Articoli con tag: Conte

La Juve di Allegri e il Barça di Luis Enrique

Massimiliano Allegri e Luis Enrique sono gli allenatori delle due squadre che il 6 giugno a Berlino prossimo si contenderanno il massimo trofeo europeo, che potrebbe chiudere per uno o per l’altro la tripletta o triplete di trofei con il titolo del campionato e della coppa nazionale.

Due allenatori che non molto tempo fa erano decisamente lontani dal pensiero di poter sedere sulle panchine di Juventus e Barcellona nella finale di Champions League.

Allegri vs Luis Enrique per la Champions. Chi l’avrebbe mai immaginato?

Luis Enrique è stato letteralmente sbeffeggiato dai tifosi romanisti nella sua alquanto deludente stagione sulla panchina della Roma, che non gli hanno perdonato quasi nulla, a partire dagli scarsi risultati, dal gioco promesso ma mai realmente mantenuto e dalle diatribe con il vero capo di Roma, Francesco Totti.

Era arrivato come un possibile nuovo Guardiola, se n’è andato dopo solo un anno lasciando pochi ricordi e molte polemiche. Dopo un anno di pausa ha accettato la panchina del Celta Vigo per tornare in Spagna, ed ha ritrovato improvvisamente la via smarrita in Italia, raggiungendo una tranquilla salvezza che gli ha aperto le porte del club per lui più importante, il Barcellona.

Allegri era partito nell’estate della scorsa stagione come tecnico esautorato dal Milan, nonostante la qualificazione in Champions acciuffata all’ultima giornata.

Berlusconi non voleva più quel livornese (ve le ricordate l’esonero e la smentita? ndr) che gli aveva portato il diciottesimo scudetto, ma che aveva un gioco poco spettacolare, decisamente non gradito al Cavaliere. Era stato Galliani a convincere il proprio presidente a non mandar via il tecnico in estate, promettendo un’inversione di tendenza, ma quel aut-aut aveva di fatto chiuso mentalmente la carriera rossonera di Allegri, che nel girone d’andata aveva fatto solamente 22 punti e a gennaio era stato esonerato, cedendo il posto all’odiato Seedorf. Continua a leggere

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Il tavolo da 100 euro – Semifinali di Champions: Juventus vs Real Madrid

Come trasformare 10 euro in una banconota da 100

Come trasformare 10 euro in una banconota da 100

Il famoso tavolo da 100 Euro è apparecchiato.

Antonio Conte nella sua conferenza stampa prima dell’addio alla Juventus ha coniato una frase, che è rimasta scolpita nei pensieri di quasi tutto il mondo juventino, quasi a diventare un mantra sul quale costruire l’intera stagione.

L’ex allenatore dei bianconeri aveva accusato la dirigenza di non permettergli di avere una squadra che potesse sedere al tavolo di lusso delle grandi d’Europa, anticipando le sue dimissioni che sarebbero arrivati nei giorni successivi.

La dirigenza, spiazzata dalla decisione, aveva virato sull’usato sicuro di Allegri, sperando di non buttare all’aria tutto quello che aveva costruito negli ultimi tre anni.

Stasera allo Juventus Stadium quella dirigenza potrà vedere la propria creatura affrontare il Real Madrid nell’andata della prima semifinale di Champions League, a pochi giorni dalla festa del quarto scudetto consecutivo conquistato con una cavalcata trionfale.

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Il capitano se ne è andato

soriso.....riso...risata...come me vie' da ride..

soriso…..riso…risata…come me vie’ da ride..

Due anni dopo l’addio di Del Piero, l’altro capitano storico della Juventus lascia Torino, con la preparazione atletica appena iniziata e un mercato non ancora decollato che subirà ulteriori rallentamenti dopo questa decisione. Due addii in due anni, due addii dolorosi per la tifoseria bianconera ma che lasciano sensazioni completamente differenti. Se l’addio della bandiera, del capitano vero, del giocatore che è sceso in B da campione del mondo, aveva lasciato l’impressione di una società forte e determinata, l’addio di Antonio Conte ha fatto ritornare alla mente dei tifosi bianconeri i disastri di 4 anni fa. Dico questo perché, dare l’addio alla bandiera che aveva fatto il suo tempo, dopo essere stati messi sotto scacco con il contratto firmato in bianco, dà l’impressione di un gruppo dirigenziale sicuro di quel che fa, che guarda al futuro e non ai sentimenti dei tifosi e pensa solo al bene della Juventus. Una scelta coraggiosa, che difficilmente personaggi come Blanc e Cobolli Gigli sarebbero stati in grado di intraprendere. Da quell’addio i tifosi bianconeri si erano illusi che i tempi bui, i tempi in cui si spendevano sopra i 10 milioni per brocchi della portata di Pepe, Martinez e Poulsen (acquistato sotto la gestione del luminare Alessio Secco) fossero davvero finiti. Continua a leggere

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L’importanza del “No Comment”

Non sono azzurro di sci

Non sono azzurro di sci

A “Quel che passa” non siamo quasi mai tempestivi, è che ci pesa un po’ il culo ad alzarci dal divano per raggiungere la scrivania e buttare giù due righe. È altresì vero che, archiviata la stagione del football giocato (almeno quello negli States), mi stavo guardando intorno per non lasciare troppo nel silenzio questo blog: il 6,16 di Lavillenie avrebbe meritato il giusto spazio, se non altro per l’effetto sorpresa con cui mi ha colto, però ho provato a demandarlo a chi sicuramente ne sa più di me; poi c’è Sochi 2014, ma mi sono promesso ancor prima che i giochi iniziassero di non farmi risucchiare dal vortice di quelli che sono stati “azzurri di sci”, in sostanza seguo quanto posso, mi diverto (beh USA-Russia di hockey maschile s’è lasciata vedere….), ma risulterei ridicolo se dovessi mettermi a raccontarveli. Continua a leggere

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Vucinic-Guarin, l’affare e il pasticcio.

Nemmeno io posso nominare Sherman...

Nemmeno io posso nominare Sherman…

Stavo sfogliando la margherita: “Vucinic-Guarin” o “il trashtalk di Sherman”, “Vucinic-Guarin” o “il trashtalk di Sherman”, “Vucinic-Guarin” o “il trashtalk di Sherman”………..lo so, a ben vedere sembra stia rovistando nel fango, ma entrambi gli “scandali” offrono spunti di riflessione. Alla fine è rimasto il petalo dello scambio che sta animando le coscienze della gran parte dei tifosi juventini ed interisti e di quello mi tocca parlare.

La prima riflessione che mi viene non è di natura tecnica/tattica ma logistica/organizzativa: al primo affare della (non) gestione Thohir sono venute fuori tutte le magagne, il presidente-gatto indica una via, i dirigenti-topi, che ballano in sua assenza, fanno come vogliono, ovvero, seguendo la loro natura, fanno male. L’indonesiano aveva indicato la via: 1-fare cassa vendendo giocatori, 2-contenere le spese, tagliare contratti onerosi, 3-ringiovanire la rosa. Continua a leggere

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Due modi di intendere il 3-5-2: Mazzarri vs Conte

Un anno fa...

Un anno fa…

L’Inter di quest’anno, del nuovo corso di Mazzarri e da poco della nuova era del magnate indonesiana Tohir, sembra a molti una versione molto più frizzante, solida e migliore della precedente del tanto criticato Stramaccioni, condottiero di una squadra che ha chiuso a Maggio con il peggior piazzamento dell’intera gestione Moratti e diventato bersaglio di numerosi giudizi poco lusinghieri.
Eppure poi fai un confronto tra le due squadre fino alla stessa giornata di campionato e un dato balza all’occhio in maniera sorprendente, l’Inter di Stramaccioni aveva più punti ed era posizionata meglio dell’attuale.

E allora perché per molti tifosi e addetti questa versione è migliore? Continua a leggere

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Conte e la Juve: dal 3-5-2 al 4-3-3?

Ha da passà 'a nottata

Io un giorno ritornerò…

C’era una volta il catenaccio all’italiana, la versione, considerata troppo difensiva dalle altre nazioni, del modo di giocare italico dei tempi del Paron Rocco, legata alla solidità nella proprio metà campo col libero staccato e alle ripartenze veloci (dimenticandosi che il Milan di Rocco vinse una Coppa Campioni con 33 goals in 9 partite).

Ora c’è il 3-5-2 all’italiana, o più precisamente il 3-5-2 di Conte, quel modulo simile per certi versi al catenaccio degli anni 60 (libero in linea con la difesa invece che staccato dietro), rilanciato dal tecnico juventino e ormai punto di riferimento per quasi tutte le squadre di serie A e non solo.

Modulo che Conte ha adottato più per necessità che per volontà, dato che nel suo primo anno alla guida dei bianconeri ha quasi sempre giocato con il 4-3-3, per poi modificarlo nel 3-5-2 nel finale di stagione quando Pepe è rimasto ai box per un infortunio, che ancora adesso lo tiene lontano dai campi. Continua a leggere

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