Archivio dell'autore: alvise

Il trionfo di Nibali

Brindiamo

Brindiamo

Iniziamo dicendo una banale verità: dopo anni di attesa l’Italia è di nuovo la patria del più forte ciclista del mondo. Perché, non nascondiamocelo, chi conquista il Tour de France è il più forte. Si possono vincere tutte le classiche che si vogliono, campionati del mondo e anche Giri e Vuelta a ripetizione, ma finchè non si indossa la maglia gialla ai campi elisi si rimane solo un grande ciclista, non il migliore. Ecco adesso Nibali è proprio il migliore.

Ha vinto da fuoriclasse. Ogni giorno il siciliano ci ha regalato un motivo per entusiasmarci, giocando con gli avversari dall’alto di una superiorità imbarazzante perché, in uno dei più bei tour degli ultimi anni per disegno e difficoltà, ha dimostrato di saper pedalare in qualsiasi condizione di tempo e di terreno. Continua a leggere

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Il peggiore di tutti – Wild card game 1

Frederick Lorz vs Luis Resto - locandina 2

Si ricomincia

Si ricomincia

Dopo aver presentato la nostra competizione nel precedente articolo, è il momento del primo incontro/scontro tra peggiori atleti della storia moderna. A un angolo c’è il quasi campione olimpico Fred Lorz, all’altro Luis Resto, pugile mediocre, ma eccellente criminale.

Guardando il palmares dei due, sembrerebbe non esserci gara, ma non commettete l’errore di scommettere a cuor leggero contro Resto, chi l’ha fatto spesso si è trovato senza soldi. Continua a leggere

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Il peggiore di tutti

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Sarà una gara durissima

Ebbene sì un’altra classifica virtuale. Questa volta però non celebriamo l’atleta migliore di una determinata disciplina o il migliore in assoluto, la squadra del secolo o il più grande gesto atletico della storia. Cerchiamo, invece, il peggiore sportivo di sempre. Chiariamoci non si parla di quello più scarso. Per quanto mediocre un professionista è pur sempre un atleta superiore alla media. Qui si discute di etica e morale. La nostra gara virtuale, infatti, si occupa di quelli che hanno utilizzato qualsiasi mezzo pur di vincere, persino violare la legge; quelli che prendono il giuramento olimpico di De Coubertin, lo usano per pulirsi il culo e lo gettano a terra, sperando che i loro avversari ci scivolino sopra.

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A colpi di ricordi – Il ciclismo

Gran cosa la tecnologia. Mi permette di rompere le palle alla gente ventiquattro ore su ventiquattro. Ieri sera mentre il buon Ciavattini seguiva con l’attenzione del vero appassionato di ciclismo la prima parte dell’intervista a Lance Armstrong, io continuavo a rompergli le scatole via WhatsApp. Lui con profonda educazione rispondeva alle mie farneticazioni, finché non gli ho gettato lì un’idea. Il Ciava ed io abbiamo una visione fanciullesca dell’evento sportivo (bestemmie a parte, ovvio) entrambi pretendiamo che una partita o una gara siano in grado di regalarci le stesse emozioni (stupore, incredulità entusiasmo) di quando eravamo bambini. Comunque, mentre insultavo Armstrong e tutti quelli che, come lui, mi hanno rovinato la gioia di seguire il ciclismo con quella spensieratezza, mi sono venuti in mente alcuni momenti indimenticabili a cui ho avuto la fortuna di assistere. Ed ecco l’idea: un bel botta e risposta tra me tifoso deluso e Ciavattini tifoso accanito sulle migliori gare ciclistiche che abbiamo visto quando eravamo ragazzi. Lui mi ha detto vediamo se in questo modo ti riesce di scrivere qualcosa di decente ed eccoci qui. Continua a leggere

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Conta solo l’ultima parola

La rubrica torna a formato pieno, dato che stavolta parliamo anche dei Broncos. Prima però due parole sui Lakers la nota lieta della settimana. Non perché siano migliorati anzi hanno fatto schifo come al solito se non peggio. Solo che in confronto a quanto successo a Denver seguire loro è stato come una settimana a Las Vegas con cinque miliardi di conto aperto al Bellagio. Non so se rendo l’idea.

Le sconfitte ormai si susseguono come pornoattori in un gangbang e le vittorie con i Cavs e i Bucks (non certo squadre di prima fascia) sanno di pausa tra primo e secondo tempo. Nel frattempo il nostro amatissimo Jim Buss ha rilasciato un’intervista dove riconosce le difficoltà (invidiabile obiettività), ma conferma l’alto livello del roster, di avere la massima fiducia in loro e in D’Antoni e che è certo che ce la possano fare. Ha persino detto che anche suo padre e Chupa Chups sono convinti della validità del team (come per dividere le colpe). Al termine della lettura dell’intervista, il sottoscritto è riuscito a esprimere un solo pensiero: rivalutiamo Piersilvio! Continua a leggere

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Divagazioni

Non ci sono molte regole per scrivere un pezzo su un blog. Nessun trucco e nessuna abilità particolare, solo alcuni principi basilari dettati dal buon senso. Innanzitutto, anche se non sarebbe necessario precisarlo, bisognerebbe saper scrivere. ImageSe non sai mettere due parole di senso compiuto una dietro l’altra accontentati di parlare di sport al bar o fatti assumere alla Rai, ma non scrivere. Sia chiaro nessuno pretende ricercatezze stilistiche degne di un romanzo russo. Basta che sia scorrevole e non ci siano errori grammaticali e sapere la differenza tra un congiuntivo e una bestemmia.

Superato il primo scoglio, bisogno unicamente trovare un argomento e conoscerlo. Mettersi a scrivere senza sapere dove andrai a parare è inutile. Non succedono miracoli. Non arriva l’ispirazione a dirti cosa mettere e come metterlo su carta. Ti ritroverai ad ammassare lettere su lettere senza dire nulla e questo ci riporta al bar con gli amici e alla Rai. Provare poi a parlare di qualcosa che sai interesserà a un sacco di persone, ma che tu non conosci in maniera approfondita è il peggio del peggio. Il minimo è che l’internauta capitato per caso sul tuo blog, dopo due righe smetta di leggere, ma trattandosi di un blog, è molto più probabile che ti prenda per il culo (siamo su internet l’anonimato ti concede la possibilità di insultare chiunque senza paura di ripercussioni).

Tutto qui non serve altro. Continua a leggere

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I Maya avevano ragione!

Mi scoccia dirlo, perché io ero uno degli scettici. Quando leggevo gli articoli che preannunciavano la fine del mondo o finivo su una di quelle trasmissioni televisive catastrofistiche, mi facevo sempre due risate. Ma chi può essere così stupido da crederci? pensavo e giù altre risate. Invece, alla fine è venuto fuori che lo stupido ero io. Certo, siamo ancora tutti qui, niente cataclismi o sparizione delle stelle, né buchi neri improvvisi o il sole che decide di spegnersi di punto in bianco, ma la fine del mondo è arrivata. Sarebbe inutile negarlo.

 In quale altro modo, infatti, si potrebbe definire la situazione di Los Angeles? Continua a leggere

Categorie: NBA, Orange & Purple | Tag: , , , , | 9 commenti

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