Articoli con tag: tour de france

Il Ciclismo 2015 – Preview della stagione

Tour-de-France

Quattro mesi. E’ il tempo trascorso dall’ultima gara importante di ciclismo. Un letargo infinito da cui ci stiamo risvegliando in questi giorni. Occhi stropicciati e faccia gonfia, ci guardiamo intorno. Qualcosa è cambiato? Forse qualche maglia, ma i polpacci fibrosi, le costole in vista, i culi a forma di Pacman son sempre gli stessi. Quelli di una vita passata sul sellino a sperare che la crisi non arrivi. Ancora qualche metro poi mollo, ancora un po’, no dai non mollo. E noi lì ad ammirarli per un altro anno.

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Il trionfo di Nibali

Brindiamo

Brindiamo

Iniziamo dicendo una banale verità: dopo anni di attesa l’Italia è di nuovo la patria del più forte ciclista del mondo. Perché, non nascondiamocelo, chi conquista il Tour de France è il più forte. Si possono vincere tutte le classiche che si vogliono, campionati del mondo e anche Giri e Vuelta a ripetizione, ma finchè non si indossa la maglia gialla ai campi elisi si rimane solo un grande ciclista, non il migliore. Ecco adesso Nibali è proprio il migliore.

Ha vinto da fuoriclasse. Ogni giorno il siciliano ci ha regalato un motivo per entusiasmarci, giocando con gli avversari dall’alto di una superiorità imbarazzante perché, in uno dei più bei tour degli ultimi anni per disegno e difficoltà, ha dimostrato di saper pedalare in qualsiasi condizione di tempo e di terreno. Continua a leggere

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10 tappe: cosa abbiamo perso e cosa ci resta.

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L’ennesima “chute”

Abbiamo vissuto 10 tappe senza respiro, anche le 4 volate non sono state mai banali. Al primo giorno di riposo arriviamo con un Tour stravolto, totalmente diverso da quello che ci aspettavamo: alla quinta tappa si è ritirato Froome, oggi è stata la volta di Contador. I due superfavoriti di questo grande giro, probabilmente i più forti al momento nelle corse di 3 settimane, sono a casa ed è un duro colpo per l’interesse generale della corsa.

Il vero dominatore di questo prima metà di corsa è senza ombra di dubbio Vincenzo Nibali: primo nella mini-Liegi, terzo (dietro a Boom e al compagno Fuglsang) nella mini-Roubaix, terzo nel primo (mini) arrivo in salita a Gérardmer La Mauseline (dietro a Kadri e staccato di 3 secondi da Contador) e di nuovo primo, da dominatore, nella prima tappa seriamente di montagna di questo Tour, dopo aver controllato con la sua squadra la corsa per quasi tutte le 7 ascese di giornata, prima di essere lanciato da un egregio Scarponi (caduto, ma rialzatosi…) nell’ultima salita verso La Planche des Belles Filles. Il Tour di Nibali finora è stato da campione vero, da uno che è ormai cosciente dei suoi mezzi e corre con una serenità e una semplicità ridicola (per dirla con l’accezione americana del termine). Continua a leggere

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Boom e boom: il Tour esplode alla quinta tappa

Mini-Roubaix, maxi-vittoria

Mini-Roubaix, maxi-vittoria

Oggi, alla 5a tappa, è esploso il Tour de France. Ci aspettavamo una tappa stravagante, sia per la vittoria parziale, sia per uno stravolgimento della classifica. Ma in pochi potevano immaginare che le due cose potessero combaciare sul traguardo all’entrata della foresta di Arenberg. Ma andiamo con ordine, perché prima del pavé il tour aveva già perso il suo protagonista più atteso: Froome non fa più parte della corsa. A meno 80 km dall’arrivo, dopo l’ennessima scivolata odierna (ben 3), è salito in macchina, visibilmente scosso, più che dolorante. Scosso dalla incapacità di restare in sella, più fragile di un Alex Zuelle in discesa; sicuramente la caduta di ieri, più rovinosa di altre, ha inciso molto sulla sua performance fantozziana, ma è dalla penultima tappa del Delfinato che c’è qualcosa che non va. Continua a leggere

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Il Tour 2013 in pillole – Frullate, ventaglioni e però Peraud…

Il ciclismo è (anche) questo

Il ciclismo è (soprattutto) questo

Fughiamo subito le ironie, fin troppo facili quando si parla di ciclismo: non quelle pillole.

Froome e le sue frullate, o per meglio dire le sue froollate? Froomate? Vabbè ci siamo capiti, sono la novità, sicuramente preparata con un allenamento specifico dietro, gli allunghi 40″ e 20 di recupero sono diventati famosi per chi ha seguito il Tour su Eurosport. Io resto abbastanza dubbioso sulla reale efficacia sul lungo periodo, sul Ventoux e sui Pirenei ha avuto ragione lui, sulle salite alpine nella terza settimana è stato molto meno brillante: quella cadenza pazzesca prima o poi ti resta sulle gambe. Continua a leggere

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Fame di vittoria

Sembriamo due disperati

Sembriamo due disperati?

C’era uno sciocco che ieri dava per impossibile una crisi per Froome, voi credete che oggi quello stesso sciocco non possa scrivere di ciclismo?! Vi sbagliate. Ma oggi parliamo di corsa, perché la doppia scalata dell’Alpe d’Huez, la discesa dal col de Sarenne e ancor prima l’ascesa sul col de Manse c’hanno fatto divertire e hanno dato parecchi spunti di discussione.

Parto dall’inizio per affrontare il primo argomento: la tattica della Saxo-Tinkoff. E quando dico inizio intendo proprio inizio, il chilometro zero, nemmeno fosse una gara di NASCAR con la pace car che si fa da parte e tutti che scattano a piena velocità. Il team Sky (ancora una volta…) si fa trovare impreparato, Froome è praticamente da solo e chiude una, due, tre volte sui ciclisti della Saxo-Tinkoff, un atteggiamento inusuale per uno che indossa la maglia di leader di un grande giro. Fatto sta che, pur se in prima persona, Cristopher riesce ad evitare che qualche compagno di Contador e di Kreuziger riesca ad entrare nella fuga che invece all’ennesimo tentativo se ne va (eccome se ne va….andrà talmente via che arriverà al traguardo). Continua a leggere

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Il maleficio del dubbio

Gialla la maglia, giallo il genere, giallo il dubbio.

Gialla la maglia, giallo il genere, giallo il dubbio.

Chi vince ruba, si dopa, ha comprato l’arbitro o l’avversario, a meno che non sia “io” (da tifoso) a vincere: visto così lo sport è molto semplice, diventa quasi inutile commentarlo, anzi diventa quasi inutile vederlo. I ciclisti (sì, è del caso Froome che sto parlando) non ci sono stati d’aiuto in questi anni, diventa stucchevole elencare il numero di vincitori che si sono visti poi togliere i titoli, ci siamo affezionati a tanti, troppi di loro per scoprire poi che era tutto finto ed ora non vogliamo più farci fregare. Ma se prima esageravamo nell’emozionarci (ma è davvero esagerato emozionarsi? Quale sarebbe la nostra colpa poi, da tifosi?!), ora rischiamo di incappare nella colpa opposta, quella della continua caccia alle streghe, come se ci fosse un premio, se e quando verranno revocati i titoli. No, te lo dico sin da ora, questo Tour o quel Giro non sarà assegnato a te che per primo e con più forza hai urlato “DOPAAAATOOOOO”. Continua a leggere

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