Articoli con tag: ciclismo

Pillole di Giro – La prima settimana

La prima settimana

La prima settimana

Dopo 9 giorni di gara finalmente il gruppo tira il fiato: non è stata la solita prima settimana di un grande giro.

Pochissime tappe banali, anche quelle con arrivo in volata comunque presentavano cavilli interessanti ai quali spesso i corridori si sono appigliati per movimentarla un po’.

Quattro volte è arrivata la fuga, altrettante (ma non le stesse) le volte che hanno vinto gli italiani.

Paradossalmente le tappe più lineari sono state le due con arrivo in salita, ma anche lì non è mancato il divertimento: sull’Abetone, per esempio, l’Astana tirava, Contador attaccava. Non ci sono stati praticamente distacchi tra i 3 favoriti (il secondo guadagnato ieri dal sardo fa solo statistica), ma le micce sono già pronte per essere accese.

Tre favoriti, con Uran leggermente dietro e la perdita di Pozzovivo (che era una incognita in più) per una brutta e spaventosa caduta. Come stanno le squadre dei primi tre in classifica? Continua a leggere

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Il mondiale di Cassani e dei suoi soldati

Tanto impegno

Tanto impegno

Inutile fare tanti giri di parole, noi questo tipo di corridore non ce l’abbiamo: il corridore che vince le grandi classiche non c’è, né che siano movimentate, né che siano da volatone finale, né che sia una via di mezzo come ha dimostrato di essere il circuito di Ponferrada. Poi certo Visconti è buono, De Marchi ha passato il 2014 all’attacco, ma davanti al gotha del ciclismo per la gara secca, quando la gran parte dei migliori (Sagan escluso…) si presenta al 100%, loro, i nostri, o sono al 150% o hanno poche chance. È più facile trovare la fuga giusta in una delle 20 tappe di un grande giro, che vincere l’appuntamento secco, è lapalissiano, ma vale la pena sottolinearlo. Continua a leggere

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Il trionfo di Nibali

Brindiamo

Brindiamo

Iniziamo dicendo una banale verità: dopo anni di attesa l’Italia è di nuovo la patria del più forte ciclista del mondo. Perché, non nascondiamocelo, chi conquista il Tour de France è il più forte. Si possono vincere tutte le classiche che si vogliono, campionati del mondo e anche Giri e Vuelta a ripetizione, ma finchè non si indossa la maglia gialla ai campi elisi si rimane solo un grande ciclista, non il migliore. Ecco adesso Nibali è proprio il migliore.

Ha vinto da fuoriclasse. Ogni giorno il siciliano ci ha regalato un motivo per entusiasmarci, giocando con gli avversari dall’alto di una superiorità imbarazzante perché, in uno dei più bei tour degli ultimi anni per disegno e difficoltà, ha dimostrato di saper pedalare in qualsiasi condizione di tempo e di terreno. Continua a leggere

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Irlanda, Australia, Colombia, Italia: il Giro 2014

Il più forte

Il più forte tra i colombiani, quindi il più forte di tutti

Per raccontarvi la 97esima edizione del Giro d’Italia partiamo autocitandoci: poco più di un anno fa, grazie all’intuizione di Carmine, v’avevamo raccontato di una interessante evoluzione di una scuola di ciclismo, quella colombiana. Partiamo da lì per descrivervi quello che è stato a tutti gli effetti un giro dominato da loro, con 10 maglie rosa (4 Uran, 6 Quintana), primo e secondo posto nella generale con gli stessi Quintana e Uran, miglior scalatore nella classifica dei gran premi della montagna con Arredondo che è riuscito a vincere anche una delle tappe più belle, quella con l’arrivo a Rifugio Panarotta, oltre che essere costantemente in fuga, piazzamenti e attacchi con Duarte, Pantano, Chalapud, Sebastian Henao (cugino del sospeso Sergio) e altri che ci dimentichiamo: erano ovunque e hanno esaltato questa corsa. Continua a leggere

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Nibali e l’ossessione sanremese

Due modi diversi di non vincere

Due modi diversi di non vincere

Anche quest’anno sia il maltempo che Vincenzo Nibali c’hanno provato a far saltare il banco della “classicissima”, la gara che inaugura la stagione “che conta” del ciclismo e che, nonostante pioggia, gelo, neve e grandine, è anche quella che inaugura la primavera per il popolo a due ruote.

La corsa, per me, inizia a -30 km dall’arrivo, fino a quel momento mi sono dedicato ad uno dei principali sport domenicali….la pennica post pranzo. Mi sveglio appena in tempo per rinconquistare la lucidità durante il Capo Berta e godermi il duo Cipressa-Poggio. Fino ad allora la fuga di 7 uomini ha raggiunto un massimo di 12 minuti, dicono, ma nonostante il maltempo, il gruppo non sembra preoccuparsene, non vedo perché debba farlo io. Continua a leggere

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