Juve a Berlino: tra culo e realtà

Kroos guarda il culo di Morata

Kroos guarda il culo di Morata

Scrivo questo pezzo da juventino, mi scuseranno quelli che lo troveranno troppo da tifoso, anzi, l’avervi avvisato per tempo vi renderà quanto meno responsabili se le cose che troverete scritte non saranno di vostro gradimento. Lo so che altrove vi stanno raccontando che è tutto culo, lo sport in Italia lo viviamo così, sminuire sempre i risultati positivi altrui, trovare sempre una scusa per le sconfitte proprie…non nascondo che da giovane ero così anche io, ma sopra i 30 di solito si inizia ad avere un approccio più maturo, ma non posso pretendere che sia così per tutti ed ovviamente non posso obbligarli…i ragazzi si stanno portando avanti anche per la finale: troppo distante, il Barcellona non manterrà la forma e poi devono ancora faticare per vincere la Liga (4 punti di vantaggio con 6 a disposizione…), ho letto anche un “che culo la Juve incontra il Barça solo su 90′” (il culo sarebbe incontrarlo per 15′ e forse non potrebbe bastare….), ammetto che però dopo anni di bocconi amari ingurgitati senza cercare scuse e fatti di premiazioni altrui viste, la cosa ha un sapore dolce, comunque finirà questa stagione.

Ma la finale ad oggi è ancora molto distante, meglio godersi ancora per qualche ora questi 180′ contro i campioni uscenti ed usciti del Real Madrid. Non siamo tornati a 12 anni fa: il ritorno di quella semifinale fu una delle prove di perfezioni in maglia bianconera meglio riuscite, quella era una Juve che veniva da 8 9 anni di dominio più o meno costante, questa Juve 9 anni fa era a Rimini. 5 anni fa era costantemente ridicolizzata da giocatori altrui e da dirigenti/allenatori propri. Siamo stati allenati da Ciro Ferrara che ora come commentatore vale meno di un Marocchi qualsiasi, siamo stati allenati da Gigi Delneri, Alessio Secco spendeva tutto il budget per Felipe Melo e Christian Poulsen. Marotta iniziava la sua avventura oltre che col tecnico appena linkato, con l’acquisto di Martinez. Non era 20 anni fa.

Raggiungere la finale di Champions per questa Juve quindi non è la fine di un percorso di dominio, ma una lenta e costante crescita attraverso Conte fino a Tevez: tornando a questa stagione, ci sono state circostanze favorevoli, è indubbio (ma ce ne sono state anche di sfavorevoli: le due sconfitte immeritate nella prima parte del girone, beccare il Borussia post crisi, nel girone di ritorno hanno comunque fatto solo 3 punti in meno del Bayern e sono ad un passo dall’Europa, gli scivoloni e le entrate improvvide di Chiellini, perdere Pogba nel momento decisivo della stagione, ma capisco che nel raccontarvi la vostra storia questo sia del tutto trascurabile), ma prima di urlare che siamo tornati, dobbiamo dimostrare di valere questi livelli anche per i prossimi anni, il che non vuol dire andare sempre in finale, magari uscire ai quarti contro un Real più in forma rispetto a questo che fa 2-2 a Torino ed 1-1 al ritorno. Perché piaccia o non piaccia, in Europa noi siamo formichine e come tali dobbiamo lavorare e pensare.

La formichina fa giocare Sturaro in una semifinale di Champions, uno che a gennaio è stato chiamato alla base perché col Genoa tanto non lo facevano giocare, e riesce a dargli un senso, la cicala piange perché non ha Modric dopo che due anni fa ha pagato 39 milioni per accontentare la clausola rescissoria di Illaramendi. La cicala non ha potuto trattenere Higuain, figurarsi se poteva farlo con Morata. Alla fine al Real è sempre così, era così anche nel 2003 ed era così l’anno scorso, si compra sempre tanto, spesso puntando al meglio che c’è a disposizione (questi hanno sostituito Xabi Alonso con Kroos, colpo che era stato giustamente descritto come il migliore del mercato, anche in rapporto al prezzo pagato) e poi qualcosa bisogna sfoltire, è successo anche con Robben, con Cambiasso e Samuel, con Di Maria, ecc ecc…come si possa giustificare un’uscita dalla Champions solo con il culo della formichina, con l’assenza di un giocatore (come ripeto, ce le avessero solo loro le assenze) o con la scarsa forma propria non lo capisco.

Partendo peraltro dal presupposto che la forma, buona o cattiva, non è che piove dal cielo, come un colpo di fortuna, ma è un merito o un demerito anche di chi prepara ed allena i propri giocatori. Il Real ha poi vinto la Champions l’anno scorso, è una squadra che anche la prossima stagione si giocherà quanto meno una semifinale, quindi non ne farei un dramma se per una volta la formichina ha lavorato meglio e tra andata e ritorno si è creata anch’essa una manciata di occasioni da gol, al di là di quelle realizzate, trovando la maniera per guadagnarsi giustamente un biglietto per l’ultima partita della stagione, amplificando le proprie forze (tattiche), minimizzando le proprie debolezze (tecniche).

Il Real ai punti meritava di più? Forse sì, ma anche solo il fatto che la Juve se la sia giocata quasi alla pari dovrebbe essere spunto per riconoscere i meriti di Allegri e dei suoi ragazzi, ma capisco che per alcuni fa più comodo pensare che sia tutto culo: è il destino, solo quello. Una rincorsa di Marchisio, un tackle di Vidal, una diagonale di Evra, l’istinto di Buffon, la pazienza di Allegri, la grinta di Tevez, l’abnegazione di un subentrante come Llorente, la classe di Morata? Forse saranno spazzate via tra 3 settimane, ma se non siete ancora riusciti a scovarle sino ad ora, la colpa è solo di quelli che si ostinano a farvele vedere.

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Categorie: Calcio | Tag: , , , , , , , , , | 4 commenti

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4 pensieri su “Juve a Berlino: tra culo e realtà

  1. Secondo me mancano 2 constatazioni: 1: va elogiato il cuore e il senso di appartenenza di Buffon che per la maglia ha rinunciato ad un pallone d’oro sicuro e a qualche champions probabili. 2:l’unica possibilità di vincere la champions è clonare marchisio e vidal, 2 che se giocano così sono 2 tra le migliori 5 mezz’ali del mondo.

    Concludo dicendo che il risultato ottenuto dalla Juve oltre ad andare oltre ad ogni aspettativa assume un maggior valore se vengono confrontati introiti ed esborsi in fase di campagna acquisti. Questo gap abissale tra la squadra piemontese con il resto d’Europa testimonia la bontà dell’operato di 4 dirigenti eccezionali (Agnelli, Marotta, Paratici e Nedved) che hanno preso la squadra nelle stalle e l’hanno portate alle stelle.

  2. Drugo

    La Juve è stata fortunata ? Forse si ma se non ricordo male lo scorso anno il Real Madrid era sotto di un gol nella finale fino al minuto 93. Poi pareggiarono all’ultima occasione disponibile ed ecco che ora contano una champion’s in più nella loro bacheca.
    Non fu da meno l’Inter del triplete che, anche qui se non ricordo male, passò a Barcellona ma solo perchè annullarono sul finale un gol ai padroni di casa per un fuorigioco che tanto fuorigioco non era.
    Senza parlare del Milan (che, per aggiungere un dettaglio insignificante, è la squadra per cui tifo io) che vinse ai rigori con la Juve dopo che in semifinale aveva pareggiato due volte con l’Inter in due partire dominate da una terza squadra: la Paura. O che, anni dopo, nelle due finali con il Liverpool perse quella in cui aveva giocato meglio e per una lunga parte dominato l’avversario e vinse quella in cui aveva giocato così così tendente al male.
    Insomma. Vincere un trofeo come la champion’s da assoluto dominatore è praticamente impossibile e gli episodi devono per forza essere dalla tua altrimenti quella coppa non la alzi. Poi lasciate pure che la gente lo chiami culo io lo chiamo in maniera diversa: merito.

  3. mlbarza

    Da nerazzurro mi rode tantissimo dirlo, ma non posso far altro che dire che la qualificazione in finale è stata meritata. Sfide di andata e ritorno preparate (e va sottolineato, Allegri ha outcoached Ancelotti, come direbbero dall’altra parte dell’oceano) e giocate meglio. Si è vista molto la differenza tra una squadra che voleva sfruttare quella che (forse) era l’occasione della vita ed un gruppo di giocatori che pensava “ma sì, tanto in un modo o nell’altro la rimettiamo a posto, mal che vada c’è sempre l’anno prossimo”.
    Poi si può stare quì a parlare degli infortunati, piuttosto che degli accoppiamenti favorevoli o degli errori arbitrali; un allenatore che sta sui coglioni a tutti tranne che ai tifosi della squadra che allena in quel momento (e quando se ne va, ma non sempre) diceva che il Campionato premia la squadra migliore, la Champion’s premia invece quella che riesce meglio in alcuni dettagli ed il cammino della Juve è lì a dimostrarlo.
    Come lo ha dimostrato nel 2010 l’Inter (il gol annullato al Barça fu per fallo di mano di Yaya Toure, non per fuorigioco) che non era la squadra migliore, ma incastrò al meglio alcuni dettagli al momento giusto. Vuoi che fossero due gol negli ultimissimi minuti nella gara decisiva del girone, o che fossero delle sviste arbitrali, o un sorteggio con un avversario sulla carta più debole degli altri. O una voglia di vincere tale da riuscire a mettere un fortino difensivo e ripartire in contropiede nel giro di un battito di ciglio.

    Quindi complimenti alla Juve (mi sento Fonzie quando doveva dire “mi dispiace” sto facendo una fatica a pigiare la tastiera…) ma ciò non toglie che spero di vedere Messi sollevare la Coppa il 6 Giugno 😀

  4. piescic

    Che io l’unico appunto sul “che culo” te lo volevo fare nel doppio confronto col Monaco. Anzi, già dal sorteggio. Ma “It’s Champion’s League, baby”, quindi soprassiedo.
    Col Real niente da dire. Bale s’è mangiato più gol quel giorno a Madrid che Suarez avversari in tutta la sua carriera.
    Che poi, se c’è chi dice che un maiale non può allenare, figuriamoci cosa può fare una acciuga.

    E ora vai di triplete. Che qui c’è gente che vuole che Marotta non compri più nessuno per riconoscenza ad un gruppo “che ha vinto 7 Scemp”…ah no, scusa. Ogni tanto mi confondo.

    PS: piccolo appunto per Andrea “don’t call me Anthony Davis” Agnelli: non succede, ma se succede…
    PPS: che io sto a rosicà è palese, ma in questo commento ho cercato di essere sarcastico e di non essere polemico. A parte su AA 😀

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