Giro d’Italia 2015 – Analisi del percorso

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Il primo Grande Giro dell’anno è quello da sempre a noi più caro. Qui abbiamo visto nascere campioni, abbiamo visto imprese epiche e crisi commoventi, e non ci aspettiamo niente di meno dall’edizione 2015. Il percorso è probabilmente il più bello dal 2005, con pochissime tappe scontate e alcuni gioielli assoluti di altimetria. Si parte dalla riviera di ponente per poi muoversi a sud tra la fine della prima settimana e l’inizio della seconda, e risalire come sempre verso le Alpi per le tappe decisive.

Qualche dato sul percorso:

7 tappe pianeggianti, 8 di media montagna, 4 di alta montagna e 2 cronometro

3489 chilometri totali

43mila metri di dislivello complessivo

39 GPM, di cui 9 di prima categoria e 1 Cima Coppi (il Colle delle Finestre)

Tappa 1, San Lorenzo al mare – Sanremo (Cronosquadre, 17.6 km)Sabato 9 Maggio

T01_SanRemo_TTT_altSi comincia con la prima crono a squadre di sempre su una pista ciclabile (la meravigliosa Riviera dei Fiori). Non c’è un metro di salita, ma la pista è piuttosto stretta, con un tunnel lunghetto e qualche curva secca. Facile che qualcuno combini casini tipo la Garmin l’anno scorso e prenda più di un minuto. Difficoltà: ***

Tappa 2, Albenga – Genova (Pianeggiante, 177 km)Domenica 10 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altClassica tappa semplice di apertura. Si conclude con un circuito cittadino dentro Genova da ripetere 4 volte. Prima chance per i velocisti. Difficoltà: *

Tappa 3, Rapallo – Sestri Levante (Media montagna, 136 km) – Lunedì 11 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altDi salita ce n’è parecchia, ma la tappa è molto breve (136 km) e l’ultima asperità è posta a 40 km dal traguardo. Tantissimi vorranno andare in fuga, perché è una frazione difficile da controllare e in cui ci sarà verosimilmente in palio la maglio rosa. Se invece qualcuno ha voglia di inseguire per davvero, probabile arrivo in volata con gruppo sui 50 corridori. Difficoltà:  **

Tappa 4, Chiavari – La Spezia (Media montagna, 150 km) – Martedì 12 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altQui si comincia a fare sul serio, con la classica tappa tutta su e giù che trovate al Giro e in nessun altra corsa al mondo, anche perché si passa in mezzo alle Cinque Terre, mica cazzi. I GPM sono solo tre e tutti di terza categoria, ma non c’è praticamente un metro di pianura. La Biassa è una salita tosta (4 km, oltre il 7% di pendenza media) e dalla sommità ci sono solo 10 km di picchiata verso La Spezia. Difficile fare distacchi, ma è l’occasione giusta per chiarire a tutti se si hanno intenzioni bellicose. Difficoltà: ****

Tappa 5, La Spezia – Abetone (Media montagna, 152 km) – Mercoledì 13 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altIl primo arrivo in salita del Giro porta i corridori in cima all’Abetone, dopo una tappa breve e relativamente facile. Di per sé non è una salita particolarmente dura (pendenza media al 5,4%), ma è lunga oltre 17 km e arriva molto presto nella corsa. E’ la classica salita in cui il treno Sky si mette davanti e va a tutta dall’inizio alla fine, quindi se qualcuno è in ritardo di condizione o ha una giornata storta rischia di perdere parecchio tempo. Difficoltà: ***

Tappa 6, Montecatini Terme – Castiglione della Pescaia (Pianeggiante, 183 km) – Giovedì 14 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altTappa interlocutoria con qualche saliscendi nella parte centrale. Volata di gruppo al 100%. Difficoltà: **

Tappa 7, Grosseto – Fiuggi (Pianeggiante, 264 km)Venerdì 15 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altLunghissima e non banale, questa è una frazione da non sottovalutare. Negli ultimi 20 km c’è prima lo strappo della Forma e poi un lungo falsopiano che porta a Fiuggi. Anche gli ultimi 400 metri sono in leggera salita. Tappa che ricorda la Milano – Sanremo, disegnata per gli specialisti delle classiche (un nome a caso, Tom Boonen) e adatta a qualche colpo di mano. Difficoltà: ***

Tappa 8, Fiuggi – Campitello Matese (Media Montagna, 186 km) – Sabato 16 Maggio

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Secondo arrivo in quota per questo Giro d’Italia e primo vero scontro tra gli uomini di classifica. Dopo circa 50 km si comincia a scalare il Forca d’Acero, lungo ben 29 km, ma pedalabile. Resterà nelle gambe comunque, perché questo è un giorno in cui tanti vorranno andare in fuga e il gruppo sarà sempre a tutta. L’ascesa finale verso Campitello Matese è di 13 km al 7%, ed è incredibilmente l’arrivo in salita più duro di tutto il giro.

S05_Valcava_3DA Campitello Matese hanno vinto quasi solo campioni, se è vero che l’albo d’oro recita: Hinault, Fernandez, Chioccioli, Berzin e Gibo Simoni. Le pendenze sono costanti, quindi si sta bene a ruota, almeno nel primo tratto. Come per l’Abetone, è lecito aspettarsi il treno Sky in testa e il gruppo che perde pezzi da dietro. Ma ai -5 dall’arrivo cominceranno gli attacchi seri ed è verosimile che il primo padrone del Giro esca da questa tappa. Difficoltà: ****

Tappa 9, Benevento – San Giorgo del Sannio (Media Montagna, 215 km) – Domenica 17 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altTappa disegnata splendidamente, anche considerando che arriva prima del riposo e quindi i corridori non si risparmieranno. Prima metà con due salite importanti: il Monte Terminio (20 km al 4%) e il Colle Molella (10 km al 6%). Non dure, ma possono lasciare il segno dopo nove giorni di gara senza pause. I seguenti 60 km sono abbastanza facili, con stradoni ampi e lievi falsopiani. Ai -16 comincia l’ultima asperità di giornata, il Passo Serra, 4 km molto duri con pendenze spesso in doppia cifra. Dalla vetta mancano circa 12 km, i primi 6 di discesa tecnica, poi altro strappetto e infine pianura. Qui, se vogliono, c’è terreno fertile anche per gli uomini di classifica, specialmente in caso di brutto tempo. Difficoltà: ****

Riposo – Lunedì 18 Maggio

Tappa 10, Civitanova Marche – Forlì (Pianeggiante, 200 km) – Martedì 19 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altUn GPM di quarta categoria e poi solo pianura. Mettici anche le squadre riposate. Impossibile non si arrivi in volata. Difficoltà: *

Tappa 11, Forlì – Imola (Media Montagna, 153 km)Mercoledì 20 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altAltro profilo altimetrico accattivante per questa frazione appenninica che si concluderà nell’autodromo Dino ed Enzo Ferrari. Pronti via subito cinque colli da togliere il fiato. E sarà bagarre perché questa sembra fatta col sarto per una fuga da lontano. Da metà in poi si entra nel circuito di Imola, 16,9 km da ripetere 4 volte, che comprende l’ultimo GPM di giornata, il Tre Monti. Non è una salita impegnativa ma può essere il trampolino giusto per un’azione da finisseur. Tappa che non smuove la generale, ma sicuramente ci fa divertire. Difficoltà: ***

Tappa 12, Imola – Vicenza (Media Montagna, 190 Km)Giovedì 21 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altQuesta invece possono giocarsela gli uomini di classifica, visto il finale serrato. Dopo 130 km di nulla cosmico arriva il Castelnuovo (6 km al 5%) che sembra dire: occhio, perché la scampagnata è finita. Ai -30 c’è un altro GPM, più duro e irregolare, il Crosara. Se qualcuno ha voglia di dare una sgasata può anche fare la differenza, ma per andare al traguardo è ancora lunga. Una decina di chilometri di discesa e pianura, poi lo strappetto secco di Perarolo, ancora un po’ di discesa e gli ultimi mille metri sopra il 10% per andare all’arrivo di Monte Berico. Sarebbe perfetta per i Valverde e i Purito di questo mondo, che però non ci saranno. Io metterei due euro su Damiano Cunego. Difficoltà: ***

Tappa 13, Montevecchio maggiore – Jesolo (Pianeggiante, 147 km)Venerdì 22 Maggio

T13_Jesolo_altUn tavolo da biliardo di 147 km. Giusto un bel vento dall’Adriatico potrebbe rovinare la festa ai velocisti. Difficoltà: **

Tappa 14, Treviso – Valdobbiadene (Cronometro, 59 km)Sabato 23 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altChapeau agli organizzatori del Giro perché anche quest’anno ci fanno vedere la miglior cronometro di tutto il calendario ciclistico internazionale. Qui si possono fare distacchi esagerati, anzi qui si fa un pezzo di Giro d’Italia e si decide come correre nella terza settimana. 60 km di puro dolore, temutissimi da tutti e in particolar modo dai non specialisti. I primi 30 sono piatti, su strade ampie e probabilmente con leggero vento contrario. Nella seconda metà invece ci sono due colli non impegnativi seguiti da discese abbastanza tecniche. Gli ultimi 400 metri sono in salita e non escludo che qualcuno possa perdere diversi secondi perché totalmente in acido. Occhio perché questa potrebbe essere la tappa decisiva in assoluto. Voleranno minuti anche tra i favoriti e se non si dosa lo sforzo all’inizio si può prendere una cotta terrificante nel finale e uscire di classifica. Difficoltà: *****

Tappa 15, Marostica – Madonna di Campiglio (Alta Montagna, 165 km)Domenica 24 Maggio

T15_MadonnaDC_2_altCome tante altre salite in Italia, Madonna di Campiglio è legata al nome di Marco Pantani. Solo che al contrario di tutte le altre, questa non è foriera di sorrisi e giubilo, ma solo di un gran magone. Quel 5 Giugno del 1999 il ciclismo cambiò per sempre e non è un caso se da allora Madonna di Campiglio non ha più ospitato un arrivo del Giro. La tappa di quest’anno presenta tre GPM, di cui il più duro è sicuramente il Passo Daone, 8 km al 9% con abbondanti tratti in doppia cifra.

hl2TRtSDifficile che i big si muovano qui, ma non dimentichiamoci che si viene dalla crono di Valdobbiadene e ci sarà gente costretta a provarci anche se non volesse. L’ascesa verso Madonna di Campiglio è piuttosto semplice, benché lunga (15,5 km al 6%), ma qualcuno con le gambe imballate dal giorno prima ci sarà sicuramente. La crisi è dietro l’angolo. Difficoltà: ****

RiposoLunedì 25 Maggio

Tappa 16, Pinzolo – Aprica (Alta Montagna, 177 Km)Martedì 26 Maggio

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E’ bene che i corridori arrivino riposati, perché la terza settimana comincia con la tappa regina di questo Giro d’Italia. Cinque GPM, quasi 70 km di salita e la netta sensazione che il Giro si possa vincere qui. Si parte con la scalata a Campo Carlo Magno (13 km al 6,7%) dove la battaglia per entrare nella fuga giusta spezzerà le gambe di parecchi. Poi ci sono il Tonale (15 km al 6%) e una prima ascesa verso l’Aprica (14 km al 3,5%). Occhio perché se in fuga ci va anche solo un corridore vagamente pericoloso per la generale dietro non si respira, e questi sono chilometri che tornano a chiedere il conto più tardi. Ai -47 comincia quella che è al contempo la salita più dura e il simbolo di questo Giro, il leggendario Mortirolo.

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E’ una salita mostruosa, perché come quasi nessun’altra al mondo coniuga pendenze costantemente in doppia cifra con una lunghezza significativa (a differenza, ad esempio, dello Zoncolan). La bellezza del Mortirolo è che in cima non c’è spazio per farci un arrivo di tappa, per cui può essere usato solo come passo. E scordatevi le solite manfrine dei corridori che non vogliono attaccare da lontano. Qui non serve nemmeno che qualcuno voglia fare selezione. Qui la selezione si fa da sola. Dalla cima ci sono 20 km di picchiata in direzione Edolo e poi si sale di nuovo verso l’Aprica, che rimane il falsopiano di prima, ma che ai corridori sembrerà molto, molto più duro.

L’accoppiata Mortirolo – Aprica è entrata relativamente da poco nei percorsi del Giro ma è già saldamente nei cuori di tutti gli appassionati del grande ciclismo. Qui ci hanno vinto, tra gli altri, Scarponi, Heras, Basso, Gotti e ovviamente Marco Pantani nel 1994, in quella che è forse la tappa più bella di un grande giro negli ultimi 30 anni. Conta la benzina, ma contano anche la testa e la squadra, perché avere un compagno davanti può essere determinante negli ultimi 20 km. Difficoltà: *****

Tappa 17, Tirano – Lugano (Pianeggiante, 134 km)Mercoledì 27 Maggio

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Sulla carta per velocisti, ammesso che ne siano rimasti. Nella pratica è molto più verosimile che arrivi la fuga. Difficoltà: **

Tappa 18, Melide – Verbania (Media Montagna, 170 km)Giovedì 28 Maggio

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120 km abbastanza semplici fanno da prodromo a una salita inedita e molto dura, il Monte Ologno, 10,4 km molto regolari al 9%. In vetta ci sono altri 7 km di terreno irregolare, tra strappetti e falsopiani, poi ai -28 comincia una discesa estremamente tecnica e adatta a chi vuole prendere rischi. Gli ultimi 5 km sono pianeggianti e su strade ampie. Con le giuste condizioni si potrebbero vedere fuochi d’artificio, ma arriva appena prima di due tapponi alpini, con gli uomini di classifica probabilmente al risparmio. Possibile arrivi la fuga o un outsider che attacca in discesa. Difficoltà: ****

Tappa 19, Gravellona Toce – Cervinia (Alta Montagna, 236 km)Venerdì 29 Maggio

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Difficile interpretare questa frazione. Potrebbe essere la tappa di alta montagna più deludente di tutta la corsa, come anche un grande spettacolo. Sul piatto ci sono 236 km complessivi, quasi 60 km di salita e 3 GPM di prima categoria. Si comincia ai -85 con il Saint-Barthélemy (16.5 km al 6.7%), salita tosta e irregolare, la cui pendenza media è edulcorata da vari tratti pianeggianti. Segue il Col de Saint-Panthaléon (16.5 km al 7.2%), poi breve discesa e infine la scalata ai 2000 metri del Cervinia (19.2 km al 5.2%). I più ambiziosi potrebbero provarci sul Saint-Panthaléon, ma bisogna anche gestire lo sforzo in vista della tappa del giorno successivo. In ogni caso il chilometraggio è talmente importante che qualcuno andrà in crisi di sicuro. Difficoltà: *****

Tappa 20, Saint-Vincent – Sestriere (Alta Montagna, 199 km)Sabato 30 Maggio

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Ultima tappa di alta montagna per il Giro, l’ultima occasione per fare del male agli avversari. La ventesima frazione è quella della Cima Coppi, il Colle delle Finestre, con la sua bellezza selvaggia e i ricordi di quel pomeriggio del 2005 in cui Gibo Simoni provò ad entrare nella leggenda attaccando la maglia rosa Savoldelli da lontanissimo e poi finendo la benzina sul Sestriere. L’arrivo è identico a quello di allora, ma quest’anno si arriva alla combo decisiva dopo 150 km sostanzialmente pianeggianti.

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Il Finestre è una salita ammaliante, durissima nelle sue pendenze sempre costanti, incapace di dare respiro ai corridori. La sua caratteristica distintiva è senza dubbio la seconda parte, quasi 8 km di sterrato al 9%, dove diventa quasi impossibile alzarsi sui pedali, malgrado le gambe brucino e reclamino aria. Come sul Mortirolo, qui la selezione viene per forza. Dipenderà certamente dalla situazione di classifica, ma è impossibile che qualcuno non ci provi, anche solo per testare se c’è gente che, al ventesimo giorno di corsa, ha finito definitivamente la benzina.

La discesa che segue è breve è abbastanza tecnica. Dopo 7 km di falsopiano comincia l’ultima salita del Giro, il Sestriere (9,2 km al 5,4%), dove nel 2005 Rujano staccò Simoni e andò a prendersi la vittoria di tappa, oltre che il terzo posto nella generale. Le pendenze sono troppo dolci per pensare di attaccare qui e fare distacchi, ma se il gruppo esplode sul Colle delle Finestre si potrebbe arrivare su questa salita a piccoli gruppi e chi non ne ha prende minuti. Tutto ciò ammesso che non piova, perché in quel caso lo sterrato diventa melma e a quel punto ognuno per sé e Dio per tutti. Difficoltà: *****

Tappa 21, Torino – Milano (Pianeggiante, 178km)Domenica 31 Maggio

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Spumante per i vincitori di maglia e una sventagliata di collegamenti inutili con Lelli e la De Stefano. Difficoltà per i corridori: * Per gli spettatori: **********

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Categorie: Ciclismo | Tag: , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Giro d’Italia 2015 – Analisi del percorso

  1. mlbarza

    Considerazioni sparse…

    Bel percorso, peccato che al solito la partecipazione potrebbe essere migliore, visto che dei grossi calibri c’è solo il Pistolero e gli altri o sono numeri due nelle rispettive squadre, o sono corridori che hanno raccolto relativamente poco nei Grandi Giri nella loro carriera.

    A livello di percorso, spero che i vari Cunego, Visconti e Bardianis (più di uno) garantiscano lo spettacolo necessario nelle tappe di media montagna, il loro pane.

    Non capisco perchè inserire la tappa del Mortirolo di martedì, potrebbe essere LA tappa del Giro (e in ogni caso il Mortirolo è sempre un evento) e moltissime persone saranno costrette a seguirla o in differita la sera o non seguirla proprio ed è un vero peccato.

    La crono potrebbe fare distacchi pesantissimi, ma potrebbe anche incidere più nei giorni successivi che la sera stessa.

    C’è una grossa incognita sullo stato di forma di moltissimi: Aru probabilmente è indietro, Contador non si sa, Porte ed Henao sembrano i due più in palla, ma di contro potrebbero calare alla distanza. Uran e Pozzovivo potrebbero essere i due che tenteranno di far saltare il banco. Così come l’incognita grossa è se Porte terrà le tre settimane da capitano, cosa a cui non è abituato.

    Si accettano scommesse su quante tappe farà Jurgen Van Den Broeck prima di cadere ed uscire di classifica. ^_^

    • La redazione si preclude qualsiasi intervento a riguardo per non spoilerare il pezzo che uscirà nei prossimi giorni sui partecipanti 😀

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