Pillole di Giro – La prima settimana

La prima settimana

La prima settimana

Dopo 9 giorni di gara finalmente il gruppo tira il fiato: non è stata la solita prima settimana di un grande giro.

Pochissime tappe banali, anche quelle con arrivo in volata comunque presentavano cavilli interessanti ai quali spesso i corridori si sono appigliati per movimentarla un po’.

Quattro volte è arrivata la fuga, altrettante (ma non le stesse) le volte che hanno vinto gli italiani.

Paradossalmente le tappe più lineari sono state le due con arrivo in salita, ma anche lì non è mancato il divertimento: sull’Abetone, per esempio, l’Astana tirava, Contador attaccava. Non ci sono stati praticamente distacchi tra i 3 favoriti (il secondo guadagnato ieri dal sardo fa solo statistica), ma le micce sono già pronte per essere accese.

Tre favoriti, con Uran leggermente dietro e la perdita di Pozzovivo (che era una incognita in più) per una brutta e spaventosa caduta. Come stanno le squadre dei primi tre in classifica?

L’Astana ha fatto impressione sia per lo stato di forma che per quanto speso. In un paio d’occasioni l’unico a rimanere subito attaccato alle rasoiate di Aru è stato il suo compagno di squadra Landa. Hanno cercato per tutta la settimana di vincere una tappa e alla fine ieri ce l’hanno fatto con Tiralongo che è diventato il più vecchio nella storia del Giro a vincerne una, a 37 anni e 313 giorni.

Ci sono 3 “kazaki” nei primi 5 posti (Aru, Landa e un silenzioso Cataldo). Quando il gruppo l’ha tirato la Tinkoff era di mantenimento, quando l’ha tirato l’Astana c’è sempre stato lo sbrindellìo (cit.). Ma non avranno speso troppo? Di sicuro hanno speso tanto e, a voler essere pragmatici, fino ad ieri quando Tiralongo finalmente ha colto la vittoria, l’avevano fatto per conquistare nulla: niente maglia, niente guadagno su avversari se non il già citato Uran e appunto niente tappa.

La Sky ha fatto un percorso inverso, pochissimo tempo al vento, quando il gruppo si mette in fila indiana non vanno mai oltre la terza posizione delle squadre, hanno comunque già collezionato una tappa (la volata vincente a Genova di Viviani) e piano piano i vari Nieve, Kiryienka, Siutsou, Konig stanno acquistando la forma tra gregariato e carte tattiche molto interessanti. Assente ingiustificato, impreparato e bocciato Sebastian Henao, giovane dal quale ci si aspettava molto e che ha raccolto solo derive (10’05” a Sestri Levante, 17’21” a La Spezia, 5’10” sull’Abetone, 7’46” a Campitello Matese, 9’36” ieri a San Giorgio del Sannio: imbarazzante, roba da gita domenicale).

Completiamo il trittico con la Tinkoff, forse la più criticata fino a questo momento (anche dal suo stesso patron….mah), Contador spesso lasciato solo, anche dopo la caduta quando invece poteva aver bisogno, la formazione non sembra all’altezza nelle seconde linee e i gregari principali (Kreuziger, Rogers, Tosatto e Basso), chi per un motivo, chi per un altro, hanno faticato tantissimo e la sensazione è che continueranno su questa falsa riga anche nei prossimi giorni.

La caduta di Colli, con successivo coinvolgimento di Contador, e quella che aveva spaccato in due il gruppo nella tappa di Genova confermano una cosa: siamo accerchiati da imbecilli. Lo siamo al bar, alla fila alle poste, sul posto di lavoro, allo stadio e quindi anche sulle strade del giro.

Ipotesi che viene confermata dai tweet post gara di ieri di Sacha Modolo:

Un abbraccio virutale a Colli: corridore che avevo imparato a conoscere come commentatore spigliato e sempre interessante su Eurosport nelle sue telecronache nel periodo di recupero per l’attività sportiva e da allora me l’ero preso in simpatia, se c’è un corridore che non meritava un infortunio così violento era lui, ma ritornerà.

Peraltro in quella volata stava risalendo fortissimo, un piazzamento nei 5 era alla sua portata.

La caduta di Pozzovivo c’ha fatto fermare il cuore e c’ha fatto temere di rivivere un incubo, non è stata innescata da nessun improvvido a bordo strada, anche se il tipo che si fionda su di lui e lo sposta come se fosse un sacco andrebbe un attimo istruito su cosa non bisogna fare in queste situazioni. Vedere il lucano al processo alla tappa a Campitello Matese, seppur con un vistoso ematoma ed una ancor più vistosa benda, c’ha fatto piacere.

L’Orica ha dominato i primi giorni del giro: 2 tappe (e mezzo?) vinte (crono a squadre, Matthews in Rosa e…..l’epic fail di Clarke?!), la maglia indossata con 3 corridori diversi (Gerrans, Matthews e Clarke). L’Australia già l’anno scorso aveva dimostrato di apprezzare particolarmente le strade italiane.

Dicevamo la “mezza” vittoria di Clarke….dopo proverà a salvarsi in corner “esultavo per la maglia rosa conquistata”. How do you say paraculo in english?

Emozionante la vittoria di Ulissi e le esultanze dei suoi compagni di squadra, di Mori in particolare, ci raccontano cosa è il ciclismo, lo stesso racconto che si ha guardando le lacrime e l’abbraccio di Aru a Tiralongo sul traguardo di San Giorgio del Sannio. Ma non ce ne vogliano Diego e @TirAstana, se guardando al tricolor, sinora l’emozione più forte ce le ha regalate Davide Formolo: 23 anni da compiere a fine anno, prima partecipazione ad un grande giro, vittoria di tappa con fuga e attacco nel finale con tempismo tattico impressionante (magari è stata solo fortuna, ma intanto c’ha preso). Il talento c’è e l’avevamo intravisto anche l’anno scorso (secondo ai campionati nazionali dietro a Nibali), non mettiamogli fretta e ce lo goderemo nei prossimi anni.

Formolo, prima volta primo

Formolo, prima volta primo

Intanto apprezzabile che nonostante le fatiche spese per la vittoria, nonostante sulla carta abbia compiti di gregariato per un Hesjedal che è già uscito di classifica proprio nella tappa da lui vinta (ha perso 5 minuti dei quasi 7 che ha ora di distacco dal leader della corsa), Davide continua a lottare cercando di restare più possibile con i primi e non è ancora arrivata la tappa in cui naufraga: da grande farà (o aspira a fare) il vincitore dei GT, meglio questa palestra piuttosto che salvare la gamba, andare fuori classifica e riprovare la fuga.

Un pensiero particolare lo meritano anche le squadre che giorno dopo giorno movimentano le tappe con fughe.

Intanto la Nippo-Vini Fantini che tra le altre cose ha messo in mostra un giovane molto interessante, Eduard Grosu, 23 anni, campione nazionale rumeno in carica. Poi stanno provando a fare classifica con Cunego, il quale però a Campitello Matese è stato rimbalzato come un bambino alle prese con la rampa del garage. E dire che quando ha provato ad attaccare la salita dura era pure finita.

Nella stessa tappa la Nippo aveva pianificato di mettere qualche uomo in fuga, i ragazzi hanno dormito in partenza e il DS cos’ha fatto? Per punizione tutti a tirare!

Non edificante il litigio interno in casa Bardiani, la squadra per antonomasia delle fughe. Sull’arrivo a Fiuggi in molti ci siamo soffermati sulla tattica doppia della Lampre, che lanciava la volata a destra per Modolo e a sinistra lasciava ampio spazio alla rincorsa, poi vincente, di Ulissi. Al processo alla tappa hanno provato a chiedergli se tutto questo fosse voluto, ma c’era talmente tanta confusione in studio (classico) che non s’è capita la risposta. A qualcuno è sfuggito che anche la Bardiani ha avuto un comportamento simile, loro non hanno vinto e di sicuro non l’avevano nemmeno programmato, Colbrelli: “(Battaglin) fa sempre così, è inutile discutere”

Sul processo alla tappa, ci sarebbe da discutere: registriamo che quasi ogni giorno c’è qualcuno che si lamenta che va in studio e poi non gli viene chiesto quasi nulla, già il tempo è poco e la sensazione di caos mal gestito dalla De Stefano è lampante. Ci sarebbe poi da dire due parole sulle accuse mosse da Cipollini: “Cambia sempre la bici prima delle salite, così alimenta dubbi” facendo riferimento alle bici con il motorino che l’UCI sta cercando con blitz finora infruttuosi in varie gare (anche al Giro nelle prime tappe). Non saprei nemmeno da dove iniziare…Contador che cambia bici alimenta dubbi? E lui che insinua questo cosa fa? “Ma poi proprio lui” parte 1: lui che ha provato sulla pelle cosa si prova quando qualcuno a mezzo stampa solleva dubbi sul proprio conto? “Ma poi proprio lui” parte 2: lui che ora è diventato un famoso produttore di biciclette, vuole sminuire l’importanza delle stesse?

Biciclette, una vale l'altra?

Biciclette, una vale l’altra?

A proposito di dubbi sollevati “ad cazzum” non poteva mancare il Re degli interventi spazzatura: “Guardando il Giro d’Italia sto rivedendo gente che sembra vada in moto, ma non voglio insinuare niente”, Fabio Caressa, direttore Sky Sport (non l’ho sentito, ma l’ho letto qui), non so il contesto in cui l’ha detto magari è in quello spazio domenicale in cui si permette dire il peggior schifo giustificandosi che comunque gli è concesso per via del clima da bar dello sport che vuole ricreare, oppure l’ha detto in qualche sua filippica da “adesso vi spiego lo sport” che spesso tende ad avere. In entrambi i casi provo imbarazzo, per lui.

Ma gettare fango sul ciclismo è la cosa che più fa contento l’ignorante del bar ed a Sky non sono nuovi a questi ammiccamenti verso la categoria, avrebbero il potenziale per costruire una cultura sportiva in Italia, sono quelli che si fanno belli con “Codice Rosso” un programma scritto da qualche bambino dell’elementare in cui si analizza lo stato del calcio italiano o con le iniziative “pro Parma” e poi si lasciano andare a questi commenti? Penosi.

Che poi sono gli stessi che parlano di ciclismo (ormai da anni) solo perché c’è una squadra che si chiama “Team Sky” (e sono nemmeno loro, ma è la Sky inglese appunto)….

Ops, sono uscito leggermente per la tangente, ma è un discorso che mi infastidisce troppo, scusate, più che una pillola questa parte è una supposta.

Torniamo sulla corsa, da questa prima settimana abbiamo capito che:

Contador, Aru e Porte si giocheranno la classifica finale, Uran sembrava in ripresa ma ha sofferto ancora ieri. Per un posto sul podio comunque non lo taglierei ancora fuori.

Porte è il più sornione, ha fatto un solo scatto (mi sembra nella tappa che portava a La Spezia) peraltro nemmeno ben ripreso dalle telecamere. Non è mai stato così in forma come quest’anno, ha la crono di sabato prossimo dalla sua, la sua squadra per ora si è riposata, ma io continuo ad essere scettico…quindi sapete su chi scommettere!!

Contador senza la caduta di Castiglione della Pescaia avrebbe attaccato e provato a guadagnare qualcosa nelle tappe successive, specie a Campitello Matese ha dovuto difendersi in attesa di superare il dolore alla spalla. Secondo me non ha faticato nemmeno troppo a non farsi staccare.

Aru è il più intraprendente, ravviva sempre la corsa e la stessa cosa fa la sua squadra, sta correndo il primo Giro da protagonista e da temuto, non lo sta soffrendo per nulla anzi il ruolo gli sembra piacere.

Ma dietro a loro? Uran può rimontare e poi? Davvero c’è il caos, difficile prevedere qualcosa. Safe dice Konig (Sky), io dico Caruso (BMC), Poz dice Amador (Movistar)

Chiudo con una divagazione sul “Tour of California”: parto dal presupposto che le corse negli States le adoro già per la collocazione in seconda serata, che non si sovrappone con nulla.

Sagan io l’ho conosciuto su queste strade, con la Cannondale che adorava metterlo in mostra nel proprio mercato. Il suo quest’anno è stato un Giro di California strepitoso, ovviamente ha collezionato una manciata di piazzamenti (tre secondi posti ed due terzi), ha vinto finalmente una volata (e battere questo Cavendish non è poi proprio da poco), ha vinto la cronometro, benché accorciata rispetto al tracciato iniziale causa maltempo (e già questo sorprende un po’ di più), ma soprattutto ha tenuto in una salita dalle pendenze per nulla banali, piazzandosi sesto (!!) nella tappa regina a soli 47″ da Alaphilippe (anche lui sorprendente).

Ha tenuto e poi è passato alla cassa nell’ultima tappa, dove un terzo posto, acciuffato sul fotofinish, non gli è mai sembrato così dolce, perché grazie agli altri abbuoni accumulati è riuscito a vincere anche la classifica generale per 3 secondi: spettacolo!

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6 pensieri su “Pillole di Giro – La prima settimana

  1. Grande Aza, sottoscrivo completamente il discorso su Caressa. Un giornalista, che è anche direttore di un canale televisivo sportivo tra i più importanti in Italia, dovrebbe star bene attento a quello che dice in pubblico, altrimenti ne perde l’immagine della sua professionalità secondo me. E poi un giornalista non dovrebbe basare i propri giudizi (soprattutto esposti al pubblico) solo sui fatti accertati e non sulle supposizioni o sulle sensazioni? Mah…

    • Figurati….giustificherà il tutto che il clima era informale, goliardico, ecc ecc…e quindi tutto si può dire, penoso, davvero!

      PS. Grazie 🙂

  2. mlbarza

    Ammazza che pillolone! 😀
    Sono più o meno d’accordo su tutto, anzi aggiungo che secondo me l’Astana rischia di pentirsi di non essere riuscita ad approfittare dello stato di forma (troppo?) avanzato dei suoi corridori, rispetto a Contador e Porte.
    Lo spagnolo sembra quasi riproporre un canovaccio simile alla scorsa Vuelta, dove causa problemi fisici tutti dovevano staccarlo e non ci riuscivano. Idem Porte, per ora lui e la Sky stanno andando in carrozza, vedremo soprattutto quando l’altimetria si alzerà se cambieranno anche i valori in campo.

    La cosa che più lascia perplesso, è che sono completamente mancati altri corridori che provassero a sparigliare un po’ le carte: Pozzovivo per sfortuna (in bocca al lupo! e un grandissimo in bocca al lupo! pure a Colli) Uran per salute, gli altri non si sa. La stessa Movistar non ho ancora ben capito chi stia usando per far classifica.

    Sulla maleducazione dei tifosi, purtroppo non resta che osservare che si tratta né più né meno della trasposizione della maleducazione in generale della società. E la cosa peggiore è che sulle grandi salite ancora non ci siamo arrivati…

    Su Caressa & Co. stenderei un velo pietoso, ormai è incommentabile, come la deriva che hanno sempre più preso Sky Sport 24 (soprattutto durante le conduzioni “singole”) ma anche le varie telecronache di svariati sport, dove è quasi meglio spegnere l’audio. Non siamo ancora al rimpiangere l’incompetenza e l’eccessiva compostezza di mamma RAI, per carità, però insomma l’andazzo non è dei migliori. Per fortuna che a SS24 c’hanno qualche conduttrice gnocca così ci si può almeno rifare gli occhi 😀

  3. mlbarza

    Abbiamo portato (…) un filo sfiga a Porte dicendo che lo stavano portando (…) in carrozza

    • Però è un “abbiamo” abbastanza esteso, nel senso che lo stava dicendo mezzo mondo 😀 poi la sky ha fatto una figura ridicola che davvero da loro non ti aspetteresti mai mai mai, la penalizzazione è eccessiva (minchia* 2 minuti?!!?), la regola si può discutere, ecc ecc…ma i colpevoli sono loro e solo loro…

      Il gioco di parole Porte-Portando/portare/portato è sempre così affascinante 😀

      *l’utilizzo della parola minchia non è casuale, la nostra indagine di mercato è stata significativa #QuelchepassaStaminchia

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