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L’Aristotele della panchina

“Suppose a boy steals an apple
From the tray at the grocery store,
And they all begin to call him a thief,
The editor, minister, judge, and all the people—
“A thief,” “a thief,” “a thief,” wherever he goes.
And he can’t get work, and he can’t get bread
Without stealing it, why the boy will steal.
It’s the way the people regard the theft of the apple
That makes the boy what he is.”

E.L.Master, Spoon River Anthology.

Fase della seduzione

Fase della seduzione

Ora immaginate un miliardario che per anni e anni ha investito nel calcio ottenendo risultati modestissimi si innamori per caso di un tecnico emergente dal gran passato da calciatore. Supponete inoltre che, sempre per caso, scoppi uno scandalo nel mondo del pallone che permetta alla squadra allenata dal giovane mister di vincere un campionato dopo essersi classificato terzo. Pensate ora cosa sarebbe successo se per caso a Torino ci fossero stati 3 dirigenti incompetenti che per un sacchetto di lupini e una cassetta di angurie avessero donato al giovane tecnico un centrocampista e un’attaccante formidabile? Immaginate inoltre che in un’avventura inglese la tua squadra si giochi il campionato contro chi si deve salvare e il caso vuole che al 90esimo gli avversari, in vantaggio, sanno che comunque vada saranno salvi. Il trionfo, agevolato dal caso, è quanto meno facilitato (in Inghilterra non sarebbe succes…ah…no…wait). E da lì giornalisti, presidenti, tifosi, tutti a dire Mancini è un gran allenatore, top manager. Ora attualizzando il concetto espresso da E.L.Master verrebbe da dire che le vittorie di Mancini sono frutto del caso ed è il caso che rende Mancini quello che Mancini è. Continua a leggere

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Il calciomercato in Italia: non ci resta che piangere

A rimembar i tempi andati...

A rimembar i tempi andati…

C’era una volta il campionato più bello del mondo, un campionato folto di talento, meta più ambita da tutti i calciatori più importanti. I dirigenti sportivi erano dei veri e propri squali in grado di assicurarsi le prestazioni di tutte le stelle del panorama internazionale. Oggi non è più così in Italia, dove i campioni non ci sono quasi più e i dirigenti si sono trasformati da squali in pesciolini rossi, che devono andare a mendicare ex giocatori, scarti e gente mediocre in giro per il mondo.

Galliani è l’emblema di quello che sto dicendo: l’imperatore autodefinitosi condor si è rilevato un pulcino, un dirigente che scopre il pomeriggio dell’ultimo giorno di mercato che un suo tesserato non intende trasferirsi al Parma, il responsabile di mercato che parte per prendere un giocatore tutta velocità adatto per il contropiede e ritorna con un giocatore molto tecnico ma che nulla a che fare con Biabiany. Che a Milano non ci sia più un progetto tecnico da anni non è un mistero e ad ogni sessione di mercato ne arriva la riconferma. Oltre all’acquisto di Bonaventura, a lasciarmi perplesso è l’acquisto di Torres: un giocatore sulla via del tramonto da anni che arriva in prestito biennale senza la possibilità di poterlo rivendere ed effettuare una plusvalenza mi lascia perplesso. La cessione di Cristante invece è un po’ più complessa: se da una parte è un peccato vendere un giocatore giovanissimo, dall’altra potrebbe avere un senso vendere un giocatore che non è nemmeno tanto gradito al mister.

A tirare su il giudizio del mercato del Milan (6+) c’è l’ottima cessione di Balotelli, l’acquisizione di un portiere degno di tale nome, un difensore centrale di grandissima esperienza che può rivitalizzare un reparto che ha sofferto non poco negli ultimi anni (pur restando un asset economico a perdere) e l’acquisto a parametro zero di Menez. Continua a leggere

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Vucinic-Guarin, l’affare e il pasticcio.

Nemmeno io posso nominare Sherman...

Nemmeno io posso nominare Sherman…

Stavo sfogliando la margherita: “Vucinic-Guarin” o “il trashtalk di Sherman”, “Vucinic-Guarin” o “il trashtalk di Sherman”, “Vucinic-Guarin” o “il trashtalk di Sherman”………..lo so, a ben vedere sembra stia rovistando nel fango, ma entrambi gli “scandali” offrono spunti di riflessione. Alla fine è rimasto il petalo dello scambio che sta animando le coscienze della gran parte dei tifosi juventini ed interisti e di quello mi tocca parlare.

La prima riflessione che mi viene non è di natura tecnica/tattica ma logistica/organizzativa: al primo affare della (non) gestione Thohir sono venute fuori tutte le magagne, il presidente-gatto indica una via, i dirigenti-topi, che ballano in sua assenza, fanno come vogliono, ovvero, seguendo la loro natura, fanno male. L’indonesiano aveva indicato la via: 1-fare cassa vendendo giocatori, 2-contenere le spese, tagliare contratti onerosi, 3-ringiovanire la rosa. Continua a leggere

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Calcio in pillole – Carew non serve

Prima fischio la fine, meglio è.

Prima fischio la fine, meglio è.

Si parte al venerdì e già questo può creare polemiche, arbitra Orsato e questo pure avrebbe potuto creare polemiche, non ci sono casi eclatanti pro Juve, ma comunque Mazzarri ci prova lo stesso (“io non parlo degli arbitri, ma se i miei ragazzi mi dicono che c’erano due rigori per noi, io lo devo dire…”), ma niente….nessuna polemica. Peccato, ce le aspettavamo.

Un minuto di recupero il primo tempo (con il grave infortunio a Britos) e due nel secondo tempo (con la girandola dei cambi e perdite di tempo, inspiegabili per me, per lo più da parte di DeSanctis), sono la dimostrazione che Orsato non vedesse l’ora che finisse al di là del punteggio, evitando più episodi possibili.

A proposito: ma Britos?! Sviene in campo, non era il caso toglierlo?

Bonucci ha un record invidiabile di tiri deviati nella propria rete. Questa volta ha provato anche l’incornata su calcio d’angolo, Buffon attento. Continua a leggere

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