Articoli con tag: cavendish

La maledizione della maglia iridata

Siamo nel pieno della stagione ciclistica 2015, le prime classiche hanno già recitato i titoli di coda con vincitori e vinti che guardano al futuro per confermarsi o redimersi.

Il carrozzone a pedali, dopo aver sedotto paesi e spettatori, li abbandona lasciandoli nell’indifferenza degli altri trecentosessantaquattro giorno con la rimozione di striscioni, sponsor e l’abbandono delle carovane da Sanremo e Oudenaarde per spostarsi al Velodomo di Roubaix dove è in programma la classica delle classiche, quella Parigi-Roubaix che è una data cerchiata in rosso dagli appassionati delle due ruote.

Ecco, per preview e review della Parigi Roubaix i miei colleghi su questo blog vi delizieranno ai bordi di questo weekend, nel frattempo cercherò di guidarvi in tantissime piccoli grandi storie unite da un unico grande denominatore, la maglia di campione del mondo…

La maglia tanto cercata, ma non sempre fortunata..

Diventare campioni del mondo nel ciclismo, a differenza di altri sport, non equivale spesso ad essere effettivamente il più forte di tutti, ma il migliore in quel determinato giorno e per quel determinato circuito. Ci sono infatti troppe variabili nella gara in linea, dallo stato di forma, al gioco di squadra (ahi ahi cara Spagna..) alla programmazione e al numero di gare corse durante l’anno. Mettiamo quindi in chiaro una cosa, nella storia, recente e non, il vincitore del campionato del Mondo è stata una sorpresa, per molti un punto di arrivo, ma, come vedremo in questo articolo, raramente è stato un trampolino di lancio. Ed è proprio a questa maledizione della maglia iridata che vogliamo dare uno sguardo in questo articolo.

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Milano Sanremo 2015: chi può vincerla?

La Classicissima. La Classica di Primavera. La Sanremo. E’ la corsa di un giorno più importante d’Italia e una delle cinque monumento. Quasi trecento chilometri in attesa di una volata, o forse no. Il percorso tra Milano e Sanremo è stato cambiato varie volte nel corso degli anni, spesso per rendere la gara meno prevedibile, più sognatrice. E più si provano ad aggiungere salite, più i velocisti si allenano in inverno per superarle.

Numero di corridori nel gruppo che si è giocato la vittoria dal 1907 a oggi

Numero di corridori nel gruppo che si è giocato la vittoria dal 1907 a oggi

Poggio, Cipressa, Manie: ogni volta che il gruppo diventava più folto all’arrivo si buttava dentro un colle, per bruciare i muscoli degli uomini veloci e dare una speranza ai finisseur più coraggiosi. RCS un paio di anni fa voleva aggiungere addirittura un’altra salita tosta, la Pompeiana, ma Madre Natura si è incazzata, ha mandato giù una frana e ha detto basta: questa non è la Sanremo, sembra più una Liegi dei poveri. Dunque si è tornati al percorso pre-2008, con solo Cipressa e Poggio in chiusura. Tanti si lamentano, dicono che un percorso così può premiare anche il Sig. Nessuno, quello che sta a ruota, rema in ultima posizione finché non vede il traguardo e poi boom, piazza lo sprint da non si sa nemmeno dove. Ma sbagliano. Non vinci la Sanremo se sei un Sig. Nessuno. Perché la selezione non la fanno solo i colli, la fanno anche i chilometri, e se dopo 300 chilometri ne hai ancora per alzarti sui pedali e sverniciare tutti, beh, per me te la sei meritata tutta. La Sanremo non è una corsa per velocisti, è una corsa per gente con un motore da fuoriclasse, è una corsa che dà una chance a tutti, dal velocista allo scalatore, basta che abbiano le gambe. Continua a leggere

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