Quarti di Champions League – Parte II

Road to Berlin

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Dopo le prime partite di ieri sera, chiuse come da pronostico in modo molto equilibrato, spazio alle altre due che chiuderanno l’andata dei quarti di finale di Champions League.

Anche qui siamo di fronte ad una partita sulla carta molto affascinante, come ieri era il derby di Madrid, e una inferiore a livello assoluto, ma molto intrigante per i contenuti che può creare, come dimostrato da Juventus-Monaco.

PSG-Barcellona è sicuramente il match più affascinante e spettacolare di questi quarti di finale, perché vede di fronte due squadre che hanno mostrato probabilmente il miglior calcio in questa Champions League, venendo fuori in maniera scintillante dai due ottavi di finale, soprattutto i francesi che hanno sotterrato le velleità di Mourinho e del Chelsea.

Le due squadre si conoscono molto bene, dato che si son già affrontate nel girone ad eliminazione, dove al Parco dei Principi ha avuto la meglio il PSG in una partita da ricordare e al Camp Nou il Barca si è vendicato prendendosi il primo posto.

Dal punto di vista dei transalpini è abbastanza semplice l’analisi del match di stasera, replicare la prima gara del girone, cercando questa volta di evitare di subire troppi goal in vista del ritorno.

Come in quella partita mancherà il faro della squadra, Zlatan Ibrahimovic, squalificato dopo l’espulsione rimediata contro il Chelsea, ma in aggiunta non ci saranno due pedine che sono state decisive per il passaggio del turno negli ottavi, Verratti e David Luiz, e a loro quasi sicuramente potrebbe aggiungersi Thiago Motta, altro uomo chiave nello schema di Blanc, uscito malconcio dal big match contro il Marsiglia e aggrappato ad un miracolo per riuscire ad essere in campo stasera.

Il PSG riuscirà ancora una volta a sopperire all’assenza di Ibrahimovic?

Queste numerose e gravi assenze potrebbero pesare enormemente nell’economia della sfida, soprattutto perché il PSG ha mostrato di poter controllare il possesso della palla e fare la partita anche contro le grandi d’Europa, proprio grazie al duo Verratti-Motta e alla capacità di Ibrahimovic di essere un punto di riferimento offensivo per la manovra.

Saranno Cabaye e Rabiot i sostituti dei due centrocampisti, che insieme con Matuidi formeranno una mediana tutta francese che potrebbe pagare in fatto di dinamismo nella pressione sui portatori di palla catalani e garantire troppo spazio al gioco del Barca, ma che hanno, soprattutto le due giovani mezzali, la gamba per essere protagonisti nella metà campo offensiva in inserimento senza palla alle spalle del tridente d’attacco.

L’assenza di David Luiz potrebbe essere forse un bene per Blanc, visto che l’accentramento di Marquinos con Thiago Silva può garantire una diga molto atletica in grado di non soffrire i lampi del tridente d’oro Messi-Suarez-Neymar.

Dove potrebbe soffrire è sugli esterni, perché sia Maxwell che soprattutto Van Der Wiel hanno dimostrato di non essere delle certezze se attaccati con costanza, e il Barcellona è maestro nel proporre raddoppi sulle corsie con la salita dei terzini fino ai 20 metri avversari e l’accentramento delle punte esterne.

Fondamentale per il PSG sarà tenere alto il ritmo nella metà offensiva, non concedere alla squadra di Luis Enrique di sviluppare la propria ragnatela di passaggi, evitare che Messi abbia campo dopo aver ricevuto palla e possa scatenarsi e all’occorrenza raddoppiare con le ali la sovrapposizione terzino-ala, sperando che Van Der Wiel non si addormenti sulla diagonale difensiva contro Neymar, maestro dell’inserimento su palla opposta al suo lato.

In fase offensiva molto passerà dalla partita del Matador Cavani, chiamato a sostituire Ibrahimovic in tutto e per tutto, in particolare nella zona calda del Barca, dove c’è ancora il ballottaggio Mathieu-Mascherano per affiancare Pique’.

Pastore e Lavezzi sui lati del tridente dovranno essere bravi mettere pressione sui terzini avversari con le loro giocate e come detto aiutare la squadra rientrando sulle situazioni di non possesso, per non far soffrire i propri laterali difensivi.

In particolare Pastore potrebbe essere un uomo molto importante visto il suo movimento che non dà punti di riferimento e garantisce la giocata in zone del campo dove può far male ai blaugrana.

Il Barcellona dovrà resettare i pensieri nati dopo il rocambolesco pareggio a Siviglia, che ha fermato la striscia di 9 vittorie e fatto avvicinare il Real Madrid, e sfruttare i problemi di formazione del PSG per dare una spallata decisiva già in questa andata e arrivare alla sfida di ritorno già con ottime chance di passaggio alla semifinale.

L’assenza di Dani Alves può essere forse un mezzo vantaggio in questa partita, perché Adriano ha più caratteristiche difensive e potrebbe chiudere meglio gli spunti di Lavezzi, dando comunque un buon apporto alla fase offensiva.

Al centro dubbio tra Mathieu e Mascherano, con il francese apparso in forma in questo ultimo periodo, ma sempre a rischio se attaccato in movimento, e l’argentino che ha perso un po’ di smalto in questa stagione, anche se potrebbe essere un rischio minore come compagno di Pique’ al centro della difesa.

Luis Enrique dovrà assolutamente chiedere due cose ai suoi uomini, dominio della palla nella mediana e ricerca costante delle sovrapposizioni laterali e del cambio di fronte veloce per l’inserimento centrale di Neymar.

E’ il momento per Neymar di essere dominatore anche con la maglia blaugrana

Se la partita avrà questo copione, il Barca potrebbe uscire dal Parco dei Principi con una bella fetta di qualificazione in tasca.

Importante sarà inoltre saper evitare la pressione, soprattutto iniziale, dei transalpini sulla propria trequarti per garantire spazi dove Messi potrebbe essere devastante.

L’ultimo quarto di finale è quello tra il Porto e il Bayern Monaco, anche questo caratterizzato da numerose assenze importanti su entrambi i fronti.

Il Porto è la squadra che più intriga tra le otto rimaste, perchè non si ha ancora la piena consapevolezza di quello che può mostrare, visto che è imbattuta finora, ha subito pochi goal e ne ha segnati parecchi, viene da un ottavo dominato dal primo all’ultimo minuto contro il Basilea, ma non ha affrontato impegni così probanti come può essere quello contro il Bayern di Guardiola.

Ci arriva con due assenze molto pesanti per questa gara d’andata, perché mancheranno Jackson Martinez e Tello, nonché Ivan Marcano al centro della difesa. Martinez non è ancora out al 100%, ma sarà dura vederlo in campo, e il suo forfait sarebbe grave per Lopetegui, perché la finalizzazione del gioco dei lusitani passa per buona parte dall’attaccante colombiano.

Aboubakar ha dimostrato di poterlo sostituire senza perdere troppa incisività, ma chiaramente il capitano poteva dare una chance maggiore, soprattutto contro la corazzata bavarese.

Per Lopetegui le chiavi saranno sicuramente approfittare delle molteplici assenze nella formazione dei rivali, tutte estremamente importanti, e del fattore campo, dove il Porto ha concesso molto poco.

La partita di Quaresma e Brahimi sarà fondamentale visto il modo di giocare di Guardiola che accentra molto i propri terzini in fase di costruzione, lasciando spesso l’uno contro uno dei centrali sulla giocata in fascia, e dalla parte destra l’asse Danilo-Herrera-Quaresma dovrebbe essere sfruttata con continuità, visto l’inserimento di Thiago Alcantara, rientrante dopo un lungo infortunio e sicuramente non al meglio.

Lopetegui spera che sia la sua serata

Evitare di farsi schiacciare dal possesso del Bayern, perdere pochi palloni in ripartenza e tenere compatta la difesa saranno gli altri dogmi da impartire ai propri giocatori per tenere ancora viva la speranza di un upset in attesa del ritorno a Monaco.

Guardiola d’altro canto ha parecchie gatte da pelare, perché la sua squadra arriva a questo quarto senza questi nomi: Robben, Alaba, Ribery, Schweinsteiger, Benatia e il lungodegente Javi Martinez, con capitan Lahm rientrato a tempo pieno solo nelle ultime due settimane.

Toglietene 4 a questa formazione, e non sono Rafinha e Bernat…

Sicuramente l’idea di gioco non cambierà, con un 433 mutuante, in cui Xabi Alonso potrebbe essere affiancato da Rafinha e Bernat in fase di possesso, dando a Lahm e Thiago la possibilità di alzarsi sulla trequarti per dare appoggio al trio offensivo formato da Lewandowski, Gotze e Muller.

Proprio il movimento delle due mezzali potrebbe garantire pericolosità al Bayern, se sincronizzato con le due ali del tridente, per creare un continuo movimento con e senza palla che potrebbe mandare in tilt il bunker difensivo del Porto, in particolare se Muller e Gotze sapranno come al solito essere perfetti nell’accentrarsi in avvicinamento a Lewandowski e creare superiorità numerica al limite dell’area avversaria.

Per il resto il mantenimento classico del possesso e l’azione di pressione sulla transizione negativa stasera dovrà essere ancor più redditizio, proprio per evitare di lasciare ripartenze pericolose tra la linea di centrocampo e difesa dove il Bayern ultimamente ha sofferto nell’ultimo periodo.

In più visto il gioco molto incentrato sulle fasce dei portoghesi, dovranno essere abili i centrali a chiudere gli 1vs1 in caso di assenza dei terzini, gli stessi terzini a rientrare con velocità e Xabi Alonso a formare il trio difensivo centrale per evitare di creare troppi spazi dove il Porto spesso fa male.

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