Articoli con tag: Armstrong

La maledizione della maglia iridata

Siamo nel pieno della stagione ciclistica 2015, le prime classiche hanno già recitato i titoli di coda con vincitori e vinti che guardano al futuro per confermarsi o redimersi.

Il carrozzone a pedali, dopo aver sedotto paesi e spettatori, li abbandona lasciandoli nell’indifferenza degli altri trecentosessantaquattro giorno con la rimozione di striscioni, sponsor e l’abbandono delle carovane da Sanremo e Oudenaarde per spostarsi al Velodomo di Roubaix dove è in programma la classica delle classiche, quella Parigi-Roubaix che è una data cerchiata in rosso dagli appassionati delle due ruote.

Ecco, per preview e review della Parigi Roubaix i miei colleghi su questo blog vi delizieranno ai bordi di questo weekend, nel frattempo cercherò di guidarvi in tantissime piccoli grandi storie unite da un unico grande denominatore, la maglia di campione del mondo…

La maglia tanto cercata, ma non sempre fortunata..

Diventare campioni del mondo nel ciclismo, a differenza di altri sport, non equivale spesso ad essere effettivamente il più forte di tutti, ma il migliore in quel determinato giorno e per quel determinato circuito. Ci sono infatti troppe variabili nella gara in linea, dallo stato di forma, al gioco di squadra (ahi ahi cara Spagna..) alla programmazione e al numero di gare corse durante l’anno. Mettiamo quindi in chiaro una cosa, nella storia, recente e non, il vincitore del campionato del Mondo è stata una sorpresa, per molti un punto di arrivo, ma, come vedremo in questo articolo, raramente è stato un trampolino di lancio. Ed è proprio a questa maledizione della maglia iridata che vogliamo dare uno sguardo in questo articolo.

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Tour de France: CENTO

C’eravamo tanto amati durante il Giro d’Italia, perché Vincenzo Nibali ha finalmente mostrato dei numeri che in un ciclista italiano non si vedevano da un -bel- po’ e perché anche se non ha vinto nemmeno una tappa Carlos Betancur è entrato nei cuori di tutti voi. Non negate, perché lo so che è così.

Università e Playoff NBA (il primo amore non si può scordar, e citiamo pure la Carrà) mi hanno tenuto lontano da queste pagine. Consapevolissimo che questa cosa sia dispiaciuta molto più a me che a voi, è bene tornare a parlare di quello sport su due ruote, che inutilmente Innominabili vari cercano di distruggere con le loro cagate. Continua a leggere

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Marco Pantani, 9 anni dopo, come oggi.

Sulla scia di quanto scritto da Carmine poco fa, rispolvero un post scritto precisamente un anno fa, sul forum di playit, riadattato parzialmente al 2013, le sensazioni e i ricordi restano immutati.

CICLISMO: IL MEMORIAL PANTANI DIVENTERA' UNA 'CLASSICA'

Quand’è il 14 Febbraio non si può non pensare al residence “Le Rose”, come tutti gli anni, da 9 anni. In tanti si sono sentiti traditi quel 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, probabile che lui sia stato uno di quelli.

Passano gli inverni, ma dentro di ognuno di noi resteranno sempre indelebili alcune diapositive, come quando ti chiedono dove eri o cosa facevi quando c’ è stato l’ attacco dell’11 settembre, doveericosafacevi il giorno che l’ Italia ha vinto il mondiale 2006, doveericosafacevi quando arrivarono le prime immagini del muro di Berlino che cadeva a pezzi, ecc ecc ecc….Io Pantani lo voglio ricordare con 5 doveericosafacevi:
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A colpi di ricordi – Il ciclismo

Gran cosa la tecnologia. Mi permette di rompere le palle alla gente ventiquattro ore su ventiquattro. Ieri sera mentre il buon Ciavattini seguiva con l’attenzione del vero appassionato di ciclismo la prima parte dell’intervista a Lance Armstrong, io continuavo a rompergli le scatole via WhatsApp. Lui con profonda educazione rispondeva alle mie farneticazioni, finché non gli ho gettato lì un’idea. Il Ciava ed io abbiamo una visione fanciullesca dell’evento sportivo (bestemmie a parte, ovvio) entrambi pretendiamo che una partita o una gara siano in grado di regalarci le stesse emozioni (stupore, incredulità entusiasmo) di quando eravamo bambini. Comunque, mentre insultavo Armstrong e tutti quelli che, come lui, mi hanno rovinato la gioia di seguire il ciclismo con quella spensieratezza, mi sono venuti in mente alcuni momenti indimenticabili a cui ho avuto la fortuna di assistere. Ed ecco l’idea: un bel botta e risposta tra me tifoso deluso e Ciavattini tifoso accanito sulle migliori gare ciclistiche che abbiamo visto quando eravamo ragazzi. Lui mi ha detto vediamo se in questo modo ti riesce di scrivere qualcosa di decente ed eccoci qui. Continua a leggere

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Caso Armstrong: Passerella

Oprah did it again.

E il buon Lance Armstrong ha vinto un’altra volta, con una campagna elettorale studiata alla perfezione, probabilmente più attentamente anche dei suoi sette Tour de France.

981828-lance-armstrongQualche giorno fa avevo scritto che l’unica possibilità che Armstrong aveva di riabilitarsi era quella di far cadere un sacco di teste di gente in giacca e cravatta. Come al solito mi sbagliavo: quello era l’unico modo per riabilitarsi agli occhi degli appassionati.

Ho sottovalutato quanto potesse essere geniale il texano, e dire che l’ho sempre lodato per questo, ed infatti gli è bastato fare qualche calcolo di matematica basilare per arrivare alla conclusione “e se rinunciassi a riconquistare i miei fans e provassi a conquistare il resto del mondo qualunquista?” Continua a leggere

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Caso Armstrong: One Big Lie

Un Hotel di lusso in Texas fa da cornice all’interista di Oprah Winfrey a Lance Armstrong. Pochi fronzoli e domande dirette.

“Hai mai assunto sostanze proibite?”
“Sì.” 

ImageQuesta parte era trapelata dalle anticipazioni sulla trasmissione, e quindi l’effetto è stato lievemente smorzato, complice anche il sonno che incombeva. Ciò che nemmeno il sonno è stato in grado di alleggerire è stato un successivo quesito, che ha squarciato in due il mio cuore di giovane, e a quanto pare ingenuo, appassionato.

“E’ umanamente possibile vincere sette Tour de France di fila senza l’uso di sostanze proibite?”
“No, secondo me no.” Continua a leggere

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