Milano Sanremo 2015: chi può vincerla?

La Classicissima. La Classica di Primavera. La Sanremo. E’ la corsa di un giorno più importante d’Italia e una delle cinque monumento. Quasi trecento chilometri in attesa di una volata, o forse no. Il percorso tra Milano e Sanremo è stato cambiato varie volte nel corso degli anni, spesso per rendere la gara meno prevedibile, più sognatrice. E più si provano ad aggiungere salite, più i velocisti si allenano in inverno per superarle.

Numero di corridori nel gruppo che si è giocato la vittoria dal 1907 a oggi

Numero di corridori nel gruppo che si è giocato la vittoria dal 1907 a oggi

Poggio, Cipressa, Manie: ogni volta che il gruppo diventava più folto all’arrivo si buttava dentro un colle, per bruciare i muscoli degli uomini veloci e dare una speranza ai finisseur più coraggiosi. RCS un paio di anni fa voleva aggiungere addirittura un’altra salita tosta, la Pompeiana, ma Madre Natura si è incazzata, ha mandato giù una frana e ha detto basta: questa non è la Sanremo, sembra più una Liegi dei poveri. Dunque si è tornati al percorso pre-2008, con solo Cipressa e Poggio in chiusura. Tanti si lamentano, dicono che un percorso così può premiare anche il Sig. Nessuno, quello che sta a ruota, rema in ultima posizione finché non vede il traguardo e poi boom, piazza lo sprint da non si sa nemmeno dove. Ma sbagliano. Non vinci la Sanremo se sei un Sig. Nessuno. Perché la selezione non la fanno solo i colli, la fanno anche i chilometri, e se dopo 300 chilometri ne hai ancora per alzarti sui pedali e sverniciare tutti, beh, per me te la sei meritata tutta. La Sanremo non è una corsa per velocisti, è una corsa per gente con un motore da fuoriclasse, è una corsa che dà una chance a tutti, dal velocista allo scalatore, basta che abbiano le gambe.

Il percorso di quest’anno ha subito una modifica nel finale: arrivo non più sul lungomare Italo Calvino, ma di nuovo in via Roma, come ai vecchi tempi.

Questo cambia leggermente le carte in tavola, perché dalla fine della discesa del Poggio al traguardo ci sono solo 2.3km e non i 3 degli ultimi anni. Le squadre hanno meno tempo per riorganizzarsi e per andare a prendere chi eventualmente fosse scattato in cima all’ultima asperità, quindi qualche chance in più per i Cancellara e i Kwiatkowski di questo mondo, qualcuna in meno per Cavendish, Demare e compagnia cantante.

Qualche nota storica.

– L’ultimo a vincerla per due anni di fila è stato Erik Zabel, che nel quinquennio dal 1997 al 2001 ne ha vinte addirittura 4, piazzandosi al secondo posto nella rimanente.

– Dei 200 corridori che prenderanno il via, sono 6 quelli che l’hanno vinta già una volta in carriera: Pozzato (2006), Cancellara (2008), Cavendish (2009), Goss (2011), Ciolek (2013) e Kristoff (2014). Tra quelli ancora in attività manca solo Gerrans.

– L’ultimo ad avere una vittoria multipla alla Sanremo è l’ormai ritirato Oscar Freire: ne vinse 3 (2004, 2007, 2010)

I Favoriti

Alexander Kristoff (Team Katusha): lui ha contro la cabala, come abbiamo appena visto, ma ha mostrato in questi primi mesi già una condizione invidiabile, il che fa presupporre un picco di forma in arrivo. Il potente norvegese ha fatto incetta di vittorie in Medio Oriente, con 3 successi in Qatar ed 1 in Oman, per poi confermarsi nella prima tappa della Parigi – Nizza. Kristoff non perde una volata in una monumento dal 2012, e più passano i chilometri più diventa forte. Se te lo porti al traguardo batterlo è quasi impossibile.

Mark Cavendish (Etixx-Quick Step): due settimane fa l’avremmo dato come favorito principe, oggi qualche dubbio ci viene. E’ vero che ha già vinto 5 tappe in stagione (più la classifica generale del Tour of Dubai). E’ vero che ha già battuto Kristoff alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, con l’arrivo in volata dopo qualche assaggio di pietre. Ed è vero che può contare sulla squadra nettamente più forte del lotto per le corse di un giorno (ma attenzione alla competizione interna). Ma viene da una Tirreno deludente, in cui ha messo insieme un virus, una caduta e un ritiro senza nemmeno un piazzamento nei 10.

Pronti a vincere

Urlo liberatorio

Urlo liberatorio

Peter Sagan (Tinkoff-Saxo): definire pronto a vincere uno che ha appena concluso un digiuno di 273 giorni senza una vittoria può sembrare una forzatura, ma Sagan sarebbe stato un “quasi favorito” anche non avesse finalmente vinto a Porto Sant’Elpidio lunedì scorso, alla Tirreno. Al di là dei continui piazzamenti nei primi 10 (cosa che non gli dovrebbe sfuggire nemmeno alla Sanremo), ha fatto un po’ strano vederlo naufragare negli ultimi 30 km della Strade Bianche. Ma il talento dello slovacco (25enne) non è in discussione e forse inizierà a vincere le monumento proprio quando la pressione su di lui si allenterà, sperando nel frattempo in un miglioramente dal punto di vista tattico, vero tallone d’achille.

John Degenkolb (Team Giant-Alpecin): eccone un altro che è ancora a secco nelle monumento, ma con il talento necessario per vincere 3 delle 5 classiche più famose. I suoi migliori piazzamenti parlano di un 2° posto alla Roubaix 2014, un 9° al Fiandre 2013, e un 5° alla Sanremo 2012 (l’anno scorso forò all’imbocco del Poggio). Meno vittorioso di quanto ci si potesse aspettare, ha comunque mostrato una buona gamba alla Ruta del Sol (due secondi posti, entrambi dietro a Lobato), ed ha concluso una buona Parigi Nizza, con un paio di tentativi di volata e km messi nelle gambe.

Fabian Cancellara (Trek Factory Racing): la locomotiva di Berna è fresca della vittoria nella mini-crono conclusiva della Tirreno che si aggiunge alla vittoria della sesta tappa del Tour of Oman, davanti a Valverde, Van Avermaet, Pozzato e Sagan. La sensazione è che manchi al momento un po’ di brillantezza (gli anni sono comunque 34, parliamo di 2 generazioni di ciclisti tra lui e i giovani scalcianti di questi ultimi anni), ma non possiamo non mettere tra i principali indiziati per la vittoria uno che è andato a podio nelle ultime 12 monumento che ha concluso. DODICI!

Quelchepassa outsider

Michael Matthews (Orica GreenEDGE): forse non è ancora pronto a queste distanze, specialmente quest’anno che la sua stagione è iniziata praticamente un paio di settimane fa. La Parigi – Nizza è stata l’unica corsa a cui ha preso parte nel 2015, con però ben 5 piazzamenti nei primi 10, prologo compreso, una vittoria e la conquista della maglia a punti. Se parliamo di volate particolari, lui sembra essere uno degli interpreti migliori. Magari non quest’anno, ma la Sanremo gli si addice, e ultimamente è terreno di conquista per gli australiani.

Juan Jose Lobato (Movistar): quarto l’anno scorso in condizioni atmosferiche non ottimali, quindi la distanza non gli fa paura. Ha iniziato il 2015 fortissimo con un paio di sprint da urlo, specie alla Ruta del Sol, dove in un’occasione ha vinto praticamente per distacco. Occhio che questo può fare il numero.

Gli altri velocisti: su tutti la coppia francese, quest’anno divisa, Bouhanni e Demare, probabilmente più il secondo che il primo se la corsa è dura. Fresco di una vittoria alla Parigi Nizza c’è anche Andre Greipel, che però non sembra amare molto percorsi così lunghi, considerando che ha corso la Sanremo 4 volte e non s’è mai piazzato tra i primi 20. Altri nomi da tenere a mente: Ben Swift, Gerald Ciolek, Heinrich Haussler.

E se fosse un arrivo così?!

E se fosse un arrivo così?!

E se non fosse una volata? Che fine hanno fatto i finisseur che spadroneggiavano in Via Roma?! I nomi tra i quali poter pescare sono una decina: Van Avermaet ha vinto ad Arezzo alla Tirreno e Gallopin ha sbaragliato tutti nella picchiata verso Nizza, mettendo a rischio la vittoria di Porte nella generale. Sembrano loro due i più in forma, assieme all’indemoniato Stybar che può vantare già la vittoria alle Strade Bianche in italia ed un terzo posto ad Arezzo nella tappa di cui sopra, senza dimenticare Valverde, uno che nelle corse importanti difficilmente non si piazza. Sul Poggio dovrebbe esserci vento a favore, il che favorirebbe gli attaccanti e i coraggiosi. Interessante sarà valutare la tattica della Etixx, che oltre ai due menzionati, avrebbe in faretra anche il campione del mondo Kwiatkowski, uno che di sparate finali se ne intende. Se volete un paio di nomi più esotici citofonate Navardauskas e Tom Dumoulin.

Gli italiani: non vinciamo la Sanremo dal 2006, un digiuno più lungo s’è avuto solo dal 1953 al 1970. Pozzato (l’ultimo vincitore) corre ancora, ma di vincere davvero non se ne parla, benché quantomeno nelle ultime settimane abbia mostrato un po’ di presenza in più in gruppo. Il nostro uomo migliore per questa corsa sarebbe Sonny Colbrelli, già piazzato l’anno scorso, ma viene da un inizio stagione anonimo e condizionato da problemi di salute. Guardini ha già vinto 4 volte al Langkawi e ha mostrato miglioramenti nelle corse dure, ma la Sanremo è una bestia diversa. Per un arrivo in volata la Lampre ne avrebbe addirittura due: il giovanissimo Bonifazio e soprattutto Davide Cimolai che quest’anno ha fatto uno step notevole, vincendo un paio di volate di qualità in corse importanti. Da valutare Giacomo Nizzolo e Kristian Sbaragli, due che si stanno facendo le ossa al’estero e sono adatti anche a percorsi duri. Finisseur sostanzialmente non ne abbiamo, a meno di colpi di coda di Oscar Gatto e Moreno Moser.

Poi ovviamente c’è Vincenzo Nibali. La dichiarazione “cosa ci vado a fare se non c’è nemmeno la salita delle Mànie?!” è un mix di pretattica e consapevolezza di non essere in condizione. Partiamo dal presupposto che questa per tracciato difficilmente potrà mai essere la sua corsa, ma il siciliano ormai da qualche anno, almeno sin dal terzo posto del 2012, ha un rapporto di amore ed odio per la “classicissima”, probabilmente non vincerà nemmeno quest’anno, ma se sta un minimo bene sarà lui a far saltare la corsa in una delle ultime asperità.

Categorie: Ciclismo | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Milano Sanremo 2015: chi può vincerla?

  1. Vince Pozzato. E per distacco.

  2. mlbarza

    Arriva primo in Via Roma, ma alza le braccia solo sul lungomare Calvino 😀

    Escludendo ancora PozSagan (ahahah…) che mi sembra meno in palla degli altri anni (e quindi arriverà da solo…) direi che potrebbe essere la volta buona per un repeat.

    Alla Etixx mi pare ci siano troppi galli in un pollaio ed in una corsa in cui quasi tutti possono vincere, è un rischio davvero troppo elevato.

    Se però Stybar e Van Avermaet hanno la gamba delle strade bianche ed il clima domenica (ma perchè, rimettete Sanremo e Lombardia al sabato…) non sarà dei migliori, il banco potrebbe anche saltare.

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