Division by division preview 2014

NFC West 2014 – Preview

Arizona Cardinals

Mathieu, lontano dagli infortuni e lontano dai problemi

Mathieu, lontano dagli infortuni e lontano dai problemi

Cosa è cambiato: i Cardinals vengono da una stagione che è andata al di là di quelli che potevano essere i pronostici iniziali e in questa offseason hanno fatto pochi movimenti, atti per lo più a liberarsi di vecchi pesi e a dare profondità ai vari reparti. Le uniche novità in quelli che sono potenzialmente gli slot titolari riguardano il tackle offensivo Jared Veldheer in arrivo da Oakland, il CB opposto a Patrick Peterson, con l’acquisizione di Antonio Cromartie che va a formare un duo potenzialmente devastante e la firma a buon mercato di Larry Foote, per capire quanta benzina c’è ancora nel suo serbatoio e se può regalare ancora un’altra stagione, affianco all’emergente Kevin Minter. Se per la difesa la base di partenza era comunque solida, resta qualche dubbio su quello che era il vero tallone di questa squadra, ovvero la linea offensiva: l’ex raiders è un ottimo giocatore ed aiuterà a migliorare le prestazione anche agli altri compagni di reparto, ma ci si aspetta un discreto upgrade nel recupero di quello che è stato il settimo giocatore scelto in assoluto nel 2013, quel Johnatan Cooper che sta faticando non poco a riprendersi dall’infortunio e vede il suo ruolo di LG in serio dubbio a metà preseason. Completa il quadro di rafforzamento l’ingaggio last minute di Max Starks, che può dare profondità e un po’ di battaglia per il ruolo di RT con Bobby Massie, idem dicasi per Ted Larsen, ex Tampa, per i ruoli interni.. Per il resto l’attacco ha fatto chiarezza nel ruolo di RB, con il ritiro improvviso di Rashard Mendenhall, con Andre Ellington che porterà gran parte del carico e Stepfan Taylor assieme a Jonathan Dwyer (altro arrivo da Pittsburgh, qualcuno ha pensato a Bruce Arians?) a dividersi le briciole. Mentre via aerea Ted Ginn, in arrivo da Carolina, è chiamato a fare il jolly, ruolo che piano piano è riuscito a cucirsi addosso in questo pellegrinare in giro per la NFL e John Carlson porta un po’ di competizione in un reparto, quello dei TE, dove Rob Housler è al contract year e Troy Niklas scalpita per recuperare il terreno perso per un infortunio alla mano appena successivo alla sua scelta al secondo giro di questo draft. Resta da analizzare velocemente il resto del draft, con Deone Buccanon che parà già certo del suo posto da titolare, c’è ancora da capire se come safety, o come LB aggiunto, un doppio ruolo po’ come fatto (finché è stato disponibile) con Tyrann Mathieu, ovviamente con mansioni e caratteristiche totalmente differenti. Chiudendo con la difesa, pesante è l’infortunio che ha colpito nelle ultime ore Dornell Dockett che salterà tutta la prossima stagione, la linea difensiva Dockett-Campbell-Williams è (era) un fiore all’occhiello di questa squadra, ma pecca di profondità. Continua a leggere

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AFC West 2014 – Preview

Denver Broncos

Ware ha ancora i pugni nelle mani

Ware ha ancora i pugni nelle mani

Cosa è cambiato: dopo il disastro nel Super Bowl qualcosa andava cambiato. I Broncos sono intervenuti pesantemente soprattutto a livello difensivo, a farne le spese sono stati i CB, lasciati andare Dominique Rodgers-Cromartie e il veterano di mille battaglie Champ Bailey, il posto di titolare toccherà ad Aqib Talib da un lato (mentre suo fratello Yaqub sembra abbia preso il suo posto nelle vicissitudini con le forze dell’ordine) ed al rientrante Chris Harris, infortunatosi nel championship dell’anno scorso e già pronto ad allenarsi con tempi di recupero record, nello sot si farà le ossa il rookie, scelto a fine primo giro, Bradley Roby, prodotto di Ohio State che molto bene ha fatto al college. A dare meno tempo ai WR avversari per liberarsi ci penserà poi DeMarcus Ware, giunto a 32 anni al suo primo reale tentativo di vincere il titolo: la sua ultima stagione a Dallas è stata la peggiore, sia a livello statistico, che a livello fisico, ma con delle motivazioni così forti non credo sia andato a Denver per concludere beatamente la sua carriera e anche stando fermo è un upgrade rispetto ai vari Robert Ayers, Jeremy Mincey e Shaun Phillips che se ne sono andati in altri lidi (Giants, Cowboys e Titans). Ultimo innesto difensivo di un certo livello è quello di T.J. Ward, safety punitiva che dovrà portare ad un altro livello l’intensità fisica anche delle secondarie. In attacco si è limato un po’: innanzitutto si è evitato di dare il contrattone a Knowshon Moreno, liberando lo spazio per Montee Ball, che però è un RB piuttosto differente. Stessa sorte di Moreno è toccata ad Eric Decker, i suoi soldi sono stati riversati su Emmanuel Sanders ed anche in ottica invecchiamento di Wes Welker è stato draftato al secondo giro Cody Latimer, WR che fisicamente e tatticamente non centra nulla con il furetto ex Patriots, ma che sul lungo periodo può diventare, assieme a Demaryius Thomas, una bella coppia. Ma l'”aggiunta” più interessante resta quella di Ryan Clady, il left tackle che ha saltato quasi tutta la passata stagione e che ritorna disponibile sin da subito per difendere i lanci e il collo di Peyton Manning. Sempre in linea è stato aggiunto Michael Schofield, qualsiasi battuta che associ il rookie alle fughe di galera di Talib è assai gradita. Continua a leggere

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NFC South 2014 – Preview

Atlanta Falcons

Gonzalez ha tolto il casco

Gonzalez ha tolto il casco

Cosa è cambiato: spero per loro sia cambiato il preparatore atletico o chi per lui. Dopo un’annata sfortunata sotto molti aspetti, a partire da quello fisico, Atlanta cercherà di rimbalzare senza troppi scossoni a livello di personale: gli interventi più interessanti hanno riguardato le linee, disastrose nella passata stagione. In difesa sono arrivati Ra’Shede Hageman (2° giro al draft), Tyson Jackson da Kansas City e Paul Soliai, da Miami, per ancorare il centro di un nuovo fronte a 3, mentre si registra il ritiro dei Peria Jerry, 24esima scelta assoluta del draft 2009, che difficilmente sarà rimpianto in Georgia (5,5 sack in carriera). Il draft 2009 resta un caso abbastanza raro, a soli 4 anni dal suo completamento infatti ben 5 giocatori del primo giro sono già fuori dalla NFL e ritirati: oltre al già citato Jerry, Jason Smith (2°), Aaron Curry (4°), Aaron Maybin (11°) e Beanie Wells (31°), con Larry English (16°) sulla via per fare la stessa fine. Curioso che proprio uno dei nuovi arrivati ai Falcons (Tyson Jackson) provenga da quello stesso primo giro (3a assoluta)…… Anche per la linea offensiva le aggiunte “di peso” sono 3: le due che arrivano dalla free agency sono Jon Asamoh (altro arrivo da KC) e Gabe Carimi (per cui i tempi in cui dominava al college sembrano molto più lontani dei 3 anni che sono passati dalla sua dipartita da Wisconsin), mentre la sesta assoluta è stata impegnata per prendersi uno dei migliori tackle offerti dalla NCAA, quel Jake Matthews che dopo aver passato gli anni ad indovinare dove stesse andando Manziel per proteggerlo, ora si troverà a bloccare per un QB molto più “vecchio stampo”. Completa il trittico delle acquisizioni dai Chiefs, Javier Arenas (questa volta via Arizona però), che si giocherà il ruolo di ritornatore con un altro nuovo arrivato, Devin Hester. Difficilmente, in entrambi i casi, i due giocatori avranno un ruolo importante e continuativo in situazioni diverse dallo special team. Julio Jones, Roddy White e Harrt Douglas per Hester da una parta e Desmond Trufant, Robert Alford e Josh Wilson per Arenas dall’altra, sembrano piuttosto bloccanti, con quest’ultimo che dapprima ha l’obiettivo di superare il taglio a 53. Non vedremo più giocare in Georgia e nemmeno in giro per la nazione Tony Gonzalez (toh, un altro che veniva da Kansas City), che a 38 anni ha deciso di appendere il casco al chiodo, dopo 17 anni in NFL, 14 pro bowl, 10 all pro, 1325 ricezioni per 15127 yard ed 111 TD, con rare occasioni reali di giocare per vincere e nessuna apparizione al Super Bowl, uno che ha rivoluzionato il modo di intendere il TE entrando senza fatica nella squadra della decade 2000-2010 della NFL, tra 5 anni lo rivedremo a bordo campo, con una giacca dorata, nella hall of fame game che aprirà la preseason 2019. Chiudiamo il cerchio delle nuove acquisizioni con Pat Angerer: all’inizio avevamo sottolineato come sarà necessario per i Falcons stare lontani dagli infortuni, ecco però se se li prendono già rotti poi non possono mica lamentarsene. Continua a leggere

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AFC South 2014 – Preview

Houston Texans

Già a caccia...

Già a caccia…

Cosa è cambiato: quando ti aspetti che l’eterna promessa, l’eterna scommessa, rappresentata negli ultimi anni da Houston è finalmente stata mantenuta/vinta (ai playoff per due anni consecutivi), ecco che i Texans fanno una delle peggiori stagioni della loro seppur giovane e perdente storia, la peggiore assieme al 2005, 2-14 in entrambi i casi. All’epoca al draft, con la prima scelta assoluta, arrivò Mario Williams (e al secondo giro DeMeco Ryans, poi nominato defensive rookie of the year) ed anceh questa volta è toccato ad un DE sentire il proprio nome chiamato per primo dal commissioner Goodell: Jadeveon Clowney è potenzialmente il giocatore con il maggior impatto di questa classe e i Texans non se lo sono lasciati scappare. Il problema principale di questa squadra era però rappresentato dal ruolo di QB: salutati T.J. Yates (eroe per un giorno nel 2011) e soprattutto Matt Schaub (emblema delle scommesse quasi vinte, e che comunque, al di là dell’ultime stagioni, ha avuto un ruolo importante nella crescita della squadra), sono arrivati Ryan Fitzpatrick via FA e Tom Savage via draft, ad affiancare l’unico superstite Case Keenum. Ben Tate aveva parzialmente fallito specie quando ha dovuto riempire le scarpe da titolare, la sua dipartita è stata arginata dall’acquisizione di Andre Brown e l’arrivo via draft di Alfred Blue (6° giro da LSU), in sostanza sarà ancora tutto sulle spalle di Arian Foster, sperando resti sano e non abbia finito la benzina. Mike Thomas è un’acquisizione di contorno nel reparto dei WR (si giocherà il terzo slot con DeVier Posey e Keshawn Martin), dove invece non è cambiata la testa di Andre Johnson (all’ennessima offseason in cui manifesta lo scontento, ma poi rientra nei ranghi). Mentre nel ruolo di TE, l’addio di Owen Daniels (un altro buono, ma su cui mai riesci a puntare per 16 partite) ha aperto una lotta apertissima tra tre giocatori potenzialmente emergenti, con Garrett Graham che ha già iniziato a mostrare le sue doti, rispetto ai più acerbi Ryan Griffin e il rookie, terzo giro, C.J. Fiedorowicz. Dall’altra parte del pallone, detto dell’aggiunta di Clowney su cui ritorneremo, sarà altrettanto interessante seguire lo sviluppo di Louis Nix (terzo giro quest’anno, da LSU) quale NT su cui far ruotare tutto il resto del front 7, per ora però la curiosità sta nel capire perché è stato inserito in PUP list (rotoworld riporta un laconico undisclosed, circa il suo infortunio) e in generale i fisici così grossi sono sempre sospetti in quanto a durabilità. Decisivo sarà anche l’apporto di Chris Clemons, la safety che arriva dai Dolphins, che dovrà rivitalizzare un reparto troppo spesso sotto i riflettori come capro espiatorio nelle sconfitte dei Texans. Continua a leggere

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AFC North 2014 – Preview

Baltimore Ravens

Not over yet.

Not over yet.

Cosa è cambiato: dopo la diaspora vissuta la passata offseason, successiva alla vittoria del titolo, quest’anno a Baltimora le cose sono state molto più tranquille, con il GM Newsome che continua senza troppi patemi il suo percorso di ricostruzione. Tre le acquisizioni via free agency più interessanti, due mirano a dare a Flacco bersagli più solidi: Steve Smith e Owen Daniels, seppur con i loro limiti, dovessero rendere per il loro valore, garantiscono mani forti per i lanci non sempre sicuri del QB nominato MVP del Super Bowl due stagioni or sono. L’ex panthers ha poi il merito di relegare Jacoby Jones al ruolo che più gli si addice di quarto ricevitore e ritornatore, mentre dà un po’ più di tempo a Marlon Brown di crescere e completarsi. L’altra acquisizione che dovrebbe entrare sin da subito a far parte dei titolari è quella di Darian Stewart, la safety in uscita da St. Louis (dove a dire il vero non è mai stato titolare per una stagione intera) cerca un po’ di pace dagli infortuni per restare nello starting lineup, visto che dietro il rookie Terrence Brooks, preso al terzo giro ed in uscita dai campioni nazionali di Florida State, scalpita già. Il draft per l’appunto è stato il solito draft dei Ravens, con i primi tre giri molto solidi in cui si è continuato ad aggiungere talento difensivo: oltre al già citato Brooks, sono arrivati C.J. Mosley (ILB) e Timmy Jernigan (NT), con il primo che mette in dubbio la scelta spesa l’anno scorso su Arthur Brown e il secondo che entrerà nella lotta apertissima per lo slot da titolare assieme a Brandon Williams e Terrence Cody. Dal draft non si possono notare due nomi come Lorenzo Taliaferro e Michael Campanaro: al di là dell’assonanza, il primo è un RB che si inserirà in un contesto che sarà approfondito tra poco, mentre il secondo è il classico WR che va molto di modo ultimamente, piccolo, agile e sgusciante, lotterà per fare il roster. Continua a leggere

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NFC North 2014 – Preview

Chicago Bears

Nuova maglia, stessa attitudine

Nuova maglia, stessa attitudine

Cosa è cambiato: il cambiamento più grosso riguarda lo slot di DE: è stato rilasciato il 33enne Julius Peppers, 38 sack nei 4 anni ai Bears, 119 nelle 12 stagioni tra i pro, di lui avremo modo di parlare ancora tra qualche riga; per sostituirlo è arrivato un altro veterano forte dei suoi 128,5 sack spalmati in 10 anni tra Kansas City e Minnesota: Jared Allen è di 2 anni più giovane di colui che è chiamato a sostituire e va in doppia cifra di sack dal 2007. Probabilmente un upgrade rispetto a Peppers, anche se in molti si aspettavano un ringiovanimento di una difesa che ha sofferto non poco nella passata stagione. La coppia nuova di DE titolari è completata dalla firma per 5 anni di Lamarr Houston: l’arrivo dell’ex raiders, mai in doppia cifra di sack, sancisce il fallimento, come pass rusher puro, di Shea McClellin, primo giro 2012, che sin da subito aveva fatto storcere la bocca ai tifosi di Chicago, sia per qualità tecnico/atletiche che per un inquadramento tattico difficile all’interno di una 4-3; quest’anno inizierà sin da subito come SLB, anche se Khaseem Greene potrebbe rubargli il posto da titolare. L’aspetto difensivo è quello che più preoccupava; oltre ai già citati interventi in linea, per le secondarie sono arrivati ben 5 nuove safety: Brock Vereen (quarto giro, fratello di Shane, RB ai Pats) e Ryan Mundy saranno i titolari, mentre Adrian Wilson o quel che ne resta, Danny McCray e M.D. Jennings (la cui dipartita da Green Bay è stata celebrata come un TD di Rodgers) lotteranno per fare il roster; completano le acquisizioni difensive la scelta di primo giro Kyle Fuller, CB che in prospettiva dovrà sostituire i non più giovani titolari Tillman e Jennings, e che al momento sarà un ottimo nickel back, e il DT da LSU, scelto al secondo giro, Ego Ferguson, che avrà bisogno di tempo per completare il suo gioco troppo run stuff oriented. Dal punto di vista offensivo invece c’era poco da aggiungere, l’annoso problema della linea è stato derubricato con l’arrivo del centro Brian de la Puente, mentre per i ruoli di skill, sono stati per lo più tagliati rami secchi come Devin Hester, Earl Bennett e Michael Bush, mentre toccherà al fresco Ka’Deem Carey (quarto giro da Arizona) dare respiro a Matt Forte. Continua a leggere

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AFC East 2014 – Preview

Buffalo Bills

Assenza pesante

Assenza pesante

Cosa è cambiato: le sfortune no, quelle non cambiano mai: pronti, via e a Buffalo scoprono di dover fare senza Kiko Alonso (rottura del legamento crociato anteriore) per guidare una difesa che sulla carta è sempre una delle più complete degli ultimi anni, ma che trova sempre un modo per non produrre poi sul campo. Alonso quest’anno doveva essere spostato a WLB, lasciando lo slot di MLB titolare (almeno per i primi due down) a Brandon Spikes. Keith Rivers, Nigel Bradham e il rookie, terzo giro, Preston Brown difficilmente non faranno rimpiangere l’assenza dell’ex Oregon. Le altre due assenze (questa volta volute) per la stagione 2014 riguardano Stevie Johnson e Jairus Byrd, per sostituirli sono stati presi Sammy Watkins (via trade up al draft) e Corey Graham, con quest’ultimo, in arrivo da Baltimora, che nominalmente è un corner back, ma che in campo si troverà, grosso modo, a coprire zone e uomini avversari che negli schemi dell’anno scorso toccavano appunto alla safety volata in Lousiana. Completa il capitolo delle novità Cyrus Koundjio, OT da Alabama, che dovrà rivitalizzare un reparto che ha sofferto non poco nell’ultima stagione e dare spazio e tempo ai vari C.J. Spiller, Fred Jackson e E.J. Manuel per fare le loro “cose” dietro la linea di scrimmage. Continua a leggere

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