Articoli con tag: Cancellara

Giro delle Fiandre 2015: i nuovi eroi

Cycling: 93e Tour of Flanders / Elite Men

Seconda Monumento dell’anno e già scende una lacrima. Avevamo perso Tom Boonen per infortunio qualche settimana fa e adesso rimaniamo pure senza Fabian Cancellara: due vertebre fratturate per una caduta ad Harelbeke e stagione delle classiche compromessa. Tommeke e Spartacus hanno vinto sei delle ultime dieci edizioni della Ronde, ma non è solo questo: quando corrono loro c’è sempre nell’aria la sensazione dell’impresa, degli attacchi a 50km dal traguardo senza voltarsi indietro. C’è reverenza da parte di tutti gli altri, anche timore.

Senza di loro si aprono scenari interessanti: di gente pronta a vincere la prima monumento in carriera ce n’è in abbondanza e gli scenari di gara si fanno più complessi. Perché se è vero che senza i due mostri, squadre come la BMC e la Lotto Soudal potrebbero fare corsa d’arrembaggio, è anche vero che molti, con quella vittoria che sembra un po’ più alla portata, magari correranno in maniera più conservativa, confidando di poter fare la differenza nel finale. Continua a leggere

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Milano Sanremo 2015: chi può vincerla?

La Classicissima. La Classica di Primavera. La Sanremo. E’ la corsa di un giorno più importante d’Italia e una delle cinque monumento. Quasi trecento chilometri in attesa di una volata, o forse no. Il percorso tra Milano e Sanremo è stato cambiato varie volte nel corso degli anni, spesso per rendere la gara meno prevedibile, più sognatrice. E più si provano ad aggiungere salite, più i velocisti si allenano in inverno per superarle.

Numero di corridori nel gruppo che si è giocato la vittoria dal 1907 a oggi

Numero di corridori nel gruppo che si è giocato la vittoria dal 1907 a oggi

Poggio, Cipressa, Manie: ogni volta che il gruppo diventava più folto all’arrivo si buttava dentro un colle, per bruciare i muscoli degli uomini veloci e dare una speranza ai finisseur più coraggiosi. RCS un paio di anni fa voleva aggiungere addirittura un’altra salita tosta, la Pompeiana, ma Madre Natura si è incazzata, ha mandato giù una frana e ha detto basta: questa non è la Sanremo, sembra più una Liegi dei poveri. Dunque si è tornati al percorso pre-2008, con solo Cipressa e Poggio in chiusura. Tanti si lamentano, dicono che un percorso così può premiare anche il Sig. Nessuno, quello che sta a ruota, rema in ultima posizione finché non vede il traguardo e poi boom, piazza lo sprint da non si sa nemmeno dove. Ma sbagliano. Non vinci la Sanremo se sei un Sig. Nessuno. Perché la selezione non la fanno solo i colli, la fanno anche i chilometri, e se dopo 300 chilometri ne hai ancora per alzarti sui pedali e sverniciare tutti, beh, per me te la sei meritata tutta. La Sanremo non è una corsa per velocisti, è una corsa per gente con un motore da fuoriclasse, è una corsa che dà una chance a tutti, dal velocista allo scalatore, basta che abbiano le gambe. Continua a leggere

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Il Ciclismo 2015 – Preview della stagione

Tour-de-France

Quattro mesi. E’ il tempo trascorso dall’ultima gara importante di ciclismo. Un letargo infinito da cui ci stiamo risvegliando in questi giorni. Occhi stropicciati e faccia gonfia, ci guardiamo intorno. Qualcosa è cambiato? Forse qualche maglia, ma i polpacci fibrosi, le costole in vista, i culi a forma di Pacman son sempre gli stessi. Quelli di una vita passata sul sellino a sperare che la crisi non arrivi. Ancora qualche metro poi mollo, ancora un po’, no dai non mollo. E noi lì ad ammirarli per un altro anno.

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Boom e boom: il Tour esplode alla quinta tappa

Mini-Roubaix, maxi-vittoria

Mini-Roubaix, maxi-vittoria

Oggi, alla 5a tappa, è esploso il Tour de France. Ci aspettavamo una tappa stravagante, sia per la vittoria parziale, sia per uno stravolgimento della classifica. Ma in pochi potevano immaginare che le due cose potessero combaciare sul traguardo all’entrata della foresta di Arenberg. Ma andiamo con ordine, perché prima del pavé il tour aveva già perso il suo protagonista più atteso: Froome non fa più parte della corsa. A meno 80 km dall’arrivo, dopo l’ennessima scivolata odierna (ben 3), è salito in macchina, visibilmente scosso, più che dolorante. Scosso dalla incapacità di restare in sella, più fragile di un Alex Zuelle in discesa; sicuramente la caduta di ieri, più rovinosa di altre, ha inciso molto sulla sua performance fantozziana, ma è dalla penultima tappa del Delfinato che c’è qualcosa che non va. Continua a leggere

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Roubaix 2014: a volte vince il ciclista, a volte vince la corsa.

La Roubaix non si può raccontare, inizi a prendere appunti a 100 km dall’arrivo e ti trovi con 20 gruppi e gruppetti, 100 cadute, 60 recuperi e non sai più da dove iniziare. La Roubaix non si può raccontare, ma basterebbero le immagini, le foto, per capirne l’essenza, che va al di là di un nome scritto su un albo d’oro: l’entrata nella foresta di Arenberg vista dall’alto, quando capisci che “foresta” non è un modo di dire; il corridore che getta la bicicletta nel fosso, contrariato per l’ennesimo problema meccanico, e prende coscienza di cosa è l’inferno. Il fango o, come oggi, la polvere, l’immancabile passaggio a livello che ti ferma mentre stai scappando o, ancor peggio, stai provando a recuperare da una foratura, quando danno e beffa si congiungono e a te non resta che imprecare. La Roubaix è tutto questo ed anche di più: fa palmares finirla, figurarsi vincerla.

Rast getta la bici, Arenberg ha vinto.

Rast getta la bici, Arenberg ha vinto.

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Nibali e l’ossessione sanremese

Due modi diversi di non vincere

Due modi diversi di non vincere

Anche quest’anno sia il maltempo che Vincenzo Nibali c’hanno provato a far saltare il banco della “classicissima”, la gara che inaugura la stagione “che conta” del ciclismo e che, nonostante pioggia, gelo, neve e grandine, è anche quella che inaugura la primavera per il popolo a due ruote.

La corsa, per me, inizia a -30 km dall’arrivo, fino a quel momento mi sono dedicato ad uno dei principali sport domenicali….la pennica post pranzo. Mi sveglio appena in tempo per rinconquistare la lucidità durante il Capo Berta e godermi il duo Cipressa-Poggio. Fino ad allora la fuga di 7 uomini ha raggiunto un massimo di 12 minuti, dicono, ma nonostante il maltempo, il gruppo non sembra preoccuparsene, non vedo perché debba farlo io. Continua a leggere

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L’antipasto

Da 8 anni, una classica polverosa

Da 8 anni, una classica polverosa

Kwiatkowski, Sagan, Valverde, Cunego, Kreuziger, Cancellara, Evans è l’ordine di arrivo della “Strade Bianche”, una gara arrivata all’ottava edizione, che, ovviamente, non può essere una grande classica in termini storici, ma che ha tutto per esserlo in termini qualitativi del percorso e appunto dei partecipanti.

L’arrivo in piazza del campo oggi sembrava una passerella, dopo la rampa finale e dopo una decina di tratti sterrati che hanno fatto selezione quasi senza il bisogno di scossoni, come fosse una Roubaix: i campioni sono sfilati uno ad uno, selezionati dalla polvere e da un percorso d’altri tempi. Continua a leggere

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