti spazi negli ultimi 25 metri, lanciando la velocità dei trequartisti tra la zona difensiva e il centrocampo dell’Atletico, abilissimi ad attaccare le corsie libere dietro a Drmic.

Importante sarà il lavoro di Bender e Castro nel lavoro doppio di controllo della zona centrale e aiuto di quella laterale, anche se Son e Bellarabi dovranno essere pronti ad arretrare in caso di sofferenza nelle zone dove spesso la squadra di Simeone costruisce la propria inerzia offensiva.

Il famoso pressing mutuato da quello più famoso ideato da Jurgen Klopp potrebbe essere stavolta un’arma a doppio taglio, da usare con cautela per evitare di lasciare spazi dietro la linea della palla dove gli avanti dei Colchoneros potrebbero far molto male.

A questo punto spazio alle prime partite di oggi, che potrebbero regalarci delle clamorose sorprese o delle imprese epiche, in attesa del gran finale di domani sera.

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